Calcio
IL PARERE - Fiore: "Nazionale? Per rilanciare il calcio italiano non bastano c.t. e presidente, bisogna cambiare tante cose"
14.06.2026 12:37 di Napoli Magazine
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Dai Mondiali alla rifondazione del calcio italiano, passando per il Palermo e la Lazio. Stefano Fiore, ex centrocampista, fa il punto sulle ultime settimane di pallone dal capoluogo siciliano, dove ha giocato una speciale sfida a padel con Marco Amelia, Simone Barone e Paolo Di Canio.

 

LA RIFONDAZIONE - I rumors sull’accoppiata Malagò-Mancini per rilanciare il calcio italiano stanno diventando assordanti, anche se sullo sfondo restano in nomi di Conte e Baldini per la panchina azzurra: "E’ un discorso molto più ampio che non si esaurisce con la scelta del presidente federale e del c.t. – dice a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup in corso al Country Time Club - Malagò è un grande uomo di sport e un grande manager e se dovesse arrivare lui a capo della federazione sarebbe un fatto positivo, guardando alla sua carriera di dirigente. Sull'allenatore altrettanto perché che sia Mancini o Conte o lo stesso Baldini, parliamo di allenatori di una certa caratura. Però sappiamo bene che non bastano le persone, bisogna sedersi attorno a un tavolo e cambiare tante cose". Quali? Fiore riflette: "Abbiamo già visto che un bravo allenatore non basta se poi non si interviene sugli aspetti basilari, potremmo magari anche qualificarci per un Mondiale, ma non torneremmo sicuramente a essere dominanti o comunque molto competitivi come siamo sempre stati, quindi va bene scegliere figure professionali di assoluta capacità, però le cose sulle quali intervenire sono tante e speriamo lo si faccia in tempo e in fretta perché altrimenti rischiamo di rimanere indietro".

 

PALERMO PER IL RISCATTO - Il pensiero di Fiore va poi al Palermo e alla promozione sfiorata, un fatto vissuto con immediata voglia di riscatto: "Mi sembra assolutamente un punto di partenza molto valido e che va soprattutto in controtendenza, perché in piazze importanti come lo è Palermo, quando non si raggiunge un obiettivo si parla quasi sempre di fallimento, rivoluzione, si cambiano giocatori, allenatori. Quella che arriva da Palermo è invece una bella pagina di calcio, tolta la delusione che naturalmente ci sta, si respira un'aria positiva e di riscatto. Pippo (Inzaghi, ndr) ha fatto un ottimo lavoro e rimarrà al suo posto, quindi vuol dire che c'è una programmazione, e questo oltre ad essere una piacevole novità può essere una cosa positiva per il Palermo perché nel calcio ci vuole tempo, non sempre tutto riesce subito, e quindi sono contento per lui, ma mi fa piacere anche che la società abbia questa visione perché nel calcio si può anche non vincere, però se si è lavorato bene è giusto premiare e dare continuità al progetto che si è iniziato".

 

LA SFIDA DI GATTUSO - Fiore passa poi al probabile arrivo di Gattuso alla ‘sua’ Lazio: "La cosa incuriosisce abbastanza, io conosco molto bene Rino e sappiamo che gli piacciono le sfide difficili, perché nella sua carriera di allenatore si è andato a mettere sempre in situazioni non facilissime e questa ha tutte le caratteristiche per essere una grande sfida anche per il rapporto che dovrà costruire con un presidente con il quale caratterialmente può capitare di scontrarsi. Quindi è una bella sfida e tra l'altro è notizia dell'altro ieri che non si potrà fare un certo tipo di mercato, o quantomeno bisognerà farlo a saldo zero, si vende per 100 e si compra per 100, quindi anche questo influirà, però credo che Gattuso, se arriverà come pare, abbia chiesto garanzie che speriamo Lotito mantenga , quantomeno per tenere più bravi e provare a cambiare completamente registro, perché Gattuso è un allenatore profondamente diverso da Sarri, quindi si volterà completamente pagina".

 

I MONDIALI - Infine il pronostico sui Mondiali: "Non mi distaccherei dalle solite squadre, Francia e Spagna su tutte, e ovviamente subito dietro Argentina e Brasile. Ma è un mondiale anche un po' atipico, nel senso che è la prima volta che ci sono 48 squadre, quindi sarà un po' più lungo del previsto e come sempre può esserci una sorpresa. Tra queste vedo il Marocco, contro il Brasile ha impressionato è una squadra cresciuta tanto e bene e ha giocato anche la semifinale nel Mondiale in Qatar, quindi potrebbe essere la sorpresa".

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IL PARERE - Fiore: "Nazionale? Per rilanciare il calcio italiano non bastano c.t. e presidente, bisogna cambiare tante cose"

di Napoli Magazine

14/06/2026 - 12:37

Dai Mondiali alla rifondazione del calcio italiano, passando per il Palermo e la Lazio. Stefano Fiore, ex centrocampista, fa il punto sulle ultime settimane di pallone dal capoluogo siciliano, dove ha giocato una speciale sfida a padel con Marco Amelia, Simone Barone e Paolo Di Canio.

 

LA RIFONDAZIONE - I rumors sull’accoppiata Malagò-Mancini per rilanciare il calcio italiano stanno diventando assordanti, anche se sullo sfondo restano in nomi di Conte e Baldini per la panchina azzurra: "E’ un discorso molto più ampio che non si esaurisce con la scelta del presidente federale e del c.t. – dice a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup in corso al Country Time Club - Malagò è un grande uomo di sport e un grande manager e se dovesse arrivare lui a capo della federazione sarebbe un fatto positivo, guardando alla sua carriera di dirigente. Sull'allenatore altrettanto perché che sia Mancini o Conte o lo stesso Baldini, parliamo di allenatori di una certa caratura. Però sappiamo bene che non bastano le persone, bisogna sedersi attorno a un tavolo e cambiare tante cose". Quali? Fiore riflette: "Abbiamo già visto che un bravo allenatore non basta se poi non si interviene sugli aspetti basilari, potremmo magari anche qualificarci per un Mondiale, ma non torneremmo sicuramente a essere dominanti o comunque molto competitivi come siamo sempre stati, quindi va bene scegliere figure professionali di assoluta capacità, però le cose sulle quali intervenire sono tante e speriamo lo si faccia in tempo e in fretta perché altrimenti rischiamo di rimanere indietro".

 

PALERMO PER IL RISCATTO - Il pensiero di Fiore va poi al Palermo e alla promozione sfiorata, un fatto vissuto con immediata voglia di riscatto: "Mi sembra assolutamente un punto di partenza molto valido e che va soprattutto in controtendenza, perché in piazze importanti come lo è Palermo, quando non si raggiunge un obiettivo si parla quasi sempre di fallimento, rivoluzione, si cambiano giocatori, allenatori. Quella che arriva da Palermo è invece una bella pagina di calcio, tolta la delusione che naturalmente ci sta, si respira un'aria positiva e di riscatto. Pippo (Inzaghi, ndr) ha fatto un ottimo lavoro e rimarrà al suo posto, quindi vuol dire che c'è una programmazione, e questo oltre ad essere una piacevole novità può essere una cosa positiva per il Palermo perché nel calcio ci vuole tempo, non sempre tutto riesce subito, e quindi sono contento per lui, ma mi fa piacere anche che la società abbia questa visione perché nel calcio si può anche non vincere, però se si è lavorato bene è giusto premiare e dare continuità al progetto che si è iniziato".

 

LA SFIDA DI GATTUSO - Fiore passa poi al probabile arrivo di Gattuso alla ‘sua’ Lazio: "La cosa incuriosisce abbastanza, io conosco molto bene Rino e sappiamo che gli piacciono le sfide difficili, perché nella sua carriera di allenatore si è andato a mettere sempre in situazioni non facilissime e questa ha tutte le caratteristiche per essere una grande sfida anche per il rapporto che dovrà costruire con un presidente con il quale caratterialmente può capitare di scontrarsi. Quindi è una bella sfida e tra l'altro è notizia dell'altro ieri che non si potrà fare un certo tipo di mercato, o quantomeno bisognerà farlo a saldo zero, si vende per 100 e si compra per 100, quindi anche questo influirà, però credo che Gattuso, se arriverà come pare, abbia chiesto garanzie che speriamo Lotito mantenga , quantomeno per tenere più bravi e provare a cambiare completamente registro, perché Gattuso è un allenatore profondamente diverso da Sarri, quindi si volterà completamente pagina".

 

I MONDIALI - Infine il pronostico sui Mondiali: "Non mi distaccherei dalle solite squadre, Francia e Spagna su tutte, e ovviamente subito dietro Argentina e Brasile. Ma è un mondiale anche un po' atipico, nel senso che è la prima volta che ci sono 48 squadre, quindi sarà un po' più lungo del previsto e come sempre può esserci una sorpresa. Tra queste vedo il Marocco, contro il Brasile ha impressionato è una squadra cresciuta tanto e bene e ha giocato anche la semifinale nel Mondiale in Qatar, quindi potrebbe essere la sorpresa".