Il CEO Football Jesper Fredberg e il direttore sportivo Américo Branco hanno raccontato, in un'intervista sul canale Youtube del club, le sensazioni vissute durante la finestra di mercato alla Sampdoria e la direzione e gli obiettivi del loro lavoro.
“L'ho vissuta con un grande senso di responsabilità”, ha spiegato il ds blucerchiato. “C'era molto da fare: ci sono state tante entrate e tante uscite. Il club deve cercare di essere sempre più ambizioso. La Sampdoria non può giocare a perdere e bisogna tenere tutte queste variabili quando si fa una trattativa. Quando si fa una squadra non è un foglio in bianco: non si può iniziare come su Football Manager e tagliare tutto il passato. Bisogna avere un senso di responsabilità e capire cosa si rappresenta. Ho sempre voluto lavorare in Italia, in una società importante”.
Il CEO Fredberg ha poi spiegato le differenze rispetto alla scorsa stagione e il nuovo assetto societario della Sampdoria “Non c'è dubbio che ci sia una grande differenza tra l'anno scorso e quest'anno. Ora c'è chiarezza relativamente alla proprietà. Abbiamo un unico proprietario, Mr Tey. Abbiamo un consiglio d’amministrazione e abbiamo due CEO: quello sport che gestisce l’area sportiva del football e il CEO non-sport che gestisce la parte corporate”.
“Stiamo costruendo una struttura nel settore sportivo con un ds, un direttore tecnico. Abbiamo un comitato dedicato alle finestre di mercato e i diversi dipartimenti con un responsabile dedicato. Quindi ci rende più facile per noi essere allineati, sia nella nostra comunicazione, sia nel capire dove vogliamo andare e come”, ha aggiunto il dirigente.
Fredberg ha quindi spiegato la strategia adottata dalla Sampdoria durante questa sessione di mercato: “Volevamo trovare giocatori che volevano unirsi alla Sampdoria. Non solo per la storia, ma anche per il futuro. Era importante per noi trovare giocatori che potessimo prendere a titolo definitivo e che avessero la volontà di rischiare qualcosa. Questo è il messaggio che abbiamo voluto trasmettere per avere giocatori che siano pronti a prendersi dei rischi con noi".
Ha poi proseguito sulle ambizioni e gli obiettivi del club: “Crediamo che sia il miglior modo per noi di creare risultati, anche in linea con l'ambizione della nostra proprietà. Nei prossimi due anni vogliamo essere in una posizione diversa rispetto ad ora. Quindi, più giocatori a titolo definitivo e meno prestiti, volevamo testare anche i nostri giovani giocatori. Krastev è un buon esempio: gli è stato rinnovato il contratto per un lungo periodo perché vediamo un grande potenziale in lui”
Tra i nuovi acquisti c'è anche Lorenzo Insigne, sul quale il CEO ha spiegato cosa ha spinto la Sampdoria a puntare sull'ex Napoli: “Un giocatore come Insigne, la sua carriera parla da sola. Ci interessava la sua leadership e la sua esperienza. Sa anche cosa significa performare in Italia. Quello che mi ha imparato più è stato i suoi ultimi sei mesi, quando è tornato in Italia. Ha avuto un grande impatto. Per noi è stato importante portare un profilo che conosce cosa significa rendere sul campo, ma anche essere un leader dentro e fuori dal campo. Penso che Lorenzo abbia molte di queste qualità”.
Branco ha poi analizzato alcuni dei profili arrivati durante il mercato, soffermandosi in particolare su Sinani, Begic e Tobias Lauritsen: “La gente ha già visto che tipo di giocatore è Sinani. Aveva vinto delle categorie, la Serie B in Inghilterra e in Germania: è un giocatore nazionale di un paese che sta in un grande sviluppo calcistico. Era un giocatore che ci serviva per diversi ruoli: in quel momento anche lui ha dimostrato una volontà di fare un passo diverso in un paese diverso. Aveva parecchie opzioni nei paesi in cui aveva giocato e questo è stato importante per arrivare in fondo alla trattativa”.
“Anche Begic è importante, vuol dire che in passato si sono fatte cose buone. Può non solo diventare un asset dentro al campo ma anche fuori. Tobias Lauritsen è stata la punta che abbiamo cercato: ha la struttura fisica e la capacità di fare i gol. Ha già fatto gol in un campionato importante. Lui ha avuto tante richieste, è stata una trattativa che è durata tante settimane”, ha commentato il direttore sportivo.
Su Lauritsen è ritornato anche Il CEO che ha spiegato quanto fosse importante aggiungere un attaccante con le sue caratteristiche: “Penso che l'anno scorso una delle cose che già ha maggiormente delusi era la nostra capacità di scorrere i gol. Il numero 9 per noi è stato davvero importante. Sapevamo che non ce ne sono tantissimi di quel livello e Tobias era la nostra priorità nelle fasi iniziali del mercato. C’è stata anche una forte competizione per prenderlo, e questo è anche una delle cose che ci rende orgogliosi”.
Jesper Fredberg ha poi parlato delle caratteristiche ricercate nei nuovi acquisti e dell'importanza di avere una rosa funzionale allo stile di gioco: “Vogliamo controllare il maggior numero di partite possibile: per farlo, abbiamo bisogno di giocatori di alto livello e che si adattino al nostro stile. Anche Verschaeren rispecchia queste caratteristiche. Ha un grande potenziale e ha dimostrato grande determinazione nel venire qui”.
Il direttore sportivo ha analizzato anche il lavoro fatto in difesa, soffermandosi anche sulla situazione di Viti: “In difesa abbiamo fatto tanto: con il cambio di modulo è importante avere giocatori che possono essere complementari. Viti è stato il giocatore che è voluto di più restare alla Sampdoria. Siamo tutti tristissimi, sono sicuro che ritornerà più forte però sicuramente sta passando dei momenti e delle ore brutte".
Americo Branco ha poi parlato del rapporto con l'allenatore Bernardo Corradi e del suo coinvolgimento nelle dinamiche quotidiane della società: “Corradi è un allenatore giovane come allenatore di club ma ha già lavorato e ha vissuto nel calcio tutta la vita. In tutte le dinamiche del club, sia di mercato e sia questioni giornaliere, è sempre coinvolto: è facile lavorare con lui perchè è una persona molto diretta che che sa cosa vuole”.
Il CEO ha quindi tracciato un bilancio della sessione di mercato: “Il nostro obiettivo era rendere la rosa più snella e più competitiva e penso che ci siamo riusciti. Ci sono ancora cose che vogliamo cambiare. Vogliamo una squadra equilibrata ma anche con un alto livello di competizione. Quando saranno tutti pronti vedremo una squadra davvero interessante”.
Non sono state considerato solo le caratteristiche tecniche e fisiche, ha spiegato Branco: “Abbiamo cercato di prendere giocatori che avevano già vinto in Serie B o che avevano giocato in piazze con una pressione simile a quella della Sampdoria. La parte fisica è molto importante ma lo è anche la questione mentale che abbiamo cercato di portare con gli acquisti”.
In chiusura, il CEO Football Jesper Fredberg ha parlato dell'ambizione della Sampdoria e dell'obiettivo di tornare a competere per la promozione: “Vogliamo giocare più avanti, vincere più partite e finire in una posizione in cui si possa parlare di promozione, dove stiamo guardando avanti, invece di indietro. Questo deve essere il nostro obiettivo. Abbiamo cambiato tanto e non possiamo pensare che funzioni tutto subito perfettamente. Stiamo andando nella direzione giusta”.
di Napoli Magazine
04/09/2026 - 13:32
Il CEO Football Jesper Fredberg e il direttore sportivo Américo Branco hanno raccontato, in un'intervista sul canale Youtube del club, le sensazioni vissute durante la finestra di mercato alla Sampdoria e la direzione e gli obiettivi del loro lavoro.
“L'ho vissuta con un grande senso di responsabilità”, ha spiegato il ds blucerchiato. “C'era molto da fare: ci sono state tante entrate e tante uscite. Il club deve cercare di essere sempre più ambizioso. La Sampdoria non può giocare a perdere e bisogna tenere tutte queste variabili quando si fa una trattativa. Quando si fa una squadra non è un foglio in bianco: non si può iniziare come su Football Manager e tagliare tutto il passato. Bisogna avere un senso di responsabilità e capire cosa si rappresenta. Ho sempre voluto lavorare in Italia, in una società importante”.
Il CEO Fredberg ha poi spiegato le differenze rispetto alla scorsa stagione e il nuovo assetto societario della Sampdoria “Non c'è dubbio che ci sia una grande differenza tra l'anno scorso e quest'anno. Ora c'è chiarezza relativamente alla proprietà. Abbiamo un unico proprietario, Mr Tey. Abbiamo un consiglio d’amministrazione e abbiamo due CEO: quello sport che gestisce l’area sportiva del football e il CEO non-sport che gestisce la parte corporate”.
“Stiamo costruendo una struttura nel settore sportivo con un ds, un direttore tecnico. Abbiamo un comitato dedicato alle finestre di mercato e i diversi dipartimenti con un responsabile dedicato. Quindi ci rende più facile per noi essere allineati, sia nella nostra comunicazione, sia nel capire dove vogliamo andare e come”, ha aggiunto il dirigente.
Fredberg ha quindi spiegato la strategia adottata dalla Sampdoria durante questa sessione di mercato: “Volevamo trovare giocatori che volevano unirsi alla Sampdoria. Non solo per la storia, ma anche per il futuro. Era importante per noi trovare giocatori che potessimo prendere a titolo definitivo e che avessero la volontà di rischiare qualcosa. Questo è il messaggio che abbiamo voluto trasmettere per avere giocatori che siano pronti a prendersi dei rischi con noi".
Ha poi proseguito sulle ambizioni e gli obiettivi del club: “Crediamo che sia il miglior modo per noi di creare risultati, anche in linea con l'ambizione della nostra proprietà. Nei prossimi due anni vogliamo essere in una posizione diversa rispetto ad ora. Quindi, più giocatori a titolo definitivo e meno prestiti, volevamo testare anche i nostri giovani giocatori. Krastev è un buon esempio: gli è stato rinnovato il contratto per un lungo periodo perché vediamo un grande potenziale in lui”
Tra i nuovi acquisti c'è anche Lorenzo Insigne, sul quale il CEO ha spiegato cosa ha spinto la Sampdoria a puntare sull'ex Napoli: “Un giocatore come Insigne, la sua carriera parla da sola. Ci interessava la sua leadership e la sua esperienza. Sa anche cosa significa performare in Italia. Quello che mi ha imparato più è stato i suoi ultimi sei mesi, quando è tornato in Italia. Ha avuto un grande impatto. Per noi è stato importante portare un profilo che conosce cosa significa rendere sul campo, ma anche essere un leader dentro e fuori dal campo. Penso che Lorenzo abbia molte di queste qualità”.
Branco ha poi analizzato alcuni dei profili arrivati durante il mercato, soffermandosi in particolare su Sinani, Begic e Tobias Lauritsen: “La gente ha già visto che tipo di giocatore è Sinani. Aveva vinto delle categorie, la Serie B in Inghilterra e in Germania: è un giocatore nazionale di un paese che sta in un grande sviluppo calcistico. Era un giocatore che ci serviva per diversi ruoli: in quel momento anche lui ha dimostrato una volontà di fare un passo diverso in un paese diverso. Aveva parecchie opzioni nei paesi in cui aveva giocato e questo è stato importante per arrivare in fondo alla trattativa”.
“Anche Begic è importante, vuol dire che in passato si sono fatte cose buone. Può non solo diventare un asset dentro al campo ma anche fuori. Tobias Lauritsen è stata la punta che abbiamo cercato: ha la struttura fisica e la capacità di fare i gol. Ha già fatto gol in un campionato importante. Lui ha avuto tante richieste, è stata una trattativa che è durata tante settimane”, ha commentato il direttore sportivo.
Su Lauritsen è ritornato anche Il CEO che ha spiegato quanto fosse importante aggiungere un attaccante con le sue caratteristiche: “Penso che l'anno scorso una delle cose che già ha maggiormente delusi era la nostra capacità di scorrere i gol. Il numero 9 per noi è stato davvero importante. Sapevamo che non ce ne sono tantissimi di quel livello e Tobias era la nostra priorità nelle fasi iniziali del mercato. C’è stata anche una forte competizione per prenderlo, e questo è anche una delle cose che ci rende orgogliosi”.
Jesper Fredberg ha poi parlato delle caratteristiche ricercate nei nuovi acquisti e dell'importanza di avere una rosa funzionale allo stile di gioco: “Vogliamo controllare il maggior numero di partite possibile: per farlo, abbiamo bisogno di giocatori di alto livello e che si adattino al nostro stile. Anche Verschaeren rispecchia queste caratteristiche. Ha un grande potenziale e ha dimostrato grande determinazione nel venire qui”.
Il direttore sportivo ha analizzato anche il lavoro fatto in difesa, soffermandosi anche sulla situazione di Viti: “In difesa abbiamo fatto tanto: con il cambio di modulo è importante avere giocatori che possono essere complementari. Viti è stato il giocatore che è voluto di più restare alla Sampdoria. Siamo tutti tristissimi, sono sicuro che ritornerà più forte però sicuramente sta passando dei momenti e delle ore brutte".
Americo Branco ha poi parlato del rapporto con l'allenatore Bernardo Corradi e del suo coinvolgimento nelle dinamiche quotidiane della società: “Corradi è un allenatore giovane come allenatore di club ma ha già lavorato e ha vissuto nel calcio tutta la vita. In tutte le dinamiche del club, sia di mercato e sia questioni giornaliere, è sempre coinvolto: è facile lavorare con lui perchè è una persona molto diretta che che sa cosa vuole”.
Il CEO ha quindi tracciato un bilancio della sessione di mercato: “Il nostro obiettivo era rendere la rosa più snella e più competitiva e penso che ci siamo riusciti. Ci sono ancora cose che vogliamo cambiare. Vogliamo una squadra equilibrata ma anche con un alto livello di competizione. Quando saranno tutti pronti vedremo una squadra davvero interessante”.
Non sono state considerato solo le caratteristiche tecniche e fisiche, ha spiegato Branco: “Abbiamo cercato di prendere giocatori che avevano già vinto in Serie B o che avevano giocato in piazze con una pressione simile a quella della Sampdoria. La parte fisica è molto importante ma lo è anche la questione mentale che abbiamo cercato di portare con gli acquisti”.
In chiusura, il CEO Football Jesper Fredberg ha parlato dell'ambizione della Sampdoria e dell'obiettivo di tornare a competere per la promozione: “Vogliamo giocare più avanti, vincere più partite e finire in una posizione in cui si possa parlare di promozione, dove stiamo guardando avanti, invece di indietro. Questo deve essere il nostro obiettivo. Abbiamo cambiato tanto e non possiamo pensare che funzioni tutto subito perfettamente. Stiamo andando nella direzione giusta”.