A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo del Napoli: "Quello che è successo con il calendario della Serie A è assurdo e dimostra ancora una volta la mancanza di programmazione del nostro calcio. Non si può arrivare alla penultima giornata con partite spostate all’ultimo momento per via degli Internazionali d’Italia. Il tennis ha la sua importanza, soprattutto televisiva, ma proprio per questo bisognava prevedere tutto con largo anticipo. Le date si conoscevano da mesi e invece ci siamo ritrovati nel caos totale, con squadre, tifosi, giornalisti e società costretti a riorganizzare tutto nel giro di poche ore. Questo non fa male solo al calcio, ma all’immagine dell’Italia intera. Una volta si giocava tutti al sabato e si evitavano questi problemi. Oggi invece sembra che manchi completamente una regia. È una situazione che crea disagi a tutti, anche a chi lavora nel settore e deve programmare trasferte, palinsesti, investimenti pubblicitari. È una catena che coinvolge tutti. Sul campionato però bisogna dire che almeno il finale resta bellissimo. La corsa Champions è apertissima e questo tiene vivo l’interesse fino all’ultima giornata. Napoli, Juventus, Milan, Roma e Como stanno lottando fino alla fine e questo dà valore al nostro torneo. È bello vedere squadre che continuano a giocarsi tutto, anche chi aveva già raggiunto altri obiettivi. Resta però un problema enorme per il nostro calcio: ci sono pochi italiani. Basta guardare le formazioni e ci si rende conto che manca sempre di più il talento italiano su cui costruire anche il futuro della Nazionale. Questo deve far riflettere tutti. Su Antonio Conte non si può discutere nulla. È uno degli allenatori più forti che ci siano, ha dimostrato qualità, personalità e attaccamento alla squadra. Poi se ci sono dinamiche interne che noi non conosciamo è un altro discorso, ma il valore dell’allenatore è indiscutibile. Per il futuro del Napoli, eventualmente senza Conte, bisognerà scegliere un allenatore compatibile con la rosa e con il lavoro fatto finora. Serve programmazione vera, non improvvisazione. Sul caso Romelu Lukaku, invece, da fuori è inevitabile vedere responsabilità sia del giocatore sia della società. Una situazione del genere non può trascinarsi così a lungo senza una gestione chiara. O c’è qualcosa che non sappiamo oppure evidentemente il club non è riuscito a intervenire nel modo giusto. In ogni caso resta una vicenda che lascia tante domande aperte".
di Napoli Magazine
15/05/2026 - 20:10
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo del Napoli: "Quello che è successo con il calendario della Serie A è assurdo e dimostra ancora una volta la mancanza di programmazione del nostro calcio. Non si può arrivare alla penultima giornata con partite spostate all’ultimo momento per via degli Internazionali d’Italia. Il tennis ha la sua importanza, soprattutto televisiva, ma proprio per questo bisognava prevedere tutto con largo anticipo. Le date si conoscevano da mesi e invece ci siamo ritrovati nel caos totale, con squadre, tifosi, giornalisti e società costretti a riorganizzare tutto nel giro di poche ore. Questo non fa male solo al calcio, ma all’immagine dell’Italia intera. Una volta si giocava tutti al sabato e si evitavano questi problemi. Oggi invece sembra che manchi completamente una regia. È una situazione che crea disagi a tutti, anche a chi lavora nel settore e deve programmare trasferte, palinsesti, investimenti pubblicitari. È una catena che coinvolge tutti. Sul campionato però bisogna dire che almeno il finale resta bellissimo. La corsa Champions è apertissima e questo tiene vivo l’interesse fino all’ultima giornata. Napoli, Juventus, Milan, Roma e Como stanno lottando fino alla fine e questo dà valore al nostro torneo. È bello vedere squadre che continuano a giocarsi tutto, anche chi aveva già raggiunto altri obiettivi. Resta però un problema enorme per il nostro calcio: ci sono pochi italiani. Basta guardare le formazioni e ci si rende conto che manca sempre di più il talento italiano su cui costruire anche il futuro della Nazionale. Questo deve far riflettere tutti. Su Antonio Conte non si può discutere nulla. È uno degli allenatori più forti che ci siano, ha dimostrato qualità, personalità e attaccamento alla squadra. Poi se ci sono dinamiche interne che noi non conosciamo è un altro discorso, ma il valore dell’allenatore è indiscutibile. Per il futuro del Napoli, eventualmente senza Conte, bisognerà scegliere un allenatore compatibile con la rosa e con il lavoro fatto finora. Serve programmazione vera, non improvvisazione. Sul caso Romelu Lukaku, invece, da fuori è inevitabile vedere responsabilità sia del giocatore sia della società. Una situazione del genere non può trascinarsi così a lungo senza una gestione chiara. O c’è qualcosa che non sappiamo oppure evidentemente il club non è riuscito a intervenire nel modo giusto. In ogni caso resta una vicenda che lascia tante domande aperte".