Calcio
IL PARERE - Silver Mele: "Qualcuno vorrebbe ADL più distante, io no, fa parte della storia del Napoli"
17.08.2026 23:03 di Napoli Magazine
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Silver Mele, giornalista di Canale 8, con un lungo post sul suo profilo Instagram ripercorre le tappe della presidenza di Aurelio De Laurentiis e riflette sulla sua figura nel Napoli di oggi. Di seguito le sue parole: "Aurelio e quella che sembrava una mission impossible... Ventidue anni fa prese il Napoli dalle macerie, quando il futuro era una parola che faceva paura e il passato pesava come un macigno. Oggi lo lascia entrare nel suo secondo secolo di vita con due Scudetti, una storia europea diventata finalmente normale, una dimensione internazionale conquistata senza tradire la propria identità. Dalla Serie C alla Champions. Dal fallimento a Maradona, e da Maradona a un Napoli che non ha più bisogno di chiedere permesso a nessuno. Non è stato un viaggio semplice. Non lo è mai stato con De Laurentiis. Ha litigato, provocato, sbagliato. Ha avuto intuizioni straordinarie e momenti discutibili. Ha diviso una città che spesso ama visceralmente ciò che la divide. Ma c'è una cosa che il tempo ha reso impossibile negare: ha costruito. Ha costruito quando sarebbe stato più facile spendere. Ha programmato quando tutti chiedevano il colpo. Ha aspettato quando tutti pretendevano risposte immediate. E soprattutto ha avuto una qualità rara nel calcio italiano: ha saputo guardare oltre il rumore. Quando nel 2018 gli chiedevano di combattere contro i mulini a vento, dopo lo scempio dello scudetto trafugato rispose che l'unico modo per vincere sarebbe stato farsi trovare pronti quando gli altri avrebbero iniziato a implodere. Era una frase. È diventata una filosofia. Oggi il Napoli è quello che allora sembrava lontanissimo: un club che gli altri osservano, studiano, rispettano. E forse è proprio questo il capolavoro più grande. Non soltanto aver vinto. Aver cambiato la percezione di ciò che il Napoli poteva essere. Per questo, nel giorno in cui il club compie cent'anni, mi piace vedere ancora Aurelio De Laurentiis in piedi. Emozionato davanti a un nastro da tagliare. Infastidito per un infortunio in amichevole. Impaziente per il prossimo campionato. Con quella sua maniera inconfondibile di vivere il Napoli prima ancora di rappresentarlo. Qualcuno lo vorrebbe più distante. Io no. Perché questo presidente, nel bene e nel male, è ormai dentro la storia del Napoli. E adesso viene il difficile. Perché un centenario non è un punto d'arrivo".

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IL PARERE - Silver Mele: "Qualcuno vorrebbe ADL più distante, io no, fa parte della storia del Napoli"

di Napoli Magazine

17/08/2026 - 23:03

Silver Mele, giornalista di Canale 8, con un lungo post sul suo profilo Instagram ripercorre le tappe della presidenza di Aurelio De Laurentiis e riflette sulla sua figura nel Napoli di oggi. Di seguito le sue parole: "Aurelio e quella che sembrava una mission impossible... Ventidue anni fa prese il Napoli dalle macerie, quando il futuro era una parola che faceva paura e il passato pesava come un macigno. Oggi lo lascia entrare nel suo secondo secolo di vita con due Scudetti, una storia europea diventata finalmente normale, una dimensione internazionale conquistata senza tradire la propria identità. Dalla Serie C alla Champions. Dal fallimento a Maradona, e da Maradona a un Napoli che non ha più bisogno di chiedere permesso a nessuno. Non è stato un viaggio semplice. Non lo è mai stato con De Laurentiis. Ha litigato, provocato, sbagliato. Ha avuto intuizioni straordinarie e momenti discutibili. Ha diviso una città che spesso ama visceralmente ciò che la divide. Ma c'è una cosa che il tempo ha reso impossibile negare: ha costruito. Ha costruito quando sarebbe stato più facile spendere. Ha programmato quando tutti chiedevano il colpo. Ha aspettato quando tutti pretendevano risposte immediate. E soprattutto ha avuto una qualità rara nel calcio italiano: ha saputo guardare oltre il rumore. Quando nel 2018 gli chiedevano di combattere contro i mulini a vento, dopo lo scempio dello scudetto trafugato rispose che l'unico modo per vincere sarebbe stato farsi trovare pronti quando gli altri avrebbero iniziato a implodere. Era una frase. È diventata una filosofia. Oggi il Napoli è quello che allora sembrava lontanissimo: un club che gli altri osservano, studiano, rispettano. E forse è proprio questo il capolavoro più grande. Non soltanto aver vinto. Aver cambiato la percezione di ciò che il Napoli poteva essere. Per questo, nel giorno in cui il club compie cent'anni, mi piace vedere ancora Aurelio De Laurentiis in piedi. Emozionato davanti a un nastro da tagliare. Infastidito per un infortunio in amichevole. Impaziente per il prossimo campionato. Con quella sua maniera inconfondibile di vivere il Napoli prima ancora di rappresentarlo. Qualcuno lo vorrebbe più distante. Io no. Perché questo presidente, nel bene e nel male, è ormai dentro la storia del Napoli. E adesso viene il difficile. Perché un centenario non è un punto d'arrivo".