Cher Ndour, centrocampista della Fiorentina e della Nazionale Italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Rai Sport: "Io credo che in Italia i giovani ci sono e l'abbiamo dimostrato anche in questi anni con l'Under 21. Purtroppo non ci siamo qualificati al Mondiale, fa male a tutti: io ero il primo tifoso, ma non dobbiamo abbatterci, dobbiamo ripartire e continuare a lavorare. Le seconde squadre possono aiutare? In questi giorni sentivo che alcune squadre vorrebbero farlo. Credo sia un'ottima cosa: all'estero esiste quasi ovunque e per la crescita dei giovani dobbiamo ripartire anche da questo. Il paragone con Pogba? Ho sempre ammirato Pogba, è stato il mio idolo fin da piccolo, da quando lo vedevo alla Juventus. Volevo anche farmi i capelli come lui. Penso ci sia un po' di somiglianza nello stile di gioco, ma io sono io e lui è lui. Ha vinto un Mondiale e fatto grandi cose, io spero di arrivare al livello più alto possibile. L'esperienza al PSG? Mi ha aiutato molto a crescere come calciatore e soprattutto come persona. Luis Enrique è speciale, lavora con passione. Si percepisce che è una persona diversa e ho imparato tanto da lui, anche solo negli allenamenti e nelle riunioni. Si merita quello che sta ottenendo. Il tifo per il Senegal ai Mondiali? Mia madre è italiana, mio padre senegalese ma vive in Italia da quasi 30 anni. La mia cultura è praticamente tutta italiana. Però sono legato anche al Senegal, perché ho i parenti là e ci vado spesso in vacanza. Farò il tifo proprio per il Senegal al Mondiale, visto che l'Italia purtroppo non ci sarà".
di Napoli Magazine
02/06/2026 - 21:59
Cher Ndour, centrocampista della Fiorentina e della Nazionale Italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Rai Sport: "Io credo che in Italia i giovani ci sono e l'abbiamo dimostrato anche in questi anni con l'Under 21. Purtroppo non ci siamo qualificati al Mondiale, fa male a tutti: io ero il primo tifoso, ma non dobbiamo abbatterci, dobbiamo ripartire e continuare a lavorare. Le seconde squadre possono aiutare? In questi giorni sentivo che alcune squadre vorrebbero farlo. Credo sia un'ottima cosa: all'estero esiste quasi ovunque e per la crescita dei giovani dobbiamo ripartire anche da questo. Il paragone con Pogba? Ho sempre ammirato Pogba, è stato il mio idolo fin da piccolo, da quando lo vedevo alla Juventus. Volevo anche farmi i capelli come lui. Penso ci sia un po' di somiglianza nello stile di gioco, ma io sono io e lui è lui. Ha vinto un Mondiale e fatto grandi cose, io spero di arrivare al livello più alto possibile. L'esperienza al PSG? Mi ha aiutato molto a crescere come calciatore e soprattutto come persona. Luis Enrique è speciale, lavora con passione. Si percepisce che è una persona diversa e ho imparato tanto da lui, anche solo negli allenamenti e nelle riunioni. Si merita quello che sta ottenendo. Il tifo per il Senegal ai Mondiali? Mia madre è italiana, mio padre senegalese ma vive in Italia da quasi 30 anni. La mia cultura è praticamente tutta italiana. Però sono legato anche al Senegal, perché ho i parenti là e ci vado spesso in vacanza. Farò il tifo proprio per il Senegal al Mondiale, visto che l'Italia purtroppo non ci sarà".