Calcio
L'OPINIONE - Lahm: "L'Italia è rimasta indietro, non ha più giocatori di livello mondiale"
07.04.2026 15:59 di Napoli Magazine
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L’ex esterno della Nazionale tedesca, Philippe Lahm, ha pubblicato un editoriale sul quotidiano The Guardian, soffermandosi sulla crisi del calcio italiano. Queste le sue parole: “La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L’Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Un anno fa scrissi nella mia rubrica che al calcio italiano mancano intensità, impegno, dinamismo, atletismo e iniziativa, ed è per questo che non ha più giocatori di livello mondiale. In risposta, la Süddeutsche Zeitung, un giornale della mia città natale, Monaco, mi accusò di ripetere ‘cliché'”.

La sua tesi però appare essere confermata dai fatti: “Eppure, quest’anno ai quarti di finale di Champions League non ci sono squadre italiane; per un pelo siamo andati persino vicini ad avere un ottavo di finale senza di loro per la prima volta, se l’Atalanta non avesse eliminato il Borussia Dortmund all’ultimo secondo. E la nazionale non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Quattro anni fa la Macedonia del Nord si è dimostrata troppo forte; questa volta è stata la Bosnia”.

Infine conclude: “L’Italia è rimasta indietro. Se la Germania imbocca questa nuova strada, potrebbe succedere lo stesso anche a noi. Mi sorprende che così tanti difensori in Bundesliga stiano di nuovo marcando a uomo gli avversari fino al bagno. Anche il Bayern lo fa; Vincent Kompany a volte si affida alla marcatura a uomo. In Bundesliga, dove non ha concorrenza, gli errori non vengono puniti. E ha colto di sorpresa i campioni in carica del PSG nella fase a gironi con il suo stile. In quel momento, l’Europa è rimasta a bocca aperta”.

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L'OPINIONE - Lahm: "L'Italia è rimasta indietro, non ha più giocatori di livello mondiale"

di Napoli Magazine

07/04/2026 - 15:59

L’ex esterno della Nazionale tedesca, Philippe Lahm, ha pubblicato un editoriale sul quotidiano The Guardian, soffermandosi sulla crisi del calcio italiano. Queste le sue parole: “La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L’Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Un anno fa scrissi nella mia rubrica che al calcio italiano mancano intensità, impegno, dinamismo, atletismo e iniziativa, ed è per questo che non ha più giocatori di livello mondiale. In risposta, la Süddeutsche Zeitung, un giornale della mia città natale, Monaco, mi accusò di ripetere ‘cliché'”.

La sua tesi però appare essere confermata dai fatti: “Eppure, quest’anno ai quarti di finale di Champions League non ci sono squadre italiane; per un pelo siamo andati persino vicini ad avere un ottavo di finale senza di loro per la prima volta, se l’Atalanta non avesse eliminato il Borussia Dortmund all’ultimo secondo. E la nazionale non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Quattro anni fa la Macedonia del Nord si è dimostrata troppo forte; questa volta è stata la Bosnia”.

Infine conclude: “L’Italia è rimasta indietro. Se la Germania imbocca questa nuova strada, potrebbe succedere lo stesso anche a noi. Mi sorprende che così tanti difensori in Bundesliga stiano di nuovo marcando a uomo gli avversari fino al bagno. Anche il Bayern lo fa; Vincent Kompany a volte si affida alla marcatura a uomo. In Bundesliga, dove non ha concorrenza, gli errori non vengono puniti. E ha colto di sorpresa i campioni in carica del PSG nella fase a gironi con il suo stile. In quel momento, l’Europa è rimasta a bocca aperta”.