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INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 13 al 19 aprile in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano
11.04.2026 15:37 di Napoli Magazine
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Di seguito l'agenda settimanale degli spettacoli dal 13 al 19 aprile 2026 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Pasolini di Salerno

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Martedì 14 e mercoledì 15 aprile, ore 20.00

 

Anna Cappelli

di Annibale Ruccello

 

con Valentina Picello

 

scene Cosimo Ferrigolo

luci Fabio Bozzetta

 

regia Claudio Tolcachir

 

produzione Carnezzeria, Teatri di Bari, Teatro di Roma

 

 “Il perdono e la carità implicano l’accettazione totale della natura umana, che include il crimine, che non è altro che una grande concentrazione di sofferenza”
Angelica Lidde

Un testo che si interroga sul ruolo della donna nel tempo. L’indipendenza, la prospettiva di futuro, la solitudine, la mancanza di mezzi e di risorse. Con umorismo pungente e assurdo questa pièce ci conduce attraverso i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni.

Commovente e imbarazzante allo stesso tempo. Ciascuno di noi potrebbe conoscerla, incrociarla nella propria vita; ma potremmo anche essere lei. Sentirci così impotenti da prendere le decisioni peggiori. Un gioiello teatrale sul corpo di un’attrice unica, Valentina. La sua sensibilità, la sua immaginazione e l’infinita delicatezza del suo humor daranno a questo testo una impronta unica e piena di aria fresca. Una proposta molto netta: questa donna, il pubblico, e la vita in mezzo a loro. Lo humor e la tragedia mischiati. Quel sorriso doloroso che ci attraversa e non ci lascia indifferenti.

L’incontro tra il regista drammaturgo argentino Claudio Tolcachire e l’attrice Valentina Picello è avvenuto grazie a Edificio 3. Storia di un intento assurdo, spettacolo scritto e diretto da Tolcachir e nato al Piccolo Teatro di Milano durante la pandemia nel 2020.

Un incontro artistico e umano che ha dato vita ad uno spettacolo magnifico e ad un personaggio straordinario. Claudio Tolcachir dice dell’attrice: “Valentina ha dato al personaggio di Monica di Edificio 3 tutte le emozioni e i pensieri che avevo pensato per lei, arricchendola del suo carattere molto peculiare.

Ho pensato a lei quale interprete ideale per questo monologo potente di un autore napoletano che fino a poco tempo fa non conoscevo, Annibale Ruccello, di cui ora desidero leggere ogni cosa”.

La scena affaccia sulle macerie di una vicenda che continuamente ritesse sé stessa, «in un vago altrove, tra il Vero e l’immaginario», dove – nelle parole di Nathaniel Hawthorne – «possono entrare gli spettri senza terrorizzarci»; dove «una forma amata un tempo ma ora scomparsa, se ne sta lì […] con un aspetto che ci lascia incerti a dubitare se stia tornando da molto lontano o se non si sia mai veramente staccata dal suo posto accanto al nostro fuoco».

Nel progetto scenografico per Anna Cappelli, la materializzazione di un passato traumatico ricompone in modo frammentario e assurdo l’apparizione di ciò che è andato perduto, riconoscendo al ricordo la legittimità di plasmare anche ciò che potrebbe non essere mai davvero esistito.

 

Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Da mercoledì 15 a venerdì 17 aprile, ore 20.45

Napoletana

testi e musiche, voce, pentarpa napoletana, sax sopranino in Mib Enzo Avitabile

chitarra classica Gianluigi Di Fenza

tamburi Carlo Avitabile

violoncello Marco Pescosolido

produzione Black Tarantella

Enzo Avitabile, tra i fondatori del Neapolitan power, si esibisce in uno speciale concerto in acustico dedicato alla canzone napoletana, che vede anche l’uso di uno strumento come l’arpina inventato per l’occasione.

Il suo è un canto libero e religioso ma anche profano, in cui la religione è innanzitutto un sentimento popolare più che liturgico, una preghiera laica che cerca di incontrare le persone e le emozioni perse in una risata.

“Napoletana” è un progetto artistico che nasce da una grande volontà di recupero dell’antico lirismo napoletano, di quella parte poetica più pura che da sempre si è difesa dal pericolo di essere impolverata e sbiadita dalla pericolosa e stereotipata cartolina folklorica che da sempre si cerca di portare nel mondo: una Napoli fatta prevalentemente dall’apparire e poco dall’essere.

Un progetto-ricerca che si ricongiunge naturalmente alla fonte come i canti di lavoro e le villanelle ma al contempo è costituito da canzoni completamente inedite scritte nel cemento della città, con uno sguardo al passato ed il cuore che respira l’odore del futuro. Musica nuova nata da un’arte antica, originale e piena di sentimento, ricercata e innovativa nel linguaggio.

La scala minore napoletana (armonica e melodica) figlia del tetracordo greco è la culla di questo viaggio che sotto l’asfalto dei rioni popolari di Napoli scopre le sue antiche verità, le domande e le risposte universali ed eterne al disagio e alla sofferenza di tutti i giorni. I testi, poesie crude ma intense che nascono nella strada notificano tutto questo.

Gli intermezzi musicali con il sax sopranino e l’arpa napoletana in coppia con la chitarra classica danno vita a quadri descrittivi di atmosfere musicali anch’esse nuove ed antiche. Sul sentiero di una delle scale rare recuperate e riutilizzate dall’autore “la scala nova” di origine popolare XIV sec. ripercorre una musica strumentale in sintonia con i brani cantati. Napoletana “l’antico che sa di nuovo, il nuovo che sa di antico.

Una Napoli che utilizza le sue risorse storiche come punto di partenza di una cultura che si muove nella consapevolezza delle proprie radici, delle proprie capacità espresse ed inespresse per uno sviluppo culturale nazionale ed internazionale.

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Mercoledì 15 aprile, ore 20.45

Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Giovedì 16 aprile, ore 20.45

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Sabato 18 aprile, ore 21.00

 

Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Domenica 19 aprile, ore 18.00

I promessi suoceri

con Paolo Caiazzo e Maria Bolignano

e con Antonio D'Avino, Yulia Mayarchuk, Domenico Pinelli, Giovanna Sannino

regia Paolo Caiazzo

scene Max Comune

disegno luci Luigi Raia

produzione Ag Spettacoli Tradizione e Turismo

L’evoluzione da “Papà” a “Suocero” è un momento complicato della vita di un uomo ed è arrivato il momento per Antonio. Ex animatore di villaggi turistici non ha mai perdonato sua moglie Elisa, insegnante di italiano, per avergli impedito una carriera artistica.

La sua unica figlia Lucia ha deciso di accettare la proposta di matrimonio del suo amato Renzo e lo comunica ai genitori.

Con l’inevitabile timore di finire nella soffitta dei ricordi, Antonio essendo legato alle tradizioni, chiede un incontro ufficiale con la famiglia dello sposo.

Dopo i primi convenevoli notano la grande distanza sociale ed economica delle famiglie: Gaetano è erede di un capo clan e Giulia è straniera trapiantata a Napoli ma con un passato da soubrette.

Si cerca comunque di trovare punti di incontro fino a quando una verità inconfessabile costringe Antonio e gli altri ad ostacolare il progetto di nozze. Così Renzo e Lucia, come quelli Manzoniani, si troveranno davanti ad una inspiegabile strategia per un “Questo matrimonio non s’ha da fare”.

Le dinamiche ed i colori strizzano l’occhio alla umana comicità della commedia all’italiana dei tempi d’oro, condita con i meccanismi del teatro classico partenopeo. Non a caso l’esordio del colloquio tra i suoceri è un chiaro omaggio a quello di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.

I nostri giovani troveranno, come quelli del romanzo, mille impedimenti al loro matrimonio. Con una serie di colpi di scena a catena la matassa si ingarbuglia fino ad apparire inestricabile. Anche con loro però la divina provvidenza interverrà?… (spoiler) Sì!

Interverrà ma in maniera molto particolare, regalando un lieto fine, ma che non potrà rimarginare vecchie ferite e scheletri finalmente liberati dagli armadi dei nostri “Promessi Suoceri”.

Napoli Queer Festival 2026 - III edizione

Martedì 14 > domenica 19 aprile 2026

13-18 aprile, Teatro Avanposto Numero 0

IO STO CERCANDO UN ANGELO. Mi chiavi mentre parliamo?

laboratorio di recitazione e scrittura sull’opera di Nino Gennaro

ideato e creato da Domenico Ingenito

 

Il titolo del laboratorio di recitazione e scrittura è tratto da un verso di Nino Gennaro, poeta e attivista, morto di AIDS a Palermo nel 1995. Le sue parole in forma di versi, slogan, monologhi, deliri sono le evocazioni che faranno da lucciole nella sua e nella nostra notte. Nino Gennaro sarà per tuttx la punteggiatura, che non è altro che musica del discorso amoroso di ciascuno dei partecipantx. Abbiamo ancora bisogno di un angelo? Mentre chiaviamo abbiamo ancora bisogno di parole? Il laboratorio è un’occasione di incontro con chi non c’è e non abbiamo mai conosciuto, con un fantasma che con il proprio corpo e la propria vita ha reso possibili le nostre lotte. Laboratorio aperto a performer, attorx e drammaturghx.
 

13-16 aprile, Centro Studi sul Teatro Napoletano Meridionale ed Europeo

MAI+ 

un progetto a cura di Fra De Isabella e Lele Tori, prodotto da FUORI! ERT Bologna (2023), BASE Milano con il contributo di Fondazione Cariplo F. Cariplo MiC (2024), Palazzo Assessorile - Progetto culturale Comune di Cles (TN) (2025), Orlando Festival Bergamo (2025), Palazzo Grassi Venezia (2025), con il supporto di Landscape Choreography, KINlab, INDEX

MAI+ è un progetto di arte pubblica che nasce dall’effetto dissonante scatenato dall’incontro con un’opera d’arte e dalla lettura della sua narrazione. MAI+ è un momento di contemplazione, una collezione permanente nella città, un’invenzione, un’interpretazione della realtà, un invito ad allenare immaginari possibili. MAI+, nel suo formato workshop per il Napoli Queer Festival, si rivolge a persone LGBTQIA+ con l’obiettivo di far emergere le loro voci nello spazio pubblico. Il progetto si occupa di cercare negli spazi della città segni e composizioni casuali che, una volta nominate come opere d’arte, acquisiscono un potenziale valore. Lo strumento che utilizziamo per dare identità a queste opere e farle emergere è raccontarle con le nostre voci, con le voci di chi è presente. Una strategia per prendere parola nello spazio pubblico, un pretesto per riappropriarsi del potere dello sguardo, dell’ascolto e dell’esposizione.

Martedì 14 aprile, ore 18.00 - Ouverture 

FUORI MONDI 

inaugurazione mostra installativa

allestimento a cura dellx studentx Accademia di Belle Arti di Napoli Federica Piacente con Joshua Polverino, Maria De Simone, Maria Teresa Belmonte

Contributo all’allestimento di Andrea Iacomino

Installazione audio “Bytes Ardenti” di Banda Mutanda

con il supporto di Lud Sciannamblo e Angela Dionisia Severino

Ogni anno si propone un intervento di queerizzazione in Sala Assoli Moscato e al Teatro Nuovo di Napoli, inteso come pratica artistica e politica capace di interrogare e trasformare i codici di fruizione, attraversamento e rappresentazione dello spazio teatrale. Quest’anno l’allestimento degli spazi è a cura dellx studentx dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e ruota intorno al concetto di FUORI MONDI e creazione di altri immaginari possibili. L’installazione audio è “Bytes Ardenti”, un progetto di Banda Mutanda.

Desideriamo che gli spazi in cui il festival accade diventino spazi colorati, plurali e attraversabili, in cui identità, desideri e narrazioni non conformi trovino visibilità e legittimità. L’allestimento del Festival si concentra sul concepimento di un nuovo immaginario estetico che rifondi e abiti le sale, e che richiami a nuovi mondi possibili.

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

BINARY MUTILATION

voice, performer Desira

live electronics, dj Pelussje

performer Mix Gender

performance, durata 30 minuti
Binary Mutilation è una performance dal vivo sviluppata all’interno dell’universo concettuale di AMARA, che esplora la relazione madre–figli? come spazio di cura, controllo e coercizione emotiva. La figura materna rimane chiusa e immobile, mentre l’artista agisce dal vivo attraverso la voce, il suono elettronico e il movimento fisico. La connessione tra i due corpi diventa una metafora dell’eredità, della dipendenza e della lotta per l’autonomia.

Desira è un artist? non-binary e performer che porta sul palco un live set ibrido che fonde musica elettronica, voce e performance art. Insieme al produttore/dj Pelussje, il progetto trasforma le tracce dell’EP AMARA in un’esperienza fisica e visiva, dove convivono pop elettronico, intensità emotiva e performance corporea.

 

a seguire, Sala Assoli Moscato

LAURA PUSCEDDU SHOW

stand-up comedy 

 

Una visione tagliente sulla società e le sue ipocrisie in chiave comica e umoristica, ma non per questo, meno cattiva.

Laura Pusceddu nasce nel ‘92, sua madre si accorge di lei al quinto mese e fa finta di niente per i restanti quattro. Dopo anni buttati dietro allo studio, nel 2021 decide di fare la comica e di deludere ancora i suoi genitori. Esordisce nel giugno 2022 con il suo primo spettacolo Gonadi e altre parti del mondo con cui gira mezza Italia.

Da ottobre 2023 porta in giro il suo secondo spettacolo Miss Simpatia. A giugno 2024 registra due pezzi per l’XI edizione di Comedy Central. Da gennaio 2025 esce con il suo terzo spettacolo Grandma. Ha partecipato alle ultime tre edizioni di Stand Up Comedy su Comedy Central e ha fatto apertura agli spettacoli di Luca Ravenna, Giorgio Montanini, Martina Catuzzi, Laura Formenti. La sua comicità cerca di toccare i punti cruciali della nostra società raccontando episodi di vita, incongruenze e ipocrisie, toccando il tema della transizione di genere.

 

ore 21.00, Teatro Nuovo

DRAG RING

conduce Priscilla

performers Isaura Spanking, Miss Pingy Gonzalez, Toxic Bellatrix, Raven Idoll

durata 90 minuti

 

Drag Ring è uno spettacolo performativo che mette in scena una serie di sfide tra drag performer strutturate come veri e propri match. Ispirato all’immaginario e al formato degli incontri di boxe, l’evento trasforma il palco in un ring in cui le artiste si affrontano attraverso performance di lip sync su una selezione di brani pop iconici.

Round dopo round, le performer si sfidano in duelli musicali basati su interpretazione, presenza scenica e capacità performativa. La struttura richiama quella dei match sportivi ma viene rielaborata in chiave drag per decostruire l’immaginario competitivo e marcatamente maschile tipico della boxe e di molti eventi sportivi.

Il pubblico non è solo spettatore: la sua energia e le sue reazioni diventano parte integrante della dinamica del ring, contribuendo a orientare l’esito delle sfide. Drag Ring utilizza il linguaggio della competizione come dispositivo scenico, ribaltando i codici attraverso ironia, teatralità e cultura pop, e valorizzando il talento e la creatività della scena drag contemporanea.

Mercoledì 15 aprile

ore 17.00, Libreria Tamu

TRANS. UNA POETICA DEL PARADOSSO.

(Nero edizioni)

con l’autrice Sandra Cane in dialogo con Ross Croce

presentazione libro

«Questo libro non è un memoir della mia transizione. Non è un saggio su cosa sia il gender e perché fa tanta paura. Non è una storia esemplare. È un diario in frantumi, una raccolta di tentativi, fallimenti, gioie e sofferenze, rabbia e azioni.»

Come definire l’identità trans? Come esprimere un modo di esistere personale e collettivo, diviso tra la spinta al riconoscimento e il bisogno di restare nel non detto?

Se lo chiede Sandra Cane, partendo dalla necessità di raccontare la sua soggettività trans femme e scontrandosi con l’impossibilità di farlo ricorrendo a strumenti e schemi di pensiero che non le appartengono, quelli messi a disposizione da una società che non la rappresenta né la prevede.

Il paradosso diventa il motivo conduttore della sua ricerca, l’esito della frizione con un sistema che vorrebbe identità perfettamente incasellabili, pronte a diventare forza di produzione e riproduzione, vittime perfette o valvole di sfogo per lo status quo. Intrecciando studi teorici alle proprie esperienze personali, politiche e affettive, Sandra Cane scrive un manifesto filosofico e poetico, in cui individua le crepe nel sistema e fa leva per allargarle, proponendo una visione del futuro per tutt* che scardini le coordinate capitalistiche e patriarcali, e diventi un luogo in cui vivere nelle potenzialità del divenire.

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

BLURRING IDENTITIES & SHORT MOVIES: TRE RACCONTI DI TRASFORMAZIONE E SCOPERTA.

proiezioni e talk con la regista Paoli de Luca e la giornalista Francesca Saturnino (Il Manifesto, Il Mattino)

Per la prima volta il Napoli Queer Festival si apre al linguaggio dei cortometraggi: una piccola rassegna di tre opere, di tre registx diversx, con tre provenienze diverse, che insieme raccontano uno stesso momento di attraversamento del proprio corpo e della propria identità. In sala, la regista Paoli de Luca, autrice del corto Marina, in dialogo con la giornalista Francesca Saturnino. 

MARINA di Paoli de Luca

lingua italiano, sottotitoli inglese

durata 19 minuti

Marina, un anno dopo aver iniziato la sua transizione di genere, passa un weekend estivo a casa dell’amica Camilla. Tutti dicono a Marina quanto sia diventata bella, ma lei non si vede così, anzi, sente un confronto costante con il corpo di Camilla, che osserva e che ritrae sul suo taccuino. L’arrivo in casa di un’impetuosa presenza maschile, quella di Lorenzo e dei suoi amici, metterà a dura prova Marina, Camilla e la loro amicizia.

FRAN THIS SUMMER di Mary Evangelista

lingua inglese, sottotitoli inglese

durata 11 minuti

Il primo amore tra una coppia di teenager dove uno dei due desidera la transizione. Fran e Angie devono affrontare chi e cosa vogliono essere, in una giornata in spiaggia in cui il loro amore è esposto alla vista del mondo.

3XMINA di Nans Laborde Jourdàa

lingua francese e spagnolo, sottotitoli inglese

durata 26 minuti

Mina è a Cannes per esibirsi per tre serate durante il Festival. Passa dai locali scintillanti alle camere d’albergo, dalle braccia degli amanti a quelle degli amici. C’è Mina l’artista, Mina l’amante, ma anche Mina la cantante italiana degli anni ‘70, che lei evoca sul palco ogni sera.

ore 21.00, Teatro Nuovo 

TRACES OF ECSTASY

ideazione e coreografia Emmanuel Ndefo 

con Emmanuel Ndefo e Adebayo Quadry-Adekanb

registrazione audio Peter Okotor

montaggio audio Jiji

drammaturgia Wen Hui

video Emmanuel Ndefo

amministrazione/gestione Micah Oke

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

durata 60 minuti

Traces of Ecstasy è una performance che esplora il desiderio queer, la vulnerabilità e la politica del contatto fisico tra uomini neri nella Nigeria contemporanea. Ambientata in una camera da letto minimalista, con un sottofondo sonoro composto dai rumori ambientali di Lagos (radio, traffico, frammenti di gospel), lo spazio performativo diventa un territorio liminale: in parte rifugio, in parte luogo di sorveglianza. La danza si svolge come un duetto tattile tra due uomini, utilizzando una coreografia tratta da ricordi repressi di intimità, abbracci, vicinanza e contatto fisico per trasgredire i vincoli culturali.

ore 23.00, Rootz

dj set by KINJIKI

Kinjiki è una dj e performer transfem based a Napoli, emersa come novella Afrodite dalla spuma delle saittelle del centro storico.

Il suo battesimo musicale avviene nei club techno di Berlino, ma prosegue tra i free party del Sud Italia e le celebrazioni della comunità queer bolognese. Di questi ambienti conserva il gusto malefico e industriale, raffinato eppure sporco, sferzante ma soavemente glam. A partire da questa base il sound di Kinjiki si è poi evoluto, giungendo a set deterritorializzati e degenerizzati, in cui è possibile ascoltare incursioni di musica folk e tradizionale napoletana, quanto sperimentazioni futuristiche, tamburi tribali e distorsioni ultra-kawaii, sculettate hyper-pop come sirene d’allarme nucleare. La sua esplorazione e digging si rivolgono oggi principalmente a industrial, queer-rave, Jersey Club, electro, nightcore e hardgroove, mixando visioni e spazi a BPM in crescita graduale, dando priorità a producer e artist* trans e queer, che Kinjiki cerca sempre di diffondere e supportare con i suoi set.

Giovedì 16 aprile

SharingPractices@NapoliQueer è il nuovo spazio del festival dedicato all’incontro con le compagnie in forme non frontali e non gerarchiche. Uno spazio di prossimità in cui lx artist? condividono pratiche, domande, esercizi, intuizioni, oltre l’esito spettacolare.

Non presentazioni, ma attraversamenti. Non talk, ma esperienze.

Evento realizzato con il supporto di Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza

 

ore 11.00 > ore 14.00, Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza

E-MOTION

masterclass di Emmanuel Ndefo

in inglese

Una pratica che consiste nell’uscire da sé stessi per entrare in sintonia con il ritmo, le relazioni e la consapevolezza condivisa. Attingendo alla danza tradizionale africana e alle pratiche rituali, insieme a forme urbane come l’hip-hop, l’house e il krump, il workshop esplora la danza sia dal punto di vista fisico che relazionale. Qui il movimento diventa un modo sensuale e partecipativo di sentire e pensare attraverso il corpo. E-motion invita i partecipanti a vivere la danza come un collegamento con sé stessi, con gli altri, con i materiali e con lo spazio circostante.

 

ore 17.00, Teatro Nuovo

ORLANDO, MA BIOGRAPHIE POLITIQUE.

regista Paul B. Preciado

lingua francese,sottotitoli italiano

documentario (2023)

durata 98 minuti

proiezione, presentazione e talk con il regista Paul B. Preciado e l’attivista, sociologa e scrittrice Porpora Marcasciano

 

Nel 1928 Virginia Woolf scrive Orlando, il primo romanzo in cui il personaggio principale cambia sesso nel corso della storia. Un secolo dopo, lo scrittore e attivista transgender Paul B. Preciado decide di inviare una lettera filmata a Virginia Woolf. Il suo Orlando è uscito dalla finzione e vive una vita che lei non avrebbe mai potuto immaginare.

 

ore 21.00, Sala Assoli Moscato

ATLAS DA BOCA

regia e produzione Gaya de Medeiros

co-creazione e performance Ary Zara, Gaya de Medeiros

provocazione, ideazione e progettazione di “Breve Atlante della Bocca” João Emediato

video Ary Zara

light design André de Campos

direttore di scena Ricardo Pimentel

operatore audio Milton Estevam

traduzione e sottotitoli Joana Frazão

gestione Irreal

coproduzione Alkantara e Companhia Olga Roriz

supporto Self-Mistake

supporto istituzionale República Portuguesa, Cultura I DGARTES, Direção-Geral das Artes

spettacolo in portoghese con sottotitoli in italiano

durata 50 min

 

Atlas da Boca è uno spettacolo che esplora due corpi trans attraverso la bocca. Come simbolo, la bocca diventa l’interfaccia tra il pubblico e il privato, tra l’erotico e il politico, tra il silenzio e la parola che dura. Mettendo in discussione le “parole-gesti”, questo pezzo approfondisce i momenti in cui la bocca si irrigidisce, lasciando uscire le parole ruggenti.

 

ore 23.00, Mamamu

QUEERINALE

live set by Anafem e yung paninaru

 

Il progetto musicale Queerinale nasce dalla collaborazione tra due artistx queer e trans*, Anafem e yung paninaru. Spaziando tra generi e confini, lx due rapper esprimono rabbia, euforia, e determinazione nella prospettiva di sganciare la musica trap dal machismo imperante all’interno della scena.

L’album è un percorso tortuoso, che culmina nell’immaginazione di un futuro utopico in cui il sistema cis-etero-patriarcale è ormai acqua passata, e ognunx ha la libertà di autodeterminarsi, al di fuori delle logiche capitalistiche di produzione e riproduzione.

Il progetto è segnato, inoltre, da una forte sperimentazione a livello sonoro, attraverso la combinazione di elementi e sonorità proprie di diversi generi musicali (rap, trap, techno, hyperpop, drum&bass...).

 

Venerdì 17 aprile

ore 10.00 > ore 13.00, Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza
SharingPractices@NapoliQueer

 

ME FOR DINNER

masterclass con Gaya de Medeiros

in inglese

Il workshop si basa su una serie di pratiche che hanno aiutato Gaya de Medeiros a porsi alcune domande su sè stessa come performer, sulle possibilità di relazionarsi con il pubblico e sulle strategie drammaturgiche nell’affrontare temi autobiografici e identitari. Ecco alcuni argomenti su cui lavorare:

- Riscaldamento / consapevolezza di sé: movimenti di danza ispirati alla Gyrokinesis per lavorare sulla mobilità e rafforzare la colonna vertebrale e gli arti.

- Vogue (Runaways): dove gli stereotipi di genere si intrecciano con la sopravvivenza e la sperimentazione di molteplici performatività

- Esercizi per riflettere sulla gerarchia (o sulla sua dissoluzione) tra performer e pubblico. Pratiche per discutere in gruppo strategie per giocare con la percezione e l’interazione con le persone che abbiamo di fronte durante l’atto performativo.

Il workshop vuole essere uno spazio di scambio, sfida collettiva e vulnerabilità. In questi incontri, spero che potremo costruire dialoghi onesti, connessioni generose e affetti intensi.

 

ore 17.00, la Feltrinelli - Via Ponte di Tappia

INDIFESI SOTTO LA NOTTE. NARRAZIONI DELL’AIDS IN ITALIA TRA GLI ANNI ‘80 E ‘90

(Minimum Fax)

con l’autore Luca Starita in dialogo con Domenico Ingenito

presentazione libro

 

Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita. Al diffondersi del virus dell’Hiv si accompagnano la paura, la disinformazione e lo stigma sociale che colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, che si vedono isolate, colpevolizzate, non sufficientemente prese in carico dal sistema sanitario e spesso nemmeno circondate da una rete sociale e affettiva. Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno. Suo marito, il giornalista Brett Shapiro, racconterà nel libro L’intruso la vicenda di Forti, mostrando senza reticenze il calvario, il dolore, ma anche l’amore, la cura e infine la perdita. Partendo da questo testo, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ‘80 e ‘90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.

 

ore 18.30, Sala Assoli Moscato

MOSTRE & FIERE

di Filomena Filosottile

 

C’è vita fuori dalle caselle M e F. Irregolari in terre di nessuno. Occupanti delle zone di confine. Fuorilegge fra le tagliole dei generi. Prima ancora di chiedere «chi sono?» la Norma intima loro di andarsene. Le creature mostruose turbano l’ordine costituito. Sono angeli, araldi, tamburine: recano l’annuncio di sconvolgimenti imminenti. E portano domande: chi costituisce l’ordine? chi traccia e dove i confini?

In Mostre & fiere si sottraggono alla lente dei microscopi, si alzano dai tavoli da vivisezione, evadono dalle gabbie in cui le rinchiude la Norma, raccontano il mondo visto dalla loro prospettiva e il brulicare di esistenze che prospera oltre la soglia.

 

a seguire, Sala Assoli Moscato

CONTRO LA POLITICA DELLE BRICIOLE. LA MOSTRUOSITRANS E ALTRE MITOLOGIE FEMMINISTE

(Tamu edizioni)

con l’autrice Filo Sottile in dialogo con Lud Sciannamblo

presentazione del libro

 

È una notte di pioggia. Sotto una tettoia si radunano novelle Shahrazad. Sono creature mostruose: Gregor Samsa, il Minotauro, Cappuccetto rosso e molte altre. La mostruositrans è la loro attitudine. Discutono, si confrontano, riscrivono i copioni della narrazione sull’esperienza trans. Minano le fondamenta dei miti consolidati, si impegnano in un’archeologia delle tracce disperse, decolonizzano l’incubo del reale e diffondono sogni profetici.

In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, pamphlet e scrittura drammatica, Contro la politica delle briciole si fa forte del potere trasformativo dei racconti mitologici e letterari per contrastare la fissità dei rapporti di genere.

Attraverso la riscrittura dei canoni, l’immaginario offerto da questo libro - che coinvolge e mobilita tutte le creature - si rivela premessa necessaria all’azione di un femminismo rivoluzionario. Se possiamo ri-raccontare i miti da prospettive altre, allora il finale non è scritto e possiamo immaginare un futuro diverso.

 

ore 21.00, Teatro Nuovo

SADBOI

coreografia e performer Panos Malactos

regia e testo Elias Adam

drammaturgia Panos Malactos, Elias Adam

costumi Miguel Peñaranda Olmeda, visual Sita Messer

musica Lynks, Eric Prydz, Lulu Be, tour management Nikos Mavrakis – TooFarEast

con il supporto dei Servizi Culturali del Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport e Gioventù di Cipro

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

 

“Avevo un compagno. Poi sono stato mollato. Sono stato mollato, ho comprato un perizoma e ho bisogno di un sacco di validazione”.

Panos Malactos lavora con Elias Adam e indaga il concetto di vulnerabilità scenica radicale. Sadboi ama la sua sofferenza cruda. È gay, arrapato, col cuore spezzato e incredibilmente sereno. Instagramma, dunque esiste.

Sadboi è un ritratto ‘autofiction’ di un sadboi danzatore. Lo spettacolo tenta una narrazione ambigua e complessa, che esplora sesso, amore e tristezza nell’era postmoderna, ipertecnologica e ipersessualizzata. Sadboi mira a creare un’esperienza immersiva in cui una fisicità intensa si interseca con lo spazio virtuale di internet (social media, meme, app di incontri).

Se le canzoni d’amore sono stupide, aspetta di sentire questa. Quante emoji fuoco riceverà? Gli admin di questo spettacolo sono in cerca di validazione.

 

ore 23.00, Mamamu

dj set by PINK TRAUMA

 

Nate nel caos creativo della Napoli urban con l’intento di trasformare ogni dancefloor in un party privato senza regole. Una selezione che è un cortocircuito continuo e un BRAT manifesto: mixare House e Hyper-pop senza vergogna. Un frullato illegale di disordine e ironia. Un sound che spazia da ossessivi beat industrial ai bassi profondi del club culture europeo fino ai remix più sfacciati del pop contemporaneo.

Mixing classic house with dance hits and dark disco. Brat vibes, goth style, queer mind.

 

Sabato 18 aprile

ore 12.00, Teatro Avanposto Numero 0

restituzione laboratorio ‘Io sto cercando un angelo’

 

ore 17.00, Sala Assoli Moscato

MILITANTI PER FORZA: ACCESSIBILITA’ CORPI ESCLUSI E QUESTIONE MERIDIONALE.

tavola rotonda con Giulia Traversi, Diana Anselmo e Daniel Bongioanni

traduzione in LIS a cura della Associazione Gio.Pro.Lis

 

ore 20.30, Teatro Nuovo

PAS MOI

ideazione, performance, visuals Diana Anselmo

performers Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli

suono, composizione Antonio Dominelli

testo della Singsong Paddy Ladd

dramaturg Piersandra di Matteo

coaching nella ricerca e nel materiale performativo Saša Asentic

realizzato con Santarcangelo Festival

produttore esecutivo Chiasma

coprodotto da Scuola Piccola Zattere, TheaterFormen Festival, Gessnerallee Zürich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna

sostenuto dalla rete R.O.M, dal partner Reykjavik Dance Festival su invito di Santarcangelo Festival. R.O.M è sostenuta dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec

con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, MIC - Ministero della Cultura, DANAE Festival

all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival

lingua LIS (Lingua Italiana dei Segni)

sottotitoli italiano

durata 60 minuti

 

Pas Moi, nuova lecture-performance dialogata di Diana Anselmo, è il capitolo conclusivo di una ricerca documentale e affettiva che smaglia la trama di potere e dominazione tessuta nella storiografia maggiore. Se Je Vous Aime – divenuta poi una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – mostrava le implicazioni rieducative delle prime immagini in movimento, Pas Moi segue un percorso parallelo e, da una prospettiva sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono.

Attraverso archivi minori, antistorie e saperi situati, trasmessi corpo-a-corpo, i celebrati apparecchi all’origine della futura industria cinematografica e musicale si rivelano strumenti concepiti con un intento audista e fonocentrico: “guarire” la sordità. Malattia

da eradicare o far sparire nelle maglie del mondo udente, più che un’identità, una cultura con una propria lingua e una comunità.

Pas Moi prova a immaginare dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza. Al di là della “mancanza di udito”, più in là, e più lontano ancora.

 

ore 22.00 > ore 02.00, La Santissima Community Hub

SAFFFO TAKEOVER WITH MAGIC DYKE* & LUMA

Magic Dyke* hosts & performers Ryder Dyke & Rubber Dyke 

Safffo organization team & Awareness Marta Massarelli, Lu Bellotti, Ilaria Piccolo

Safffo resident dj Luma

show & music

 

Safffo (si, con tre f) è un collettivo FLINTA & queer nato a Roma nel 2022 per sostenere l’espressione artistica queer indipendente. Attraverso feste, performances e un festival annuale con lineups interamente queer, Safffo crea spazi di gioia collettiva più sicuri, basati su consenso e libertà di espressione.

Per il Napoli Queer Festival, Safffo chiama i rinforzi con uno dei collettivi più hot in Europa  Magic Dyke*, un gruppo di str!p e danza pluripremiato con base a Berlino, creato da e per la comunità SLINTA* (saffica, lesbica, intersex, non binaria, trans e agender). Dal 2022, Magic Dyke* offre a butch, stud, masc e genderf*ckers uno spazio scenico per sentirsi se-xy in un mondo che dice loro che non lo sono.

Proveniente dall’underground della città di Buenos Aires, Luma costruisce paesaggi sonori intimi e stratificati, dove il tempo si dilata e il corpo può ascoltarsi. In questo set si muoverà tra elettronica sperimentale, ritmi latin, atmosfere ambient e ritmi rarefatti, con un’attenzione particolare alle texture, ai bassi profondi e alle percussioni sottili. 

 

Domenica 19 aprile

ore 15.00, FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli

L’ORA DELLE STORIE CON PRISCILLA 

a cura di Collettivo Favolos*

in collaborazione con MagnaVeg

 

Parrucca voluminosa, trucco, tacchi alti e abiti dai colori dell’arcobaleno. Poi una sedia, una stanza piena di giochi e una fiaba. È così che Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità.

Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza. E sono stat3 proprio loro a ricordare agli adulti ciò che troppo spesso dimentichiamo: “Ogni bambino e ogni bambina deve essere liber@ di scegliere”.

“Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi”.

Il progetto L’ora delle storie con Priscilla nasce per creare uno spazio educativo sicuro, dove l’infanzia possa incontrare la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina".

Si parla di autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione. L’esperienza dimostra un dato semplice: il pregiudizio non è innato. I bambini non giudicano ciò che è diverso.

Non escludono. Non etichettano. Sono gli adulti, semmai, a insegnare loro a farlo. In un contesto sociale in cui l’educazione sessuo-affettiva viene spesso ostacolata o caricata di significati distorti, questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti.

Quando le istituzioni arretrano, sono molti i genitori che scelgono di esserci. Di costruire spazi liberi. Di sostenere percorsi educativi fondati sull’ascolto e sull’inclusione. La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere.

 

ore 16.00, Sala Assoli Moscato

MEMORIE DA SOTTOPELLE. MOVIMENTI DI SCIOGLIMENTO DECOLONIALE.

laboratorio di coreo/grafie decoloniali

a cura di Marie Moise e Ivonne Yvonne N’dah

 

Decolonizzare non è una metafora. Non è sinonimo di qualsiasi forma di cambiamento e non è un gesto puramente simbolico o astratto. Per comprendere il senso di questo orizzonte politico, occorre guardarsi dentro e sentire il fuori: dal passato al presente, come si riverbera la colonialità nei nostri modi di stare in relazione?

Attraverso un lavoro dinamico e interattivo, all’intersezione tra la danza e la rielaborazione corporea dell’esperienza vissuta, si tratterà di mettere in gioco il corpo per osservare le strutture sociali che abitiamo e distendere le articolazioni teoriche e anatomiche in un medesimo movimento in controtempo.

 

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

RAIVA

di Mistura Queer

 

Raiva - un viaggio sonoro transatlantico è una sessione di ascolto musicale composta da tracce realizzate da persone trans e donne cis indigene e razzializzate brasiliane.

L’ascolto è accompagnato da una videoproiezione con la traduzione in italiano dei testi, così da rendere comprensibili le parole e i contenuti delle canzoni che parlano di lotta al colonialismo, al razzismo e alla transfobia.

Parallelamente, l’artista Mistura Queer guida il pubblico all’ascolto attraverso alcune narrazioni delle identità trans brasiliane e un approfondimento critico a cura di Kukua Dada Rezende, pedagoga, ricercatrice e attivista travesti.

Attraverso i loro suoni, le loro parole e le loro voci, Raiva racconta come l’arte possa essere uno strumento di autodeterminazione, di trasformazione sociale e di costruzione collettiva di memoria e futuro.

La rabbia (raiva, in portoghese) è qui intesa non come distruzione, ma come forza vitale, energia politica e affettiva che muove la creazione, la cura e la possibilità di immaginare altri mondi.

In un panorama globale ancora segnato da disuguaglianze strutturali, le persone trans e le donne cisgender, in particolare nere e razzializzate, rimangono spesso ai margini dei circuiti artistici e culturali, private di spazi di ascolto e rappresentazione.

Raiva nasce dalla necessità di ribaltare questa asimmetria, mettendo al centro soggettività che non solo resistono, ma che da sempre producono conoscenza, estetiche e pratiche di vita radicali.

Il progetto si radica in una prospettiva decoloniale e transcentrata, che non mira a “dare voce” ma ad amplificare un ascolto già presente, aprendo canali di risonanza e dialogo tra un lato e l’altro dell’Oceano Atlantico.

Raiva non è solo una playlist, ma un gesto politico di ascolto. Un archivio di emozioni e suoni che attraversano oceani, corpi e lingue. Un invito a lasciarsi attraversare e ad ascoltare non per capire, ma per lasciarsi trasformare.

 

ore 21.00, Sala Assoli Moscato

ANY OTHER – in solo

concerto

 

Un live intimo in solo, per portare di nuovo sui palchi la magia e la delicatezza unica delle canzoni di Adele, che da poco ha annunciato di avere nuova musica pronta da far uscire, e che sicuramente si potrà sentire già da queste prossime date.

Any Other è il progetto principale di Adele Altro, polistrumentista e produttrice milanese attiva da diversi anni sulla scena musicale italiana e internazionale. Con due album e due EP all’attivo, il suo lavoro ha contribuito a riportare l’indie-rock sotto i riflettori, oltre ad averla portata ad esibirsi in tutta Europa e oltre.

 

 

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INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 13 al 19 aprile in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

11/04/2026 - 15:37

Di seguito l'agenda settimanale degli spettacoli dal 13 al 19 aprile 2026 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Pasolini di Salerno

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Martedì 14 e mercoledì 15 aprile, ore 20.00

 

Anna Cappelli

di Annibale Ruccello

 

con Valentina Picello

 

scene Cosimo Ferrigolo

luci Fabio Bozzetta

 

regia Claudio Tolcachir

 

produzione Carnezzeria, Teatri di Bari, Teatro di Roma

 

 “Il perdono e la carità implicano l’accettazione totale della natura umana, che include il crimine, che non è altro che una grande concentrazione di sofferenza”
Angelica Lidde

Un testo che si interroga sul ruolo della donna nel tempo. L’indipendenza, la prospettiva di futuro, la solitudine, la mancanza di mezzi e di risorse. Con umorismo pungente e assurdo questa pièce ci conduce attraverso i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni.

Commovente e imbarazzante allo stesso tempo. Ciascuno di noi potrebbe conoscerla, incrociarla nella propria vita; ma potremmo anche essere lei. Sentirci così impotenti da prendere le decisioni peggiori. Un gioiello teatrale sul corpo di un’attrice unica, Valentina. La sua sensibilità, la sua immaginazione e l’infinita delicatezza del suo humor daranno a questo testo una impronta unica e piena di aria fresca. Una proposta molto netta: questa donna, il pubblico, e la vita in mezzo a loro. Lo humor e la tragedia mischiati. Quel sorriso doloroso che ci attraversa e non ci lascia indifferenti.

L’incontro tra il regista drammaturgo argentino Claudio Tolcachire e l’attrice Valentina Picello è avvenuto grazie a Edificio 3. Storia di un intento assurdo, spettacolo scritto e diretto da Tolcachir e nato al Piccolo Teatro di Milano durante la pandemia nel 2020.

Un incontro artistico e umano che ha dato vita ad uno spettacolo magnifico e ad un personaggio straordinario. Claudio Tolcachir dice dell’attrice: “Valentina ha dato al personaggio di Monica di Edificio 3 tutte le emozioni e i pensieri che avevo pensato per lei, arricchendola del suo carattere molto peculiare.

Ho pensato a lei quale interprete ideale per questo monologo potente di un autore napoletano che fino a poco tempo fa non conoscevo, Annibale Ruccello, di cui ora desidero leggere ogni cosa”.

La scena affaccia sulle macerie di una vicenda che continuamente ritesse sé stessa, «in un vago altrove, tra il Vero e l’immaginario», dove – nelle parole di Nathaniel Hawthorne – «possono entrare gli spettri senza terrorizzarci»; dove «una forma amata un tempo ma ora scomparsa, se ne sta lì […] con un aspetto che ci lascia incerti a dubitare se stia tornando da molto lontano o se non si sia mai veramente staccata dal suo posto accanto al nostro fuoco».

Nel progetto scenografico per Anna Cappelli, la materializzazione di un passato traumatico ricompone in modo frammentario e assurdo l’apparizione di ciò che è andato perduto, riconoscendo al ricordo la legittimità di plasmare anche ciò che potrebbe non essere mai davvero esistito.

 

Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Da mercoledì 15 a venerdì 17 aprile, ore 20.45

Napoletana

testi e musiche, voce, pentarpa napoletana, sax sopranino in Mib Enzo Avitabile

chitarra classica Gianluigi Di Fenza

tamburi Carlo Avitabile

violoncello Marco Pescosolido

produzione Black Tarantella

Enzo Avitabile, tra i fondatori del Neapolitan power, si esibisce in uno speciale concerto in acustico dedicato alla canzone napoletana, che vede anche l’uso di uno strumento come l’arpina inventato per l’occasione.

Il suo è un canto libero e religioso ma anche profano, in cui la religione è innanzitutto un sentimento popolare più che liturgico, una preghiera laica che cerca di incontrare le persone e le emozioni perse in una risata.

“Napoletana” è un progetto artistico che nasce da una grande volontà di recupero dell’antico lirismo napoletano, di quella parte poetica più pura che da sempre si è difesa dal pericolo di essere impolverata e sbiadita dalla pericolosa e stereotipata cartolina folklorica che da sempre si cerca di portare nel mondo: una Napoli fatta prevalentemente dall’apparire e poco dall’essere.

Un progetto-ricerca che si ricongiunge naturalmente alla fonte come i canti di lavoro e le villanelle ma al contempo è costituito da canzoni completamente inedite scritte nel cemento della città, con uno sguardo al passato ed il cuore che respira l’odore del futuro. Musica nuova nata da un’arte antica, originale e piena di sentimento, ricercata e innovativa nel linguaggio.

La scala minore napoletana (armonica e melodica) figlia del tetracordo greco è la culla di questo viaggio che sotto l’asfalto dei rioni popolari di Napoli scopre le sue antiche verità, le domande e le risposte universali ed eterne al disagio e alla sofferenza di tutti i giorni. I testi, poesie crude ma intense che nascono nella strada notificano tutto questo.

Gli intermezzi musicali con il sax sopranino e l’arpa napoletana in coppia con la chitarra classica danno vita a quadri descrittivi di atmosfere musicali anch’esse nuove ed antiche. Sul sentiero di una delle scale rare recuperate e riutilizzate dall’autore “la scala nova” di origine popolare XIV sec. ripercorre una musica strumentale in sintonia con i brani cantati. Napoletana “l’antico che sa di nuovo, il nuovo che sa di antico.

Una Napoli che utilizza le sue risorse storiche come punto di partenza di una cultura che si muove nella consapevolezza delle proprie radici, delle proprie capacità espresse ed inespresse per uno sviluppo culturale nazionale ed internazionale.

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Mercoledì 15 aprile, ore 20.45

Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Giovedì 16 aprile, ore 20.45

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Sabato 18 aprile, ore 21.00

 

Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Domenica 19 aprile, ore 18.00

I promessi suoceri

con Paolo Caiazzo e Maria Bolignano

e con Antonio D'Avino, Yulia Mayarchuk, Domenico Pinelli, Giovanna Sannino

regia Paolo Caiazzo

scene Max Comune

disegno luci Luigi Raia

produzione Ag Spettacoli Tradizione e Turismo

L’evoluzione da “Papà” a “Suocero” è un momento complicato della vita di un uomo ed è arrivato il momento per Antonio. Ex animatore di villaggi turistici non ha mai perdonato sua moglie Elisa, insegnante di italiano, per avergli impedito una carriera artistica.

La sua unica figlia Lucia ha deciso di accettare la proposta di matrimonio del suo amato Renzo e lo comunica ai genitori.

Con l’inevitabile timore di finire nella soffitta dei ricordi, Antonio essendo legato alle tradizioni, chiede un incontro ufficiale con la famiglia dello sposo.

Dopo i primi convenevoli notano la grande distanza sociale ed economica delle famiglie: Gaetano è erede di un capo clan e Giulia è straniera trapiantata a Napoli ma con un passato da soubrette.

Si cerca comunque di trovare punti di incontro fino a quando una verità inconfessabile costringe Antonio e gli altri ad ostacolare il progetto di nozze. Così Renzo e Lucia, come quelli Manzoniani, si troveranno davanti ad una inspiegabile strategia per un “Questo matrimonio non s’ha da fare”.

Le dinamiche ed i colori strizzano l’occhio alla umana comicità della commedia all’italiana dei tempi d’oro, condita con i meccanismi del teatro classico partenopeo. Non a caso l’esordio del colloquio tra i suoceri è un chiaro omaggio a quello di “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.

I nostri giovani troveranno, come quelli del romanzo, mille impedimenti al loro matrimonio. Con una serie di colpi di scena a catena la matassa si ingarbuglia fino ad apparire inestricabile. Anche con loro però la divina provvidenza interverrà?… (spoiler) Sì!

Interverrà ma in maniera molto particolare, regalando un lieto fine, ma che non potrà rimarginare vecchie ferite e scheletri finalmente liberati dagli armadi dei nostri “Promessi Suoceri”.

Napoli Queer Festival 2026 - III edizione

Martedì 14 > domenica 19 aprile 2026

13-18 aprile, Teatro Avanposto Numero 0

IO STO CERCANDO UN ANGELO. Mi chiavi mentre parliamo?

laboratorio di recitazione e scrittura sull’opera di Nino Gennaro

ideato e creato da Domenico Ingenito

 

Il titolo del laboratorio di recitazione e scrittura è tratto da un verso di Nino Gennaro, poeta e attivista, morto di AIDS a Palermo nel 1995. Le sue parole in forma di versi, slogan, monologhi, deliri sono le evocazioni che faranno da lucciole nella sua e nella nostra notte. Nino Gennaro sarà per tuttx la punteggiatura, che non è altro che musica del discorso amoroso di ciascuno dei partecipantx. Abbiamo ancora bisogno di un angelo? Mentre chiaviamo abbiamo ancora bisogno di parole? Il laboratorio è un’occasione di incontro con chi non c’è e non abbiamo mai conosciuto, con un fantasma che con il proprio corpo e la propria vita ha reso possibili le nostre lotte. Laboratorio aperto a performer, attorx e drammaturghx.
 

13-16 aprile, Centro Studi sul Teatro Napoletano Meridionale ed Europeo

MAI+ 

un progetto a cura di Fra De Isabella e Lele Tori, prodotto da FUORI! ERT Bologna (2023), BASE Milano con il contributo di Fondazione Cariplo F. Cariplo MiC (2024), Palazzo Assessorile - Progetto culturale Comune di Cles (TN) (2025), Orlando Festival Bergamo (2025), Palazzo Grassi Venezia (2025), con il supporto di Landscape Choreography, KINlab, INDEX

MAI+ è un progetto di arte pubblica che nasce dall’effetto dissonante scatenato dall’incontro con un’opera d’arte e dalla lettura della sua narrazione. MAI+ è un momento di contemplazione, una collezione permanente nella città, un’invenzione, un’interpretazione della realtà, un invito ad allenare immaginari possibili. MAI+, nel suo formato workshop per il Napoli Queer Festival, si rivolge a persone LGBTQIA+ con l’obiettivo di far emergere le loro voci nello spazio pubblico. Il progetto si occupa di cercare negli spazi della città segni e composizioni casuali che, una volta nominate come opere d’arte, acquisiscono un potenziale valore. Lo strumento che utilizziamo per dare identità a queste opere e farle emergere è raccontarle con le nostre voci, con le voci di chi è presente. Una strategia per prendere parola nello spazio pubblico, un pretesto per riappropriarsi del potere dello sguardo, dell’ascolto e dell’esposizione.

Martedì 14 aprile, ore 18.00 - Ouverture 

FUORI MONDI 

inaugurazione mostra installativa

allestimento a cura dellx studentx Accademia di Belle Arti di Napoli Federica Piacente con Joshua Polverino, Maria De Simone, Maria Teresa Belmonte

Contributo all’allestimento di Andrea Iacomino

Installazione audio “Bytes Ardenti” di Banda Mutanda

con il supporto di Lud Sciannamblo e Angela Dionisia Severino

Ogni anno si propone un intervento di queerizzazione in Sala Assoli Moscato e al Teatro Nuovo di Napoli, inteso come pratica artistica e politica capace di interrogare e trasformare i codici di fruizione, attraversamento e rappresentazione dello spazio teatrale. Quest’anno l’allestimento degli spazi è a cura dellx studentx dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e ruota intorno al concetto di FUORI MONDI e creazione di altri immaginari possibili. L’installazione audio è “Bytes Ardenti”, un progetto di Banda Mutanda.

Desideriamo che gli spazi in cui il festival accade diventino spazi colorati, plurali e attraversabili, in cui identità, desideri e narrazioni non conformi trovino visibilità e legittimità. L’allestimento del Festival si concentra sul concepimento di un nuovo immaginario estetico che rifondi e abiti le sale, e che richiami a nuovi mondi possibili.

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

BINARY MUTILATION

voice, performer Desira

live electronics, dj Pelussje

performer Mix Gender

performance, durata 30 minuti
Binary Mutilation è una performance dal vivo sviluppata all’interno dell’universo concettuale di AMARA, che esplora la relazione madre–figli? come spazio di cura, controllo e coercizione emotiva. La figura materna rimane chiusa e immobile, mentre l’artista agisce dal vivo attraverso la voce, il suono elettronico e il movimento fisico. La connessione tra i due corpi diventa una metafora dell’eredità, della dipendenza e della lotta per l’autonomia.

Desira è un artist? non-binary e performer che porta sul palco un live set ibrido che fonde musica elettronica, voce e performance art. Insieme al produttore/dj Pelussje, il progetto trasforma le tracce dell’EP AMARA in un’esperienza fisica e visiva, dove convivono pop elettronico, intensità emotiva e performance corporea.

 

a seguire, Sala Assoli Moscato

LAURA PUSCEDDU SHOW

stand-up comedy 

 

Una visione tagliente sulla società e le sue ipocrisie in chiave comica e umoristica, ma non per questo, meno cattiva.

Laura Pusceddu nasce nel ‘92, sua madre si accorge di lei al quinto mese e fa finta di niente per i restanti quattro. Dopo anni buttati dietro allo studio, nel 2021 decide di fare la comica e di deludere ancora i suoi genitori. Esordisce nel giugno 2022 con il suo primo spettacolo Gonadi e altre parti del mondo con cui gira mezza Italia.

Da ottobre 2023 porta in giro il suo secondo spettacolo Miss Simpatia. A giugno 2024 registra due pezzi per l’XI edizione di Comedy Central. Da gennaio 2025 esce con il suo terzo spettacolo Grandma. Ha partecipato alle ultime tre edizioni di Stand Up Comedy su Comedy Central e ha fatto apertura agli spettacoli di Luca Ravenna, Giorgio Montanini, Martina Catuzzi, Laura Formenti. La sua comicità cerca di toccare i punti cruciali della nostra società raccontando episodi di vita, incongruenze e ipocrisie, toccando il tema della transizione di genere.

 

ore 21.00, Teatro Nuovo

DRAG RING

conduce Priscilla

performers Isaura Spanking, Miss Pingy Gonzalez, Toxic Bellatrix, Raven Idoll

durata 90 minuti

 

Drag Ring è uno spettacolo performativo che mette in scena una serie di sfide tra drag performer strutturate come veri e propri match. Ispirato all’immaginario e al formato degli incontri di boxe, l’evento trasforma il palco in un ring in cui le artiste si affrontano attraverso performance di lip sync su una selezione di brani pop iconici.

Round dopo round, le performer si sfidano in duelli musicali basati su interpretazione, presenza scenica e capacità performativa. La struttura richiama quella dei match sportivi ma viene rielaborata in chiave drag per decostruire l’immaginario competitivo e marcatamente maschile tipico della boxe e di molti eventi sportivi.

Il pubblico non è solo spettatore: la sua energia e le sue reazioni diventano parte integrante della dinamica del ring, contribuendo a orientare l’esito delle sfide. Drag Ring utilizza il linguaggio della competizione come dispositivo scenico, ribaltando i codici attraverso ironia, teatralità e cultura pop, e valorizzando il talento e la creatività della scena drag contemporanea.

Mercoledì 15 aprile

ore 17.00, Libreria Tamu

TRANS. UNA POETICA DEL PARADOSSO.

(Nero edizioni)

con l’autrice Sandra Cane in dialogo con Ross Croce

presentazione libro

«Questo libro non è un memoir della mia transizione. Non è un saggio su cosa sia il gender e perché fa tanta paura. Non è una storia esemplare. È un diario in frantumi, una raccolta di tentativi, fallimenti, gioie e sofferenze, rabbia e azioni.»

Come definire l’identità trans? Come esprimere un modo di esistere personale e collettivo, diviso tra la spinta al riconoscimento e il bisogno di restare nel non detto?

Se lo chiede Sandra Cane, partendo dalla necessità di raccontare la sua soggettività trans femme e scontrandosi con l’impossibilità di farlo ricorrendo a strumenti e schemi di pensiero che non le appartengono, quelli messi a disposizione da una società che non la rappresenta né la prevede.

Il paradosso diventa il motivo conduttore della sua ricerca, l’esito della frizione con un sistema che vorrebbe identità perfettamente incasellabili, pronte a diventare forza di produzione e riproduzione, vittime perfette o valvole di sfogo per lo status quo. Intrecciando studi teorici alle proprie esperienze personali, politiche e affettive, Sandra Cane scrive un manifesto filosofico e poetico, in cui individua le crepe nel sistema e fa leva per allargarle, proponendo una visione del futuro per tutt* che scardini le coordinate capitalistiche e patriarcali, e diventi un luogo in cui vivere nelle potenzialità del divenire.

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

BLURRING IDENTITIES & SHORT MOVIES: TRE RACCONTI DI TRASFORMAZIONE E SCOPERTA.

proiezioni e talk con la regista Paoli de Luca e la giornalista Francesca Saturnino (Il Manifesto, Il Mattino)

Per la prima volta il Napoli Queer Festival si apre al linguaggio dei cortometraggi: una piccola rassegna di tre opere, di tre registx diversx, con tre provenienze diverse, che insieme raccontano uno stesso momento di attraversamento del proprio corpo e della propria identità. In sala, la regista Paoli de Luca, autrice del corto Marina, in dialogo con la giornalista Francesca Saturnino. 

MARINA di Paoli de Luca

lingua italiano, sottotitoli inglese

durata 19 minuti

Marina, un anno dopo aver iniziato la sua transizione di genere, passa un weekend estivo a casa dell’amica Camilla. Tutti dicono a Marina quanto sia diventata bella, ma lei non si vede così, anzi, sente un confronto costante con il corpo di Camilla, che osserva e che ritrae sul suo taccuino. L’arrivo in casa di un’impetuosa presenza maschile, quella di Lorenzo e dei suoi amici, metterà a dura prova Marina, Camilla e la loro amicizia.

FRAN THIS SUMMER di Mary Evangelista

lingua inglese, sottotitoli inglese

durata 11 minuti

Il primo amore tra una coppia di teenager dove uno dei due desidera la transizione. Fran e Angie devono affrontare chi e cosa vogliono essere, in una giornata in spiaggia in cui il loro amore è esposto alla vista del mondo.

3XMINA di Nans Laborde Jourdàa

lingua francese e spagnolo, sottotitoli inglese

durata 26 minuti

Mina è a Cannes per esibirsi per tre serate durante il Festival. Passa dai locali scintillanti alle camere d’albergo, dalle braccia degli amanti a quelle degli amici. C’è Mina l’artista, Mina l’amante, ma anche Mina la cantante italiana degli anni ‘70, che lei evoca sul palco ogni sera.

ore 21.00, Teatro Nuovo 

TRACES OF ECSTASY

ideazione e coreografia Emmanuel Ndefo 

con Emmanuel Ndefo e Adebayo Quadry-Adekanb

registrazione audio Peter Okotor

montaggio audio Jiji

drammaturgia Wen Hui

video Emmanuel Ndefo

amministrazione/gestione Micah Oke

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

durata 60 minuti

Traces of Ecstasy è una performance che esplora il desiderio queer, la vulnerabilità e la politica del contatto fisico tra uomini neri nella Nigeria contemporanea. Ambientata in una camera da letto minimalista, con un sottofondo sonoro composto dai rumori ambientali di Lagos (radio, traffico, frammenti di gospel), lo spazio performativo diventa un territorio liminale: in parte rifugio, in parte luogo di sorveglianza. La danza si svolge come un duetto tattile tra due uomini, utilizzando una coreografia tratta da ricordi repressi di intimità, abbracci, vicinanza e contatto fisico per trasgredire i vincoli culturali.

ore 23.00, Rootz

dj set by KINJIKI

Kinjiki è una dj e performer transfem based a Napoli, emersa come novella Afrodite dalla spuma delle saittelle del centro storico.

Il suo battesimo musicale avviene nei club techno di Berlino, ma prosegue tra i free party del Sud Italia e le celebrazioni della comunità queer bolognese. Di questi ambienti conserva il gusto malefico e industriale, raffinato eppure sporco, sferzante ma soavemente glam. A partire da questa base il sound di Kinjiki si è poi evoluto, giungendo a set deterritorializzati e degenerizzati, in cui è possibile ascoltare incursioni di musica folk e tradizionale napoletana, quanto sperimentazioni futuristiche, tamburi tribali e distorsioni ultra-kawaii, sculettate hyper-pop come sirene d’allarme nucleare. La sua esplorazione e digging si rivolgono oggi principalmente a industrial, queer-rave, Jersey Club, electro, nightcore e hardgroove, mixando visioni e spazi a BPM in crescita graduale, dando priorità a producer e artist* trans e queer, che Kinjiki cerca sempre di diffondere e supportare con i suoi set.

Giovedì 16 aprile

SharingPractices@NapoliQueer è il nuovo spazio del festival dedicato all’incontro con le compagnie in forme non frontali e non gerarchiche. Uno spazio di prossimità in cui lx artist? condividono pratiche, domande, esercizi, intuizioni, oltre l’esito spettacolare.

Non presentazioni, ma attraversamenti. Non talk, ma esperienze.

Evento realizzato con il supporto di Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza

 

ore 11.00 > ore 14.00, Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza

E-MOTION

masterclass di Emmanuel Ndefo

in inglese

Una pratica che consiste nell’uscire da sé stessi per entrare in sintonia con il ritmo, le relazioni e la consapevolezza condivisa. Attingendo alla danza tradizionale africana e alle pratiche rituali, insieme a forme urbane come l’hip-hop, l’house e il krump, il workshop esplora la danza sia dal punto di vista fisico che relazionale. Qui il movimento diventa un modo sensuale e partecipativo di sentire e pensare attraverso il corpo. E-motion invita i partecipanti a vivere la danza come un collegamento con sé stessi, con gli altri, con i materiali e con lo spazio circostante.

 

ore 17.00, Teatro Nuovo

ORLANDO, MA BIOGRAPHIE POLITIQUE.

regista Paul B. Preciado

lingua francese,sottotitoli italiano

documentario (2023)

durata 98 minuti

proiezione, presentazione e talk con il regista Paul B. Preciado e l’attivista, sociologa e scrittrice Porpora Marcasciano

 

Nel 1928 Virginia Woolf scrive Orlando, il primo romanzo in cui il personaggio principale cambia sesso nel corso della storia. Un secolo dopo, lo scrittore e attivista transgender Paul B. Preciado decide di inviare una lettera filmata a Virginia Woolf. Il suo Orlando è uscito dalla finzione e vive una vita che lei non avrebbe mai potuto immaginare.

 

ore 21.00, Sala Assoli Moscato

ATLAS DA BOCA

regia e produzione Gaya de Medeiros

co-creazione e performance Ary Zara, Gaya de Medeiros

provocazione, ideazione e progettazione di “Breve Atlante della Bocca” João Emediato

video Ary Zara

light design André de Campos

direttore di scena Ricardo Pimentel

operatore audio Milton Estevam

traduzione e sottotitoli Joana Frazão

gestione Irreal

coproduzione Alkantara e Companhia Olga Roriz

supporto Self-Mistake

supporto istituzionale República Portuguesa, Cultura I DGARTES, Direção-Geral das Artes

spettacolo in portoghese con sottotitoli in italiano

durata 50 min

 

Atlas da Boca è uno spettacolo che esplora due corpi trans attraverso la bocca. Come simbolo, la bocca diventa l’interfaccia tra il pubblico e il privato, tra l’erotico e il politico, tra il silenzio e la parola che dura. Mettendo in discussione le “parole-gesti”, questo pezzo approfondisce i momenti in cui la bocca si irrigidisce, lasciando uscire le parole ruggenti.

 

ore 23.00, Mamamu

QUEERINALE

live set by Anafem e yung paninaru

 

Il progetto musicale Queerinale nasce dalla collaborazione tra due artistx queer e trans*, Anafem e yung paninaru. Spaziando tra generi e confini, lx due rapper esprimono rabbia, euforia, e determinazione nella prospettiva di sganciare la musica trap dal machismo imperante all’interno della scena.

L’album è un percorso tortuoso, che culmina nell’immaginazione di un futuro utopico in cui il sistema cis-etero-patriarcale è ormai acqua passata, e ognunx ha la libertà di autodeterminarsi, al di fuori delle logiche capitalistiche di produzione e riproduzione.

Il progetto è segnato, inoltre, da una forte sperimentazione a livello sonoro, attraverso la combinazione di elementi e sonorità proprie di diversi generi musicali (rap, trap, techno, hyperpop, drum&bass...).

 

Venerdì 17 aprile

ore 10.00 > ore 13.00, Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza
SharingPractices@NapoliQueer

 

ME FOR DINNER

masterclass con Gaya de Medeiros

in inglese

Il workshop si basa su una serie di pratiche che hanno aiutato Gaya de Medeiros a porsi alcune domande su sè stessa come performer, sulle possibilità di relazionarsi con il pubblico e sulle strategie drammaturgiche nell’affrontare temi autobiografici e identitari. Ecco alcuni argomenti su cui lavorare:

- Riscaldamento / consapevolezza di sé: movimenti di danza ispirati alla Gyrokinesis per lavorare sulla mobilità e rafforzare la colonna vertebrale e gli arti.

- Vogue (Runaways): dove gli stereotipi di genere si intrecciano con la sopravvivenza e la sperimentazione di molteplici performatività

- Esercizi per riflettere sulla gerarchia (o sulla sua dissoluzione) tra performer e pubblico. Pratiche per discutere in gruppo strategie per giocare con la percezione e l’interazione con le persone che abbiamo di fronte durante l’atto performativo.

Il workshop vuole essere uno spazio di scambio, sfida collettiva e vulnerabilità. In questi incontri, spero che potremo costruire dialoghi onesti, connessioni generose e affetti intensi.

 

ore 17.00, la Feltrinelli - Via Ponte di Tappia

INDIFESI SOTTO LA NOTTE. NARRAZIONI DELL’AIDS IN ITALIA TRA GLI ANNI ‘80 E ‘90

(Minimum Fax)

con l’autore Luca Starita in dialogo con Domenico Ingenito

presentazione libro

 

Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita. Al diffondersi del virus dell’Hiv si accompagnano la paura, la disinformazione e lo stigma sociale che colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, che si vedono isolate, colpevolizzate, non sufficientemente prese in carico dal sistema sanitario e spesso nemmeno circondate da una rete sociale e affettiva. Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno. Suo marito, il giornalista Brett Shapiro, racconterà nel libro L’intruso la vicenda di Forti, mostrando senza reticenze il calvario, il dolore, ma anche l’amore, la cura e infine la perdita. Partendo da questo testo, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ‘80 e ‘90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.

 

ore 18.30, Sala Assoli Moscato

MOSTRE & FIERE

di Filomena Filosottile

 

C’è vita fuori dalle caselle M e F. Irregolari in terre di nessuno. Occupanti delle zone di confine. Fuorilegge fra le tagliole dei generi. Prima ancora di chiedere «chi sono?» la Norma intima loro di andarsene. Le creature mostruose turbano l’ordine costituito. Sono angeli, araldi, tamburine: recano l’annuncio di sconvolgimenti imminenti. E portano domande: chi costituisce l’ordine? chi traccia e dove i confini?

In Mostre & fiere si sottraggono alla lente dei microscopi, si alzano dai tavoli da vivisezione, evadono dalle gabbie in cui le rinchiude la Norma, raccontano il mondo visto dalla loro prospettiva e il brulicare di esistenze che prospera oltre la soglia.

 

a seguire, Sala Assoli Moscato

CONTRO LA POLITICA DELLE BRICIOLE. LA MOSTRUOSITRANS E ALTRE MITOLOGIE FEMMINISTE

(Tamu edizioni)

con l’autrice Filo Sottile in dialogo con Lud Sciannamblo

presentazione del libro

 

È una notte di pioggia. Sotto una tettoia si radunano novelle Shahrazad. Sono creature mostruose: Gregor Samsa, il Minotauro, Cappuccetto rosso e molte altre. La mostruositrans è la loro attitudine. Discutono, si confrontano, riscrivono i copioni della narrazione sull’esperienza trans. Minano le fondamenta dei miti consolidati, si impegnano in un’archeologia delle tracce disperse, decolonizzano l’incubo del reale e diffondono sogni profetici.

In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, pamphlet e scrittura drammatica, Contro la politica delle briciole si fa forte del potere trasformativo dei racconti mitologici e letterari per contrastare la fissità dei rapporti di genere.

Attraverso la riscrittura dei canoni, l’immaginario offerto da questo libro - che coinvolge e mobilita tutte le creature - si rivela premessa necessaria all’azione di un femminismo rivoluzionario. Se possiamo ri-raccontare i miti da prospettive altre, allora il finale non è scritto e possiamo immaginare un futuro diverso.

 

ore 21.00, Teatro Nuovo

SADBOI

coreografia e performer Panos Malactos

regia e testo Elias Adam

drammaturgia Panos Malactos, Elias Adam

costumi Miguel Peñaranda Olmeda, visual Sita Messer

musica Lynks, Eric Prydz, Lulu Be, tour management Nikos Mavrakis – TooFarEast

con il supporto dei Servizi Culturali del Ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport e Gioventù di Cipro

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

 

“Avevo un compagno. Poi sono stato mollato. Sono stato mollato, ho comprato un perizoma e ho bisogno di un sacco di validazione”.

Panos Malactos lavora con Elias Adam e indaga il concetto di vulnerabilità scenica radicale. Sadboi ama la sua sofferenza cruda. È gay, arrapato, col cuore spezzato e incredibilmente sereno. Instagramma, dunque esiste.

Sadboi è un ritratto ‘autofiction’ di un sadboi danzatore. Lo spettacolo tenta una narrazione ambigua e complessa, che esplora sesso, amore e tristezza nell’era postmoderna, ipertecnologica e ipersessualizzata. Sadboi mira a creare un’esperienza immersiva in cui una fisicità intensa si interseca con lo spazio virtuale di internet (social media, meme, app di incontri).

Se le canzoni d’amore sono stupide, aspetta di sentire questa. Quante emoji fuoco riceverà? Gli admin di questo spettacolo sono in cerca di validazione.

 

ore 23.00, Mamamu

dj set by PINK TRAUMA

 

Nate nel caos creativo della Napoli urban con l’intento di trasformare ogni dancefloor in un party privato senza regole. Una selezione che è un cortocircuito continuo e un BRAT manifesto: mixare House e Hyper-pop senza vergogna. Un frullato illegale di disordine e ironia. Un sound che spazia da ossessivi beat industrial ai bassi profondi del club culture europeo fino ai remix più sfacciati del pop contemporaneo.

Mixing classic house with dance hits and dark disco. Brat vibes, goth style, queer mind.

 

Sabato 18 aprile

ore 12.00, Teatro Avanposto Numero 0

restituzione laboratorio ‘Io sto cercando un angelo’

 

ore 17.00, Sala Assoli Moscato

MILITANTI PER FORZA: ACCESSIBILITA’ CORPI ESCLUSI E QUESTIONE MERIDIONALE.

tavola rotonda con Giulia Traversi, Diana Anselmo e Daniel Bongioanni

traduzione in LIS a cura della Associazione Gio.Pro.Lis

 

ore 20.30, Teatro Nuovo

PAS MOI

ideazione, performance, visuals Diana Anselmo

performers Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli

suono, composizione Antonio Dominelli

testo della Singsong Paddy Ladd

dramaturg Piersandra di Matteo

coaching nella ricerca e nel materiale performativo Saša Asentic

realizzato con Santarcangelo Festival

produttore esecutivo Chiasma

coprodotto da Scuola Piccola Zattere, TheaterFormen Festival, Gessnerallee Zürich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna

sostenuto dalla rete R.O.M, dal partner Reykjavik Dance Festival su invito di Santarcangelo Festival. R.O.M è sostenuta dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec

con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, MIC - Ministero della Cultura, DANAE Festival

all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival

lingua LIS (Lingua Italiana dei Segni)

sottotitoli italiano

durata 60 minuti

 

Pas Moi, nuova lecture-performance dialogata di Diana Anselmo, è il capitolo conclusivo di una ricerca documentale e affettiva che smaglia la trama di potere e dominazione tessuta nella storiografia maggiore. Se Je Vous Aime – divenuta poi una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – mostrava le implicazioni rieducative delle prime immagini in movimento, Pas Moi segue un percorso parallelo e, da una prospettiva sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono.

Attraverso archivi minori, antistorie e saperi situati, trasmessi corpo-a-corpo, i celebrati apparecchi all’origine della futura industria cinematografica e musicale si rivelano strumenti concepiti con un intento audista e fonocentrico: “guarire” la sordità. Malattia

da eradicare o far sparire nelle maglie del mondo udente, più che un’identità, una cultura con una propria lingua e una comunità.

Pas Moi prova a immaginare dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza. Al di là della “mancanza di udito”, più in là, e più lontano ancora.

 

ore 22.00 > ore 02.00, La Santissima Community Hub

SAFFFO TAKEOVER WITH MAGIC DYKE* & LUMA

Magic Dyke* hosts & performers Ryder Dyke & Rubber Dyke 

Safffo organization team & Awareness Marta Massarelli, Lu Bellotti, Ilaria Piccolo

Safffo resident dj Luma

show & music

 

Safffo (si, con tre f) è un collettivo FLINTA & queer nato a Roma nel 2022 per sostenere l’espressione artistica queer indipendente. Attraverso feste, performances e un festival annuale con lineups interamente queer, Safffo crea spazi di gioia collettiva più sicuri, basati su consenso e libertà di espressione.

Per il Napoli Queer Festival, Safffo chiama i rinforzi con uno dei collettivi più hot in Europa  Magic Dyke*, un gruppo di str!p e danza pluripremiato con base a Berlino, creato da e per la comunità SLINTA* (saffica, lesbica, intersex, non binaria, trans e agender). Dal 2022, Magic Dyke* offre a butch, stud, masc e genderf*ckers uno spazio scenico per sentirsi se-xy in un mondo che dice loro che non lo sono.

Proveniente dall’underground della città di Buenos Aires, Luma costruisce paesaggi sonori intimi e stratificati, dove il tempo si dilata e il corpo può ascoltarsi. In questo set si muoverà tra elettronica sperimentale, ritmi latin, atmosfere ambient e ritmi rarefatti, con un’attenzione particolare alle texture, ai bassi profondi e alle percussioni sottili. 

 

Domenica 19 aprile

ore 15.00, FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli

L’ORA DELLE STORIE CON PRISCILLA 

a cura di Collettivo Favolos*

in collaborazione con MagnaVeg

 

Parrucca voluminosa, trucco, tacchi alti e abiti dai colori dell’arcobaleno. Poi una sedia, una stanza piena di giochi e una fiaba. È così che Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità.

Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza. E sono stat3 proprio loro a ricordare agli adulti ciò che troppo spesso dimentichiamo: “Ogni bambino e ogni bambina deve essere liber@ di scegliere”.

“Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi”.

Il progetto L’ora delle storie con Priscilla nasce per creare uno spazio educativo sicuro, dove l’infanzia possa incontrare la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina".

Si parla di autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione. L’esperienza dimostra un dato semplice: il pregiudizio non è innato. I bambini non giudicano ciò che è diverso.

Non escludono. Non etichettano. Sono gli adulti, semmai, a insegnare loro a farlo. In un contesto sociale in cui l’educazione sessuo-affettiva viene spesso ostacolata o caricata di significati distorti, questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti.

Quando le istituzioni arretrano, sono molti i genitori che scelgono di esserci. Di costruire spazi liberi. Di sostenere percorsi educativi fondati sull’ascolto e sull’inclusione. La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere.

 

ore 16.00, Sala Assoli Moscato

MEMORIE DA SOTTOPELLE. MOVIMENTI DI SCIOGLIMENTO DECOLONIALE.

laboratorio di coreo/grafie decoloniali

a cura di Marie Moise e Ivonne Yvonne N’dah

 

Decolonizzare non è una metafora. Non è sinonimo di qualsiasi forma di cambiamento e non è un gesto puramente simbolico o astratto. Per comprendere il senso di questo orizzonte politico, occorre guardarsi dentro e sentire il fuori: dal passato al presente, come si riverbera la colonialità nei nostri modi di stare in relazione?

Attraverso un lavoro dinamico e interattivo, all’intersezione tra la danza e la rielaborazione corporea dell’esperienza vissuta, si tratterà di mettere in gioco il corpo per osservare le strutture sociali che abitiamo e distendere le articolazioni teoriche e anatomiche in un medesimo movimento in controtempo.

 

ore 19.00, Sala Assoli Moscato

RAIVA

di Mistura Queer

 

Raiva - un viaggio sonoro transatlantico è una sessione di ascolto musicale composta da tracce realizzate da persone trans e donne cis indigene e razzializzate brasiliane.

L’ascolto è accompagnato da una videoproiezione con la traduzione in italiano dei testi, così da rendere comprensibili le parole e i contenuti delle canzoni che parlano di lotta al colonialismo, al razzismo e alla transfobia.

Parallelamente, l’artista Mistura Queer guida il pubblico all’ascolto attraverso alcune narrazioni delle identità trans brasiliane e un approfondimento critico a cura di Kukua Dada Rezende, pedagoga, ricercatrice e attivista travesti.

Attraverso i loro suoni, le loro parole e le loro voci, Raiva racconta come l’arte possa essere uno strumento di autodeterminazione, di trasformazione sociale e di costruzione collettiva di memoria e futuro.

La rabbia (raiva, in portoghese) è qui intesa non come distruzione, ma come forza vitale, energia politica e affettiva che muove la creazione, la cura e la possibilità di immaginare altri mondi.

In un panorama globale ancora segnato da disuguaglianze strutturali, le persone trans e le donne cisgender, in particolare nere e razzializzate, rimangono spesso ai margini dei circuiti artistici e culturali, private di spazi di ascolto e rappresentazione.

Raiva nasce dalla necessità di ribaltare questa asimmetria, mettendo al centro soggettività che non solo resistono, ma che da sempre producono conoscenza, estetiche e pratiche di vita radicali.

Il progetto si radica in una prospettiva decoloniale e transcentrata, che non mira a “dare voce” ma ad amplificare un ascolto già presente, aprendo canali di risonanza e dialogo tra un lato e l’altro dell’Oceano Atlantico.

Raiva non è solo una playlist, ma un gesto politico di ascolto. Un archivio di emozioni e suoni che attraversano oceani, corpi e lingue. Un invito a lasciarsi attraversare e ad ascoltare non per capire, ma per lasciarsi trasformare.

 

ore 21.00, Sala Assoli Moscato

ANY OTHER – in solo

concerto

 

Un live intimo in solo, per portare di nuovo sui palchi la magia e la delicatezza unica delle canzoni di Adele, che da poco ha annunciato di avere nuova musica pronta da far uscire, e che sicuramente si potrà sentire già da queste prossime date.

Any Other è il progetto principale di Adele Altro, polistrumentista e produttrice milanese attiva da diversi anni sulla scena musicale italiana e internazionale. Con due album e due EP all’attivo, il suo lavoro ha contribuito a riportare l’indie-rock sotto i riflettori, oltre ad averla portata ad esibirsi in tutta Europa e oltre.