Attualità
WORKSHOP - Napoli, la cura del patrimonio pubblico per rafforzare il legame con i cittadini in collaborazione con l'Università Federico II
15.05.2026 17:07 di Napoli Magazine
aA
Il patrimonio immobiliare pubblico è uno strumento di rigenerazione urbana, che rafforza l’identità culturale, la coesione sociale e crea valore sul territorio. È il messaggio emerso questa mattina nel corso del workshop “Responsabilità etica nella cura del patrimonio immobiliare dello Stato”, promosso dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si tratta del quarto appuntamento del ciclo di seminari – che segue quelli di Mantova, Bologna e Firenze - che l’Agenzia del Demanio organizza insieme alla rete delle Università con le quali collabora per coinvolgere studenti, professionisti e ricercatori in un confronto aperto sul ruolo del patrimonio pubblico e della sua valorizzazione. Al workshop, moderato da Filippo Salucci, Direttore Strategie Immobiliari, Sostenibilità e Innovazione dell’Agenzia del Demanio sono intervenuti Alessandra dal Verme, Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio, Marella Santangelo, Direttrice del Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, Lorenzo Capobianco, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, Eugenia Carfora, Dirigente scolastico dell’Istituto superiore “Francesco Morano” di Caivano, Don Antonio Loffredo, fondatore della cooperativa “La Paranza”, Fabrizio Tucci, responsabile Area Qualità della Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Mario Losasso, professore emerito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Vincenzo Corvino, architetto dello Studio Corvino + Multari. 
L’iniziativa dell’Agenzia del Demanio parte da una riflessione sulla responsabilità etica del manager pubblico: la cura degli immobili dello Stato, oltre alle azioni tecniche o amministrative, prevede scelte che incidono sulla qualità della vita delle persone, sulla memoria collettiva e sulla capacità delle città di rigenerarsi in un’ottica di sviluppo sostenibile.
«Il patrimonio immobiliare dello Stato è un bene comune che appartiene a tutti, molto più vicino ai cittadini di quanto si pensi. È parte delle relazioni con la città, è memoria e identità. Sta a chi gestisce questo patrimonio agire con un’etica del servizio per continuare a farlo vivere», ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. «Gli interventi di valorizzazione del Piano Città degli Immobili Pubblici nel centro di Napoli e nell’area metropolitana agiscono per riconnettere spazi storici e siti archeologici alla vita delle moderne comunità, offrendo nuove opportunità culturali e sociali. Il processo di avvicinamento alle radici passa dai luoghi dove si portano nuove funzioni e una dimensione sociale che guardi al futuro della città».
A Napoli il Piano Città dell’Agenzia del Demanio, strumento di pianificazione integrata per condividere con il territorio le scelte, si sviluppa lungo tre assi strategici: il riconoscimento e la restituzione di siti storici e archeologici da riconnettere con la città in termini di fruibilità, di nuove opportunità produttive, didattiche e culturali, la riqualificazione di spazi esterni per rafforzare il legame dell’immobile pubblico con la città e la sua identità, la rigenerazione della Città Metropolitana. Un percorso che si inserisce nel valore unico del centro storico partenopeo riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
Tra i principali interventi figurano il recupero delle Torri Aragonesi lungo via Marina, il rilancio di Castel Capuano, la valorizzazione del complesso attiguo alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara, dove l’Agenzia ha avviato un modello di mixité funzionale tra spazi pubblici e servizi per la cittadinanza. Rientrano inoltre nel Piano Città la riqualificazione illuminotecnica di Piazza del Plebiscito e il grande progetto di rigenerazione della caserma Boscariello a Scampia.
L’impegno dell’Agenzia interessa anche l’area metropolitana, i Campi Flegrei, dove sono in corso interventi, a supporto del Commissario straordinario, per la messa in sicurezza sismica di 35 edifici pubblici tra scuole, uffici e la casa circondariale di Nisida. Si aggiunge il recupero dello Spolettificio borbonico di Torre Annunziata e del Real Polverificio di Scafati che puntano a ricostruire il legame tra le comunità contemporanee e i grandi siti archeologici di Pompei e Oplontis, attraverso la creazione di parchi urbani, laboratori, percorsi didattici e forme di turismo esperienziale capaci di restituire valore e identità ai territori della buffer zone vesuviana.
Il patrimonio è Il Tema. Specialmente per chi si occupa di architettura e di città”, sottolinea Marella Santangelo, Direttrice Dipartimento di Architettura della Federico II. “Il patrimonio non è più inteso solo come storico e paesaggistico, ma di fatto è tutto quello che ci circonda, è un patrimonio contemporaneo. È questa la frontiera. L'occhio al passato ci sarà sempre, ed è anche uno dei punti forti dell'Italia, ma di fatto la proiezione è su questo patrimonio immenso con cui bisogna fare i conti da tutti i punti di vista”.
Al termine dell’incontro sono intervenuti Eugenia Carfora, preside dell’Istituto Superiore Morano di Caivano e Padre Loffredo, creatore di numerose cooperative a Napoli che si sono generate dalla Cooperativa “la Paranza” per salvare il patrimonio bene comune e renderlo casa di tutti. Entrambi, con la loro esperienza attiva sul territorio hanno rappresentato la responsabilità nella cura, nel coinvolgimento dei giovani per costruire sui beni di tutti, spesso abbandonati, al di sopra e al di là di ogni “apparente” vincolo, che sembra impedire al bene di continuare a vivere nella comunità e per la comunità.
ULTIMISSIME ATTUALITÀ
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
WORKSHOP - Napoli, la cura del patrimonio pubblico per rafforzare il legame con i cittadini in collaborazione con l'Università Federico II

di Napoli Magazine

15/05/2026 - 17:07

Il patrimonio immobiliare pubblico è uno strumento di rigenerazione urbana, che rafforza l’identità culturale, la coesione sociale e crea valore sul territorio. È il messaggio emerso questa mattina nel corso del workshop “Responsabilità etica nella cura del patrimonio immobiliare dello Stato”, promosso dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si tratta del quarto appuntamento del ciclo di seminari – che segue quelli di Mantova, Bologna e Firenze - che l’Agenzia del Demanio organizza insieme alla rete delle Università con le quali collabora per coinvolgere studenti, professionisti e ricercatori in un confronto aperto sul ruolo del patrimonio pubblico e della sua valorizzazione. Al workshop, moderato da Filippo Salucci, Direttore Strategie Immobiliari, Sostenibilità e Innovazione dell’Agenzia del Demanio sono intervenuti Alessandra dal Verme, Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio, Marella Santangelo, Direttrice del Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, Lorenzo Capobianco, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, Eugenia Carfora, Dirigente scolastico dell’Istituto superiore “Francesco Morano” di Caivano, Don Antonio Loffredo, fondatore della cooperativa “La Paranza”, Fabrizio Tucci, responsabile Area Qualità della Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Mario Losasso, professore emerito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Vincenzo Corvino, architetto dello Studio Corvino + Multari. 
L’iniziativa dell’Agenzia del Demanio parte da una riflessione sulla responsabilità etica del manager pubblico: la cura degli immobili dello Stato, oltre alle azioni tecniche o amministrative, prevede scelte che incidono sulla qualità della vita delle persone, sulla memoria collettiva e sulla capacità delle città di rigenerarsi in un’ottica di sviluppo sostenibile.
«Il patrimonio immobiliare dello Stato è un bene comune che appartiene a tutti, molto più vicino ai cittadini di quanto si pensi. È parte delle relazioni con la città, è memoria e identità. Sta a chi gestisce questo patrimonio agire con un’etica del servizio per continuare a farlo vivere», ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. «Gli interventi di valorizzazione del Piano Città degli Immobili Pubblici nel centro di Napoli e nell’area metropolitana agiscono per riconnettere spazi storici e siti archeologici alla vita delle moderne comunità, offrendo nuove opportunità culturali e sociali. Il processo di avvicinamento alle radici passa dai luoghi dove si portano nuove funzioni e una dimensione sociale che guardi al futuro della città».
A Napoli il Piano Città dell’Agenzia del Demanio, strumento di pianificazione integrata per condividere con il territorio le scelte, si sviluppa lungo tre assi strategici: il riconoscimento e la restituzione di siti storici e archeologici da riconnettere con la città in termini di fruibilità, di nuove opportunità produttive, didattiche e culturali, la riqualificazione di spazi esterni per rafforzare il legame dell’immobile pubblico con la città e la sua identità, la rigenerazione della Città Metropolitana. Un percorso che si inserisce nel valore unico del centro storico partenopeo riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
Tra i principali interventi figurano il recupero delle Torri Aragonesi lungo via Marina, il rilancio di Castel Capuano, la valorizzazione del complesso attiguo alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara, dove l’Agenzia ha avviato un modello di mixité funzionale tra spazi pubblici e servizi per la cittadinanza. Rientrano inoltre nel Piano Città la riqualificazione illuminotecnica di Piazza del Plebiscito e il grande progetto di rigenerazione della caserma Boscariello a Scampia.
L’impegno dell’Agenzia interessa anche l’area metropolitana, i Campi Flegrei, dove sono in corso interventi, a supporto del Commissario straordinario, per la messa in sicurezza sismica di 35 edifici pubblici tra scuole, uffici e la casa circondariale di Nisida. Si aggiunge il recupero dello Spolettificio borbonico di Torre Annunziata e del Real Polverificio di Scafati che puntano a ricostruire il legame tra le comunità contemporanee e i grandi siti archeologici di Pompei e Oplontis, attraverso la creazione di parchi urbani, laboratori, percorsi didattici e forme di turismo esperienziale capaci di restituire valore e identità ai territori della buffer zone vesuviana.
Il patrimonio è Il Tema. Specialmente per chi si occupa di architettura e di città”, sottolinea Marella Santangelo, Direttrice Dipartimento di Architettura della Federico II. “Il patrimonio non è più inteso solo come storico e paesaggistico, ma di fatto è tutto quello che ci circonda, è un patrimonio contemporaneo. È questa la frontiera. L'occhio al passato ci sarà sempre, ed è anche uno dei punti forti dell'Italia, ma di fatto la proiezione è su questo patrimonio immenso con cui bisogna fare i conti da tutti i punti di vista”.
Al termine dell’incontro sono intervenuti Eugenia Carfora, preside dell’Istituto Superiore Morano di Caivano e Padre Loffredo, creatore di numerose cooperative a Napoli che si sono generate dalla Cooperativa “la Paranza” per salvare il patrimonio bene comune e renderlo casa di tutti. Entrambi, con la loro esperienza attiva sul territorio hanno rappresentato la responsabilità nella cura, nel coinvolgimento dei giovani per costruire sui beni di tutti, spesso abbandonati, al di sopra e al di là di ogni “apparente” vincolo, che sembra impedire al bene di continuare a vivere nella comunità e per la comunità.