Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro l'Atalanta: “Chi ha giocato a calcio sa meglio di me che un allenatore neofita deve anzitutto creare la giusta connessione con la squadra. I calciatori a disposizione mi vedevano come un compagno di squadra, quando alzi la voce devi stare attento e la gestione del quotidiano fa sempre la differenza. Se non tocchi le corde giuste rischi di essere rifiutato. Se oggi il gruppo mi riconosce un certo tipo di importanza è evidente che le cose buone sono state superiori agli errori. Ho un gruppo di giovani, con Mendy che in Primavera non giocava e che ha fatto doppietta in Serie A. Estendo i complimenti a Muzzi e a chi ha allenato nel settore giovanile: anche loro devono godersi il successo di questo progetto. La parte più bella di questa giornata è aver gioito insieme dopo tanti sacrifici. Quell’abbraccio dopo i gol è energia pura, un qualcosa di naturale quando instauri certi tipi di rapporti. Io sono entrato in punta di piedi, con ambizione e umiltà. Chi non suda con me non gioca. Poi le scelte sono una conseguenza: se la società mi ha scelto per una missione difficile è anche perché non guardo la carta di identità e amo valorizzare i giovani. Mendy è arrivato dall’altra parte del mondo, ha potenzialità importantissime, ma deve restare in campana perché il calcio sa essere illusorio. Voglio chiudere con un pensiero per i tifosi. Qui mi sento a casa, dopo 11 anni il Cagliari è come se fosse mia moglie o mio figlio".
di Napoli Magazine
27/04/2026 - 21:50
Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro l'Atalanta: “Chi ha giocato a calcio sa meglio di me che un allenatore neofita deve anzitutto creare la giusta connessione con la squadra. I calciatori a disposizione mi vedevano come un compagno di squadra, quando alzi la voce devi stare attento e la gestione del quotidiano fa sempre la differenza. Se non tocchi le corde giuste rischi di essere rifiutato. Se oggi il gruppo mi riconosce un certo tipo di importanza è evidente che le cose buone sono state superiori agli errori. Ho un gruppo di giovani, con Mendy che in Primavera non giocava e che ha fatto doppietta in Serie A. Estendo i complimenti a Muzzi e a chi ha allenato nel settore giovanile: anche loro devono godersi il successo di questo progetto. La parte più bella di questa giornata è aver gioito insieme dopo tanti sacrifici. Quell’abbraccio dopo i gol è energia pura, un qualcosa di naturale quando instauri certi tipi di rapporti. Io sono entrato in punta di piedi, con ambizione e umiltà. Chi non suda con me non gioca. Poi le scelte sono una conseguenza: se la società mi ha scelto per una missione difficile è anche perché non guardo la carta di identità e amo valorizzare i giovani. Mendy è arrivato dall’altra parte del mondo, ha potenzialità importantissime, ma deve restare in campana perché il calcio sa essere illusorio. Voglio chiudere con un pensiero per i tifosi. Qui mi sento a casa, dopo 11 anni il Cagliari è come se fosse mia moglie o mio figlio".