A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. Come valuta il biennio di Antonio Conte? “Il biennio di Antonio Conte sulla panchina del Napoli si chiude con un bilancio complessivo eccellente. Conquistare lo scudetto al primo colpo, abbinando un secondo posto e la vittoria della Supercoppa nella stagione successiva, costituisce un percorso di altissimo profilo per il club azzurro. L'ultima annata ha chiaramente risentito di contingenze particolari, a partire dai numerosi infortuni che hanno frenato la squadra nei momenti cruciali. Questo scenario ha impedito di mantenere il passo dell'Inter in campionato e ha pesato in Champions League, dove le sfide contro Copenhagen e Chelsea non hanno regalato le soddisfazioni sperate. A ciò si aggiunge una campagna acquisti importante che ha mostrato alcune fisiologiche difficoltà di inserimento per alcuni elementi. Sotto il profilo estetico il Napoli non ha sempre entusiasmato, ma è doveroso ricordare i picchi di inizio gennaio. La Final Four di Supercoppa ha messo in mostra una proposta di gioco di altissimo livello, trascinata dalla straordinaria intesa tra David Neres e Rasmus Højlund, un'alchimia poi purtroppo spezzata dal grave infortunio dell'esterno brasiliano. Nonostante le critiche sulla fluidità della manovra, la capacità di Conte di massimizzare il rendimento del gruppo – centrando un trofeo e il secondo posto a scapito di rivali come Milan e Juventus – conferma lo spessore e la concretezza della sua gestione tecnica”. Chi potrebbe essere l’erede di Antonio Conte? “Individuare l'erede di Antonio Conte non sarà un compito semplice per la dirigenza partenopea. Il tecnico salentino lascia in dote un palmarès pesante – uno scudetto, una Supercoppa e un secondo posto in due anni – ma soprattutto un legame viscerale con la piazza, un fattore che rende la sua successione una sfida complessa. La scelta dovrà necessariamente ricadere su un profilo pronto a sposare un progetto condiviso nel lungo periodo. In quest'ottica, i nomi di Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri rappresentano due candidature autorevoli, seppur figlie di filosofie differenti. Italiano ha dimostrato una costante capacità di migliorarsi: l'esperienza a Bologna ne è la prova, dove è riuscito nell'impresa non scontata di non far rimpiangere Thiago Motta, conquistando la Coppa Italia e offrendo un calcio moderno in grado di valorizzare l'intera rosa. Dall'altro lato, Allegri viene da un'annata d'ombre e luci sulla panchina del Milan; dopo una buona parte di stagione esaltante, caratterizzata dalla vittoria in due derby e da un testa a testa che lo aveva visto insidiare da vicino l'Inter, la squadra ha subìto una pesante flessione nel rendimento, compromettendo una qualificazione in Champions League che sembrava ormai ipotecata. Nonostante questo passo falso, parliamo di un tecnico che ha già dimostrato in passato, alla Juventus, di saper raccogliere e valorizzare l'eredità di Conte. La sua maturità gestionale sarebbe perfetta per una piazza esigente come Napoli, a cui si aggiungerebbe una forte motivazione personale nel voler riscattare l'ultimo passaggio a vuoto in rossonero”. Chi è stato il miglior giocatore della stagione del Napoli? “Se dovessi eleggere il miglior giocatore della stagione del Napoli, la scelta ricadrebbe senza dubbio su Rasmus Højlund. Arrivato in azzurro a ritiro praticamente concluso, l'attaccante danese ha dovuto affrontare un percorso di adattamento tattico non indifferente, rimodulando il proprio stile di gioco per sposare delle richieste di Antonio Conte, che predilige un lavoro spalle alla porta rispetto alla pura ricerca della profondità, da sempre caratteristica principale della punta. Il suo contributo è stato reso ancor più di valore dal fatto di aver dovuto sostenere quasi da solo il peso del reparto offensivo. Complici le stagioni complicate di Lucca e Lukaku, Conte non ha quasi mai potuto fare a meno del danese, costretto agli straordinari e con pochissime occasioni per rifiatare. Nonostante questo logorio fisico, Højlund ha chiuso l'annata con lo straordinario bottino di 16 gol e 8 assist. Questi numeri assumono un peso specifico ancora maggiore se si considera che, a causa della striscia di infortuni che ha colpito la rosa, il danese ha dovuto cambiare continuamente partner d'attacco. In tal senso, la rete siglata contro l'Udinese – nata da una giocata spaziale di Kevin De Bruyne – resta la dimostrazione lampante e il manifesto di quale potenziale offensivo avrebbe potuto esprimere il Napoli se avesse avuto la fortuna di contare su tutti gli effettivi nei momenti chiave della stagione”. Come analizza la stagione della Juventus e da dare deve ripartire la società il prossimo anno? “La mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League si inserisce senza dubbio tra i verdetti più inaspettati e clamorosi di questo campionato. La gestione di Luciano Spalletti sembrava aver inizialmente impresso la svolta corretta, portando in dote ritmo, intensità e un'identità di gioco decisamente più definita. Tuttavia, con il passare dei mesi sono riemersi i limiti strutturali di questo organico, traditi da una evidente carenza di leadership nei momenti chiave e da una cronica mancanza di cinismo, specialmente nei passaggi a vuoto casalinghi dove sono stati persi punti decisivi. Su questo trend negativo ha pesato in maniera specifica l'assenza di un centravanti di ruolo dal rendimento costante. In tal senso, il lungo infortunio che ha fermato Dušan Vlahovic ha privato la squadra del suo terminale offensivo principale proprio nel momento cruciale dell'anno, come confermato dall'ottimo impatto avuto dall'attaccante serbo al suo rientro nelle ultime giornate di campionato. Nonostante il contraccolpo del verdetto europeo, il futuro del club bianconero dovrebbe fondarsi proprio sulla continuità tecnica con Spalletti: l'allenatore di Certaldo ha intrapreso un percorso tattico chiaro e possiede tutte le competenze necessarie per riportare la Juventus ai vertici, a patto che la società lo metta nelle condizioni ideali per lavorare attraverso interventi mirati sul mercato”.
di Napoli Magazine
26/05/2026 - 15:54
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista. Come valuta il biennio di Antonio Conte? “Il biennio di Antonio Conte sulla panchina del Napoli si chiude con un bilancio complessivo eccellente. Conquistare lo scudetto al primo colpo, abbinando un secondo posto e la vittoria della Supercoppa nella stagione successiva, costituisce un percorso di altissimo profilo per il club azzurro. L'ultima annata ha chiaramente risentito di contingenze particolari, a partire dai numerosi infortuni che hanno frenato la squadra nei momenti cruciali. Questo scenario ha impedito di mantenere il passo dell'Inter in campionato e ha pesato in Champions League, dove le sfide contro Copenhagen e Chelsea non hanno regalato le soddisfazioni sperate. A ciò si aggiunge una campagna acquisti importante che ha mostrato alcune fisiologiche difficoltà di inserimento per alcuni elementi. Sotto il profilo estetico il Napoli non ha sempre entusiasmato, ma è doveroso ricordare i picchi di inizio gennaio. La Final Four di Supercoppa ha messo in mostra una proposta di gioco di altissimo livello, trascinata dalla straordinaria intesa tra David Neres e Rasmus Højlund, un'alchimia poi purtroppo spezzata dal grave infortunio dell'esterno brasiliano. Nonostante le critiche sulla fluidità della manovra, la capacità di Conte di massimizzare il rendimento del gruppo – centrando un trofeo e il secondo posto a scapito di rivali come Milan e Juventus – conferma lo spessore e la concretezza della sua gestione tecnica”. Chi potrebbe essere l’erede di Antonio Conte? “Individuare l'erede di Antonio Conte non sarà un compito semplice per la dirigenza partenopea. Il tecnico salentino lascia in dote un palmarès pesante – uno scudetto, una Supercoppa e un secondo posto in due anni – ma soprattutto un legame viscerale con la piazza, un fattore che rende la sua successione una sfida complessa. La scelta dovrà necessariamente ricadere su un profilo pronto a sposare un progetto condiviso nel lungo periodo. In quest'ottica, i nomi di Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri rappresentano due candidature autorevoli, seppur figlie di filosofie differenti. Italiano ha dimostrato una costante capacità di migliorarsi: l'esperienza a Bologna ne è la prova, dove è riuscito nell'impresa non scontata di non far rimpiangere Thiago Motta, conquistando la Coppa Italia e offrendo un calcio moderno in grado di valorizzare l'intera rosa. Dall'altro lato, Allegri viene da un'annata d'ombre e luci sulla panchina del Milan; dopo una buona parte di stagione esaltante, caratterizzata dalla vittoria in due derby e da un testa a testa che lo aveva visto insidiare da vicino l'Inter, la squadra ha subìto una pesante flessione nel rendimento, compromettendo una qualificazione in Champions League che sembrava ormai ipotecata. Nonostante questo passo falso, parliamo di un tecnico che ha già dimostrato in passato, alla Juventus, di saper raccogliere e valorizzare l'eredità di Conte. La sua maturità gestionale sarebbe perfetta per una piazza esigente come Napoli, a cui si aggiungerebbe una forte motivazione personale nel voler riscattare l'ultimo passaggio a vuoto in rossonero”. Chi è stato il miglior giocatore della stagione del Napoli? “Se dovessi eleggere il miglior giocatore della stagione del Napoli, la scelta ricadrebbe senza dubbio su Rasmus Højlund. Arrivato in azzurro a ritiro praticamente concluso, l'attaccante danese ha dovuto affrontare un percorso di adattamento tattico non indifferente, rimodulando il proprio stile di gioco per sposare delle richieste di Antonio Conte, che predilige un lavoro spalle alla porta rispetto alla pura ricerca della profondità, da sempre caratteristica principale della punta. Il suo contributo è stato reso ancor più di valore dal fatto di aver dovuto sostenere quasi da solo il peso del reparto offensivo. Complici le stagioni complicate di Lucca e Lukaku, Conte non ha quasi mai potuto fare a meno del danese, costretto agli straordinari e con pochissime occasioni per rifiatare. Nonostante questo logorio fisico, Højlund ha chiuso l'annata con lo straordinario bottino di 16 gol e 8 assist. Questi numeri assumono un peso specifico ancora maggiore se si considera che, a causa della striscia di infortuni che ha colpito la rosa, il danese ha dovuto cambiare continuamente partner d'attacco. In tal senso, la rete siglata contro l'Udinese – nata da una giocata spaziale di Kevin De Bruyne – resta la dimostrazione lampante e il manifesto di quale potenziale offensivo avrebbe potuto esprimere il Napoli se avesse avuto la fortuna di contare su tutti gli effettivi nei momenti chiave della stagione”. Come analizza la stagione della Juventus e da dare deve ripartire la società il prossimo anno? “La mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League si inserisce senza dubbio tra i verdetti più inaspettati e clamorosi di questo campionato. La gestione di Luciano Spalletti sembrava aver inizialmente impresso la svolta corretta, portando in dote ritmo, intensità e un'identità di gioco decisamente più definita. Tuttavia, con il passare dei mesi sono riemersi i limiti strutturali di questo organico, traditi da una evidente carenza di leadership nei momenti chiave e da una cronica mancanza di cinismo, specialmente nei passaggi a vuoto casalinghi dove sono stati persi punti decisivi. Su questo trend negativo ha pesato in maniera specifica l'assenza di un centravanti di ruolo dal rendimento costante. In tal senso, il lungo infortunio che ha fermato Dušan Vlahovic ha privato la squadra del suo terminale offensivo principale proprio nel momento cruciale dell'anno, come confermato dall'ottimo impatto avuto dall'attaccante serbo al suo rientro nelle ultime giornate di campionato. Nonostante il contraccolpo del verdetto europeo, il futuro del club bianconero dovrebbe fondarsi proprio sulla continuità tecnica con Spalletti: l'allenatore di Certaldo ha intrapreso un percorso tattico chiaro e possiede tutte le competenze necessarie per riportare la Juventus ai vertici, a patto che la società lo metta nelle condizioni ideali per lavorare attraverso interventi mirati sul mercato”.