Cavilli come gocce che hanno eroso le basi di un’amministrazione ormai perennemente straordinaria, ricorsi – con l’irrompere di un nuovo scenario, a mettere in discussione l’esito finale. E’ noto che tra alcuni esponenti del Governo e Giovanni Malagò non corra buon sangue, ma ora il duello è tutto interno al mondo dello sport, tra Figc e Coni. E in questo caso non conta che il Presidente, scelto dalla Lega di Serie A, sia stato eletto con il 68,58% dei voti. Ora che l’alba per la Nazionale sembra essersi affacciata, dopo il tormentato ma efficace ritorno di Mancini, il vento da giorni è tornato a soffiare con forza su un altro campo. Il tutto è partito con la messa in discussione dell’elezione stessa di Malagò, poiché non tesserato. Una condizione ritenuta necessaria anche dai quattro giuristi interpellati dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che tuttavia non si esprimono sulla gravità della violazione dell’ordinamento sportivo. Che comunque dovrà essere giudicata. Voto aperto, dunque, martedì in Giunta e poi in Consiglio, in un clima più che mai teso. Nel quale è uscito anche il nome del figlio del presidente del Coni, Marco, già direttore commerciale della Kings League, lega indipendente che è entrata in una diatriba con i Dilettanti, componente della Federcalcio. E oggi impiegato con una società che gestisce progetti di marketing con il Venezia, come rivelato dalla Gazzetta dello Sport, cosa che potrebbe creare problemi anche per il commissariamento. Nel gioco delle possibili astensioni per conflitto d’interesse, dunque, potrebbe entrare anche Buonfiglio, come il caso già ben noto di Diana Bianchedi: prima le dimissioni da capodelegazione della Nazionale, giustificate con la reazione alle parole del ministro Abodi, poi la querelle sulla possibilità che martedì prenda parte al voto. L’Anac non si è espressa su questo aspetto, lasciando la decisione al Coni, che però non darebbe il via libera alla sua vicepresidente e sonda altre strade che diano sostegno all’ipotesi di conflitto. Quel che è certo è che l’Uefa osserva con attenzione, temendo un’ingerenza della politica nel mondo del calcio in caso di commissariamento, che – ritiene il presidente Ceferin - farebbe venir meno la fiducia. Buonfiglio comunque dovrebbe fare il commissario solo per breve tempo, per arrivare a nuove elezioni il prima possibile: questo è sempre stato il suo piano. Almeno qui quindi, non dovrebbero esserci problemi. Gli Europei non dovrebbero essere a rischio.
di Napoli Magazine
04/10/2026 - 23:42
Cavilli come gocce che hanno eroso le basi di un’amministrazione ormai perennemente straordinaria, ricorsi – con l’irrompere di un nuovo scenario, a mettere in discussione l’esito finale. E’ noto che tra alcuni esponenti del Governo e Giovanni Malagò non corra buon sangue, ma ora il duello è tutto interno al mondo dello sport, tra Figc e Coni. E in questo caso non conta che il Presidente, scelto dalla Lega di Serie A, sia stato eletto con il 68,58% dei voti. Ora che l’alba per la Nazionale sembra essersi affacciata, dopo il tormentato ma efficace ritorno di Mancini, il vento da giorni è tornato a soffiare con forza su un altro campo. Il tutto è partito con la messa in discussione dell’elezione stessa di Malagò, poiché non tesserato. Una condizione ritenuta necessaria anche dai quattro giuristi interpellati dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che tuttavia non si esprimono sulla gravità della violazione dell’ordinamento sportivo. Che comunque dovrà essere giudicata. Voto aperto, dunque, martedì in Giunta e poi in Consiglio, in un clima più che mai teso. Nel quale è uscito anche il nome del figlio del presidente del Coni, Marco, già direttore commerciale della Kings League, lega indipendente che è entrata in una diatriba con i Dilettanti, componente della Federcalcio. E oggi impiegato con una società che gestisce progetti di marketing con il Venezia, come rivelato dalla Gazzetta dello Sport, cosa che potrebbe creare problemi anche per il commissariamento. Nel gioco delle possibili astensioni per conflitto d’interesse, dunque, potrebbe entrare anche Buonfiglio, come il caso già ben noto di Diana Bianchedi: prima le dimissioni da capodelegazione della Nazionale, giustificate con la reazione alle parole del ministro Abodi, poi la querelle sulla possibilità che martedì prenda parte al voto. L’Anac non si è espressa su questo aspetto, lasciando la decisione al Coni, che però non darebbe il via libera alla sua vicepresidente e sonda altre strade che diano sostegno all’ipotesi di conflitto. Quel che è certo è che l’Uefa osserva con attenzione, temendo un’ingerenza della politica nel mondo del calcio in caso di commissariamento, che – ritiene il presidente Ceferin - farebbe venir meno la fiducia. Buonfiglio comunque dovrebbe fare il commissario solo per breve tempo, per arrivare a nuove elezioni il prima possibile: questo è sempre stato il suo piano. Almeno qui quindi, non dovrebbero esserci problemi. Gli Europei non dovrebbero essere a rischio.