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L'ANALISI - Maione: "Spalletti-Napoli è stato un matrimonio perfetto"
08.12.2023 14:05 di Napoli Magazine

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuta Celeste Maione, giornalista e direttrice di calcionapoli1926.

 


Lei era presenta alla cerimonia di assegnazione della cittadinanza onoraria a Luciano Spalletti. Che momento è stato?


“È stata una cerimonia molto emozionante. Si è definito ‘official scugnizzo’. Spalletti, ormai, lo conosciamo. È un grandissimo comunicatore. Quel che ha comunicato ieri, in realtà, è quel che ha comunicato nel corso degli ultimi due anni. Era già diventato un cittadino napoletano, trasmettendo la sua vicinanza al popolo napoletano in diverse occasioni. Si sente molto napoletano. All’inizio sembrava non riuscisse ad adattarsi, ma ha saputo integrarsi perfettamente in un tessuto particolare. Noi napoletano sappiamo bene come affrontarlo. Per chi, invece, viene da lontano è più complicato. Lui ci è riuscito, ha trovato la quadra comprendendo di dover coniugare campo e ambiente. Sono stata contenta anche della presenza di Aurelio de Laurentiis, che ha speso belle parole per Luciano. Spalletti non si è sottratto alle foto, ai video. Erano in migliaia ed ha dato soddisfazione a tutti”

 


È uno scudetto che sigillerà il tecnico nella storia del club.


“È stato un matrimonio perfetto, come ha sottolineato lo stesso Luciano. Il Napoli non vinceva da trentatré anni, ma anche Spalletti, come da lui sottolineato, non aveva mai vinto. Anche lui si è sentito trasportato dalla nostra cultura, dal nostro modo di essere napoletani. Anche quando ha festeggiato a casa sua, in Toscana, ha preferito un tema prettamente napoletano. Luciano disse ‘noi siamo napoletani e facciamo festa in questo modo!’”

 


Juventus-Napoli sarà anche una sfida tra Mazzarri e Allegri?


“Uno scontro tra due toscanacci! Mi auguro di rifilare un paio di gol alla Juventus. Sono andata due volte in trasferta a Torino, una volta ha segnato Koulibaly all’ultimo minuto, l’altra Raspadori. Potrei definirmi un amuleto. Lo scorso anno, infatti, dissi a Ciro Troise che non sarei andata via perché sentivo che il Napoli avrebbe potuto segnare, anche all’ultimo minuto”

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