Riccardo Calafiori, difensore dell'Arssenal, ha rilasciato alcune dichiarazioni al podcast di Alessandro Cattelan "Supernova": Mi piacerebbe tornare alla Roma prima o poi. Non posso pianificare il futuro della mia carriera, ma ci tengo. È una cosa lasciata a metà. Gol al Bodo? Avevo 18 anni, mi sembrava di sognare. Ma c’era il Covid, quindi non ho potuto esultare sotto la Sud. Nelle giovanili eravamo in venti e diciassette facevano gli attaccanti, qualcuno doveva arretrare. Ero già strutturato fisicamente, e la scelta è caduta su di me. Quasi per caso. Ma quello ha cambiato tutto. De Rossi e Bove? Con Daniele ho un rapporto fantastico. Veniva a prendermi a casa quando avevo 16 anni. Ha un’umiltà incredibile. Edoardo ha vissuto qualcosa di incredibile, ma l’ho visto sicuro di sé. Se può continuare il suo sogno, perché non farlo? Gol al City? Non segno molto, ma quando lo faccio sono sempre belli. Ricordo che nello spogliatoio mi hanno preso in giro per la mia esultanza. Sono andato subito verso la panchina, ero impazzito. Mi hanno dato del lecchino per essere andato ad abbracciare subito Arteta (racconta con ironia, ndr), ma in realtà io puntavo il dito ancora più dietro. Non volevo nemmeno abbracciarlo, nel video si vede bene“.
di Napoli Magazine
03/03/2026 - 08:00
Riccardo Calafiori, difensore dell'Arssenal, ha rilasciato alcune dichiarazioni al podcast di Alessandro Cattelan "Supernova": Mi piacerebbe tornare alla Roma prima o poi. Non posso pianificare il futuro della mia carriera, ma ci tengo. È una cosa lasciata a metà. Gol al Bodo? Avevo 18 anni, mi sembrava di sognare. Ma c’era il Covid, quindi non ho potuto esultare sotto la Sud. Nelle giovanili eravamo in venti e diciassette facevano gli attaccanti, qualcuno doveva arretrare. Ero già strutturato fisicamente, e la scelta è caduta su di me. Quasi per caso. Ma quello ha cambiato tutto. De Rossi e Bove? Con Daniele ho un rapporto fantastico. Veniva a prendermi a casa quando avevo 16 anni. Ha un’umiltà incredibile. Edoardo ha vissuto qualcosa di incredibile, ma l’ho visto sicuro di sé. Se può continuare il suo sogno, perché non farlo? Gol al City? Non segno molto, ma quando lo faccio sono sempre belli. Ricordo che nello spogliatoio mi hanno preso in giro per la mia esultanza. Sono andato subito verso la panchina, ero impazzito. Mi hanno dato del lecchino per essere andato ad abbracciare subito Arteta (racconta con ironia, ndr), ma in realtà io puntavo il dito ancora più dietro. Non volevo nemmeno abbracciarlo, nel video si vede bene“.