Roberto Breda, nuovo allenatore del Padova, è stato presentato in conferenza stampa allo stadio Euganeo, dopo aver svolto il suo primo allenamento nella giornata di ieri. Ad aprire le danze sono stati il Presidente Francesco Peghin e il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli. I due hanno mantenuto la stessa linea ringraziando Andreoletti per quanto fatto e spiegando come la scelta di cambiare, seppur dolorosa, fosse necessaria: "Abbiamo vissuto un percorso importante, nato due anni fa in un momento complicato. Anche allora c’erano dubbi, poi i risultati ci hanno dato ragione. Ma nel calcio succede che gli ingranaggi si blocchino ed è in quei momenti che una società deve avere il coraggio di cambiare. In ogni caso se non dovessimo raggiungere l'obiettivo, lo ripeto, le responsabilità sarebbero tutte mie. Ora siamo feriti, ma non morti. Tutto è nelle nostre mani", ha spiegato il direttore.
La palla è poi passata a Roberto Breda, l'allenatore scelto per guidare il Padova nelle ultime sei partite di Serie B: "Sono sei finali, non c'è margine di errore. Si lavora e si spinge per raggiungere l'obiettivo. Sul gruppo ho avuto sensazioni positive, c'è qualità, ho già allenato 5 giocatori e conosco bene il campionato". Breda é uno specialista dei subentri, 10 in carriera, e ha 330 panchine in Serie B. La società veneta ha deciso di affidarsi a un profilo abituato a navigare in situazioni complesse: "Il mio compito è togliere un po’ di nebbia dalla mente dei calciatori e riportare tranquillità. So dove sono arrivato, conosco quanto questa piazza fosse legata a Andreoletti. Ma io sono qui per portare i fatti e i punti. Dobbiamo concentrarci sulle cose concrete", ha dichiarato l'allenatore.
Il pragmatismo è al centro dell'universo di Roberto Breda. L'allenatore trevigiano ha preso in mano una squadra che è reduce da 9 punti in 13 partite e che per la prima volta in stagione si trova in zona play-out. Per raggiungere l'obiettivo i concetti espressi sono semplici e concreti: "Posso giocare sia a 3 che a 4. Il mio calcio si adatta alle caratteristiche dei giocatori. Bisogna sfruttare i giocatori di maggiore qualità e crearci attorno dei meccanismi automatizzati. Papu Gomez? Mi ha dato piena disponibilità. È un campione del mondo. Un calciatore deve avere personalità, qualità e gamba. Lui è reduce da un infortunio, bisogna capire quando sarà pronto e al massimo perché le mie squadre devono correre. E poi se lui sta bene si diverte di più". Infine uno sguardo alle ultime sei partite, che vedranno il Padova affrontare il Frosinone, poi quattro scontri diretti contro Empoli, Reggiana, Entella e Pescara (3 in casa) e il Cesena nell'ultimo turno: "Non mi piace fare tabelle. Dobbiamo affrontare una partita alla volta e portare punti a casa. Conta solo questo. Abbiamo la fortuna di avere una bellissima partita dopo la sosta a Frosinone e siamo concentrati su quella", ha concluso Breda. Concretezza, fatti e punti: la missione salvezza di Roberto Breda è iniziata.
di Napoli Magazine
25/03/2026 - 20:14
Roberto Breda, nuovo allenatore del Padova, è stato presentato in conferenza stampa allo stadio Euganeo, dopo aver svolto il suo primo allenamento nella giornata di ieri. Ad aprire le danze sono stati il Presidente Francesco Peghin e il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli. I due hanno mantenuto la stessa linea ringraziando Andreoletti per quanto fatto e spiegando come la scelta di cambiare, seppur dolorosa, fosse necessaria: "Abbiamo vissuto un percorso importante, nato due anni fa in un momento complicato. Anche allora c’erano dubbi, poi i risultati ci hanno dato ragione. Ma nel calcio succede che gli ingranaggi si blocchino ed è in quei momenti che una società deve avere il coraggio di cambiare. In ogni caso se non dovessimo raggiungere l'obiettivo, lo ripeto, le responsabilità sarebbero tutte mie. Ora siamo feriti, ma non morti. Tutto è nelle nostre mani", ha spiegato il direttore.
La palla è poi passata a Roberto Breda, l'allenatore scelto per guidare il Padova nelle ultime sei partite di Serie B: "Sono sei finali, non c'è margine di errore. Si lavora e si spinge per raggiungere l'obiettivo. Sul gruppo ho avuto sensazioni positive, c'è qualità, ho già allenato 5 giocatori e conosco bene il campionato". Breda é uno specialista dei subentri, 10 in carriera, e ha 330 panchine in Serie B. La società veneta ha deciso di affidarsi a un profilo abituato a navigare in situazioni complesse: "Il mio compito è togliere un po’ di nebbia dalla mente dei calciatori e riportare tranquillità. So dove sono arrivato, conosco quanto questa piazza fosse legata a Andreoletti. Ma io sono qui per portare i fatti e i punti. Dobbiamo concentrarci sulle cose concrete", ha dichiarato l'allenatore.
Il pragmatismo è al centro dell'universo di Roberto Breda. L'allenatore trevigiano ha preso in mano una squadra che è reduce da 9 punti in 13 partite e che per la prima volta in stagione si trova in zona play-out. Per raggiungere l'obiettivo i concetti espressi sono semplici e concreti: "Posso giocare sia a 3 che a 4. Il mio calcio si adatta alle caratteristiche dei giocatori. Bisogna sfruttare i giocatori di maggiore qualità e crearci attorno dei meccanismi automatizzati. Papu Gomez? Mi ha dato piena disponibilità. È un campione del mondo. Un calciatore deve avere personalità, qualità e gamba. Lui è reduce da un infortunio, bisogna capire quando sarà pronto e al massimo perché le mie squadre devono correre. E poi se lui sta bene si diverte di più". Infine uno sguardo alle ultime sei partite, che vedranno il Padova affrontare il Frosinone, poi quattro scontri diretti contro Empoli, Reggiana, Entella e Pescara (3 in casa) e il Cesena nell'ultimo turno: "Non mi piace fare tabelle. Dobbiamo affrontare una partita alla volta e portare punti a casa. Conta solo questo. Abbiamo la fortuna di avere una bellissima partita dopo la sosta a Frosinone e siamo concentrati su quella", ha concluso Breda. Concretezza, fatti e punti: la missione salvezza di Roberto Breda è iniziata.