Calcio
IL PARERE - De Paola: "De Laurentiis ha sempre investito sul successo sportivo, è stato intelligente"
28.07.2026 16:31 di Napoli Magazine
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Paolo De Paola, giornalista: "Dall'84 ho vissuto in prima persona questi anni del Napoli, specialmente con Maradona. Napoli è la squadra della mia città natale, posso dire che l'epoca di Ferlaino è stata quella dell'exploit assoluto. Ferlaino faceva colpi per la campagna abbonamenti, mai per costruire una squadra forte. Stesso errore fatto con Maradona, che al primo anno non aveva una squadra forte. Poi con Maradona si arrivò ad un accordo per costruire una squadra seria. Io ricordo benissimo quel primo Scudetto, ero al primo anno in Gazzetta dello Sport. Fece scalpore quello Scudetto, che ruppe le gerarchie. Era lo Scudetto di una grande capitale del Sud che rompeva le egemonia delle squadre del Nord. Fu seguito da quello del '90, sulla scia dell'epopea maradoniana arrivarono altri grandi campioni come Careca, Bagni, Ferrara, che non ha meritato quell'esclusione dal murales del Maradona di Jorit. Ho visto Messi, Maradona, Ronaldo il Fenomeno, ma Maradona aveva qualcosa di magico. Aveva un rapporto in simbiosi con il pallone. Avevi la certezza che la stoppasse sempre. Aveva una fluidità di comportamenti tra palla e corpo. Ogni tanto giocava a calcetto, non si risparmiava mai. Rischiava anche in quelle partitelle, gli piaceva così tanto il contatto con il pallone che faceva questi "supplementari" dopo l'allenamento. De Laurentiis è il presidente più ravveduto della storia del Napoli, attento sotto l'aspetto economico. ADL ha sempre investito sul successo sportivo, è stato intelligente a capire che il successo gli avrebbe allargato il bacino di pubblico. Questo ovviamente "conviene" ai tifosi del Napoli, così accontenta i tifosi. Malagò? Deve dimettersi. Non puoi trattare la Nazionale come un club normale con il direttore tecnico, l'advisor. Il presidente federale è il primo responsabile, deve fare lui le scelte. Ha fatto un pastrocchio incredibile. Maldini è stato un grandissimo giocatore, ma ha un carattere chiuso e iracondo, permaloso, una cosa è fare il calciatore e un'altra è il manager. Un disastro dietro l'altro organizzato da Malagò. Per me, per una questione di principio, Mancini non poteva essere il ct. Aveva lasciato l'Italia per la Nazionale araba, dopo una settimana da quelle dimissioni".

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IL PARERE - De Paola: "De Laurentiis ha sempre investito sul successo sportivo, è stato intelligente"

di Napoli Magazine

28/07/2026 - 16:31

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Paolo De Paola, giornalista: "Dall'84 ho vissuto in prima persona questi anni del Napoli, specialmente con Maradona. Napoli è la squadra della mia città natale, posso dire che l'epoca di Ferlaino è stata quella dell'exploit assoluto. Ferlaino faceva colpi per la campagna abbonamenti, mai per costruire una squadra forte. Stesso errore fatto con Maradona, che al primo anno non aveva una squadra forte. Poi con Maradona si arrivò ad un accordo per costruire una squadra seria. Io ricordo benissimo quel primo Scudetto, ero al primo anno in Gazzetta dello Sport. Fece scalpore quello Scudetto, che ruppe le gerarchie. Era lo Scudetto di una grande capitale del Sud che rompeva le egemonia delle squadre del Nord. Fu seguito da quello del '90, sulla scia dell'epopea maradoniana arrivarono altri grandi campioni come Careca, Bagni, Ferrara, che non ha meritato quell'esclusione dal murales del Maradona di Jorit. Ho visto Messi, Maradona, Ronaldo il Fenomeno, ma Maradona aveva qualcosa di magico. Aveva un rapporto in simbiosi con il pallone. Avevi la certezza che la stoppasse sempre. Aveva una fluidità di comportamenti tra palla e corpo. Ogni tanto giocava a calcetto, non si risparmiava mai. Rischiava anche in quelle partitelle, gli piaceva così tanto il contatto con il pallone che faceva questi "supplementari" dopo l'allenamento. De Laurentiis è il presidente più ravveduto della storia del Napoli, attento sotto l'aspetto economico. ADL ha sempre investito sul successo sportivo, è stato intelligente a capire che il successo gli avrebbe allargato il bacino di pubblico. Questo ovviamente "conviene" ai tifosi del Napoli, così accontenta i tifosi. Malagò? Deve dimettersi. Non puoi trattare la Nazionale come un club normale con il direttore tecnico, l'advisor. Il presidente federale è il primo responsabile, deve fare lui le scelte. Ha fatto un pastrocchio incredibile. Maldini è stato un grandissimo giocatore, ma ha un carattere chiuso e iracondo, permaloso, una cosa è fare il calciatore e un'altra è il manager. Un disastro dietro l'altro organizzato da Malagò. Per me, per una questione di principio, Mancini non poteva essere il ct. Aveva lasciato l'Italia per la Nazionale araba, dopo una settimana da quelle dimissioni".