Un pubblico eterogeneo e caloroso ha partecipato attivamente al Teatro Arcas di Napoli all’ultimo appuntamento del Demons Live Show ideato e condotto da Maldestro che lui stesso definisce un gioco per liberarsi dai propri demoni e vivere in maniera serena. Un vero e proprio confronto, una chiacchierata con personalità del mondo della cultura e dell’arte che suscitano un interesse a livello umano, e non solo artistico, per il cantautore.
L’ospite speciale della serata del 26 febbraio che ha registrato il sold out è Maurizio de Giovanni, che con la sua ironia, il suo senso critico e il suo personale modo di narrare ha divertito e lasciato tanti spunti di riflessione agli spettatori. Il famoso scrittore e sceneggiatore ha dato prova di essere un fine conoscitore dei napoletani e della napoletanità, intesa come cultura e modo di vivere.
Tante le tematiche affrontate nel corso della serata con gli interventi musicali di Fabrizio Mandara, Greg e Francesco Boccia. Proprio questi ultimi, hanno interpretato “Terra mia” di Pino Daniele, definita dallo scritto il vero inno della città. Si è discusso di generi letterari, aneddoti sulla canzone napoletana e di calcio con un'attenzione particolare al Napoli.
de Giovanni ha rivelato che il commissario Ricciardi, che dà il nome alla sua nota serie di romanzi, è nato dal dolore degli altri che il protagonista si vede arrivare addosso. Il dolore delle vittime su cui indaga paradossalmente non lo aiuta nel risolvere le indagini ma non può scansarlo, come comunemente fanno le persone che preferiscono non farsi coinvolgere. E proprio a tal proposito, dietro domanda diretta di Maldestro, l’autore ha dichiarato che il demone che gli fa più paura è l’indifferenza. Lo scorso 23 gennaio de Giovanni fu colpito, dopo aver letto un post sui social, dalla notizia che l’uragano Harry avesse colpito un’imbarcazione con a bordo mille persone. Provò dolore e avvilimento, soprattutto dopo aver constatato che tale notizia veniva riportata parzialmente o per nulla dalle testate giornalistiche e dai tg nazionali. L’affondamento del natante è avvenuto in un silenzio irridente e nell’indifferenza generale, atteggiamento per cui de Giovanni nutre profondo terrore.
Inoltre l’autore, che dal 2016 ha scritto ben 44 romanzi, ha svelato che prima di iniziare a scrivere i suoi libri raccoglie molto materiale e per il commissario Ricciardi si è dedicato allo studio degli anni ’30 e ’40 che per lui sono molto vicini alla nostra contemporaneità per l’ottimismo cieco che li governa e per una mancanza di sopportazione. A differenza della nostra quotidianità, però negli anni ’30 si usciva da una grave crisi economica e non avevano un precedente storico importante.
Proprio per non raccontare la seconda guerra mondiale e i suoi successivi disastri, de Giovanni ha dichiarato in anteprima che la serie del commissario Ricciardi proseguirà dal 1952 in poi, quando il protagonista avrà 52 anni e sua figlia Marta 18. L’intenzione di scrivere è strettamente collegata alla curiosità della penna che gli ha dato vita di sapere cosa fanno e come vivono. Altresì l’attore Enrico Ianniello, che in tv veste i panni del dottor Bruno Modo, ha chiesto espressamente uno spin-off dedicato al suo gioviale e saggio personaggio, che ha uno stretto legame con Luigi Alfredo.
Oltre a ciò, lo scrittore ha dedicato parole bellissime per la sua città perché quando si ritorna a Napoli dopo tanto tempo, ci si rende conto di aver avuto un pezzo mancante che si riattiva. Si inizia a vedere un colore in più e ad ascoltare un suono quasi dimenticato. Maurizio de Giovanni definisce Napoli come l’unica città sudamericana che non si trova in Sud America, il cui difetto principale è l’individualismo con l’idea di sapere fare le cose meglio di chiunque altro. Napoli è una città stretta, dove stiamo tutti uno addosso all’altro e dove il silenzio e la privacy non esistono. Non solo non abbiamo l’abitudine di farci i fatti nostri ma costringiamo gli altri ad ascoltare i nostri problemi. Infine, è una città meticcia, il cui linguaggio riprende tante culture diverse, come greca, latina, tedesca, francese e così via.
Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 26 marzo, sempre alle 20.30 al Teatro Arcas, con il cantautore Dario Sansone.
di Napoli Magazine
27/02/2026 - 15:52
Un pubblico eterogeneo e caloroso ha partecipato attivamente al Teatro Arcas di Napoli all’ultimo appuntamento del Demons Live Show ideato e condotto da Maldestro che lui stesso definisce un gioco per liberarsi dai propri demoni e vivere in maniera serena. Un vero e proprio confronto, una chiacchierata con personalità del mondo della cultura e dell’arte che suscitano un interesse a livello umano, e non solo artistico, per il cantautore.
L’ospite speciale della serata del 26 febbraio che ha registrato il sold out è Maurizio de Giovanni, che con la sua ironia, il suo senso critico e il suo personale modo di narrare ha divertito e lasciato tanti spunti di riflessione agli spettatori. Il famoso scrittore e sceneggiatore ha dato prova di essere un fine conoscitore dei napoletani e della napoletanità, intesa come cultura e modo di vivere.
Tante le tematiche affrontate nel corso della serata con gli interventi musicali di Fabrizio Mandara, Greg e Francesco Boccia. Proprio questi ultimi, hanno interpretato “Terra mia” di Pino Daniele, definita dallo scritto il vero inno della città. Si è discusso di generi letterari, aneddoti sulla canzone napoletana e di calcio con un'attenzione particolare al Napoli.
de Giovanni ha rivelato che il commissario Ricciardi, che dà il nome alla sua nota serie di romanzi, è nato dal dolore degli altri che il protagonista si vede arrivare addosso. Il dolore delle vittime su cui indaga paradossalmente non lo aiuta nel risolvere le indagini ma non può scansarlo, come comunemente fanno le persone che preferiscono non farsi coinvolgere. E proprio a tal proposito, dietro domanda diretta di Maldestro, l’autore ha dichiarato che il demone che gli fa più paura è l’indifferenza. Lo scorso 23 gennaio de Giovanni fu colpito, dopo aver letto un post sui social, dalla notizia che l’uragano Harry avesse colpito un’imbarcazione con a bordo mille persone. Provò dolore e avvilimento, soprattutto dopo aver constatato che tale notizia veniva riportata parzialmente o per nulla dalle testate giornalistiche e dai tg nazionali. L’affondamento del natante è avvenuto in un silenzio irridente e nell’indifferenza generale, atteggiamento per cui de Giovanni nutre profondo terrore.
Inoltre l’autore, che dal 2016 ha scritto ben 44 romanzi, ha svelato che prima di iniziare a scrivere i suoi libri raccoglie molto materiale e per il commissario Ricciardi si è dedicato allo studio degli anni ’30 e ’40 che per lui sono molto vicini alla nostra contemporaneità per l’ottimismo cieco che li governa e per una mancanza di sopportazione. A differenza della nostra quotidianità, però negli anni ’30 si usciva da una grave crisi economica e non avevano un precedente storico importante.
Proprio per non raccontare la seconda guerra mondiale e i suoi successivi disastri, de Giovanni ha dichiarato in anteprima che la serie del commissario Ricciardi proseguirà dal 1952 in poi, quando il protagonista avrà 52 anni e sua figlia Marta 18. L’intenzione di scrivere è strettamente collegata alla curiosità della penna che gli ha dato vita di sapere cosa fanno e come vivono. Altresì l’attore Enrico Ianniello, che in tv veste i panni del dottor Bruno Modo, ha chiesto espressamente uno spin-off dedicato al suo gioviale e saggio personaggio, che ha uno stretto legame con Luigi Alfredo.
Oltre a ciò, lo scrittore ha dedicato parole bellissime per la sua città perché quando si ritorna a Napoli dopo tanto tempo, ci si rende conto di aver avuto un pezzo mancante che si riattiva. Si inizia a vedere un colore in più e ad ascoltare un suono quasi dimenticato. Maurizio de Giovanni definisce Napoli come l’unica città sudamericana che non si trova in Sud America, il cui difetto principale è l’individualismo con l’idea di sapere fare le cose meglio di chiunque altro. Napoli è una città stretta, dove stiamo tutti uno addosso all’altro e dove il silenzio e la privacy non esistono. Non solo non abbiamo l’abitudine di farci i fatti nostri ma costringiamo gli altri ad ascoltare i nostri problemi. Infine, è una città meticcia, il cui linguaggio riprende tante culture diverse, come greca, latina, tedesca, francese e così via.
Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 26 marzo, sempre alle 20.30 al Teatro Arcas, con il cantautore Dario Sansone.