Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dopo il pari contro il Milan: "Che corde ho toccat? Non ho toccato nessuna corda. Il merito è dei ragazzi, il merito è dei mille e oltre tifosi che ci hanno aspettato a Formello e ci hanno accompagnato fino a qui. Secondo me nella ripresa è stato un problema di gambe e atteggiamento, non abbiamo avuto la forza di stare lì dentro la partita. Abbiamo sofferto i loro cambi e c'è andata
bene, siamo stati bravi a rimanere in partita e portare un punto a casa. Lei è il Dino Zoff di oggi alla Lazio. Si è prefisso di portare un cambio di mentalità all'interno della Lazio? La mia storia da allenatore dice una cosa, da calciatore ho smesso da tanto tempo e non ne voglio parlare. lo vado via dal Milan e vincono il campionato, ho lasciato mentalità e cultura del lavoro. Vado via dal Napoli e vincono il campionato, non è un caso perché io
vivo per questo. Vado alla ricerca della disciplina e della cultura del lavoro, migliorare ogni giorno mettendo delle regole. Per me questo è importante, tutti i giocatori mi riconoscono questo perché ci tengo. Su questo abbiamo lavorato dal primo giorno, è normale quando hai a che fare con ragazzi per bene fargli capire che il lavoro paga. Abbiamo cominciato questo percorso e devo ringraziare questo gruppo per come si stanno comportando. Se
riusciamo a fare queste prestazioni il merito è loro. La Lazio se l'è giocata con una squadra che ha altri obiettivi, il d.s. ha parlato di Europa come obiettivo minimo? Non dico se sono d'accordo o no. Noi abbiamo già abbastanza pressioni addosso, giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile e non è corretto parlare d'Europa. Non è una polemica, non voglio scappare dalla responsabilità perché quando si allena una società come la Lazio devi sempre pensare di fare cose importanti. Il nostro obiettivo è pensare partita dopo partita. Non sono d'accordo quando si dice che l'obiettivo minimo è l'Europa, poi se vogliamo prenderci in giro lo diciamo ma non è per fare polemica, semplicemente è una pressione inutile. Non conta l'avversario, ma conta sempre l'atteggiamento e noi dobbiamo essere bravi a proseguire su questa strada. Abbiamo visto che quando non siamo brillanti diventiamo vulnerabili, questo è l'aspetto su cu dobbiamo migliorare e possiamo farlo solo col lavoro. Ci sta poi soffrire col Milan, ma ci teniamo questo punto Se mi è mai capitato di ricevere una tale spinta alla quarta giornata come successo a Formello? Penso che bruci anche ai tifosi non venire allo stadio. Specialmente per come amano questo club, qua vedi bambini di 6-7 anni che hanno il veleno e guai se tocchi la loro squadra. Nessuno è contento di questa cosa, tutti vorrebbero
venire allo stadio e fare 50-55mila spettatori. I tifosi sono venuti perché i giocatori stanno trasmettendo qualcosa, il fatto di non mollare mai e di indossare la maglia con orgoglio. Mi sono emozionato a vedere la gente a Formello, persone anziane che hanno fatto i cori. Per me il calcio senza tifosi fa cag**e, è meglio stare a casa e andare in giro coi cani. Così non è calcio, il calcio è fare gol e andare sotto la curva, baciare la maglia perché te lo senti.
C'è un rammarico in particolare per la differenza di prestazione tra primo e secondo tempo? Noi abbiamo commesso un errore, dovevamo difendere di reparto e metà squadra ha lavorato sui riferimenti, l'altra meta col blocco basso. Ci siamo abbassati troppo e li abbiamo sofferti, è dura per esempio per Pinamonti tenere un pallone tre contro uno. Con squadre con questa qualità puoi sempre andare in difficoltà, questa è stata la difficoltà perché siamo stati poco aggressivi e siamo rimasti nel capanno difensivo, non lo sappiamo fare e questo è stato il nostro errore".
di Napoli Magazine
12/09/2026 - 22:07
Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dopo il pari contro il Milan: "Che corde ho toccat? Non ho toccato nessuna corda. Il merito è dei ragazzi, il merito è dei mille e oltre tifosi che ci hanno aspettato a Formello e ci hanno accompagnato fino a qui. Secondo me nella ripresa è stato un problema di gambe e atteggiamento, non abbiamo avuto la forza di stare lì dentro la partita. Abbiamo sofferto i loro cambi e c'è andata
bene, siamo stati bravi a rimanere in partita e portare un punto a casa. Lei è il Dino Zoff di oggi alla Lazio. Si è prefisso di portare un cambio di mentalità all'interno della Lazio? La mia storia da allenatore dice una cosa, da calciatore ho smesso da tanto tempo e non ne voglio parlare. lo vado via dal Milan e vincono il campionato, ho lasciato mentalità e cultura del lavoro. Vado via dal Napoli e vincono il campionato, non è un caso perché io
vivo per questo. Vado alla ricerca della disciplina e della cultura del lavoro, migliorare ogni giorno mettendo delle regole. Per me questo è importante, tutti i giocatori mi riconoscono questo perché ci tengo. Su questo abbiamo lavorato dal primo giorno, è normale quando hai a che fare con ragazzi per bene fargli capire che il lavoro paga. Abbiamo cominciato questo percorso e devo ringraziare questo gruppo per come si stanno comportando. Se
riusciamo a fare queste prestazioni il merito è loro. La Lazio se l'è giocata con una squadra che ha altri obiettivi, il d.s. ha parlato di Europa come obiettivo minimo? Non dico se sono d'accordo o no. Noi abbiamo già abbastanza pressioni addosso, giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile e non è corretto parlare d'Europa. Non è una polemica, non voglio scappare dalla responsabilità perché quando si allena una società come la Lazio devi sempre pensare di fare cose importanti. Il nostro obiettivo è pensare partita dopo partita. Non sono d'accordo quando si dice che l'obiettivo minimo è l'Europa, poi se vogliamo prenderci in giro lo diciamo ma non è per fare polemica, semplicemente è una pressione inutile. Non conta l'avversario, ma conta sempre l'atteggiamento e noi dobbiamo essere bravi a proseguire su questa strada. Abbiamo visto che quando non siamo brillanti diventiamo vulnerabili, questo è l'aspetto su cu dobbiamo migliorare e possiamo farlo solo col lavoro. Ci sta poi soffrire col Milan, ma ci teniamo questo punto Se mi è mai capitato di ricevere una tale spinta alla quarta giornata come successo a Formello? Penso che bruci anche ai tifosi non venire allo stadio. Specialmente per come amano questo club, qua vedi bambini di 6-7 anni che hanno il veleno e guai se tocchi la loro squadra. Nessuno è contento di questa cosa, tutti vorrebbero
venire allo stadio e fare 50-55mila spettatori. I tifosi sono venuti perché i giocatori stanno trasmettendo qualcosa, il fatto di non mollare mai e di indossare la maglia con orgoglio. Mi sono emozionato a vedere la gente a Formello, persone anziane che hanno fatto i cori. Per me il calcio senza tifosi fa cag**e, è meglio stare a casa e andare in giro coi cani. Così non è calcio, il calcio è fare gol e andare sotto la curva, baciare la maglia perché te lo senti.
C'è un rammarico in particolare per la differenza di prestazione tra primo e secondo tempo? Noi abbiamo commesso un errore, dovevamo difendere di reparto e metà squadra ha lavorato sui riferimenti, l'altra meta col blocco basso. Ci siamo abbassati troppo e li abbiamo sofferti, è dura per esempio per Pinamonti tenere un pallone tre contro uno. Con squadre con questa qualità puoi sempre andare in difficoltà, questa è stata la difficoltà perché siamo stati poco aggressivi e siamo rimasti nel capanno difensivo, non lo sappiamo fare e questo è stato il nostro errore".