Calcio
L'EX JUVENTUS - Platini: "Escludo di poter far parte della dirigenza bianconera, Mondiali? Per me la favorita è la Francia, fin qui ho visto pochissimo, calcio italiano? Devono ripartire da zero come abbiamo fatto noi"
22.06.2026 14:31 di Napoli Magazine
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Michel Platini, ex calciatore e leggenda della Juventus, ospite della 21esima edizione della 'Fondazione Vialli e Mauro golf cup', in programma oggi a Fiano, nel Torinese, per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro e sulla Sla, ha parlato della Coppa del Mondo in corso negli Stati Uniti e Messico e di tanti altri temi: "Per me la favorita è la Francia, e se non dovesse vincere dico Portogallo. Del Mondiale ho visto fin qui pochissimo, lo farò dai sedicesimi in avanti, adesso è troppo presto. Però mi è piaciuta molto la presentazione dei giocatori, quello si". Sull'aumento delle squadre partecipanti ammette: "Avevo anche io intenzione di fare qualcosa sul numero delle squadre. Non puoi fare una competizione con 17 squadre europee e solo quattro africane. Quello poteva andare bene tanti anni fa. Ora ci sono tante squadre africane a livello di quelle europee. Politicamente qualcosa andava fatto. Ormai il calcio è sviluppato ovunque. Poi non so se la ricetta giusta è aumentare a 40 o 48 oppure ridurre il numero delle europee che partecipano. È un po' complicato ma non è più possibile non aprirsi al mondo". Nessuna parola, invece, sulla denuncia a Infantino: "Di questo non parlo".  "L'Italia deve ripartire da zero, non è possibile che per tre volte la nazionale non partecipi al Mondiale. Il calcio italiano deve fare quello che abbiamo fatto in Francia quando non andavamo mai ai Mondiali. Si riparta dalla costruzione di un centro di educazione e formazione per tutto il sistema. In Francia questo ha dato i suoi frutti". Serve, secondo Platini, una presa di coscienza generale che superi l'ambito sportivo: "Quando in Francia abbiamo deciso di azzerare tutto e ripartire è stata una decisione politica, non calcistica. Si sono fatti gli stati generali del calcio e abbiamo iniziato a far crescere i talenti. Da qualcosa di simile può rinascere il calcio italiano". L'ex n.10 dalla Juventus e della Francia ha poi spiegato che tornerà nel mondo del calcio ma solo come consigliere ed ha escluso di farlo con la Juventus. "Quando penso alla Juve penso ai tifosi, ai bellissimi anni che ho trascorso qui, all'impegno della famiglia Agnelli - ha detto - ma escludo di poter fare parte della dirigenza. Quella che si è appena conclusa è stata una stagione non troppo positiva, ma sarebbe bastato vincere la partita con la Fiorentina per rivalutare l'intera annata. Il calcio è così". Non mancherà in futuro, però, il suo impegno nel mondo del pallone: "Ho dei progetti sul calcio, è vero, ma solo come consigliere. Non ho intenzione di entrare in una società o in una organizzazione. L'ho fatto in passato e va bene così. Non ho più cinquant'anni...". 

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di Napoli Magazine

22/06/2026 - 14:31

Michel Platini, ex calciatore e leggenda della Juventus, ospite della 21esima edizione della 'Fondazione Vialli e Mauro golf cup', in programma oggi a Fiano, nel Torinese, per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro e sulla Sla, ha parlato della Coppa del Mondo in corso negli Stati Uniti e Messico e di tanti altri temi: "Per me la favorita è la Francia, e se non dovesse vincere dico Portogallo. Del Mondiale ho visto fin qui pochissimo, lo farò dai sedicesimi in avanti, adesso è troppo presto. Però mi è piaciuta molto la presentazione dei giocatori, quello si". Sull'aumento delle squadre partecipanti ammette: "Avevo anche io intenzione di fare qualcosa sul numero delle squadre. Non puoi fare una competizione con 17 squadre europee e solo quattro africane. Quello poteva andare bene tanti anni fa. Ora ci sono tante squadre africane a livello di quelle europee. Politicamente qualcosa andava fatto. Ormai il calcio è sviluppato ovunque. Poi non so se la ricetta giusta è aumentare a 40 o 48 oppure ridurre il numero delle europee che partecipano. È un po' complicato ma non è più possibile non aprirsi al mondo". Nessuna parola, invece, sulla denuncia a Infantino: "Di questo non parlo".  "L'Italia deve ripartire da zero, non è possibile che per tre volte la nazionale non partecipi al Mondiale. Il calcio italiano deve fare quello che abbiamo fatto in Francia quando non andavamo mai ai Mondiali. Si riparta dalla costruzione di un centro di educazione e formazione per tutto il sistema. In Francia questo ha dato i suoi frutti". Serve, secondo Platini, una presa di coscienza generale che superi l'ambito sportivo: "Quando in Francia abbiamo deciso di azzerare tutto e ripartire è stata una decisione politica, non calcistica. Si sono fatti gli stati generali del calcio e abbiamo iniziato a far crescere i talenti. Da qualcosa di simile può rinascere il calcio italiano". L'ex n.10 dalla Juventus e della Francia ha poi spiegato che tornerà nel mondo del calcio ma solo come consigliere ed ha escluso di farlo con la Juventus. "Quando penso alla Juve penso ai tifosi, ai bellissimi anni che ho trascorso qui, all'impegno della famiglia Agnelli - ha detto - ma escludo di poter fare parte della dirigenza. Quella che si è appena conclusa è stata una stagione non troppo positiva, ma sarebbe bastato vincere la partita con la Fiorentina per rivalutare l'intera annata. Il calcio è così". Non mancherà in futuro, però, il suo impegno nel mondo del pallone: "Ho dei progetti sul calcio, è vero, ma solo come consigliere. Non ho intenzione di entrare in una società o in una organizzazione. L'ho fatto in passato e va bene così. Non ho più cinquant'anni...".