A StileTv, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’, è intervenuto Andrea Bracaletti, ex calciatore allenato da Allegri al Sassuolo: “Allegri è una persona pratica, non si fa troppo prendere dai contesti ma va diretto al succo della questione. Questo lo dimostrava negli allenamenti, infatti il ricordo di lui che più mi ha impressionato è la facilità incredibile nello spiegare le cose a livello pratico e nel farti capire esattamente come una qualsiasi cosa andava fatta. La differenza spesso la fanno i giocatori che hai a disposizione, già al Sassuolo aveva una buona difesa e lui è uno molto attento all’organizzazione difensiva. Il suo atteggiamento è stato anche un po’ “brandizzato”, stava diventando un peso più che una virtù. Nei primi anni aveva giocatori molto educati alla fase difensiva, ma di tutt’altro livello su altre caratteristiche. Oggi lo vedo un po’ più nervoso e agitato, magari è anche quello che succede ad un calciatore: inizia la carriera spensierato e tira fuori tutte le sue qualità, poi si fa un nome e arrivano tutte le pressioni su di lui. Allegri ormai è un vincente quindi le aspettative sono alte. Secondo me conta molto avere al di sopra una società solida che sa quello che fa e ti mette al riparo da certe cose, e negli ultimi anni questa compattezza non l’ho vista, neanche nel Milan; di conseguenza, le pressioni ricadono sull’allenatore che non sempre riesce a gestirle”.
di Napoli Magazine
04/06/2026 - 13:29
A StileTv, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’, è intervenuto Andrea Bracaletti, ex calciatore allenato da Allegri al Sassuolo: “Allegri è una persona pratica, non si fa troppo prendere dai contesti ma va diretto al succo della questione. Questo lo dimostrava negli allenamenti, infatti il ricordo di lui che più mi ha impressionato è la facilità incredibile nello spiegare le cose a livello pratico e nel farti capire esattamente come una qualsiasi cosa andava fatta. La differenza spesso la fanno i giocatori che hai a disposizione, già al Sassuolo aveva una buona difesa e lui è uno molto attento all’organizzazione difensiva. Il suo atteggiamento è stato anche un po’ “brandizzato”, stava diventando un peso più che una virtù. Nei primi anni aveva giocatori molto educati alla fase difensiva, ma di tutt’altro livello su altre caratteristiche. Oggi lo vedo un po’ più nervoso e agitato, magari è anche quello che succede ad un calciatore: inizia la carriera spensierato e tira fuori tutte le sue qualità, poi si fa un nome e arrivano tutte le pressioni su di lui. Allegri ormai è un vincente quindi le aspettative sono alte. Secondo me conta molto avere al di sopra una società solida che sa quello che fa e ti mette al riparo da certe cose, e negli ultimi anni questa compattezza non l’ho vista, neanche nel Milan; di conseguenza, le pressioni ricadono sull’allenatore che non sempre riesce a gestirle”.