Nel corso di 'Radio Goal' su Radio Kiss Kiss Napoli, l'ex dirigente Enrico Fedele ha analizzato il momento della squadra di Conte, soffermandosi sulle recenti prestazioni, sul peso degli allenatori e sulle prospettive future. Fedele ha ridimensionato l’entusiasmo, sottolineando come la Cremonese non rappresentasse un test particolarmente impegnativo. Secondo lui, la squadra azzurra è stata facilitata dagli spazi concessi dagli avversari, rendendo la vittoria poco indicativa in termini di reale crescita.
L’analisi si è poi allargata al livello generale della Serie A, con toni critici. Valter De Maggio ha espresso tutta la sua delusione: "Abbiamo due fotografie… quella del calcio italiano con tutti questi scandali… Durante Milan-Juve, io mi sono addormentato… e poi un’altra fotografia, quella della partita Bayern Monaco". Fedele ha rafforzato il confronto sottolineando: "Un altro calcio con altri interpreti", evidenziando il divario con le grandi realtà europee. Secondo lui, il calcio italiano ha perso qualità e identità: "Il nostro è un calcio quarto o quinto in Europa, godiamoci le altre partite".
Il tema si sposta poi sugli allenatori, con una posizione netta: "Non guardate negli allenatori… senza calciatori non fanno niente". Fedele critica anche il cambiamento culturale del calcio italiano: "Avevamo un nostro mantra, la fase difensiva. Abbiamo voluto cambiare tutto, scimmiottare gli altri, ma sono vent’anni che non abbiamo talenti".
A questo si aggiunge un problema strutturale: "Molti presidenti non hanno campi, non fanno allenare i giovani. Non hanno una struttura". Una riflessione che punta il dito sulla carenza di investimenti nei settori giovanili e nell’organizzazione dei club.
Uno dei nodi principali riguarda il futuro di Conte. Per Fedele, l’incertezza è concreta e legata soprattutto a questioni economiche: "Il Napoli deve guardare al bilancio. I soldi della prossima Champions sono già impegnati, 80-90 milioni. Deve alleggerire il monte ingaggi e svecchiare la rosa».
In questo contesto, anche un possibile addio non è da escludere: «Se arrivasse la Nazionale o un club, risolverebbe un problema a De Laurentiis".
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le dinamiche interne. Fedele parla apertamente di un clima teso: "C’è una grande frattura tra lo staff medico e l’allenatore, tra i preparatori e alcuni giocatori. Anche tra comunicazione e allenatore".
Infine, emerge il tema dell’identità tecnica, con il nome di Maurizio Sarri che torna a circolare. Una scelta che dividerebbe, ma che potrebbe anche essere accolta positivamente: "La gente si ricorda di aver visto un buon calcio… e quindi accetterebbe quella scelta".
di Napoli Magazine
30/04/2026 - 00:06
Nel corso di 'Radio Goal' su Radio Kiss Kiss Napoli, l'ex dirigente Enrico Fedele ha analizzato il momento della squadra di Conte, soffermandosi sulle recenti prestazioni, sul peso degli allenatori e sulle prospettive future. Fedele ha ridimensionato l’entusiasmo, sottolineando come la Cremonese non rappresentasse un test particolarmente impegnativo. Secondo lui, la squadra azzurra è stata facilitata dagli spazi concessi dagli avversari, rendendo la vittoria poco indicativa in termini di reale crescita.
L’analisi si è poi allargata al livello generale della Serie A, con toni critici. Valter De Maggio ha espresso tutta la sua delusione: "Abbiamo due fotografie… quella del calcio italiano con tutti questi scandali… Durante Milan-Juve, io mi sono addormentato… e poi un’altra fotografia, quella della partita Bayern Monaco". Fedele ha rafforzato il confronto sottolineando: "Un altro calcio con altri interpreti", evidenziando il divario con le grandi realtà europee. Secondo lui, il calcio italiano ha perso qualità e identità: "Il nostro è un calcio quarto o quinto in Europa, godiamoci le altre partite".
Il tema si sposta poi sugli allenatori, con una posizione netta: "Non guardate negli allenatori… senza calciatori non fanno niente". Fedele critica anche il cambiamento culturale del calcio italiano: "Avevamo un nostro mantra, la fase difensiva. Abbiamo voluto cambiare tutto, scimmiottare gli altri, ma sono vent’anni che non abbiamo talenti".
A questo si aggiunge un problema strutturale: "Molti presidenti non hanno campi, non fanno allenare i giovani. Non hanno una struttura". Una riflessione che punta il dito sulla carenza di investimenti nei settori giovanili e nell’organizzazione dei club.
Uno dei nodi principali riguarda il futuro di Conte. Per Fedele, l’incertezza è concreta e legata soprattutto a questioni economiche: "Il Napoli deve guardare al bilancio. I soldi della prossima Champions sono già impegnati, 80-90 milioni. Deve alleggerire il monte ingaggi e svecchiare la rosa».
In questo contesto, anche un possibile addio non è da escludere: «Se arrivasse la Nazionale o un club, risolverebbe un problema a De Laurentiis".
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le dinamiche interne. Fedele parla apertamente di un clima teso: "C’è una grande frattura tra lo staff medico e l’allenatore, tra i preparatori e alcuni giocatori. Anche tra comunicazione e allenatore".
Infine, emerge il tema dell’identità tecnica, con il nome di Maurizio Sarri che torna a circolare. Una scelta che dividerebbe, ma che potrebbe anche essere accolta positivamente: "La gente si ricorda di aver visto un buon calcio… e quindi accetterebbe quella scelta".