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L'EX INTER - Ranocchia: "Dimarco? Per me aveva già qualità, in allenamento mi sembrava Roberto Carlos"
01.06.2026 04:00 di Napoli Magazine
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Andrea Ranocchia, difensore dell'Inter, ha parlato dal palco dell'evento "SportMediaset Live - Riccione 2026": "Il primo anno che Dimarco tornò all'Inter, io lo volevo legare alla Pinetina perché per me era pronto, aveva già qualità. Conte e la società hanno fatto altre scelte per farlo giocare, ma io lo avevo visto subito, in allenamento sembrava Roberto Carlos. Finché all'Inter riusciranno a far arrivare giocatori che avranno del tempo per giocare con Barella, Bastoni, Mkhitaryan, Dumfries, Lautaro… Con questa struttura può andare avanti per tantissimi anni perché quando hai la mentalità vincente ti devi adattare, sennò duri 6 mesi e vai via. Chivu? Non perché ora è l'allenatore dell'Inter, ma è uno dei pochi che negli anni ho sempre sentito, è venuto anche a trovarmi in Umbria. La sua forza vera è dal punto di vista umano e credo che sia la forza di tutti i più grandi, che riescono a capire l'uomo prima che il calciatore, in questo periodo storico è molto meglio avere empatia con il ragazzo che dargli concetti tecnici o lavorare sulla parte atletica. È molto più importante la testa, il calciatore è sobbarcato di tante pressione, la parte mentale è fondamentale. A me ha accolto come un fratello".

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L'EX INTER - Ranocchia: "Dimarco? Per me aveva già qualità, in allenamento mi sembrava Roberto Carlos"

di Napoli Magazine

01/06/2026 - 04:00

Andrea Ranocchia, difensore dell'Inter, ha parlato dal palco dell'evento "SportMediaset Live - Riccione 2026": "Il primo anno che Dimarco tornò all'Inter, io lo volevo legare alla Pinetina perché per me era pronto, aveva già qualità. Conte e la società hanno fatto altre scelte per farlo giocare, ma io lo avevo visto subito, in allenamento sembrava Roberto Carlos. Finché all'Inter riusciranno a far arrivare giocatori che avranno del tempo per giocare con Barella, Bastoni, Mkhitaryan, Dumfries, Lautaro… Con questa struttura può andare avanti per tantissimi anni perché quando hai la mentalità vincente ti devi adattare, sennò duri 6 mesi e vai via. Chivu? Non perché ora è l'allenatore dell'Inter, ma è uno dei pochi che negli anni ho sempre sentito, è venuto anche a trovarmi in Umbria. La sua forza vera è dal punto di vista umano e credo che sia la forza di tutti i più grandi, che riescono a capire l'uomo prima che il calciatore, in questo periodo storico è molto meglio avere empatia con il ragazzo che dargli concetti tecnici o lavorare sulla parte atletica. È molto più importante la testa, il calciatore è sobbarcato di tante pressione, la parte mentale è fondamentale. A me ha accolto come un fratello".