Gianni Malagò, presidente della FIGC, ha rilasciato un'intervista a TG2 Post su Rai 2: "Come si ripristina il rapporto con la politica? Mi sento a casa, anche felice che si dia così importanza e spazio alla Federazione e al calcio italiano in un contesto quantomeno particolare. Si comincia riprendendoti. Raccontando i problemi, bisogna fare un distinguo: io credo che se c'è una persona con rapporti molto molto buoni è il sottoscritto. La mia storia, i miei rapporti lo hanno dimostrato. Poi la parola è molto ampia, anche in senso lato. Penso che all'assemblea elettiva ogni cosa è stata messa a posto, anche questo si sta dimostrando. Gravina? Era lì presente. Si è comportato come molti ritenevano fosse obbligato. In realtà non so in quanti avrebbero rassegnato le dimissioni. Soprattutto quello che va ricordato, da non vantarsene e da non considerare, si è dimesso dal consiglio federale e tutti rieletti dalle proprie componenti. Questo responsabilizza me e tutti i miei collaboratori. Buoni rapporti con la politica? Credo che ci sia un rispetto istituzionale, sia di privati che pubblici. Rapporti coltivati con massimo rispetto. Sono una persona non certo assumibile a quelle che sono persone rivoluzionarie. Sono una persona laica, non appartengo a nessuno. Difendo e tutelo associazioni, enti e organismi sportivi che mi hanno eletto. Questo va ricordato. Le persone che rappresentano quei mondi mi hanno voluto alla presidenza. La Federcalcio era l'ultimo dei miei pensieri, io da poco ho finito Olimpiadi e para-Olimpiadi, mi sono venuti a cercare e io all'inizio non ci pensavo per niente. Poi il richiamo della foresta... Una bella croce? Se c'è uno che è affascinato dalle sfide... poi non sono incosciente e la palla è rotonda. Abbiamo visto le squadre andate a casa, la bellezza e l'incertezza del gioco c'è. Però il richiamo della foresta: se c'è qualcosa che posso fare per il mio Paese... lo Scudetto, il tricolore, il calcio femminile... andiamo avanti, sono pronto alla sfida. Candidarsi un atto d'amore? Sì. Ogni tanto capita di sbagliare, ma se uno sta fermo nel suo compito. E sta fermo nel suo binario. Ognuno può raccontare storie, anche professionali. Ma la congiuntura del momento è tutto. Io di testa non ero pronto, poi c'è stato un corteggiamento affettuoso delle parti e a quel punto mi sento dentro fino al collo. "Innanzitutto credo che sia un insieme di fattori per i quali, record negativo, da 12 anni non andiamo ai mondiali. E dobbiamo aspettarne altri 4 da oggi. Quelli che ha citato ne fanno parte, al problema che affligge gli italiani. Il calcio paradossalmente non ha perso l'appeal e io stesso me ne sono stupito. I tifosi e le persone sono andate di più allo stadio, c'è un discorso sui ricavi, il fatturato e le aziende che vogliono investire. I giovani giocano meno? No, i tesserati non si sono persi, ma qualcosa è aumentato. La tattica esasperata? Non c'è una riprova, lo dicono in tanti. Sbagli i rigori? Vai a vedere Olanda e Germania, tutte e due sono andate a casa ai rigori. Oggi, statisticamente, la squadra più forte va fuori perché ha tutto da perdere. Elemento psicologico. Serve magari un mental coach. Ieri Jacobs ha fatto una prestazione formidabile e ricordo la sua mental coach cosa fece con Tokyo. Cosa serve? La mentalità va cambiata. Si parte dai dirigenti, i giocatori devono dare l'esempio in campo. Chi sarà il nuovo c.t? Sono mortificato di non dare uno scoop. Una corsa a due? Discorso molto semplice: in questi giorni mi sono reso conto della dicitura e dello slogan che in Italia ci sono 60 milioni di allenatori. È assolutamente vero. Comunque, a torto o ragione, in passato recente il presidente della Federazione sceglieva in grande solitudine l'allenatore. Oggi, data l'emergenza, è complicato andare su un contesto interno e devi andare sul mercato. Da solo? Non mi manca il coraggio di farlo, ma voglio appoggiarmi a qualcuno. Voglio condividerlo con qualcuno. Penso di saperne abbastanza, ma voglio qualcuno che ne sappia più di me. Il famoso direttore tecnico che magari può diventare Club Italia. Così gli italiani devono capire il discorso di mentalità e cultura. Io sono molto vicino a questa persona e cominciamo a fare molto velocemente una scelta su chi debba essere l'allenatore. Paolo Maldini d.t? Non posso né confermare né smentire, ma ha esattamente i requisiti di chi debba venire ad aiutare la Federazione. Ha quelle caratteristiche, come magari un'altra persona... Stadi per gli Europei? Questa mattina due ore di riunione, con chi per conto dell'UEFA è commissionato per il dossier di Euro 2032. Andremo dal ministro Abodi domattina a fare il punto. Non possiamo permetterci di non fare bella figura. Il 2032 può sembrare lontano, ma guarda anche le Olimpiadi in 7 anni, per le infrastrutture... noi abbiamo ottenuto l'onore e l'onere di organizzare gli Europei. Sapete quanto è importante. Chiaro che siamo in compartecipazione con la Turchia, che ha forse già 10 stadi pronti che domattina possono essere inseriti nel dossier. Noi entro il 31 luglio dobbiamo certificare che ne abbiamo 5 che rispettano quei parametri e requisiti per conto della UEFA. Ora non ci sono, ma da qui al 31 luglio l'importante è che ci siano enti locali, federazione sportiva, responsabili UEFA che possono garantire che invece ci saranno. Ci sono stadi oggettivamente pronti, qualcuno ha tutte le carte in regola per diventarlo, altri possono aspirare per entrare in lista. Velasco e la dichiarazione su Yamal? L'ho chiamato dopo quella intervista, mi ha cercato con un messaggio. Dice una cosa sacrosanta. Non giocherebbe Yamal perché ci sono due componenti: l'allenatore non ha il coraggio di mettere un ragazzo di 16 anni in prima squadra. In Italia c'è il rischio che si scopra troppo dopo. A questo risponde mentalità, cultura e coraggio. Yamal è così forte... Non puoi aspettare però di trovare il più forte del mondo, ma centinaia di giocatori forti non puoi perderli per strada. Questo è uno dei punti cruciali. Chi ha avuto l'idea di coinvolgermi e candidarmi è stata la Lega di Serie A. Direi all'unanimità. Loro lo sanno. Notoriamente è belligerante, ci sono diverse anime e questo consenso ha permesso di accrescere le mie riflessioni e responsabilità. Ma per altre componenti ho chiesto: 'Siete disposti a dare una mano?'. Se hai giocatori forti come Zaccagni o Barella, il valore patrimoniale loro ai Mondiali è diverso. C'è la piena volontà a supportare un nuovo progetto della Federazione. Lo ius soli? Da presidente del comitato olimpico toccai questo argomento. Ne faccio un discorso di buon senso: oggi, anche negli Stati Uniti si è visto, si mette in discussione lo ius soli. Io non mi permetto di entrare nel merito, ma di politica sportiva devo occuparmene. Oggi un figlio italiano che va a scuola può regolarmente giocare con la Nazionale, ma per regole devono avere la piena cittadinanza. Il passaporto italiano, a 18 anni. Questo perché è il suo diritto. In teoria è così, ma purtroppo nei fatti e in altri sport comincia un iter e una via crucis di burocrazia... molti li perdiamo. Sono quelli che andiamo a vedere, per star di atletica leggera e non solo. Tutto questo deve essere automatico e scontato, e va fatto in precedenza allo scoccare dei 18 anni. Conte c.t? Ho visto quell'italiano con la maglietta della Nazionale italiana. La gente derideva e quasi lo offendeva, lui si è alzato e ha fatto vedere il nostro stemma. Io mi sento come lui, non avete idea di quanto si sentano così le persone. Se le cose vanno come penso, il mio mandato deve arrivare ad Euro 2032. Sei anni. In questo periodo per me qualche notte Mondiale la viviamo. Andreotti disse: 'I pazzi si dividono in due tipi: quelli che pensano di essere Napoleone e quelli che pensano di risanare le ferrovie dello stato'. Ci mettiamo anche quelli che vogliono riformare il calcio italiano? Cito Trapattoni: 'Do ragione al 50%'".
di Napoli Magazine
02/07/2026 - 23:22
Gianni Malagò, presidente della FIGC, ha rilasciato un'intervista a TG2 Post su Rai 2: "Come si ripristina il rapporto con la politica? Mi sento a casa, anche felice che si dia così importanza e spazio alla Federazione e al calcio italiano in un contesto quantomeno particolare. Si comincia riprendendoti. Raccontando i problemi, bisogna fare un distinguo: io credo che se c'è una persona con rapporti molto molto buoni è il sottoscritto. La mia storia, i miei rapporti lo hanno dimostrato. Poi la parola è molto ampia, anche in senso lato. Penso che all'assemblea elettiva ogni cosa è stata messa a posto, anche questo si sta dimostrando. Gravina? Era lì presente. Si è comportato come molti ritenevano fosse obbligato. In realtà non so in quanti avrebbero rassegnato le dimissioni. Soprattutto quello che va ricordato, da non vantarsene e da non considerare, si è dimesso dal consiglio federale e tutti rieletti dalle proprie componenti. Questo responsabilizza me e tutti i miei collaboratori. Buoni rapporti con la politica? Credo che ci sia un rispetto istituzionale, sia di privati che pubblici. Rapporti coltivati con massimo rispetto. Sono una persona non certo assumibile a quelle che sono persone rivoluzionarie. Sono una persona laica, non appartengo a nessuno. Difendo e tutelo associazioni, enti e organismi sportivi che mi hanno eletto. Questo va ricordato. Le persone che rappresentano quei mondi mi hanno voluto alla presidenza. La Federcalcio era l'ultimo dei miei pensieri, io da poco ho finito Olimpiadi e para-Olimpiadi, mi sono venuti a cercare e io all'inizio non ci pensavo per niente. Poi il richiamo della foresta... Una bella croce? Se c'è uno che è affascinato dalle sfide... poi non sono incosciente e la palla è rotonda. Abbiamo visto le squadre andate a casa, la bellezza e l'incertezza del gioco c'è. Però il richiamo della foresta: se c'è qualcosa che posso fare per il mio Paese... lo Scudetto, il tricolore, il calcio femminile... andiamo avanti, sono pronto alla sfida. Candidarsi un atto d'amore? Sì. Ogni tanto capita di sbagliare, ma se uno sta fermo nel suo compito. E sta fermo nel suo binario. Ognuno può raccontare storie, anche professionali. Ma la congiuntura del momento è tutto. Io di testa non ero pronto, poi c'è stato un corteggiamento affettuoso delle parti e a quel punto mi sento dentro fino al collo. "Innanzitutto credo che sia un insieme di fattori per i quali, record negativo, da 12 anni non andiamo ai mondiali. E dobbiamo aspettarne altri 4 da oggi. Quelli che ha citato ne fanno parte, al problema che affligge gli italiani. Il calcio paradossalmente non ha perso l'appeal e io stesso me ne sono stupito. I tifosi e le persone sono andate di più allo stadio, c'è un discorso sui ricavi, il fatturato e le aziende che vogliono investire. I giovani giocano meno? No, i tesserati non si sono persi, ma qualcosa è aumentato. La tattica esasperata? Non c'è una riprova, lo dicono in tanti. Sbagli i rigori? Vai a vedere Olanda e Germania, tutte e due sono andate a casa ai rigori. Oggi, statisticamente, la squadra più forte va fuori perché ha tutto da perdere. Elemento psicologico. Serve magari un mental coach. Ieri Jacobs ha fatto una prestazione formidabile e ricordo la sua mental coach cosa fece con Tokyo. Cosa serve? La mentalità va cambiata. Si parte dai dirigenti, i giocatori devono dare l'esempio in campo. Chi sarà il nuovo c.t? Sono mortificato di non dare uno scoop. Una corsa a due? Discorso molto semplice: in questi giorni mi sono reso conto della dicitura e dello slogan che in Italia ci sono 60 milioni di allenatori. È assolutamente vero. Comunque, a torto o ragione, in passato recente il presidente della Federazione sceglieva in grande solitudine l'allenatore. Oggi, data l'emergenza, è complicato andare su un contesto interno e devi andare sul mercato. Da solo? Non mi manca il coraggio di farlo, ma voglio appoggiarmi a qualcuno. Voglio condividerlo con qualcuno. Penso di saperne abbastanza, ma voglio qualcuno che ne sappia più di me. Il famoso direttore tecnico che magari può diventare Club Italia. Così gli italiani devono capire il discorso di mentalità e cultura. Io sono molto vicino a questa persona e cominciamo a fare molto velocemente una scelta su chi debba essere l'allenatore. Paolo Maldini d.t? Non posso né confermare né smentire, ma ha esattamente i requisiti di chi debba venire ad aiutare la Federazione. Ha quelle caratteristiche, come magari un'altra persona... Stadi per gli Europei? Questa mattina due ore di riunione, con chi per conto dell'UEFA è commissionato per il dossier di Euro 2032. Andremo dal ministro Abodi domattina a fare il punto. Non possiamo permetterci di non fare bella figura. Il 2032 può sembrare lontano, ma guarda anche le Olimpiadi in 7 anni, per le infrastrutture... noi abbiamo ottenuto l'onore e l'onere di organizzare gli Europei. Sapete quanto è importante. Chiaro che siamo in compartecipazione con la Turchia, che ha forse già 10 stadi pronti che domattina possono essere inseriti nel dossier. Noi entro il 31 luglio dobbiamo certificare che ne abbiamo 5 che rispettano quei parametri e requisiti per conto della UEFA. Ora non ci sono, ma da qui al 31 luglio l'importante è che ci siano enti locali, federazione sportiva, responsabili UEFA che possono garantire che invece ci saranno. Ci sono stadi oggettivamente pronti, qualcuno ha tutte le carte in regola per diventarlo, altri possono aspirare per entrare in lista. Velasco e la dichiarazione su Yamal? L'ho chiamato dopo quella intervista, mi ha cercato con un messaggio. Dice una cosa sacrosanta. Non giocherebbe Yamal perché ci sono due componenti: l'allenatore non ha il coraggio di mettere un ragazzo di 16 anni in prima squadra. In Italia c'è il rischio che si scopra troppo dopo. A questo risponde mentalità, cultura e coraggio. Yamal è così forte... Non puoi aspettare però di trovare il più forte del mondo, ma centinaia di giocatori forti non puoi perderli per strada. Questo è uno dei punti cruciali. Chi ha avuto l'idea di coinvolgermi e candidarmi è stata la Lega di Serie A. Direi all'unanimità. Loro lo sanno. Notoriamente è belligerante, ci sono diverse anime e questo consenso ha permesso di accrescere le mie riflessioni e responsabilità. Ma per altre componenti ho chiesto: 'Siete disposti a dare una mano?'. Se hai giocatori forti come Zaccagni o Barella, il valore patrimoniale loro ai Mondiali è diverso. C'è la piena volontà a supportare un nuovo progetto della Federazione. Lo ius soli? Da presidente del comitato olimpico toccai questo argomento. Ne faccio un discorso di buon senso: oggi, anche negli Stati Uniti si è visto, si mette in discussione lo ius soli. Io non mi permetto di entrare nel merito, ma di politica sportiva devo occuparmene. Oggi un figlio italiano che va a scuola può regolarmente giocare con la Nazionale, ma per regole devono avere la piena cittadinanza. Il passaporto italiano, a 18 anni. Questo perché è il suo diritto. In teoria è così, ma purtroppo nei fatti e in altri sport comincia un iter e una via crucis di burocrazia... molti li perdiamo. Sono quelli che andiamo a vedere, per star di atletica leggera e non solo. Tutto questo deve essere automatico e scontato, e va fatto in precedenza allo scoccare dei 18 anni. Conte c.t? Ho visto quell'italiano con la maglietta della Nazionale italiana. La gente derideva e quasi lo offendeva, lui si è alzato e ha fatto vedere il nostro stemma. Io mi sento come lui, non avete idea di quanto si sentano così le persone. Se le cose vanno come penso, il mio mandato deve arrivare ad Euro 2032. Sei anni. In questo periodo per me qualche notte Mondiale la viviamo. Andreotti disse: 'I pazzi si dividono in due tipi: quelli che pensano di essere Napoleone e quelli che pensano di risanare le ferrovie dello stato'. Ci mettiamo anche quelli che vogliono riformare il calcio italiano? Cito Trapattoni: 'Do ragione al 50%'".