Calcio
IL COMMENTO - Frustalupi: "Vergara era uno dei migliori in Primavera, ma era difficile immaginare una crescita così esponenziale"
10.06.2026 20:21 di Napoli Magazine
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Nicolò Frustalupi, storico vice di Walter Mazzarri ed ex allenatore del Napoli Primavera dal 2021 al 2022, in una delle sue varie esperienze da primo allenatore, ha parlato di Antonio Vergara, talento inizialmente sbocciato proprio sotto la sua gestione, a Tuttomercatoweb: “Io l’ho avuto il primo anno al Napoli Primavera, ed era sicuramente uno dei migliori della squadra. Ma era difficile immaginare una crescita così esponenziale. La prima parte di stagione fu condizionata da un infortunio, ma quando è stato a disposizione ha fatto molto bene, con un grande contributo in termini di gol e assist”.

Si vedeva che aveva la stoffa da Serie A?
“Beh, le sue doti erano chiare, si vedeva che era un giocatore forte. Poi, dimostrarlo in Serie A è un’altra cosa. Credo abbia fatto l’esperienza giusta, passando dalla Pro Vercelli in C e poi in B alla Reggiana. Ha fatto il percorso giusto, giocando sempre e migliorando. Gli faccio i complimenti, farsi trovare pronto quando sei chiamato in causa con il Napoli di Conte non è facile. E non mi prendo meriti, l’ho semplicemente fatto giocare: l’unico, forse, è che penso di avergli trovato il ruolo giusto. Noi giocavamo 3-4-2-1 e lui era una delle due mezzepunte, che poi è il ruolo che ha avuto con Conte, e penso che sia quello in cui rende meglio”.

Era il miglior talento di quella Primavera?
“C’era Ambrosino, che quell’anno ha fatto anche meglio, vincendo il titolo di capocannoniere del campionato. Per ora non è riuscito a consacrarsi, in B ha giocato poco tra Como e Cittadella e nelle stagioni successive con Catanzaro, Frosinone e quest’anno negli ultimi mesi Modena ha senz’altro dimostrato il suo valore, ma senza segnare con la frequenza di quell’anno. Spero che possa esplodere anche lui, è un bel talento”.

Al netto delle doti tecniche, cosa fa la differenza tra chi esplode e chi no?
“Il segreto, per me, è trovare una società che ti dà spazio: quando esci dalla Primavera non devi guardare la categoria, ma quanto puntano su di te. Per restare al paragone, Ambrosino il primo anno è andato in squadre dove c’era tanta concorrenza: forse sarebbe stato meglio fare un passo indietro come ha fatto Vergara, che è partito dalla C e ha trovato più spazio, mettendosi in mostra, per poi scalare le categorie”.

In Primavera si dà troppa attenzione al risultato?
“È l’ultimo gradino del settore giovanile, io penso che si debba anche guardare a quello. Quando poi ti ritrovi nel calcio professionistico, quello che ti chiedono le società è fare risultati. È chiaro che, invece, nel percorso precedente bisognerebbe guardare di più allo sviluppo del singolo calciatore. Ma in Primavera la classifica ha il suo peso, anche se non sono d’accordo con le retrocessioni: insieme all’innalzamento dell’età, sono due regole che non mi piacciono molto. Secondo me un ragazzo di 20 anni deve confrontarsi con il calcio dei ‘grandi’”.

Non sarebbe d’accordo con l’abolizione dei risultati?
“Beh, i Primavera hanno 18 anni… Non sono dei bambini. Poi, ripeto, è chiaro che una società deve puntare di più allo sviluppo del giocatore e magari avere più occhio a quello, con l’obiettivo di portarlo in prima squadra. Però secondo me questo discorso va fatto soprattutto nelle categorie precedenti, diciamo fino agli Under-16: in Primavera bisogna cercare un equilibrio tra le due cose”.

Adesso per Vergara si parla del Como…
“Dopo le prestazioni che ha fatto l’anno scorso può scegliere con calma il suo futuro. Penso che lui e il suo procuratore, insieme alla società, sappiano scegliere la cosa migliore. Lui è di Napoli, penso che il suo sogno sia giocare nel Napoli, però bisogna capire lo spazio che avrà: l’anno scorso l’ha avuto solo dopo tanti infortuni dei compagni, parliamo di una squadra che lotta per lo scudetto e ci sarà tanta concorrenza”.

Il progetto Como, in generale, la affascina?
“Sicuramente è molto interessante, poi è chiaro che c’è una proprietà dietro di un certo tipo e così è tutto più facile. Rispetto ad altri, hanno puntato su giovani, ma di grandissimo valore, da Nico Paz agli altri. Ora, giocando in Champions, si fa tutto più difficile e dovranno fare un ulteriore step. Però penso che tutto parta dalla società e dalla proprietà, è quello che fa la differenza alla fine nel calcio, senza togliere nulla a Fabregas, che ha dimostrato di essere un grande allenatore”.

Rivedremo Frustalupi in panchina?
“Spero presto di rientrare, sono molto voglioso. Ho avuto contatti in C e D, ma anche in Primavera. Spero che uno di questi vada a buon fine: non ne faccio una questione di categoria; l’importante è poter avere chi crede in te e dà continuità al tuo lavoro”.

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IL COMMENTO - Frustalupi: "Vergara era uno dei migliori in Primavera, ma era difficile immaginare una crescita così esponenziale"

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10/06/2026 - 20:21

Nicolò Frustalupi, storico vice di Walter Mazzarri ed ex allenatore del Napoli Primavera dal 2021 al 2022, in una delle sue varie esperienze da primo allenatore, ha parlato di Antonio Vergara, talento inizialmente sbocciato proprio sotto la sua gestione, a Tuttomercatoweb: “Io l’ho avuto il primo anno al Napoli Primavera, ed era sicuramente uno dei migliori della squadra. Ma era difficile immaginare una crescita così esponenziale. La prima parte di stagione fu condizionata da un infortunio, ma quando è stato a disposizione ha fatto molto bene, con un grande contributo in termini di gol e assist”.

Si vedeva che aveva la stoffa da Serie A?
“Beh, le sue doti erano chiare, si vedeva che era un giocatore forte. Poi, dimostrarlo in Serie A è un’altra cosa. Credo abbia fatto l’esperienza giusta, passando dalla Pro Vercelli in C e poi in B alla Reggiana. Ha fatto il percorso giusto, giocando sempre e migliorando. Gli faccio i complimenti, farsi trovare pronto quando sei chiamato in causa con il Napoli di Conte non è facile. E non mi prendo meriti, l’ho semplicemente fatto giocare: l’unico, forse, è che penso di avergli trovato il ruolo giusto. Noi giocavamo 3-4-2-1 e lui era una delle due mezzepunte, che poi è il ruolo che ha avuto con Conte, e penso che sia quello in cui rende meglio”.

Era il miglior talento di quella Primavera?
“C’era Ambrosino, che quell’anno ha fatto anche meglio, vincendo il titolo di capocannoniere del campionato. Per ora non è riuscito a consacrarsi, in B ha giocato poco tra Como e Cittadella e nelle stagioni successive con Catanzaro, Frosinone e quest’anno negli ultimi mesi Modena ha senz’altro dimostrato il suo valore, ma senza segnare con la frequenza di quell’anno. Spero che possa esplodere anche lui, è un bel talento”.

Al netto delle doti tecniche, cosa fa la differenza tra chi esplode e chi no?
“Il segreto, per me, è trovare una società che ti dà spazio: quando esci dalla Primavera non devi guardare la categoria, ma quanto puntano su di te. Per restare al paragone, Ambrosino il primo anno è andato in squadre dove c’era tanta concorrenza: forse sarebbe stato meglio fare un passo indietro come ha fatto Vergara, che è partito dalla C e ha trovato più spazio, mettendosi in mostra, per poi scalare le categorie”.

In Primavera si dà troppa attenzione al risultato?
“È l’ultimo gradino del settore giovanile, io penso che si debba anche guardare a quello. Quando poi ti ritrovi nel calcio professionistico, quello che ti chiedono le società è fare risultati. È chiaro che, invece, nel percorso precedente bisognerebbe guardare di più allo sviluppo del singolo calciatore. Ma in Primavera la classifica ha il suo peso, anche se non sono d’accordo con le retrocessioni: insieme all’innalzamento dell’età, sono due regole che non mi piacciono molto. Secondo me un ragazzo di 20 anni deve confrontarsi con il calcio dei ‘grandi’”.

Non sarebbe d’accordo con l’abolizione dei risultati?
“Beh, i Primavera hanno 18 anni… Non sono dei bambini. Poi, ripeto, è chiaro che una società deve puntare di più allo sviluppo del giocatore e magari avere più occhio a quello, con l’obiettivo di portarlo in prima squadra. Però secondo me questo discorso va fatto soprattutto nelle categorie precedenti, diciamo fino agli Under-16: in Primavera bisogna cercare un equilibrio tra le due cose”.

Adesso per Vergara si parla del Como…
“Dopo le prestazioni che ha fatto l’anno scorso può scegliere con calma il suo futuro. Penso che lui e il suo procuratore, insieme alla società, sappiano scegliere la cosa migliore. Lui è di Napoli, penso che il suo sogno sia giocare nel Napoli, però bisogna capire lo spazio che avrà: l’anno scorso l’ha avuto solo dopo tanti infortuni dei compagni, parliamo di una squadra che lotta per lo scudetto e ci sarà tanta concorrenza”.

Il progetto Como, in generale, la affascina?
“Sicuramente è molto interessante, poi è chiaro che c’è una proprietà dietro di un certo tipo e così è tutto più facile. Rispetto ad altri, hanno puntato su giovani, ma di grandissimo valore, da Nico Paz agli altri. Ora, giocando in Champions, si fa tutto più difficile e dovranno fare un ulteriore step. Però penso che tutto parta dalla società e dalla proprietà, è quello che fa la differenza alla fine nel calcio, senza togliere nulla a Fabregas, che ha dimostrato di essere un grande allenatore”.

Rivedremo Frustalupi in panchina?
“Spero presto di rientrare, sono molto voglioso. Ho avuto contatti in C e D, ma anche in Primavera. Spero che uno di questi vada a buon fine: non ne faccio una questione di categoria; l’importante è poter avere chi crede in te e dà continuità al tuo lavoro”.