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SZN - Tartarughe marine, il 22 ottobre la liberazione di due esemplari ad Ascea Marina e l’inaugurazione di un impianto per ridurre l’inquinamento luminoso
20.10.2026 12:22 di Napoli Magazine
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 Ridurre l’impatto dell’illuminazione artificiale sugli ecosistemi costieri, conciliando la sicurezza e la fruizione degli spazi pubblici con la tutela della biodiversità. È l’obiettivo del nuovo impianto di illuminazione consapevole realizzato a Marina di Ascea, lungo il tratto costiero della località Scogliera, uno degli habitat più importanti della Campania per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta.

Il progetto sarà inaugurato giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 11:30. Per l’occasione saranno liberate in mare due tartarughe riabilitate presso il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn, entrambe dotate di trasmettitori satellitari per monitorarne gli spostamenti.

L’intervento rientra nel progetto LIFE TURTLENEST, coordinato da Legambiente e finanziato dal programma LIFE dell'UE, con la Stazione Zoologica Anton Dohrn come referente scientifico e la Regione Campania come partner istituzionale. La realizzazione è stata resa possibile dalla collaborazione del Comune di Ascea, che dal 2015 sostiene il monitoraggio e la tutela delle nidificazioni lungo il litorale, e dal contributo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’Ente, che ha finanziato anche il rifacimento della pista ciclopedonale adiacente alla spiaggia, affianca da anni la Stazione Zoologica nelle attività di conservazione della specie in Cilento, area di rilievo per la riproduzione della tartaruga marina nel Mediterraneo occidentale.

Il percorso di mitigazione dell’inquinamento luminoso è iniziato durante l’estate con la sostituzione dei corpi illuminanti delle strutture balneari e delle attività turistiche della Scogliera, per poi proseguire con l’adeguamento dell’illuminazione stradale e della nuova pista ciclopedonale.

Il progetto illuminotecnico, ideato da Chiara Carucci, Noctua, è stato sviluppato per limitare la dispersione della luce verso la spiaggia e il mare. Temperatura di colore di 2700 K, intensità e orientamento dei corpi illuminanti sono stati selezionati per garantire la fruibilità degli spazi pubblici e ridurre l’impatto sugli ecosistemi costieri.

L’inquinamento luminoso, infatti, rappresenta una pressione ambientale ancora largamente sottovalutata. Numerosi studi hanno dimostrato che l’eccesso di luce artificiale e l’impiego di sorgenti con caratteristiche spettrali inappropriate possono alterare i cicli biologici di molte specie, interferendo con orientamento, alimentazione, riproduzione e migrazione. Nell’uomo, l’esposizione alla luce artificiale notturna può incidere sui ritmi circadiani e sulla qualità del sonno.

Le tartarughe marine sono particolarmente vulnerabili. Dopo la schiusa, i piccoli utilizzano la luminosità naturale dell’orizzonte marino per raggiungere il mare. Le luci artificiali possono disorientarli, spingendoli verso l’entroterra e aumentando il rischio di mortalità per disidratazione, esaurimento o predazione. Anche gli adulti possono subire interferenze durante la deposizione delle uova.

«La tutela degli animali e la salvaguardia della biodiversità sono due facce della stessa responsabilità: rispettare gli equilibri naturali e proteggere la ricchezza della vita in tutte le sue forme. Le tartarughe marine che scelgono le nostre coste per nidificare sono un simbolo prezioso di questo patrimonio, ma anche una specie vulnerabile, che ha bisogno di interventi concreti per essere protetta. Ridurre l’inquinamento luminoso significa tutelare gli animali e, allo stesso tempo, preservare gli ecosistemi costieri, dimostrando che è possibile conciliare le esigenze delle comunità con quelle della natura. Come istituzioni abbiamo il dovere di trasformare questi principi in azioni, sostenendo progetti che mettano insieme conoscenza scientifica, attenzione al benessere animale e rispetto dell’ambiente. L’esperienza di Ascea va proprio in questa direzione: prendersi cura delle tartarughe marine significa proteggere la biodiversità e custodire un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Non possiamo chiedere alla natura di adattarsi continuamente alle nostre esigenze: dobbiamo essere noi a imparare a convivere con essa, con responsabilità e rispetto», dichiara l’Assessore alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali della Regione Campania, Fiorella Zabatta.

Per il Sindaco di Ascea, Stefano Sansone: «La presenza delle tartarughe marine lungo il nostro litorale rappresenta un patrimonio naturale che abbiamo il dovere di tutelare. Con questo intervento compiamo un passo concreto, adeguando l'illuminazione pubblica alle esigenze di protezione della specie e conciliando la salvaguardia ambientale con la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici. È un esempio di come la sostenibilità debba tradursi in scelte amministrative e interventi sul territorio. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni, che ringrazio per il lavoro svolto».

«Siamo particolarmente orgogliosi dell’intervento realizzato ad Ascea che rappresenta un risultato significativo del progetto LIFE Turtlenest - dichiara Stefano Di Marco, Project Manager del progetto e Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente. - Abbiamo voluto affrontare in modo concreto una delle pressioni ambientali meno percepite ma più insidiose per la fauna costiera: l’inquinamento luminoso. Grazie all’impiego di tecnologie mirate è stato possibile ridurre l’impatto dell’illuminazione artificiale senza compromettere la fruibilità e la sicurezza degli spazi pubblici. Questa esperienza dimostra che la tutela della biodiversità può essere integrata efficacemente nella pianificazione urbana e nella gestione delle aree costiere. Il nostro auspicio è che Ascea diventi un caso pilota capace di ispirare analoghi interventi lungo le coste italiane e mediterranee.»

«Le attività di monitoraggio svolte negli ultimi anni confermano che la Campania riveste un ruolo sempre più rilevante per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta nel Mediterraneo occidentale - afferma Sandra Hoscheid della Stazione Zoologica Anton Dohrn. - In questo contesto, la riduzione dell’inquinamento luminoso rappresenta una misura di conservazione strategica, basata su solide evidenze scientifiche, poiché contribuisce a rendere gli ambienti costieri più idonei sia alla deposizione delle uova da parte delle femmine sia al corretto orientamento dei piccoli verso il mare. L’intervento di Ascea testimonia come ricerca scientifica, amministrazioni pubbliche e soggetti del territorio possano collaborare efficacemente per trasformare le conoscenze scientifiche in azioni concrete di tutela».

«La conservazione del patrimonio naturale passa anche attraverso interventi mirati che migliorano la qualità degli habitat e riducono le pressioni di origine antropica - spiega Gregorio Romano, Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. - La mitigazione dell’inquinamento luminoso lungo il litorale di Ascea costituisce un’importante azione di gestione del territorio, pienamente coerente con gli obiettivi di tutela del Parco. La presenza sempre più frequente di nidi di tartaruga marina sulle spiagge cilentane ci richiama a una responsabilità crescente nella salvaguardia di questi ecosistemi. Per questo guardiamo con favore a iniziative come questa, che rafforzano la capacità del territorio di accogliere e proteggere una delle specie più emblematiche del Mediterraneo».

Due tartarughe tornano in mare

I due esemplari che saranno liberati ad Ascea hanno completato il percorso di cura presso il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Tonino, giovane maschio con una lunghezza del carapace di circa 70 centimetri, era stato recuperato a Filicudi dall’associazione Filicudi Wildlife Conservation. Presentava un amo ingerito e una lenza che fuoriusciva dalla bocca. Dopo un lungo percorso terapeutico e riabilitativo, è pronto a tornare in mare.

Mattiele, con una lunghezza del carapace di circa 62 centimetri, è stata recuperata all’inizio dell’estate nelle acque di Ventotene, grazie alla collaborazione con l’Area Marina Protetta dell’isola. Anche questo esemplare aveva ingerito un amo da pesca, ma la lesione meno grave ha consentito un recupero più rapido.

I trasmettitori satellitari permetteranno di seguire gli spostamenti dei due animali e di acquisire nuove informazioni sulle rotte migratorie della specie nel Mediterraneo, utili a pianificare interventi di conservazione più efficaci.

L’intervento di Ascea dimostra come una gestione più attenta dell’illuminazione possa contribuire alla tutela degli habitat costieri. L’impiego di luci calde, schermate e orientate esclusivamente dove necessario consente infatti di contenere la dispersione luminosa e gli sprechi energetici, riducendo le interferenze con la fauna.

Si ringraziano Castaldi per il contributo all’ottimizzazione dell’impianto attraverso la dimmerazione differenziata prevista dal progetto e Velia Elettro Impianti per la professionalità, l’impegno e la collaborazione nelle fasi di test e realizzazione dell’intervento.

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di Napoli Magazine

20/10/2026 - 12:22

 Ridurre l’impatto dell’illuminazione artificiale sugli ecosistemi costieri, conciliando la sicurezza e la fruizione degli spazi pubblici con la tutela della biodiversità. È l’obiettivo del nuovo impianto di illuminazione consapevole realizzato a Marina di Ascea, lungo il tratto costiero della località Scogliera, uno degli habitat più importanti della Campania per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta.

Il progetto sarà inaugurato giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 11:30. Per l’occasione saranno liberate in mare due tartarughe riabilitate presso il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn, entrambe dotate di trasmettitori satellitari per monitorarne gli spostamenti.

L’intervento rientra nel progetto LIFE TURTLENEST, coordinato da Legambiente e finanziato dal programma LIFE dell'UE, con la Stazione Zoologica Anton Dohrn come referente scientifico e la Regione Campania come partner istituzionale. La realizzazione è stata resa possibile dalla collaborazione del Comune di Ascea, che dal 2015 sostiene il monitoraggio e la tutela delle nidificazioni lungo il litorale, e dal contributo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’Ente, che ha finanziato anche il rifacimento della pista ciclopedonale adiacente alla spiaggia, affianca da anni la Stazione Zoologica nelle attività di conservazione della specie in Cilento, area di rilievo per la riproduzione della tartaruga marina nel Mediterraneo occidentale.

Il percorso di mitigazione dell’inquinamento luminoso è iniziato durante l’estate con la sostituzione dei corpi illuminanti delle strutture balneari e delle attività turistiche della Scogliera, per poi proseguire con l’adeguamento dell’illuminazione stradale e della nuova pista ciclopedonale.

Il progetto illuminotecnico, ideato da Chiara Carucci, Noctua, è stato sviluppato per limitare la dispersione della luce verso la spiaggia e il mare. Temperatura di colore di 2700 K, intensità e orientamento dei corpi illuminanti sono stati selezionati per garantire la fruibilità degli spazi pubblici e ridurre l’impatto sugli ecosistemi costieri.

L’inquinamento luminoso, infatti, rappresenta una pressione ambientale ancora largamente sottovalutata. Numerosi studi hanno dimostrato che l’eccesso di luce artificiale e l’impiego di sorgenti con caratteristiche spettrali inappropriate possono alterare i cicli biologici di molte specie, interferendo con orientamento, alimentazione, riproduzione e migrazione. Nell’uomo, l’esposizione alla luce artificiale notturna può incidere sui ritmi circadiani e sulla qualità del sonno.

Le tartarughe marine sono particolarmente vulnerabili. Dopo la schiusa, i piccoli utilizzano la luminosità naturale dell’orizzonte marino per raggiungere il mare. Le luci artificiali possono disorientarli, spingendoli verso l’entroterra e aumentando il rischio di mortalità per disidratazione, esaurimento o predazione. Anche gli adulti possono subire interferenze durante la deposizione delle uova.

«La tutela degli animali e la salvaguardia della biodiversità sono due facce della stessa responsabilità: rispettare gli equilibri naturali e proteggere la ricchezza della vita in tutte le sue forme. Le tartarughe marine che scelgono le nostre coste per nidificare sono un simbolo prezioso di questo patrimonio, ma anche una specie vulnerabile, che ha bisogno di interventi concreti per essere protetta. Ridurre l’inquinamento luminoso significa tutelare gli animali e, allo stesso tempo, preservare gli ecosistemi costieri, dimostrando che è possibile conciliare le esigenze delle comunità con quelle della natura. Come istituzioni abbiamo il dovere di trasformare questi principi in azioni, sostenendo progetti che mettano insieme conoscenza scientifica, attenzione al benessere animale e rispetto dell’ambiente. L’esperienza di Ascea va proprio in questa direzione: prendersi cura delle tartarughe marine significa proteggere la biodiversità e custodire un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Non possiamo chiedere alla natura di adattarsi continuamente alle nostre esigenze: dobbiamo essere noi a imparare a convivere con essa, con responsabilità e rispetto», dichiara l’Assessore alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali della Regione Campania, Fiorella Zabatta.

Per il Sindaco di Ascea, Stefano Sansone: «La presenza delle tartarughe marine lungo il nostro litorale rappresenta un patrimonio naturale che abbiamo il dovere di tutelare. Con questo intervento compiamo un passo concreto, adeguando l'illuminazione pubblica alle esigenze di protezione della specie e conciliando la salvaguardia ambientale con la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici. È un esempio di come la sostenibilità debba tradursi in scelte amministrative e interventi sul territorio. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni, che ringrazio per il lavoro svolto».

«Siamo particolarmente orgogliosi dell’intervento realizzato ad Ascea che rappresenta un risultato significativo del progetto LIFE Turtlenest - dichiara Stefano Di Marco, Project Manager del progetto e Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente. - Abbiamo voluto affrontare in modo concreto una delle pressioni ambientali meno percepite ma più insidiose per la fauna costiera: l’inquinamento luminoso. Grazie all’impiego di tecnologie mirate è stato possibile ridurre l’impatto dell’illuminazione artificiale senza compromettere la fruibilità e la sicurezza degli spazi pubblici. Questa esperienza dimostra che la tutela della biodiversità può essere integrata efficacemente nella pianificazione urbana e nella gestione delle aree costiere. Il nostro auspicio è che Ascea diventi un caso pilota capace di ispirare analoghi interventi lungo le coste italiane e mediterranee.»

«Le attività di monitoraggio svolte negli ultimi anni confermano che la Campania riveste un ruolo sempre più rilevante per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta nel Mediterraneo occidentale - afferma Sandra Hoscheid della Stazione Zoologica Anton Dohrn. - In questo contesto, la riduzione dell’inquinamento luminoso rappresenta una misura di conservazione strategica, basata su solide evidenze scientifiche, poiché contribuisce a rendere gli ambienti costieri più idonei sia alla deposizione delle uova da parte delle femmine sia al corretto orientamento dei piccoli verso il mare. L’intervento di Ascea testimonia come ricerca scientifica, amministrazioni pubbliche e soggetti del territorio possano collaborare efficacemente per trasformare le conoscenze scientifiche in azioni concrete di tutela».

«La conservazione del patrimonio naturale passa anche attraverso interventi mirati che migliorano la qualità degli habitat e riducono le pressioni di origine antropica - spiega Gregorio Romano, Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. - La mitigazione dell’inquinamento luminoso lungo il litorale di Ascea costituisce un’importante azione di gestione del territorio, pienamente coerente con gli obiettivi di tutela del Parco. La presenza sempre più frequente di nidi di tartaruga marina sulle spiagge cilentane ci richiama a una responsabilità crescente nella salvaguardia di questi ecosistemi. Per questo guardiamo con favore a iniziative come questa, che rafforzano la capacità del territorio di accogliere e proteggere una delle specie più emblematiche del Mediterraneo».

Due tartarughe tornano in mare

I due esemplari che saranno liberati ad Ascea hanno completato il percorso di cura presso il Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Tonino, giovane maschio con una lunghezza del carapace di circa 70 centimetri, era stato recuperato a Filicudi dall’associazione Filicudi Wildlife Conservation. Presentava un amo ingerito e una lenza che fuoriusciva dalla bocca. Dopo un lungo percorso terapeutico e riabilitativo, è pronto a tornare in mare.

Mattiele, con una lunghezza del carapace di circa 62 centimetri, è stata recuperata all’inizio dell’estate nelle acque di Ventotene, grazie alla collaborazione con l’Area Marina Protetta dell’isola. Anche questo esemplare aveva ingerito un amo da pesca, ma la lesione meno grave ha consentito un recupero più rapido.

I trasmettitori satellitari permetteranno di seguire gli spostamenti dei due animali e di acquisire nuove informazioni sulle rotte migratorie della specie nel Mediterraneo, utili a pianificare interventi di conservazione più efficaci.

L’intervento di Ascea dimostra come una gestione più attenta dell’illuminazione possa contribuire alla tutela degli habitat costieri. L’impiego di luci calde, schermate e orientate esclusivamente dove necessario consente infatti di contenere la dispersione luminosa e gli sprechi energetici, riducendo le interferenze con la fauna.

Si ringraziano Castaldi per il contributo all’ottimizzazione dell’impianto attraverso la dimmerazione differenziata prevista dal progetto e Velia Elettro Impianti per la professionalità, l’impegno e la collaborazione nelle fasi di test e realizzazione dell’intervento.