A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, coordinatore del Corriere dello Sport online:
"Probabilmente poteva chiuderla Spalletti, spiegando che era stato un errore. Perché alla fine lui, mettendo quel video dopo le parole di Conte, fa capire che era stata una disattenzione, magari poteva chiarirlo e basta. Parlare poi di intelligenza artificiale, non lo so. Evidentemente non ha voluto chiudere la vicenda: bastava poco, secondo me. Io sono d’accordo con Conte sul fatto che sia stata un’uscita infelice, però per chiuderla bastava davvero poco. Non l’ha voluto fare, non so la motivazione, magari ce lo spiegherà in un secondo momento. È chiaro che se usi un’espressione del genere puoi anche sbagliare, per carità. Capisco benissimo che possa sfuggire un’espressione quando si parla, lo sappiamo benissimo anche noi, e in radio spesso diciamo cose imprecise e poi ci correggiamo, non è un problema. Sicuramente Conte, per dirla più chiaramente, un po’ ci è rimasto male, però penso che Spalletti potesse chiuderla con più facilità rispetto a come poi l’ha complicata".
Per sintetizzare, lei come valuta l’origine di questa polemica?
"Conte ha rosicato, ma Spalletti doveva evitare quella uscita infelice".
Direttore, sul campionato, il Napoli può rientrare oppure è ormai impossibile?
"È molto, molto complicato. Nove punti di distacco dall’Inter, che fa fatica a frenare e inanella risultati utili consecutivi e solo il Napoli è riuscito a fermarla nelle ultime dieci partite, mi pare. Quindi sembra davvero complicato. Impossibile però non può esserlo, perché la matematica ancora conta. Finché la matematica è aperta, non lo puoi escludere al 100%".
In Champions la situazione del Napoli è molto complicata. Per approdare agli ottavi di finale, serve un’impresa, soprattutto se si guarda la formazione del Chelsea. Che partita si aspetta?
"È una partita molto complicata, soprattutto se vedi la formazione del Chelsea, è una squadra quasi al completo, con giocatori di grandissima qualità. Per il Napoli è un’altra partita difficile, per tutti i problemi che conosciamo benissimo e che hanno condizionato inevitabilmente questa stagione. Ci sarà la spinta dello stadio, però poi sappiamo che anche col pubblico dalla tua parte non è mai semplice, il Chelsea è una squadra di grande qualità. È vero che ha cambiato allenatore da poco, ma quando vai a vedere quelli che saranno in campo ti rendi conto che, per il Napoli, è sempre un’impresa. E contro il Chelsea serve un’impresa, ancora più pesante proprio per tutte queste assenze".
Direttore, lei si è dato una risposta al quesito del perché il Napoli sia già a 22 infortuni muscolari a gennaio?
"So che è evidente che non possa esserci una spiegazione unica. Non possiamo dire: ‘È colpa di Conte’. Io questo non lo voglio dire. Secondo me ci sono una serie di cause. Bisogna capire se c’è un tema di preparazione atletica, se c’è un tema legato ai campi di Castel Volturno. Io mi ricordo un periodo in cui la Juventus a Vinovo aveva un numero di infortuni elevatissimo e in quel caso si parlava anche dell’umidità dei campi e delle condizioni in cui ci si allenava: probabilmente hanno inciso anche quelle cose. Poi ci sono i troppi impegni, non è una cosa che succede solo al Napoli, succede anche in altri grandi club europei. C’è l’esempio clamoroso del Real Madrid, che per mesi non ha avuto terzini, poi non ha avuto i centrali, è un tema che il numero di partite ravvicinate porta a far esplodere. Detto questo, il Napoli per frequenza e concomitanza è andato oltre qualsiasi numero. Quindi, secondo me, non è lucido dire ‘è colpa della preparazione di Conte’, sarebbe riduttivo. Va fatta un’analisi a 360 gradi per capire le cause. Per me non si può parlare di colpa di Conte".