Calcio
3° TEMPO - Vettosi: "Napoli, ci sono due contestazioni sul mercato a saldo zero"
23.01.2026 23:12 di Napoli Magazine
aA

Fabrizio Vettosi, economista, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: "Sostanzialmente la norma è sana e viene adottata di riflesso dal Fair Play Finanziario della Uefa. Definisce che i costi dell’area tecnica, comprensiva di stipendi, cartellini spalmati lungo la durata dei contratti, non debbano superare l’80% dei ricavi. Questo perché l’azienda di calcio deve avere un suo equilibrio economico-finanziario. Questo rapporto dall’80% passerà al 70% in occasione della campagna trasferimenti estiva. Non dobbiamo guardare ad oggi, ma ci dobbiamo già porre rispetto a quella estiva. Soprattutto un’azienda come il Napoli che ha elevato tantissimo il monte ingaggi negli ultimi due anni. Nel breve, la soluzione può essere neutrale. Ovvero che tutto ciò che esce ed entra deve pareggiarsi. Ci sono due contestazioni. Il primo è che un indicatore di natura solo economica non può sancire la possibilità di operare sul mercato. Non vedo perché non si possano spendere le riserve accumulate negli anni che non portino a uno squilibrio finanziario. Il Napoli, appunto, dice questo. Inoltre, l’indicatore è calcolato in maniera non perfetta e rigorosa. E prevede di avere i costi degli stipendi e degli ammortamenti comparati coi ricavi, che tra sponsor, biglietti, vengono calcolati anno per anno fino al 30 settembre. Mentre il dato sulle plusvalenze è riferito agli ultimi tre anni".

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
3° TEMPO - Vettosi: "Napoli, ci sono due contestazioni sul mercato a saldo zero"

di Napoli Magazine

23/01/2026 - 23:12

Fabrizio Vettosi, economista, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: "Sostanzialmente la norma è sana e viene adottata di riflesso dal Fair Play Finanziario della Uefa. Definisce che i costi dell’area tecnica, comprensiva di stipendi, cartellini spalmati lungo la durata dei contratti, non debbano superare l’80% dei ricavi. Questo perché l’azienda di calcio deve avere un suo equilibrio economico-finanziario. Questo rapporto dall’80% passerà al 70% in occasione della campagna trasferimenti estiva. Non dobbiamo guardare ad oggi, ma ci dobbiamo già porre rispetto a quella estiva. Soprattutto un’azienda come il Napoli che ha elevato tantissimo il monte ingaggi negli ultimi due anni. Nel breve, la soluzione può essere neutrale. Ovvero che tutto ciò che esce ed entra deve pareggiarsi. Ci sono due contestazioni. Il primo è che un indicatore di natura solo economica non può sancire la possibilità di operare sul mercato. Non vedo perché non si possano spendere le riserve accumulate negli anni che non portino a uno squilibrio finanziario. Il Napoli, appunto, dice questo. Inoltre, l’indicatore è calcolato in maniera non perfetta e rigorosa. E prevede di avere i costi degli stipendi e degli ammortamenti comparati coi ricavi, che tra sponsor, biglietti, vengono calcolati anno per anno fino al 30 settembre. Mentre il dato sulle plusvalenze è riferito agli ultimi tre anni".