Carlo Alvino, giornalista, è intervenuto nel corso del suo editoriale "Dillo ad Alvino", in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77: "Inutile girarci intorno: non è una partita come le altre. Al Maradona arriva la Champions League, arriva l'Arsenal", ha esordito Alvino, sottolineando immediatamente il valore dell'avversario che la squadra di Massimiliano Allegri si troverà di fronte. Il commentatore non ha nascosto la forza della formazione inglese, definendola uno "squadrone" e ricordandone lo spessore internazionale. Il Napoli, dal canto suo, arriva all'appuntamento dopo due sconfitte consecutive in campionato e deve fare i conti anche con un'infermeria nuovamente affollata. "Loro sono uno squadrone, sono i vicecampioni d'Europa, sono i campioni d'Inghilterra in carica. D'accordo, noi veniamo da due partite di campionato perse, anche con quel pizzico di rabbia e di delusione. E c'è un'infermeria che torna ad essere piena e che ci ha tolto due pedine fondamentali: Scott McTominay e Frank Zambo Anguissa". Difficoltà che, secondo Alvino, non devono però trasformarsi in un alibi né alimentare timori alla vigilia. Il fascino delle grandi serate europee al Maradona e la spinta del pubblico possono infatti modificare equilibri e pronostici. "Ma sapete che vi dico? Chi se ne frega dei pronostici. Le notti d'Europa a Fuorigrotta non si possono spiegare con la logica. Gli inglesi hanno i soldi, tanti, hanno la tecnica. Noi abbiamo un popolo intero, un'anima che si unisce alla squadra e sogna con la squadra". Alvino ha quindi chiamato in causa Massimiliano Allegri e gli uomini di maggiore esperienza e qualità della rosa. In una partita di questo livello, a suo giudizio, sarà necessario andare oltre le difficoltà e affidarsi anche alla personalità dei campioni: "Allegri getta nella mischia quello che si deve gettare: il cuore oltre l'ostacolo. È il momento dei campioni, penso a Kevin De Bruyne. È il momento del nostro capitano Giovanni Di Lorenzo". Fondamentale sarà anche il contributo del Maradona, chiamato ad accompagnare la squadra per tutta la durata della sfida. Ma la richiesta principale di Alvino è rivolta soprattutto ai calciatori, sia a quelli scelti dal primo minuto sia a chi sarà chiamato a dare il proprio contributo a gara in corso. "Bisogna far tremare, virtualmente, il Diego Armando Maradona. Ai ragazzi che scenderanno in campo, quelli dal primo minuto e quelli che entreranno a partita in corso, cosa possiamo chiedere? Gli occhi della tigre, quel famoso sangue agli occhi dal primo al 95esimo". Da qui l'appello finale: affrontare l'Arsenal senza alcun timore reverenziale, mettendo in campo coraggio, intensità e spirito di sacrificio dal primo all'ultimo pallone: "Il coraggio, nessuna paura, nessun timore reverenziale. Dobbiamo sputare l'anima e lottare su tutti i palloni".
di Napoli Magazine
09/09/2026 - 13:11
Carlo Alvino, giornalista, è intervenuto nel corso del suo editoriale "Dillo ad Alvino", in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77: "Inutile girarci intorno: non è una partita come le altre. Al Maradona arriva la Champions League, arriva l'Arsenal", ha esordito Alvino, sottolineando immediatamente il valore dell'avversario che la squadra di Massimiliano Allegri si troverà di fronte. Il commentatore non ha nascosto la forza della formazione inglese, definendola uno "squadrone" e ricordandone lo spessore internazionale. Il Napoli, dal canto suo, arriva all'appuntamento dopo due sconfitte consecutive in campionato e deve fare i conti anche con un'infermeria nuovamente affollata. "Loro sono uno squadrone, sono i vicecampioni d'Europa, sono i campioni d'Inghilterra in carica. D'accordo, noi veniamo da due partite di campionato perse, anche con quel pizzico di rabbia e di delusione. E c'è un'infermeria che torna ad essere piena e che ci ha tolto due pedine fondamentali: Scott McTominay e Frank Zambo Anguissa". Difficoltà che, secondo Alvino, non devono però trasformarsi in un alibi né alimentare timori alla vigilia. Il fascino delle grandi serate europee al Maradona e la spinta del pubblico possono infatti modificare equilibri e pronostici. "Ma sapete che vi dico? Chi se ne frega dei pronostici. Le notti d'Europa a Fuorigrotta non si possono spiegare con la logica. Gli inglesi hanno i soldi, tanti, hanno la tecnica. Noi abbiamo un popolo intero, un'anima che si unisce alla squadra e sogna con la squadra". Alvino ha quindi chiamato in causa Massimiliano Allegri e gli uomini di maggiore esperienza e qualità della rosa. In una partita di questo livello, a suo giudizio, sarà necessario andare oltre le difficoltà e affidarsi anche alla personalità dei campioni: "Allegri getta nella mischia quello che si deve gettare: il cuore oltre l'ostacolo. È il momento dei campioni, penso a Kevin De Bruyne. È il momento del nostro capitano Giovanni Di Lorenzo". Fondamentale sarà anche il contributo del Maradona, chiamato ad accompagnare la squadra per tutta la durata della sfida. Ma la richiesta principale di Alvino è rivolta soprattutto ai calciatori, sia a quelli scelti dal primo minuto sia a chi sarà chiamato a dare il proprio contributo a gara in corso. "Bisogna far tremare, virtualmente, il Diego Armando Maradona. Ai ragazzi che scenderanno in campo, quelli dal primo minuto e quelli che entreranno a partita in corso, cosa possiamo chiedere? Gli occhi della tigre, quel famoso sangue agli occhi dal primo al 95esimo". Da qui l'appello finale: affrontare l'Arsenal senza alcun timore reverenziale, mettendo in campo coraggio, intensità e spirito di sacrificio dal primo all'ultimo pallone: "Il coraggio, nessuna paura, nessun timore reverenziale. Dobbiamo sputare l'anima e lottare su tutti i palloni".