Calcio
L'ANALISI - Tarallo: "Meret e Milinkovic-Savic? L’alternanza ha condizionato entrambi"
22.04.2026 14:55 di Napoli Magazine
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A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli: "Alternanza tra Meret e Milinkovic? Non penso affatto a un’alternanza futura. Credo che Alex Meret finisca il suo percorso ed è giusto così, perché alternare i portieri non è corretto. Il calcio è fatto di certezze: storicamente c’è sempre un primo e un secondo. L’alternanza ha condizionato entrambi. Nessuno dei due ha avuto certezze e il portiere ha bisogno soprattutto di tranquillità. Oggi il ruolo è cambiato profondamente: il portiere è diventato un playmaker e partecipa alla costruzione, più dell’80% dei palloni viene giocato con i piedi. Il portiere moderno è il primo attaccante. Serve continuità, e senza continuità è difficile stabilire gerarchie. La difesa della porta è solo una parte, oggi conta anche la tecnica con i piedi e la gestione delle transizioni".

Sul rendimento del Napoli:

"Bisognerebbe migliorare il tutto. Tranne poche partite, il Napoli non ha mai espresso un gioco meraviglioso. Molti tifosi preferiscono vincere e basta, ma chi paga il biglietto vuole anche spettacolo. Quando si vince si parla di miracoli dell’allenatore, quando non si vince si danno colpe ad altri. Non è giusto. La responsabilità principale resta sempre di chi gestisce la squadra. I giornalisti hanno diritto di critica: non vanno in campo, ma devono poter esprimere giudizi".

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L'ANALISI - Tarallo: "Meret e Milinkovic-Savic? L’alternanza ha condizionato entrambi"

di Napoli Magazine

22/04/2026 - 14:55

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli: "Alternanza tra Meret e Milinkovic? Non penso affatto a un’alternanza futura. Credo che Alex Meret finisca il suo percorso ed è giusto così, perché alternare i portieri non è corretto. Il calcio è fatto di certezze: storicamente c’è sempre un primo e un secondo. L’alternanza ha condizionato entrambi. Nessuno dei due ha avuto certezze e il portiere ha bisogno soprattutto di tranquillità. Oggi il ruolo è cambiato profondamente: il portiere è diventato un playmaker e partecipa alla costruzione, più dell’80% dei palloni viene giocato con i piedi. Il portiere moderno è il primo attaccante. Serve continuità, e senza continuità è difficile stabilire gerarchie. La difesa della porta è solo una parte, oggi conta anche la tecnica con i piedi e la gestione delle transizioni".

Sul rendimento del Napoli:

"Bisognerebbe migliorare il tutto. Tranne poche partite, il Napoli non ha mai espresso un gioco meraviglioso. Molti tifosi preferiscono vincere e basta, ma chi paga il biglietto vuole anche spettacolo. Quando si vince si parla di miracoli dell’allenatore, quando non si vince si danno colpe ad altri. Non è giusto. La responsabilità principale resta sempre di chi gestisce la squadra. I giornalisti hanno diritto di critica: non vanno in campo, ma devono poter esprimere giudizi".