Valerio Spinelli, ex playmaker del Napoli Basket, e il play della Nutribullet Treviso Alessandro Cappelletti, sono intervenuti nel corso della puntata numero 23 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di #RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC.
Piene di spunti le interviste nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”.
A seguire le loro principali dichiarazioni, nel corso del talk tutto dedicato all’analisi della sfida che domani alle 18.30 vedrà i ragazzi azzurri del neo coach Jasmin Repesa opposti alla brigata di Marcelo Nicola, sul parquet dell’Alcott Arena di Fuorigrotta.
SPINELLI E LA SCELTA DI COACH REPESA - "Sicuramente è un allenatore che non si mette in discussione perché capisce di pallacanestro, ha tantissime esperienze e ha un carisma che ti trascina. Non capisco la tempistica della società: tu hai vinto in casa di 30 punti con Varese e dopo perdi a Brescia ma sapevi che non era facile, quindi già avevi in mente di voler cambiare allenatore. E se hai deciso di cambiare allenatore, lo fai prima della partita di Varese. In questo modo avresti dato tempo di cambiare qualche regola e di mettere qualche idea nuova. Ripeto: l'allenatore non si discute, anche se un allenatore in cinque-sei giorni, non penso che possa stravolgere una squadra".
SPINELLI SULLA STAGIONE DEL NAPOLI BASKETBALL - "Purtroppo quest'anno delle cose a mio avviso si sono sbagliate o fatte tardi, per esempio penso a Simms. Era un ottimo giocatore, un 4 sia fisicato ma con un ottimo tiro da fuori, con gli esterni che sanno giocare pick e roll comunque ti può aprire gli spazi, ma dopo le prime due-tre partite è calato tantissimo. Poi ho visto che non c'era una coesione tra i giocatori, cioè non c'era un leader, non c'era chi non voleva il pallone ma difendeva e magari prendeva dieci rimbalzi, faceva il lavoro sporco. Vedevo tanti giocatori in campo che avevano un'idea ma non la eseguivano bene. Nel gioco del pick e roll, perché è una cosa che noto tanto ad esempio, vedevo che sia chi lo sfruttava, chi bloccava, non lo faceva la tempistica giusta, non c'era un vero blocco e questo non ti permette poi di creare un vantaggio e far sì di prendere un tiro comodo. In difesa, facendo un basket come voleva il coach Magro, di attaccare, di segnare 100 punti e poi di limitare un po' gli avversari in difesa, quando non fai canestri in attacco vai in difficoltà, in confusione e succede quello che è successo quest'anno perché cadono tutte le certezze che hai a inizio campionato dopo che hai fatto qualche vittoria".
SPINELLI E L'AMARCORD DELLA STAGIONE 2005/2006 - "Sì, quella è stata un'annata fantastica perché c'era un gruppo unitissimo, non avevamo nessun problema e a mio avviso lo spogliatoio ti aiuta tantissimo. C'era poi qualche testa calda ma che dopo si calmò, e scegliemmo subito Lynn Greer come trascinatore. In Coppa Italia noi non partimmo da favoriti, però dopo la vittoria con Milano prendemmo un po' di coscienza, sapevamo che potevamo arrivare fino in fondo e quella squadra aveva carattere, quindi dopo la vittoria con Milano la pressione invece di sentirla in maniera negativa ci diede quella spinta in più per farci vincere la Coppa. La stessa cosa successe anche con la Fortitudo perché in gara tre vennero i tifosi sotto l'albergo per non farci riposare, non ci fecero entrare al palazzetto in gara 5 per fare tiro, quindi ha ragione Jasmin erano un po' battaglie, ma non sono state battaglie negative, nel senso che non è che questo è influito per la nostra sconfitta finale. E' stata più brava la Fortitudo sul campo con qualche errore nostro, doveva andare così, però diciamo che era una squadra completa al cento per cento. Nessuno si tirava indietro e nessuno voleva essere il protagonista, una domenica uno, una domenica un altro giocatore, basta che alla fine si portasse il risultato a casa".
SPINELLI E I RAPPORTI CON I VECCHI COMPAGNI - "Quando lavoravo a Roma come general manager mi sentivo spesso con Larranaga: è stato sempre un ragazzo disponibile, con la testa sulle spalle e delle volte devo dire che mi ha consigliato anche alcuni giocatori perché restando nel mondo della pallacanestro è uno che ne capisce tanto. Mi sento ancora con Trepagnier, poi con gli altri col passare degli anni ognuno prende la sua strada, i suoi interessi, il suo lavoro e quindi un po' ti allontani".
SPINELLI E IL CAMBIAMENTO DEL BASKET DAGLI ANNI 2000 - "Oggi puoi mettere in una rosa sei-sette americani o stranieri, la tattica viene un po' in secondo piano, anche perché sappiamo che tanti di questi giocatori che arrivano sono fisicamente forti, sono degli atleti, però a livello di preparazione di partita, di star concentrati 40 minuti, non riescono, non è una pallacanestro adatta a loro. Tant'è vero che oggigiorno tante squadre, anche quelle che vincono, sono le squadre che fanno 100 punti e riescono a dare delle piccole idee in difesa. Poi sempre a mio avviso e sbaglierò, ma il livello è calato tantissimo partendo dal mini basket, arrivando all'Eurolega, perché secondo me prima il livello era molto più alto, i giocatori erano più concentrati e volevano fare quello. Adesso con l'avvento di Internet e dei social, i giocatori da piccoli pensano a prendere altre strade, non quella dello sport e quindi i giocatori che arrivano sono sempre meno e il talento è molto più basso".
SPINELLI, LA MANCANZA DI PLAYMAKER PURI E TERRITORIALITÀ - "Ormai il 90 per cento delle squadre gioca con due guardie, diciamo due finti play perciò non c'è più il play ragionatore come non c'è più il centro di peso. Del resto oggi c'è una pallacanestro molto più veloce e gli allenatori preferiscono avere due guardie di due metri dove ti danno la possibilità anche in difesa di cambiare o di fare una difesa più aggressiva. Per quanto riguarda il territorio la prima cosa è quando non vinci chiaramente le persone, i tifosi, le istituzioni tutti si allontanano, lo sappiamo che funziona in tutto lo sport. Non nascondo che ci vorrebbe più napoletanità nella società, che magari può riportare un po' di entusiasmo come all'epoca al di là delle vittorie. Con Maione c'era comunque Morena, c'era Spinelli, c'erano dei giocatori, degli allenatori, c'era lo stesso Bartocci. Senza queste figure, specie e non arrivano risultati, si arriva a una tristezza sportiva che penso ci sia stata".
CAPPELLETTI SULL'INGAGGIO DI COACH REPESA - "Chiaramente è un gioco della sorte, ci rincontriamo alla prima partita in cui il coach torna in attività dopo tutto quello che è successo all'inizio di questa stagione, dove stavamo facendo un grande lavoro. Io chiaramente due o tre nozioni le ho date al mio coaching staff ma chiaramente sono abbastanza preparati. Jasmin è un coach che da tanti anni porta avanti un certo cestistico fatto di tanta difesa, tanta corsa e credo che onestamente in maniera molto onesta possa sposarsi bene con le caratteristiche di alcuni giocatori che in questo momento compongono il roster di Napoli".
CAPPELLETTI E I METODI DI COACH REPESA - "Chiaramente è un allenatore che mette alla base il lavoro quotidiano, spinge molto in palestra e comunque con la sua mole anche fisica incute in un certo timore, quindi se devi stare attento a parte gli scherzi chiaramente è una presenza importante. Poi è molto bravo anche a comunicare con i propri giocatori, molto bravo a sostenere dei colloqui individuali piuttosto che di squadra e ti porta a pensare nella sua maniera, ti porta a credere in quello che fa e a continuare a lavorare perché comunque, mi ricordo ripeteva spesso una cosa che nella sua carriera tutti i giocatori che lui ha allenato, in pochissimi casi è successo che il giocatore che ha allenato non ha fatto uno step nella propria carriera".
CAPPELLETTI E LO SWITCH MENTALE POSSIBILE DI NAPOLI - "Chiaramente cinque giorni per cambiare l'esito di una stagione sono oggettivamente pochi, anche se ti chiami Jasmin Repesa. Non credo stravolgerà molto, ma la sua impronta si vedrà più che altro da un punto di vista di anima della squadra".
CAPPELLETTI E LA PARTITA CONTRO NAPOLI - "E' uno snodo cruciale ma non definitivo. Il calendario è ancora tutto sommato lungo perché in cinque partite possono succedere tante cose e ci sono ancora parecchi scontri diretti. Ovviamente è una partita a cui teniamo, veniamo da un periodo tutto sommato positivo e vogliamo dare un pochino di continuità a questi risultati".
CAPPELLETTI, IL VALORE DI COACH MARCELO NICOLA E L'AGGIUNTA DI CROSWELL - "Sicuramente il coach ha un pochino stravolto tutto quello che è stato lo storico di questa stagione per Treviso Basket. Ha avuto la bravura di darci molta fiducia e farci pensare partita per partita. Tre partite fa tanti ci davano per spacciati, quindi diciamo pensare una partita alla volta è stata la chiave. Per quanto riguarda Ed onestamente da quando è arrivato è un ragazzo che si è messo subito a disposizione della squadra, dei compagni e in questo momento il suo apporto è veramente cruciale per l'equilibrio della nostra squadra".
CAPPELLETTI E UNA POSSIBILE FUTURA CHIAMATA DI NAPOLI - "Chiaramente in questo momento in questo momento io ho firmato Treviso perché credevo nella salvezza, quindi in questo momento il mio unico obiettivo è cercare di salvarmi con Treviso. Nel momento in cui finirà la stagione, visto che comunque sono in scadenza, mi aprirò a tutte quelle che saranno le possibili proposte. Chiaramente se dovesse arrivare una chiamata da Jasmin non potrò non ascoltare, conscio del fatto che, nel caso in cui ci salvassimo, Treviso ha la priorità".
di Napoli Magazine
11/04/2026 - 15:27
Valerio Spinelli, ex playmaker del Napoli Basket, e il play della Nutribullet Treviso Alessandro Cappelletti, sono intervenuti nel corso della puntata numero 23 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di #RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC.
Piene di spunti le interviste nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”.
A seguire le loro principali dichiarazioni, nel corso del talk tutto dedicato all’analisi della sfida che domani alle 18.30 vedrà i ragazzi azzurri del neo coach Jasmin Repesa opposti alla brigata di Marcelo Nicola, sul parquet dell’Alcott Arena di Fuorigrotta.
SPINELLI E LA SCELTA DI COACH REPESA - "Sicuramente è un allenatore che non si mette in discussione perché capisce di pallacanestro, ha tantissime esperienze e ha un carisma che ti trascina. Non capisco la tempistica della società: tu hai vinto in casa di 30 punti con Varese e dopo perdi a Brescia ma sapevi che non era facile, quindi già avevi in mente di voler cambiare allenatore. E se hai deciso di cambiare allenatore, lo fai prima della partita di Varese. In questo modo avresti dato tempo di cambiare qualche regola e di mettere qualche idea nuova. Ripeto: l'allenatore non si discute, anche se un allenatore in cinque-sei giorni, non penso che possa stravolgere una squadra".
SPINELLI SULLA STAGIONE DEL NAPOLI BASKETBALL - "Purtroppo quest'anno delle cose a mio avviso si sono sbagliate o fatte tardi, per esempio penso a Simms. Era un ottimo giocatore, un 4 sia fisicato ma con un ottimo tiro da fuori, con gli esterni che sanno giocare pick e roll comunque ti può aprire gli spazi, ma dopo le prime due-tre partite è calato tantissimo. Poi ho visto che non c'era una coesione tra i giocatori, cioè non c'era un leader, non c'era chi non voleva il pallone ma difendeva e magari prendeva dieci rimbalzi, faceva il lavoro sporco. Vedevo tanti giocatori in campo che avevano un'idea ma non la eseguivano bene. Nel gioco del pick e roll, perché è una cosa che noto tanto ad esempio, vedevo che sia chi lo sfruttava, chi bloccava, non lo faceva la tempistica giusta, non c'era un vero blocco e questo non ti permette poi di creare un vantaggio e far sì di prendere un tiro comodo. In difesa, facendo un basket come voleva il coach Magro, di attaccare, di segnare 100 punti e poi di limitare un po' gli avversari in difesa, quando non fai canestri in attacco vai in difficoltà, in confusione e succede quello che è successo quest'anno perché cadono tutte le certezze che hai a inizio campionato dopo che hai fatto qualche vittoria".
SPINELLI E L'AMARCORD DELLA STAGIONE 2005/2006 - "Sì, quella è stata un'annata fantastica perché c'era un gruppo unitissimo, non avevamo nessun problema e a mio avviso lo spogliatoio ti aiuta tantissimo. C'era poi qualche testa calda ma che dopo si calmò, e scegliemmo subito Lynn Greer come trascinatore. In Coppa Italia noi non partimmo da favoriti, però dopo la vittoria con Milano prendemmo un po' di coscienza, sapevamo che potevamo arrivare fino in fondo e quella squadra aveva carattere, quindi dopo la vittoria con Milano la pressione invece di sentirla in maniera negativa ci diede quella spinta in più per farci vincere la Coppa. La stessa cosa successe anche con la Fortitudo perché in gara tre vennero i tifosi sotto l'albergo per non farci riposare, non ci fecero entrare al palazzetto in gara 5 per fare tiro, quindi ha ragione Jasmin erano un po' battaglie, ma non sono state battaglie negative, nel senso che non è che questo è influito per la nostra sconfitta finale. E' stata più brava la Fortitudo sul campo con qualche errore nostro, doveva andare così, però diciamo che era una squadra completa al cento per cento. Nessuno si tirava indietro e nessuno voleva essere il protagonista, una domenica uno, una domenica un altro giocatore, basta che alla fine si portasse il risultato a casa".
SPINELLI E I RAPPORTI CON I VECCHI COMPAGNI - "Quando lavoravo a Roma come general manager mi sentivo spesso con Larranaga: è stato sempre un ragazzo disponibile, con la testa sulle spalle e delle volte devo dire che mi ha consigliato anche alcuni giocatori perché restando nel mondo della pallacanestro è uno che ne capisce tanto. Mi sento ancora con Trepagnier, poi con gli altri col passare degli anni ognuno prende la sua strada, i suoi interessi, il suo lavoro e quindi un po' ti allontani".
SPINELLI E IL CAMBIAMENTO DEL BASKET DAGLI ANNI 2000 - "Oggi puoi mettere in una rosa sei-sette americani o stranieri, la tattica viene un po' in secondo piano, anche perché sappiamo che tanti di questi giocatori che arrivano sono fisicamente forti, sono degli atleti, però a livello di preparazione di partita, di star concentrati 40 minuti, non riescono, non è una pallacanestro adatta a loro. Tant'è vero che oggigiorno tante squadre, anche quelle che vincono, sono le squadre che fanno 100 punti e riescono a dare delle piccole idee in difesa. Poi sempre a mio avviso e sbaglierò, ma il livello è calato tantissimo partendo dal mini basket, arrivando all'Eurolega, perché secondo me prima il livello era molto più alto, i giocatori erano più concentrati e volevano fare quello. Adesso con l'avvento di Internet e dei social, i giocatori da piccoli pensano a prendere altre strade, non quella dello sport e quindi i giocatori che arrivano sono sempre meno e il talento è molto più basso".
SPINELLI, LA MANCANZA DI PLAYMAKER PURI E TERRITORIALITÀ - "Ormai il 90 per cento delle squadre gioca con due guardie, diciamo due finti play perciò non c'è più il play ragionatore come non c'è più il centro di peso. Del resto oggi c'è una pallacanestro molto più veloce e gli allenatori preferiscono avere due guardie di due metri dove ti danno la possibilità anche in difesa di cambiare o di fare una difesa più aggressiva. Per quanto riguarda il territorio la prima cosa è quando non vinci chiaramente le persone, i tifosi, le istituzioni tutti si allontanano, lo sappiamo che funziona in tutto lo sport. Non nascondo che ci vorrebbe più napoletanità nella società, che magari può riportare un po' di entusiasmo come all'epoca al di là delle vittorie. Con Maione c'era comunque Morena, c'era Spinelli, c'erano dei giocatori, degli allenatori, c'era lo stesso Bartocci. Senza queste figure, specie e non arrivano risultati, si arriva a una tristezza sportiva che penso ci sia stata".
CAPPELLETTI SULL'INGAGGIO DI COACH REPESA - "Chiaramente è un gioco della sorte, ci rincontriamo alla prima partita in cui il coach torna in attività dopo tutto quello che è successo all'inizio di questa stagione, dove stavamo facendo un grande lavoro. Io chiaramente due o tre nozioni le ho date al mio coaching staff ma chiaramente sono abbastanza preparati. Jasmin è un coach che da tanti anni porta avanti un certo cestistico fatto di tanta difesa, tanta corsa e credo che onestamente in maniera molto onesta possa sposarsi bene con le caratteristiche di alcuni giocatori che in questo momento compongono il roster di Napoli".
CAPPELLETTI E I METODI DI COACH REPESA - "Chiaramente è un allenatore che mette alla base il lavoro quotidiano, spinge molto in palestra e comunque con la sua mole anche fisica incute in un certo timore, quindi se devi stare attento a parte gli scherzi chiaramente è una presenza importante. Poi è molto bravo anche a comunicare con i propri giocatori, molto bravo a sostenere dei colloqui individuali piuttosto che di squadra e ti porta a pensare nella sua maniera, ti porta a credere in quello che fa e a continuare a lavorare perché comunque, mi ricordo ripeteva spesso una cosa che nella sua carriera tutti i giocatori che lui ha allenato, in pochissimi casi è successo che il giocatore che ha allenato non ha fatto uno step nella propria carriera".
CAPPELLETTI E LO SWITCH MENTALE POSSIBILE DI NAPOLI - "Chiaramente cinque giorni per cambiare l'esito di una stagione sono oggettivamente pochi, anche se ti chiami Jasmin Repesa. Non credo stravolgerà molto, ma la sua impronta si vedrà più che altro da un punto di vista di anima della squadra".
CAPPELLETTI E LA PARTITA CONTRO NAPOLI - "E' uno snodo cruciale ma non definitivo. Il calendario è ancora tutto sommato lungo perché in cinque partite possono succedere tante cose e ci sono ancora parecchi scontri diretti. Ovviamente è una partita a cui teniamo, veniamo da un periodo tutto sommato positivo e vogliamo dare un pochino di continuità a questi risultati".
CAPPELLETTI, IL VALORE DI COACH MARCELO NICOLA E L'AGGIUNTA DI CROSWELL - "Sicuramente il coach ha un pochino stravolto tutto quello che è stato lo storico di questa stagione per Treviso Basket. Ha avuto la bravura di darci molta fiducia e farci pensare partita per partita. Tre partite fa tanti ci davano per spacciati, quindi diciamo pensare una partita alla volta è stata la chiave. Per quanto riguarda Ed onestamente da quando è arrivato è un ragazzo che si è messo subito a disposizione della squadra, dei compagni e in questo momento il suo apporto è veramente cruciale per l'equilibrio della nostra squadra".
CAPPELLETTI E UNA POSSIBILE FUTURA CHIAMATA DI NAPOLI - "Chiaramente in questo momento in questo momento io ho firmato Treviso perché credevo nella salvezza, quindi in questo momento il mio unico obiettivo è cercare di salvarmi con Treviso. Nel momento in cui finirà la stagione, visto che comunque sono in scadenza, mi aprirò a tutte quelle che saranno le possibili proposte. Chiaramente se dovesse arrivare una chiamata da Jasmin non potrò non ascoltare, conscio del fatto che, nel caso in cui ci salvassimo, Treviso ha la priorità".