Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a FutNet: "Non penso mai troppo a lungo termine, perché è partendo con i piccoli passi che puoi raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ti permettono poi di sognare più in grande. Voglio creare e lasciare qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società. Sto lavorando per quello. Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti. Durante la stagione arrivi a un certo punto, tipo a marzo, e capisci a che punto sei. Perché oggi dire chi è la favorita, sì, sulla carta è semplice. Ma chi arriverà in fondo, chi ce la farà, non è altrettanto semplice da dire. Pio Esposito? Ha sfruttato quelli che sono stati i miei regali e quelli che sono stati i suoi meriti. Lui ha avuto il coraggio, perché nessuno lo racconta, di mollare la Primavera. Poteva scegliere la strada più comoda, poteva fare un altro anno, accrescere l'autostima segnando magari 30 o 40 gol, però ha capito, andando in un altro posto, quanto doveva lavorare. La gavetta allo Spezia e il primo anno in nerazzurro l'hanno reso più pronto, più maturo, ma con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi".
di Napoli Magazine
03/10/2026 - 15:28
Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a FutNet: "Non penso mai troppo a lungo termine, perché è partendo con i piccoli passi che puoi raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ti permettono poi di sognare più in grande. Voglio creare e lasciare qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società. Sto lavorando per quello. Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti. Durante la stagione arrivi a un certo punto, tipo a marzo, e capisci a che punto sei. Perché oggi dire chi è la favorita, sì, sulla carta è semplice. Ma chi arriverà in fondo, chi ce la farà, non è altrettanto semplice da dire. Pio Esposito? Ha sfruttato quelli che sono stati i miei regali e quelli che sono stati i suoi meriti. Lui ha avuto il coraggio, perché nessuno lo racconta, di mollare la Primavera. Poteva scegliere la strada più comoda, poteva fare un altro anno, accrescere l'autostima segnando magari 30 o 40 gol, però ha capito, andando in un altro posto, quanto doveva lavorare. La gavetta allo Spezia e il primo anno in nerazzurro l'hanno reso più pronto, più maturo, ma con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi".