Calcio
ON AIR - Portici, il presidente Passeggio: "Il nostro sogno è arrivare tra i professionisti, De Bruyne? Il d.s. Manna è stato molto chiaro, Nazionale? Per vedere risultati ci vogliono anni, Allegri? Una garanzia"
30.07.2026 13:10 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gianluca Passeggio, presidente del Portici. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Ci stiamo chiedendo tutti quale sarà il futuro di Kevin De Bruyne. Dopo il ritiro di Dimaro abbiamo capito che Massimiliano Allegri punterà principalmente sul 4-3-3. Secondo lei c'è ancora spazio per De Bruyne oppure crede che possa lasciare il Napoli?
 
“Ho ascoltato l'intervista rilasciata da Giovanni Manna qualche giorno fa e mi è sembrato molto chiaro. De Bruyne è un calciatore del Napoli, ha un contratto con il Napoli ed è a disposizione della società e dell'allenatore. Al momento non vedo scenari diversi. Poi, come sappiamo, il mercato è imprevedibile: tra qualche settimana potrebbe arrivare un'offerta importante e il giocatore potrebbe fare valutazioni differenti. Ma, ad oggi, mi sembra che il direttore sportivo sia stato molto chiaro sulla situazione”. 
 
Come interpreta quanto accaduto alla Nazionale italiana? 
 
“Per affrontare seriamente questo argomento servirebbero ore. Io credo che, intanto, si debba dare fiducia a questo nuovo corso, anche se, a dire il vero, sa molto di vecchio. La vera rivoluzione del sistema calcio non si realizza in quattro anni e forse nemmeno in otto. Per vedere risultati concreti servono almeno dieci o quindici anni di lavoro continuo. Oggi gli obiettivi immediati sono qualificarsi agli Europei e soprattutto tornare ai Mondiali. Sono convinto che questa volta l'Italia riuscirà a centrare entrambe le qualificazioni. Resta però il problema principale: non è mai stata avviata una vera rivoluzione sul tema delle infrastrutture nel nostro calcio. Qualche mese fa sono stato in Spagna con i nostri ragazzi per un torneo e mi è bastato poco per capire che il loro sistema è avanti rispetto al nostro. È un dato di fatto". 
 
A proposito di infrastrutture, il presidente del Real Forio ha affermato che avere uno stadio in gestione significa sottrarre un bene alla collettività e non è una condizione indispensabile per fare calcio: come risponde a questa affermazione?
 
“Con lui ho avuto tanti confronti durante la stagione. Posso anche vantarmi di essere stato l'unico a battere il suo Forio nello scorso campionato. Lo considero una persona molto intelligente, ma su questo argomento non condivido il suo pensiero. Qualsiasi club, in qualsiasi categoria, ha bisogno di una struttura nella quale poter lavorare. Se una società rappresenta una città è giusto che abbia la possibilità di costruire un progetto amministrando l’impianto comunale. Parliamo di una gestione, non di un regalo. Chi gestisce un impianto paga un canone, sostiene le spese di manutenzione, investe per riqualificarlo ed alleggerisce anche i costi che il Comune dovrebbe sostenere per una struttura inutilizzata. Per me uno stadio è uno strumento fondamentale per la crescita di un club. Su questo punto non mi trovo d'accordo con lui".
 
Passiamo al mercato del Napoli. Si parla con insistenza di Benoît Badiashile e di Costantino Favasuli come possibili rinforzi per una difesa penalizzata anche dall’infortunio di Alessandro Buongiorno. Che idea si è fatto di questi due calciatori? 
 
“Li conosco e li ho seguiti. A volte proprio dalle categorie inferiori emergono quei giocatori, come nel caso di Favasuli, che poi rappresentano la vera sorpresa della stagione. Ho piena fiducia nel lavoro di Giovanni Manna, che ha dimostrato di saper individuare profili interessanti anche quando non sono nomi altisonanti". 
 
Presidente, se sentisse il procuratore di un suo tesserato dire che non accetterebbe la panchina, come nel caso di Federico Pastorello con Lukaku, come reagirebbe? 
 
“Dipende sempre dai modi. Conosco abbastanza bene Aurelio De Laurentiis e ti dico una cosa: se un procuratore venisse da me con un atteggiamento arrogante pretendendo garanzie, il giocatore finirebbe direttamente in tribuna. Nel calcio non esistono garanzie. L'unica garanzia è il campo. Se meriti di giocare, giochi, se l'allenatore decide diversamente, vai in panchina o, se necessario, anche in tribuna. Hai un contratto e sei un professionista, quindi devi metterti a disposizione della squadra. Io, piuttosto, darei una seconda opportunità a Lorenzo Lucca. È stato un investimento importante, ha ancora un contratto lungo e magari con un allenatore diverso potrebbe rendere molto meglio. Secondo me resta un attaccante forte. Interverrei invece maggiormente in difesa, perché Buongiorno negli ultimi due anni ha avuto diversi problemi fisici e, tra campionato e Champions League, serve una rosa completa anche in quel reparto". 
 
Come giudica la scelta di Aurelio De Laurentiis di affidarsi a un allenatore di grandissima esperienza come Massimiliano Allegri?
 
“Parlando da uomo di calcio, Allegri rappresenta una garanzia, esattamente come Antonio Conte. Sono allenatori che hanno esperienza, personalità e un curriculum straordinario. Ognuno ha il proprio modo di interpretare il calcio, ma il valore non si discute. Se guardi la storia di Allegri capisci perfettamente perché oggi sieda sulla panchina del Napoli. Negli ultimi anni De Laurentiis ha cambiato filosofia: non ha investito soltanto su grandi attaccanti, ma ha iniziato a puntare anche su allenatori di primissima fascia. È una scelta precisa e coerente con le ambizioni del club". 
 
Chiudiamo parlando del Portici. Qual è l'obiettivo stagionale?
 
“Noi dobbiamo vincere il campionato. Lo dico senza problemi. Poi sarà il campo a emettere il verdetto, ma il nostro obiettivo è riportare il Portici nella categoria che gli compete. La Serie D può rappresentare la dimensione naturale del club oggi, ma il mio sogno è arrivare un giorno tra i professionisti, almeno in Serie C. Lo scorso anno siamo arrivati molto vicini al traguardo attraverso i playoff. Quest'anno vogliamo evitare quella strada e conquistare la promozione diretta, vincendo il campionato". 
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30/07/2026 - 13:10

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gianluca Passeggio, presidente del Portici. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Ci stiamo chiedendo tutti quale sarà il futuro di Kevin De Bruyne. Dopo il ritiro di Dimaro abbiamo capito che Massimiliano Allegri punterà principalmente sul 4-3-3. Secondo lei c'è ancora spazio per De Bruyne oppure crede che possa lasciare il Napoli?
 
“Ho ascoltato l'intervista rilasciata da Giovanni Manna qualche giorno fa e mi è sembrato molto chiaro. De Bruyne è un calciatore del Napoli, ha un contratto con il Napoli ed è a disposizione della società e dell'allenatore. Al momento non vedo scenari diversi. Poi, come sappiamo, il mercato è imprevedibile: tra qualche settimana potrebbe arrivare un'offerta importante e il giocatore potrebbe fare valutazioni differenti. Ma, ad oggi, mi sembra che il direttore sportivo sia stato molto chiaro sulla situazione”. 
 
Come interpreta quanto accaduto alla Nazionale italiana? 
 
“Per affrontare seriamente questo argomento servirebbero ore. Io credo che, intanto, si debba dare fiducia a questo nuovo corso, anche se, a dire il vero, sa molto di vecchio. La vera rivoluzione del sistema calcio non si realizza in quattro anni e forse nemmeno in otto. Per vedere risultati concreti servono almeno dieci o quindici anni di lavoro continuo. Oggi gli obiettivi immediati sono qualificarsi agli Europei e soprattutto tornare ai Mondiali. Sono convinto che questa volta l'Italia riuscirà a centrare entrambe le qualificazioni. Resta però il problema principale: non è mai stata avviata una vera rivoluzione sul tema delle infrastrutture nel nostro calcio. Qualche mese fa sono stato in Spagna con i nostri ragazzi per un torneo e mi è bastato poco per capire che il loro sistema è avanti rispetto al nostro. È un dato di fatto". 
 
A proposito di infrastrutture, il presidente del Real Forio ha affermato che avere uno stadio in gestione significa sottrarre un bene alla collettività e non è una condizione indispensabile per fare calcio: come risponde a questa affermazione?
 
“Con lui ho avuto tanti confronti durante la stagione. Posso anche vantarmi di essere stato l'unico a battere il suo Forio nello scorso campionato. Lo considero una persona molto intelligente, ma su questo argomento non condivido il suo pensiero. Qualsiasi club, in qualsiasi categoria, ha bisogno di una struttura nella quale poter lavorare. Se una società rappresenta una città è giusto che abbia la possibilità di costruire un progetto amministrando l’impianto comunale. Parliamo di una gestione, non di un regalo. Chi gestisce un impianto paga un canone, sostiene le spese di manutenzione, investe per riqualificarlo ed alleggerisce anche i costi che il Comune dovrebbe sostenere per una struttura inutilizzata. Per me uno stadio è uno strumento fondamentale per la crescita di un club. Su questo punto non mi trovo d'accordo con lui".
 
Passiamo al mercato del Napoli. Si parla con insistenza di Benoît Badiashile e di Costantino Favasuli come possibili rinforzi per una difesa penalizzata anche dall’infortunio di Alessandro Buongiorno. Che idea si è fatto di questi due calciatori? 
 
“Li conosco e li ho seguiti. A volte proprio dalle categorie inferiori emergono quei giocatori, come nel caso di Favasuli, che poi rappresentano la vera sorpresa della stagione. Ho piena fiducia nel lavoro di Giovanni Manna, che ha dimostrato di saper individuare profili interessanti anche quando non sono nomi altisonanti". 
 
Presidente, se sentisse il procuratore di un suo tesserato dire che non accetterebbe la panchina, come nel caso di Federico Pastorello con Lukaku, come reagirebbe? 
 
“Dipende sempre dai modi. Conosco abbastanza bene Aurelio De Laurentiis e ti dico una cosa: se un procuratore venisse da me con un atteggiamento arrogante pretendendo garanzie, il giocatore finirebbe direttamente in tribuna. Nel calcio non esistono garanzie. L'unica garanzia è il campo. Se meriti di giocare, giochi, se l'allenatore decide diversamente, vai in panchina o, se necessario, anche in tribuna. Hai un contratto e sei un professionista, quindi devi metterti a disposizione della squadra. Io, piuttosto, darei una seconda opportunità a Lorenzo Lucca. È stato un investimento importante, ha ancora un contratto lungo e magari con un allenatore diverso potrebbe rendere molto meglio. Secondo me resta un attaccante forte. Interverrei invece maggiormente in difesa, perché Buongiorno negli ultimi due anni ha avuto diversi problemi fisici e, tra campionato e Champions League, serve una rosa completa anche in quel reparto". 
 
Come giudica la scelta di Aurelio De Laurentiis di affidarsi a un allenatore di grandissima esperienza come Massimiliano Allegri?
 
“Parlando da uomo di calcio, Allegri rappresenta una garanzia, esattamente come Antonio Conte. Sono allenatori che hanno esperienza, personalità e un curriculum straordinario. Ognuno ha il proprio modo di interpretare il calcio, ma il valore non si discute. Se guardi la storia di Allegri capisci perfettamente perché oggi sieda sulla panchina del Napoli. Negli ultimi anni De Laurentiis ha cambiato filosofia: non ha investito soltanto su grandi attaccanti, ma ha iniziato a puntare anche su allenatori di primissima fascia. È una scelta precisa e coerente con le ambizioni del club". 
 
Chiudiamo parlando del Portici. Qual è l'obiettivo stagionale?
 
“Noi dobbiamo vincere il campionato. Lo dico senza problemi. Poi sarà il campo a emettere il verdetto, ma il nostro obiettivo è riportare il Portici nella categoria che gli compete. La Serie D può rappresentare la dimensione naturale del club oggi, ma il mio sogno è arrivare un giorno tra i professionisti, almeno in Serie C. Lo scorso anno siamo arrivati molto vicini al traguardo attraverso i playoff. Quest'anno vogliamo evitare quella strada e conquistare la promozione diretta, vincendo il campionato".