Una fotografia finalmente “aggiornata e fruibile” del fenomeno dei minori “fuori famiglia” e in generale di quelli presi in carico dai servizi sociali per diversi motivi, di cui da molto tempo si sentiva la necessità. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm), presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, commenta il l° “Rapporto sui minorenni e neomaggiorenni in carico ai servizi sociali, in affidamento familiare e accolti nei servizi residenziali attraverso i dati SIOSS, relativo all’anno 2024” illustrato nella seduta odierna dal viceministro del Lavoro, on. Maria Teresa Bellucci. “Sono numeri importanti, ancor più importanti se includiamo gli stranieri - sottolinea l’on. Brambilla - e danno l’idea dell’impegno richiesto al sistema per garantire diritti fondamentali a questi bambini, ragazzi e giovani”.
Alla fine del 2024, i minori presi in carico al servizio sociale professionale erano 345.083, compresi i minorenni stranieri non accompagnati. Al netto di questi ultimi, i minori “fuori famiglia” erano, alla fine del 2024, 35.667 di cui 15.075 in affidamento familiare e 20.592 nei servizi residenziali, ai quali si possono aggiungere 21.841 neomaggiorenni (18-20 anni) che continuano ad essere seguiti.
“Questa indagine - sottolinea il viceministro Bellucci - presenta una grande novità: è censuaria, costruita coinvolgendo gli Ambiti Territoriali sociali (ATS), e quindi supera definitivamente limiti delle rilevazioni condotte fino a tre anni fa, di carattere campionario. Oggi abbiamo un rapporto, il primo di tale livello, che fotografa la realtà, con una copertura del 98,2 per cento degli Ambiti Territoriali Sociali, e considera anche i flussi, cioè i minori “dimessi” dopo aver beneficiato dell’intervento dei servizi sociali. Si tratta di un lavoro d’indagine indispensabile per rendere adeguata la programmazione a tutti i livelli, nazionale e locale, e rafforzare il sistema dei servizi, già potenziato anche con lo stanziamento di 545 milioni di euro per introdurre circa 4mila tra psicologi, educatori, pedagogisti e amministrativi, che insieme agli assistenti sociali formeranno le prime équipe multidisciplinari negli ATS. Puntiamo infine sull’interoperabilità dei dati raccolti da altre amministrazioni pubbliche, attraverso quella che sarà la cartella sociale digitalizzata”.
“Fin dalla XVII legislatura - ricorda l’on. Brambilla - la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, che anche allora avevo l’onore di presiedere, dopo una lunga serie di audizioni sulle attività e sul funzionamento delle comunità e delle strutture che ospitavano minori in affido e sui criteri di scelta, valutazione e controllo delle famiglie affidatarie, evidenziò alcune criticità che solo ora possono dirsi riconosciute e sostanzialmente superate. Prima tra tutte, proprio l'inadeguatezza del sistema, o dei sistemi, di rilevazione dei dati sui minori fuori famiglia, che finalmente oggi garantisce informazioni più aggiornate e fruibili sul numero complessivo dei ragazzi in affido, la loro collocazione, le classi di età, la natura dell’allontanamento. La nostra esigenza di conoscere ovviamente deriva dalla volontà di tutelare al meglio l’interesse di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, che in linea di principio hanno diritto di vivere e crescere all’interno della propria famiglia e devono esserne allontanati solo quand’è dimostrato che la permanenza nell’ambiente familiare metterebbe a rischio i loro diritti fondamentali. Disporre finalmente di dati attendibili è il presupposto per perseguire con la dovuta efficacia, il principio del superiore interesse del minore e garantire il diritto dei minori a vivere e a crescere all’interno delle proprie famiglie di origine, sancito dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo”.
di Napoli Magazine
17/02/2026 - 15:32
Una fotografia finalmente “aggiornata e fruibile” del fenomeno dei minori “fuori famiglia” e in generale di quelli presi in carico dai servizi sociali per diversi motivi, di cui da molto tempo si sentiva la necessità. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm), presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, commenta il l° “Rapporto sui minorenni e neomaggiorenni in carico ai servizi sociali, in affidamento familiare e accolti nei servizi residenziali attraverso i dati SIOSS, relativo all’anno 2024” illustrato nella seduta odierna dal viceministro del Lavoro, on. Maria Teresa Bellucci. “Sono numeri importanti, ancor più importanti se includiamo gli stranieri - sottolinea l’on. Brambilla - e danno l’idea dell’impegno richiesto al sistema per garantire diritti fondamentali a questi bambini, ragazzi e giovani”.
Alla fine del 2024, i minori presi in carico al servizio sociale professionale erano 345.083, compresi i minorenni stranieri non accompagnati. Al netto di questi ultimi, i minori “fuori famiglia” erano, alla fine del 2024, 35.667 di cui 15.075 in affidamento familiare e 20.592 nei servizi residenziali, ai quali si possono aggiungere 21.841 neomaggiorenni (18-20 anni) che continuano ad essere seguiti.
“Questa indagine - sottolinea il viceministro Bellucci - presenta una grande novità: è censuaria, costruita coinvolgendo gli Ambiti Territoriali sociali (ATS), e quindi supera definitivamente limiti delle rilevazioni condotte fino a tre anni fa, di carattere campionario. Oggi abbiamo un rapporto, il primo di tale livello, che fotografa la realtà, con una copertura del 98,2 per cento degli Ambiti Territoriali Sociali, e considera anche i flussi, cioè i minori “dimessi” dopo aver beneficiato dell’intervento dei servizi sociali. Si tratta di un lavoro d’indagine indispensabile per rendere adeguata la programmazione a tutti i livelli, nazionale e locale, e rafforzare il sistema dei servizi, già potenziato anche con lo stanziamento di 545 milioni di euro per introdurre circa 4mila tra psicologi, educatori, pedagogisti e amministrativi, che insieme agli assistenti sociali formeranno le prime équipe multidisciplinari negli ATS. Puntiamo infine sull’interoperabilità dei dati raccolti da altre amministrazioni pubbliche, attraverso quella che sarà la cartella sociale digitalizzata”.
“Fin dalla XVII legislatura - ricorda l’on. Brambilla - la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, che anche allora avevo l’onore di presiedere, dopo una lunga serie di audizioni sulle attività e sul funzionamento delle comunità e delle strutture che ospitavano minori in affido e sui criteri di scelta, valutazione e controllo delle famiglie affidatarie, evidenziò alcune criticità che solo ora possono dirsi riconosciute e sostanzialmente superate. Prima tra tutte, proprio l'inadeguatezza del sistema, o dei sistemi, di rilevazione dei dati sui minori fuori famiglia, che finalmente oggi garantisce informazioni più aggiornate e fruibili sul numero complessivo dei ragazzi in affido, la loro collocazione, le classi di età, la natura dell’allontanamento. La nostra esigenza di conoscere ovviamente deriva dalla volontà di tutelare al meglio l’interesse di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, che in linea di principio hanno diritto di vivere e crescere all’interno della propria famiglia e devono esserne allontanati solo quand’è dimostrato che la permanenza nell’ambiente familiare metterebbe a rischio i loro diritti fondamentali. Disporre finalmente di dati attendibili è il presupposto per perseguire con la dovuta efficacia, il principio del superiore interesse del minore e garantire il diritto dei minori a vivere e a crescere all’interno delle proprie famiglie di origine, sancito dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo”.