Gennaro Di Virgilio, maestro artigiano, è stato ospite a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sull'incontro con Antonio Conte, tecnico del Napoli, ieri a Castel Volturno: "Sono andato proprio lì al centro sportivo per incontrare lui, perché comunque tutto il lavoro che ha fatto a Napoli per me era doveroso andare lì, stringergli la mano e portargli un mio omaggio, perché secondo me il lavoro che ha fatto è stato grosso. Poi comunque i risultati che ha portato, uno Scudetto, una Supercoppa, un secondo posto, un’entrata in Champions League, non è da poco. Quindi per me, da buon tifoso del Napoli che sono, sono andato lì, l’ho ringraziato di tutti i sogni che ci ha fatto vedere, e per me il risultato finale è stato grande. (...) L’avevo già incontrato in un’altra occasione a Capri, diversi anni fa, per un premio, e ci siamo conosciuti lì. In forma privata è una persona splendida, un uomo del Sud, quindi con i nostri valori. È molto alla mano, piace parlare, è molto legato alla città e ai napoletani. Ha capito tutto dal primo giorno che è arrivato a Napoli, noi ci nutriamo di calcio e di Napoli tutti i giorni. Anche la moglie e la figlia sono legatissime alla città, si trovano benissimo. Ieri mattina mi è venuta a salutare anche la moglie di Oriali, che è un mio cliente, e mi ha detto: ‘Genni, io mi auguro che non succeda nulla perché noi stiamo benissimo a Napoli’. Io stesso, quando sono stato a Castel Volturno per Conte, ci siamo abbracciati e lui mi ha detto che per lui è una città unica. Poi ovviamente il lavoro cambia di ora in ora e non sappiamo cosa succederà. Io mi auguro che lo staff resti e che Conte ci ripensi, ma il lavoro grosso lo deve fare il presidente. Gli ho portato un bel corno collaudato. Quando l’ha visto mi ha detto: ‘Me lo dovevi portare un po’ prima, non l’ultima settimana, venivi un po’ prima’. Io ho risposto: 'hai ragione, questo ci voleva prima per le malelingue’. Poi gli ho fatto anche il rito scaramantico, gli ho punzecchiato la mano sinistra e lui è rimasto contento, mi ha detto: ‘Genni sei unico’. Conosce bene le mie opere, sono conosciute nel mondo. In forma privata è tutta un’altra persona: genuina, accogliente, si esprime in modo diretto. È una bella persona".
di Napoli Magazine
22/05/2026 - 11:29
Gennaro Di Virgilio, maestro artigiano, è stato ospite a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sull'incontro con Antonio Conte, tecnico del Napoli, ieri a Castel Volturno: "Sono andato proprio lì al centro sportivo per incontrare lui, perché comunque tutto il lavoro che ha fatto a Napoli per me era doveroso andare lì, stringergli la mano e portargli un mio omaggio, perché secondo me il lavoro che ha fatto è stato grosso. Poi comunque i risultati che ha portato, uno Scudetto, una Supercoppa, un secondo posto, un’entrata in Champions League, non è da poco. Quindi per me, da buon tifoso del Napoli che sono, sono andato lì, l’ho ringraziato di tutti i sogni che ci ha fatto vedere, e per me il risultato finale è stato grande. (...) L’avevo già incontrato in un’altra occasione a Capri, diversi anni fa, per un premio, e ci siamo conosciuti lì. In forma privata è una persona splendida, un uomo del Sud, quindi con i nostri valori. È molto alla mano, piace parlare, è molto legato alla città e ai napoletani. Ha capito tutto dal primo giorno che è arrivato a Napoli, noi ci nutriamo di calcio e di Napoli tutti i giorni. Anche la moglie e la figlia sono legatissime alla città, si trovano benissimo. Ieri mattina mi è venuta a salutare anche la moglie di Oriali, che è un mio cliente, e mi ha detto: ‘Genni, io mi auguro che non succeda nulla perché noi stiamo benissimo a Napoli’. Io stesso, quando sono stato a Castel Volturno per Conte, ci siamo abbracciati e lui mi ha detto che per lui è una città unica. Poi ovviamente il lavoro cambia di ora in ora e non sappiamo cosa succederà. Io mi auguro che lo staff resti e che Conte ci ripensi, ma il lavoro grosso lo deve fare il presidente. Gli ho portato un bel corno collaudato. Quando l’ha visto mi ha detto: ‘Me lo dovevi portare un po’ prima, non l’ultima settimana, venivi un po’ prima’. Io ho risposto: 'hai ragione, questo ci voleva prima per le malelingue’. Poi gli ho fatto anche il rito scaramantico, gli ho punzecchiato la mano sinistra e lui è rimasto contento, mi ha detto: ‘Genni sei unico’. Conosce bene le mie opere, sono conosciute nel mondo. In forma privata è tutta un’altra persona: genuina, accogliente, si esprime in modo diretto. È una bella persona".