Filippo Inzaghi, allenatore del Palermo, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta nella semifinale playoff di Serie B contro il Catanzaro.
Lei si vede ancora su quella panchina? Possiamo rassicurare i tifosi del Palermo? Il progetto con Inzaghi sulla panchina rosanero ricomincia tra poco tempo, tra poche settimane?
"Sì, sì, assolutamente. Io non lascio le cose a metà. Oggi io non andrei neanche al Real Madrid. Palermo è straordinario sotto tutti i punti di vista. La gente dal primo giorno mi ha dato una fiducia incondizionata. Oggi ho questo dispiacere perché la gente e la squadra mi hanno seguito passo dopo passo e sono molto triste dentro, ma sono convinto che, come è sempre stata la mia carriera, sia da giocatore che da allenatore, quando mi metto in testa una cosa la porto a termine. Mi sarebbe piaciuto regalarla al primo anno, purtroppo non è andata così, però abbiamo costruito qualcosa secondo me di bello, di unico in Italia. Forse oggi è successa una cosa che negli stadi italiani succede poche volte: dopo una sconfitta, questi applausi, sentire il mio nome. Ho un debito di grande riconoscenza nei confronti di questa gente. Quest’anno hanno fatto delle cose da brividi e io cercherò con tutto me stesso di portarli dove meritano",
Credo che il campo stasera abbia detto quello che tu avevi detto ieri in conferenza: avevi visto gli occhi della tigre, hanno comunque fatto sudare per ribaltare, si è visto tutto. Quindi avevi percepito bene che la possibilità la potevate avere. Però, io conoscendoti, credo che non ti dai pace sulla partita d’andata, l’hai già citata. Allora ti chiedo: conoscendo le tue squadre, che difficilmente rischiano di essere così passive, a Palermo, e tu hai fatto tante piazze, c’è un carico di pressione diverso per vincere il campionato?
"Era stata una settimana complicata per tanti motivi, e quei due gol a freddo probabilmente ci hanno un po’ scosso e abbiamo fatto fatica a riprenderci. Per cui è chiaro che la qualificazione l’abbiamo persa all’andata, ma stasera avremmo meritato di andare avanti. Però è chiaro che abbiamo perso una brutta partita. Io ai ragazzi avevo detto che in 40 partite ne avevamo sbagliate 4-5; io speravo stasera di riuscire a fare un’impresa epica o comunque essere orgogliosi e uscire dal campo facendo quello che abbiamo fatto in questo campionato. Perché quando fai più di 70 punti, tu lo sai bene, in B nove volte su dieci vai in Serie A. Ci sono state squadre che hanno corso, è stato un campionato anomalo. Purtroppo quello che abbiamo fatto non è bastato per ricostruire qualcosa di magico, perché questo stadio è magico, perché questa gente è magica, perché questa gente ci applaude anche oggi se siamo eliminati, perché la squadra ha dato l’anima. Si sono fatti male in tre. C’è un carico emotivo straordinario creato dai tifosi, perché i tifosi avevano creato un’unione. E io sono convinto che questi ragazzi un altro anno partiranno ancora più forte per regalare a questa gente, a questa società che non ci fa mancare niente, quello che meritano.»
Obiettivamente quest’anno la sua squadra ha ritrovato solidità difensiva. La partita persa è vero che poi è stata spietata per quello che è stato l’epilogo. Ma se tornasse indietro, c’è qualcosa che cambierebbe?
"No, purtroppo nel calcio non si può tornare indietro. Io penso che dobbiamo tenerci tutto quello che di buono abbiamo fatto. È chiaro che in alcune cose dobbiamo migliorare, ma la squadra perfetta non esiste. Per cui questi ragazzi hanno dato tutto. Probabilmente i 72 punti del campionato erano quelli che meritavamo; come ho detto prima, di solito con quei punti spesso sali. Non è bastato, gli altri sono stati molto bravi. Abbiamo fatto dei playoff non una bella andata, un ritorno straordinario. Oggi dobbiamo accettare il verdetto del campo, fare i complimenti al Catanzaro che ce l’ha fatta. Però io vado a casa a testa alta, molto orgoglioso di questi ragazzi, e sono convinto che con tutto quello che si è creato, se non dovevamo arrivare quest’anno dove sognavamo, ci arriveremo un altro anno ancora più pronti",
di Napoli Magazine
20/05/2026 - 22:56
Filippo Inzaghi, allenatore del Palermo, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta nella semifinale playoff di Serie B contro il Catanzaro.
Lei si vede ancora su quella panchina? Possiamo rassicurare i tifosi del Palermo? Il progetto con Inzaghi sulla panchina rosanero ricomincia tra poco tempo, tra poche settimane?
"Sì, sì, assolutamente. Io non lascio le cose a metà. Oggi io non andrei neanche al Real Madrid. Palermo è straordinario sotto tutti i punti di vista. La gente dal primo giorno mi ha dato una fiducia incondizionata. Oggi ho questo dispiacere perché la gente e la squadra mi hanno seguito passo dopo passo e sono molto triste dentro, ma sono convinto che, come è sempre stata la mia carriera, sia da giocatore che da allenatore, quando mi metto in testa una cosa la porto a termine. Mi sarebbe piaciuto regalarla al primo anno, purtroppo non è andata così, però abbiamo costruito qualcosa secondo me di bello, di unico in Italia. Forse oggi è successa una cosa che negli stadi italiani succede poche volte: dopo una sconfitta, questi applausi, sentire il mio nome. Ho un debito di grande riconoscenza nei confronti di questa gente. Quest’anno hanno fatto delle cose da brividi e io cercherò con tutto me stesso di portarli dove meritano",
Credo che il campo stasera abbia detto quello che tu avevi detto ieri in conferenza: avevi visto gli occhi della tigre, hanno comunque fatto sudare per ribaltare, si è visto tutto. Quindi avevi percepito bene che la possibilità la potevate avere. Però, io conoscendoti, credo che non ti dai pace sulla partita d’andata, l’hai già citata. Allora ti chiedo: conoscendo le tue squadre, che difficilmente rischiano di essere così passive, a Palermo, e tu hai fatto tante piazze, c’è un carico di pressione diverso per vincere il campionato?
"Era stata una settimana complicata per tanti motivi, e quei due gol a freddo probabilmente ci hanno un po’ scosso e abbiamo fatto fatica a riprenderci. Per cui è chiaro che la qualificazione l’abbiamo persa all’andata, ma stasera avremmo meritato di andare avanti. Però è chiaro che abbiamo perso una brutta partita. Io ai ragazzi avevo detto che in 40 partite ne avevamo sbagliate 4-5; io speravo stasera di riuscire a fare un’impresa epica o comunque essere orgogliosi e uscire dal campo facendo quello che abbiamo fatto in questo campionato. Perché quando fai più di 70 punti, tu lo sai bene, in B nove volte su dieci vai in Serie A. Ci sono state squadre che hanno corso, è stato un campionato anomalo. Purtroppo quello che abbiamo fatto non è bastato per ricostruire qualcosa di magico, perché questo stadio è magico, perché questa gente è magica, perché questa gente ci applaude anche oggi se siamo eliminati, perché la squadra ha dato l’anima. Si sono fatti male in tre. C’è un carico emotivo straordinario creato dai tifosi, perché i tifosi avevano creato un’unione. E io sono convinto che questi ragazzi un altro anno partiranno ancora più forte per regalare a questa gente, a questa società che non ci fa mancare niente, quello che meritano.»
Obiettivamente quest’anno la sua squadra ha ritrovato solidità difensiva. La partita persa è vero che poi è stata spietata per quello che è stato l’epilogo. Ma se tornasse indietro, c’è qualcosa che cambierebbe?
"No, purtroppo nel calcio non si può tornare indietro. Io penso che dobbiamo tenerci tutto quello che di buono abbiamo fatto. È chiaro che in alcune cose dobbiamo migliorare, ma la squadra perfetta non esiste. Per cui questi ragazzi hanno dato tutto. Probabilmente i 72 punti del campionato erano quelli che meritavamo; come ho detto prima, di solito con quei punti spesso sali. Non è bastato, gli altri sono stati molto bravi. Abbiamo fatto dei playoff non una bella andata, un ritorno straordinario. Oggi dobbiamo accettare il verdetto del campo, fare i complimenti al Catanzaro che ce l’ha fatta. Però io vado a casa a testa alta, molto orgoglioso di questi ragazzi, e sono convinto che con tutto quello che si è creato, se non dovevamo arrivare quest’anno dove sognavamo, ci arriveremo un altro anno ancora più pronti",