Attualità
NEWS - Crans-Montana, Jessica Moretti confessa: "Mai prove di evacuazione, nessuno ce l'ha chiesto"
12.02.2026 15:03 di Napoli Magazine
aA

Al Constellation "non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle". Jessica Moretti, proprietaria del discobar di Crans-Montana dove sono morte 41 persone, ha raccontato nell'interrogatorio di oggi un dettaglio riguardante la carenza di misure preventive nel locale. Inoltre, l'imprenditrice ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.

Un drammatico parapiglia tra alcuni familiari delle vittime del rogo al Constellation e i coniugi Moretti si è verificato pochi minuti prima dell'inizio dell'interrogatorio di Jessica davanti all'aula universitaria in cui si svolge l'audizione.

Gli indagati proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti , meno di una decina, si sono avventati contro di loro. 

Spintoni, urla e accuse: nell'inaspettato parapiglia, a favore di telecamere, tra alcuni famigliari delle vittime da una parte e Jacques e Jessica Moretti dall'altra c'è anche stato un drammatico scambio verbale tra una madre e Jacques. "Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!", ha detto la donna cui il proprietario del Constellation ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore". "Dov'è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?", ha chiesto la madre disperata. "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia", ha replicato Jacques.

"Dicono che la colpa è di Cyanne, che la colpa è del Dj, che la colpa è del Comune, ma per niente è colpa loro, solo parole e parole, questa gente non ha il cuore, solo il cuore dei soldi". Lo ha detto Michel Pidoux, padre di Tristan 17enne vittima del rogo del Constellation, dopo lo scontro verbale e il parapiglia tra alcuni genitori delle vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana e i coniugi Moretti. "Jacques ci ha detto che prenderà la sua colpa, - ha aggiunto Pidoux - ma non prende niente, solo parole. Quando va dentro (nell'aula dell'interrogatorio ndr) non parla più dice che è colpa di tutti meno che sua e di sua moglie".

L'eco dell'aggressione nei confronti dei coniugi Moretti da parte di alcuni famigliari delle vittime della strage di Crans-Montana si è fatta sentire nell'aula in cui si svolge l'interrogarorio di Jessica, dove sono presenti oltre agli inquirenti anche alcune decine di avvocati delle parti civili. In apertura, la procuratrice generale aggiunta del Cantone Vallese Catherine Seppey ha rivolto un appello alle parti "affinché si mantenga la calma e un clima più consono".

"Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari. E' per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi". Lo ha detto, in lacrime, Jessica Moretti, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l'interrogatorio di oggi, ancora scossa dopo l'aggressione di alcune famiglie delle vittime che stavano attendendo lei e suo marito difronte all'aula dell'udienza.

"Non si può andare contro un incendio. E la mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso". Così Jessica Moretti ha risposto, nel suo interrogatorio, a un avvocato delle famiglie delle vittime che le ha chiesto perché si fosse subito precipitata all'esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all'inizio dell'incendio.

ULTIMISSIME ATTUALITÀ
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
NEWS - Crans-Montana, Jessica Moretti confessa: "Mai prove di evacuazione, nessuno ce l'ha chiesto"

di Napoli Magazine

12/02/2026 - 15:03

Al Constellation "non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle". Jessica Moretti, proprietaria del discobar di Crans-Montana dove sono morte 41 persone, ha raccontato nell'interrogatorio di oggi un dettaglio riguardante la carenza di misure preventive nel locale. Inoltre, l'imprenditrice ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.

Un drammatico parapiglia tra alcuni familiari delle vittime del rogo al Constellation e i coniugi Moretti si è verificato pochi minuti prima dell'inizio dell'interrogatorio di Jessica davanti all'aula universitaria in cui si svolge l'audizione.

Gli indagati proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti , meno di una decina, si sono avventati contro di loro. 

Spintoni, urla e accuse: nell'inaspettato parapiglia, a favore di telecamere, tra alcuni famigliari delle vittime da una parte e Jacques e Jessica Moretti dall'altra c'è anche stato un drammatico scambio verbale tra una madre e Jacques. "Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!", ha detto la donna cui il proprietario del Constellation ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore". "Dov'è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?", ha chiesto la madre disperata. "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia", ha replicato Jacques.

"Dicono che la colpa è di Cyanne, che la colpa è del Dj, che la colpa è del Comune, ma per niente è colpa loro, solo parole e parole, questa gente non ha il cuore, solo il cuore dei soldi". Lo ha detto Michel Pidoux, padre di Tristan 17enne vittima del rogo del Constellation, dopo lo scontro verbale e il parapiglia tra alcuni genitori delle vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana e i coniugi Moretti. "Jacques ci ha detto che prenderà la sua colpa, - ha aggiunto Pidoux - ma non prende niente, solo parole. Quando va dentro (nell'aula dell'interrogatorio ndr) non parla più dice che è colpa di tutti meno che sua e di sua moglie".

L'eco dell'aggressione nei confronti dei coniugi Moretti da parte di alcuni famigliari delle vittime della strage di Crans-Montana si è fatta sentire nell'aula in cui si svolge l'interrogarorio di Jessica, dove sono presenti oltre agli inquirenti anche alcune decine di avvocati delle parti civili. In apertura, la procuratrice generale aggiunta del Cantone Vallese Catherine Seppey ha rivolto un appello alle parti "affinché si mantenga la calma e un clima più consono".

"Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari. E' per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi". Lo ha detto, in lacrime, Jessica Moretti, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l'interrogatorio di oggi, ancora scossa dopo l'aggressione di alcune famiglie delle vittime che stavano attendendo lei e suo marito difronte all'aula dell'udienza.

"Non si può andare contro un incendio. E la mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed è il mio riflesso". Così Jessica Moretti ha risposto, nel suo interrogatorio, a un avvocato delle famiglie delle vittime che le ha chiesto perché si fosse subito precipitata all'esterno del locale, negli istanti immediatamente successivi all'inizio dell'incendio.