Cultura & Gossip
CAMPANIA TEATRO FESTIVAL - Cinque sezioni e cinque luoghi per la decima giornata domenica 21 giugno, il programma
19.06.2026 17:02 di Napoli Magazine
aA
La prima italiana di “Labio de Liebre” guida una giornata che attraversa continenti, storie e linguaggi differenti
 
Decima giornata
Domenica 21 giugno 2026
Internazionale
Teatro Mercadante
ore 21:00
 
Labio de liebre
Prosa nazionale
Sala Assoli
ore 21:00
 
‘A stesa
Prosa Nazionale
Teatro Tedér
ore 21:00
 
Donne in tempo di guerra
 
Musica
Cortile delle Carrozze 
di Palazzo Reale
ore 21:00
 
Pensieri e parole. Omaggio a Lucio Battisti
 
Osservatorio
Palazzo Fazio di Capua (CE)
ore 19:00
 
Atto senza parole
 
Incontri del festival
Sala Assoli
ore 10:30
 
Invisible Work – Invisible art
Cinque sezioni e cinque luoghi per una giornata che riflette in pieno la vocazione multidisciplinare del Campania Teatro Festival: questo il programma di domenica 21 giugno nell’ambito della diciannovesima edizione, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.
 
Teatro, musica, riflessione sociale e ricerca artistica convivono in un cartellone che vede approdare per la prima volta in Italia “Labio de Liebre” di Fabio Rubiano Orjuela, spettacolo cult della drammaturgia contemporanea latinoamericana presentato nella sezione Internazionale. Due le proposte per la Prosa Nazionale, con il debutto assoluto de “’A stesa” di Adriano Fiorillo accanto a “Donne in tempo di guerra” di Caterina Vertova. Primo appuntamento per la sezione Musica con “Pensieri e parole. Omaggio a Lucio Battisti”, che vedrà protagonista Peppe Servillo. E ancora, per Osservatorio, “Atto senza parole” di Samuel Beckett nel libero adattamento e regia di Antonio Iavazzo. Chiude il programma il secondo degli Incontri del Festival, a cura di Brunella Fusco, con “Invisible Work – Invisible Art”, progetto che porta in Italia l'esperienza dell'omonima mostra inaugurata a Tbilisi nel 2023 e dedicata alle opere creative di lavoratrici domestiche georgiane, offrendo uno spazio di riflessione sui temi della migrazione, della cura e dell'inclusione sociale.
 
Torna sulle scene undici anni dopo il debutto sudamericano e arriva in Italia “Labio de liebre”, scritto e diretto da Fabio Rubiano: lo spettacolo sarà in scena alle ore 21:00 al Teatro Mercadante, dove replica il 22 giugno alle ore 19:00. È la storia di Salvo Castello, un uomo che ha commesso crimini atroci e sconta gli arresti domiciliari in un luogo freddo e inospitale, un “territorio bianco” dove viene visitato dai fantasmi delle persone che ha assassinato, per chiedergli di ricordare i loro nomi e il modo in cui ha posto fine alle loro vite. Un’opera sul perdono e la vendetta, centrale nel repertorio della compagnia Teatro Petra fondata a Bogotà dallo stesso Rubiano con Marcela Valencia, dove l’ironia si rivolge al carattere grottesco della violenza, senza una verità definitiva, in uno spazio nel quale convivono contraddizione, disagio e desiderio di comprendere. Un luogo nel quale la memoria non si chiude, in cui il teatro non perdona né assolve, ma nomina, mette a disagio e trasforma. In scena Marcela Valencia, Liliana Escobar, Jacques Toukhmanian, Juanita Cetina, Jorge Iván Rico e lo stesso Fabio Rubiano. La composizione musicale e il disegno sonoro è di Camilo Sanabria, con Adelio Leiva e Leonardo Murcia per il disegno luci, mentre Carlos Pérez e Diego Andrés Forero per il disegno video. La realizzazione della scenografia è a cura di Visual Sacs e Hygstudios. La produzione vede la sinergia del Teatro Colón de Bogotá e il Teatro Petra.
 
Va in scena alle ore 21:00 in Sala Assoli “’A stesa” di Adriano Fiorillo, ispirato alla storia vera di Annalisa Durante, vittima innocente di camorra all’età di 14 anni: un atto di memoria che attraversa il dolore privato e lo trasforma in denuncia pubblica, capace di parlare a un’intera comunità. Una madre stende i vestiti della figlia, presenze drammaturgiche attive. Li lava, li rilava, in maniera ossessiva. Ogni giorno lo stesso gesto, come una preghiera, un rito che non riesce - o non vuole – interrompere. Tra quei panni riaffiora la voce, la vita spezzata della sua bambina. Il titolo assume drammaticamente un doppio significato: la “stesa” come gesto quotidiano e familiare di stendere i panni, ma anche come azione criminale che semina terrore nei quartieri sotto scacco della criminalità organizzata. Il teatro come luogo della resistenza. Protagoniste dello spettacolo sono Giulia Piscitelli ed Erica Tortorizio. Le musiche e il sound design sono a cura di Tommy Grieco. Una produzione Oberon APS. 
 
Il teatro Tedér ospita, alle ore 21:00, una restituzione scenica che rappresenta l’atto conclusivo de “La casa di ciascuna”, il progetto artistico e sociale di Caterina Vertova che utilizza il teatro come strumento di cura, inclusione e partecipazione civile. Rivolto a donne del territorio che vivono in condizioni di fragilità, crea uno spazio protetto di ascolto, espressione e relazione in cui l’arte diventa occasione di riscatto, appartenenza e costruzione di senso. L’atto finale, il momento di incontro, condivisione e riflessione, è dedicato alle “Donne in tempo di guerra”. Presenze rimaste spesso invisibili nelle narrazioni ufficiali, che attraversano i conflitti armati non solo come vittime dirette di violenza, ma anche come soggetti attivi della storia, protagoniste silenziose della resistenza, della sopravvivenza e dei processi di ricostruzione sociale e culturale. Accanto a questa guerra, le donne ne combattono un’altra ogni giorno, intima e silenziosa, meno visibile ma altrettanto devastante. È quella che si eredita, che si trasmette di madre in figlia, fatta di ruoli imposti, di identità negate, di limiti culturali che definiscono e restringono desideri, ambizioni e possibilità. Lo spettacolo intreccia questi due livelli, proponendo una riflessione sul legame profondo e inversamente proporzionale tra cultura e barbarie. Con un materiale scenico che nasce dalle improvvisazioni costruite a partire dalle esperienze di vita personali delle partecipanti, restituendo una narrazione corale, viva e incarnata, che fa del teatro uno spazio di ascolto, di riconoscimento e possibile cambiamento collettivo.
 
Dopo oltre dieci anni di sodalizio artistico, uno dei più originali interpreti della canzone italiana e cinque grandi musicisti di jazz si ritrovano per affrontare l’universo poetico di Lucio Battisti con “Pensieri e parole”, al Cortile della Carrozze alle ore 21:00. Gli arrangiamenti di Javier Girotto e il genio teatrale di Peppe Servillo riescono a tracciare un nuovo percorso suggestivo e inaspettato, attraverso venti grandi canzoni di Battisti. Da “Il mio canto libero” a “E penso a te”, il talento di Peppe Servillo (voce), Rita Marcotulli (pianoforte), Javier Girotto (sassofoni), Fabrizio Bosso (tromba), Furio di Castri (contrabbasso) e Mattia Barbieri (batteria) si mette al servizio di questo straordinario autore, abbattendo i confini che separano il mondo della canzone da quello del jazz e dell’improvvisazione. Per portare il pubblico in un territorio aperto: quello della grande musica e della magia dei suoni.  
 
Il Campania Teatro Festival raggiunge la Sala Vinciguerra, al Palazzo Fazio di Capua, dove alle 19:00 debutta “Atto senza parole” di Samuel Beckett, libero adattamento e regia di Antonio Iavazzo. Due uomini in scena, Gianni Arciprete e Gennaro Marino, nascosti al mondo nei loro involucri-placenta. Si (ri)svegliano a turno, al suono di un’inquietante sirena, e si apprestano a una stanca e ossessiva ritualità. Si muovono, inciampano, cadono, si lavano, si vestono, si meravigliano della loro stessa inadeguatezza esistenziale. Il minimo vitale per portare a termine il parto che il bios chiede a ciascuno di noi. Procedono per tentativi, a tentoni, con un effetto a volte clownistico e comico che dà forse l’esatta misura della cifra poetica di questo capolavoro del teatro dell’assurdo. Dove due sguardi bambini giocano a vivere, senza passato e senza aspettarsi null’altro che una perenne sospensione del giudizio. Soli, ma tuttavia connessi con l’umanità e con il tutto. Una produzione Associazione Il colibrì di Sant’Arpino (CE).
 
Per gli Incontri del Festival curati da Brunella Fusco, alle ore 10:30 alla Sala Assoli, si terrà “Invisible Work, Invisible Art. Migrazione, lavoro di cura e pratiche artistiche di emancipazione”, con la partecipazione di Ina Charkviani, dell’Association of Nannies and Domestic Workers of Georgia, di artisti e rappresentanti delle comunità migranti, in collaborazione con Goethe-Institut Neapel, Creative Compass Georgia e la comunità georgiana in Campania. L’appuntamento prende spunto dall’omonima mostra “Invisible Work - Invisible Art: Domestic Workers from Georgia”, visitabile sempre alla Sala Assoli fino al 25 giugno, un progetto espositivo ideato dalla stessa Charkviani nell’ambito di Creative Compass Georgia e del Campania Teatro Festival. È stato inaugurato a Tbilisi l’8 marzo 2023 in occasione della Giornata Internazionale della Donna ed è dedicato alle opere creative (ricami, disegni e tessuti intrecciati) realizzate da nove lavoratrici domestiche georgiane. Attraverso testimonianze, dialoghi con operatori culturali e rappresentanti della società civile, l’incontro proporrà una riflessione sul rapporto tra migrazione, lavoro di cura, diritti e produzione culturale, esplorando il ruolo delle pratiche artistiche come strumenti di espressione, empowerment e riconoscimento sociale.
 
Prosegue il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale. Listening bar dalle 19:00 e, alle 22:15, il live della Easychic Orchestra: il progetto musicale ideato da Luca Giordano e Ilaria Palmieri reinterpreta grandi successi italiani e internazionali con eleganza, ironia e un forte coinvolgimento del pubblico.
 
 
LABIO DE LIEBRE
(venganza o perdón)
CON
MARCELA VALENCIA nel ruolo di Alegría de Sosa (La madre della lepre)
LILIANA ESCOBAR – Roxi Romero (La giornalista)
JACQUES TOUKHMANIAN – Granado Sosa (La lepre)
JUANITA CETINA – Marinda Sosa (Sorella della lepre)
JORGE IVÁN RICO – Jerónimo Sosa (Fratello della lepre)
FABIO RUBIANO – Salvo Castello (Uomo in Territorio Bianco)
SCRITTO E DIRETTO DA FABIO RUBIANO ORJUELA
DIRETTORE TECNICO ADELIO LEIVA
COMPOSIZIONE MUSICALE E DISEGNO SONORO CAMILO SANABRIA
DIREZIONE ARTISTICA LAURA VILLEGAS
DISEGNO LUCI ADELIO LEIVA, LEONARDO MURCIA
DISEGNO VIDEO CARLOS PÉREZ, DIEGO ANDRÉS FORERO
TRUCCO E ACCONCIATURE ALEJANDRO RESTREPO
INGEGNERE DEL SUONO JOHN ROMERO
REALIZZAZIONE COSTUMI E ACCESSORI SERVANDO DÍAZ, WILLIAM DE JESÚS
REALIZZAZIONE SCENOGRAFIA VISUAL SACS E HYGSTUDIOS
DIRETTORE DI SCENA HENRY ALARCÓN
ASSISTENTE DI PRODUZIONE DERLY NEIRA
MACCHINISTI GIULIANO BARRA, WILSON ACOSTA, FILIPPO ALARCÓN
PRODUZIONE TEATRO COLÓN DE BOGOTÁ E TEATRO PETRA
Teatro Mercadante
21 giugno, ore 21:00
Replica 22 giugno, ore 19:00
LINGUA SPAGNOLO – SOVRATITOLI IN ITALIANO
Durata 1 h e 25 min
 
‘A STESA
REGIA E DRAMMATURGIA ADRIANO FIORILLO
CON GIULIA PISCITELLI ED ERICA TORTORIZIO
MUSICHE E SOUND DESIGN TOMMY GRIECO
SCENE E COSTUMI EMERGONO DAL MATERIALE DI IMPROVVISAZIONE E SCRITTURA DI SCENA
VOICE OVER ESTRATTI DALL’INTERVISTA A GIANNINO DURANTE, PADRE DELLA VITTIMA
PRODUZIONE OBERON APS
Vincitore premio Giovani realtà del teatro 2025
Finalista premio alle arti sceniche Dante Cappelletti 2025
Finalista premio Presente Futuro 2026
Sala Assoli
21 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
 
DONNE IN TEMPO DI GUERRA
DIREZIONE ARTISTICA, DRAMMATURGIA E MESSA IN SCENA CATERINA VERTOVA
CON DONNE DEL TERRITORIO (partecipano donne migranti e richiedenti asilo, donne in percorsi di uscita dalla violenza o da situazioni di vulnerabilità, donne in percorsi di cura, giovani donne e studentesse in condizioni di fragilità)
DOCENTI ORETTA BIZZARRI (TRAINING VOCALE – METODO LINKLATER), SELENE GANDINI (IMPROVVISAZIONE TEATRALE E MOVIMENTI SCENICI), MARIA GRAZIA SARANDREA (PERCUSSIONI E COREUTICA)
PRODUZIONE LA CASA DI CIASCUNA
ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT ANNA ROSARIA FORNO
Teatro Tedér
21 giugno, ore 21:00
Durata 50 minuti
 
PENSIERI E PAROLE. OMAGGIO A LUCIO BATTISTI
CON
PEPPE SERVILLO – voce
JAVIER GIROTTO – sassofoni
FABRIZIO BOSSO – tromba
RITA MARCOTULLI – pianoforte
FURIO DI CASTRI – contrabbasso
MATTIA BARBIERI – batteria
ARRANGIAMENTI DI JAVIER GIROTTO
PRODUZIONE BLACKSTAR SRL
Cortile delle Carrozze
21 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora e 10 minuti
ATTO SENZA PAROLE
DI SAMUEL BECKETT
LIBERO ADATTAMENTO E REGIA ANTONIO IAVAZZO
CON GIANNI ARCIPRETE E GENNARO MARINO
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE IL COLIBRÌ DI SANT’ARPINO (CE)
 
Sala Teatro “A. Vinciguerra” di Palazzo Fazio, Capua (CE)
21 giugno, ore 19:00
Durata 50 minuti
Debutto assoluto
 
GLI INCONTRI DEL FESTIVAL – Invisible Work, Invisible Art
Invisible Work, Invisible Art
Migrazione, lavoro di cura e pratiche artistiche di emancipazione
CON LA PARTECIPAZIONE DI INA CHARKVIANI, ASSOCIATION OF NANNIES AND DOMESTIC WORKERS OF GEORGIA, ARTISTI E RAPPRESENTANTI DELLE COMUNITA` MIGRANTI
IN COLLABORAZIONE CON GOETHE-INSTITUT NEAPEL, CREATIVE COMPASS GEORGIA E COMUNITA` GEORGIANA IN CAMPANIA
21 giugno, ore 10:30
Sala Assoli
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di Napoli Magazine

19/06/2026 - 17:02

La prima italiana di “Labio de Liebre” guida una giornata che attraversa continenti, storie e linguaggi differenti
 
Decima giornata
Domenica 21 giugno 2026
Internazionale
Teatro Mercadante
ore 21:00
 
Labio de liebre
Prosa nazionale
Sala Assoli
ore 21:00
 
‘A stesa
Prosa Nazionale
Teatro Tedér
ore 21:00
 
Donne in tempo di guerra
 
Musica
Cortile delle Carrozze 
di Palazzo Reale
ore 21:00
 
Pensieri e parole. Omaggio a Lucio Battisti
 
Osservatorio
Palazzo Fazio di Capua (CE)
ore 19:00
 
Atto senza parole
 
Incontri del festival
Sala Assoli
ore 10:30
 
Invisible Work – Invisible art
Cinque sezioni e cinque luoghi per una giornata che riflette in pieno la vocazione multidisciplinare del Campania Teatro Festival: questo il programma di domenica 21 giugno nell’ambito della diciannovesima edizione, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.
 
Teatro, musica, riflessione sociale e ricerca artistica convivono in un cartellone che vede approdare per la prima volta in Italia “Labio de Liebre” di Fabio Rubiano Orjuela, spettacolo cult della drammaturgia contemporanea latinoamericana presentato nella sezione Internazionale. Due le proposte per la Prosa Nazionale, con il debutto assoluto de “’A stesa” di Adriano Fiorillo accanto a “Donne in tempo di guerra” di Caterina Vertova. Primo appuntamento per la sezione Musica con “Pensieri e parole. Omaggio a Lucio Battisti”, che vedrà protagonista Peppe Servillo. E ancora, per Osservatorio, “Atto senza parole” di Samuel Beckett nel libero adattamento e regia di Antonio Iavazzo. Chiude il programma il secondo degli Incontri del Festival, a cura di Brunella Fusco, con “Invisible Work – Invisible Art”, progetto che porta in Italia l'esperienza dell'omonima mostra inaugurata a Tbilisi nel 2023 e dedicata alle opere creative di lavoratrici domestiche georgiane, offrendo uno spazio di riflessione sui temi della migrazione, della cura e dell'inclusione sociale.
 
Torna sulle scene undici anni dopo il debutto sudamericano e arriva in Italia “Labio de liebre”, scritto e diretto da Fabio Rubiano: lo spettacolo sarà in scena alle ore 21:00 al Teatro Mercadante, dove replica il 22 giugno alle ore 19:00. È la storia di Salvo Castello, un uomo che ha commesso crimini atroci e sconta gli arresti domiciliari in un luogo freddo e inospitale, un “territorio bianco” dove viene visitato dai fantasmi delle persone che ha assassinato, per chiedergli di ricordare i loro nomi e il modo in cui ha posto fine alle loro vite. Un’opera sul perdono e la vendetta, centrale nel repertorio della compagnia Teatro Petra fondata a Bogotà dallo stesso Rubiano con Marcela Valencia, dove l’ironia si rivolge al carattere grottesco della violenza, senza una verità definitiva, in uno spazio nel quale convivono contraddizione, disagio e desiderio di comprendere. Un luogo nel quale la memoria non si chiude, in cui il teatro non perdona né assolve, ma nomina, mette a disagio e trasforma. In scena Marcela Valencia, Liliana Escobar, Jacques Toukhmanian, Juanita Cetina, Jorge Iván Rico e lo stesso Fabio Rubiano. La composizione musicale e il disegno sonoro è di Camilo Sanabria, con Adelio Leiva e Leonardo Murcia per il disegno luci, mentre Carlos Pérez e Diego Andrés Forero per il disegno video. La realizzazione della scenografia è a cura di Visual Sacs e Hygstudios. La produzione vede la sinergia del Teatro Colón de Bogotá e il Teatro Petra.
 
Va in scena alle ore 21:00 in Sala Assoli “’A stesa” di Adriano Fiorillo, ispirato alla storia vera di Annalisa Durante, vittima innocente di camorra all’età di 14 anni: un atto di memoria che attraversa il dolore privato e lo trasforma in denuncia pubblica, capace di parlare a un’intera comunità. Una madre stende i vestiti della figlia, presenze drammaturgiche attive. Li lava, li rilava, in maniera ossessiva. Ogni giorno lo stesso gesto, come una preghiera, un rito che non riesce - o non vuole – interrompere. Tra quei panni riaffiora la voce, la vita spezzata della sua bambina. Il titolo assume drammaticamente un doppio significato: la “stesa” come gesto quotidiano e familiare di stendere i panni, ma anche come azione criminale che semina terrore nei quartieri sotto scacco della criminalità organizzata. Il teatro come luogo della resistenza. Protagoniste dello spettacolo sono Giulia Piscitelli ed Erica Tortorizio. Le musiche e il sound design sono a cura di Tommy Grieco. Una produzione Oberon APS. 
 
Il teatro Tedér ospita, alle ore 21:00, una restituzione scenica che rappresenta l’atto conclusivo de “La casa di ciascuna”, il progetto artistico e sociale di Caterina Vertova che utilizza il teatro come strumento di cura, inclusione e partecipazione civile. Rivolto a donne del territorio che vivono in condizioni di fragilità, crea uno spazio protetto di ascolto, espressione e relazione in cui l’arte diventa occasione di riscatto, appartenenza e costruzione di senso. L’atto finale, il momento di incontro, condivisione e riflessione, è dedicato alle “Donne in tempo di guerra”. Presenze rimaste spesso invisibili nelle narrazioni ufficiali, che attraversano i conflitti armati non solo come vittime dirette di violenza, ma anche come soggetti attivi della storia, protagoniste silenziose della resistenza, della sopravvivenza e dei processi di ricostruzione sociale e culturale. Accanto a questa guerra, le donne ne combattono un’altra ogni giorno, intima e silenziosa, meno visibile ma altrettanto devastante. È quella che si eredita, che si trasmette di madre in figlia, fatta di ruoli imposti, di identità negate, di limiti culturali che definiscono e restringono desideri, ambizioni e possibilità. Lo spettacolo intreccia questi due livelli, proponendo una riflessione sul legame profondo e inversamente proporzionale tra cultura e barbarie. Con un materiale scenico che nasce dalle improvvisazioni costruite a partire dalle esperienze di vita personali delle partecipanti, restituendo una narrazione corale, viva e incarnata, che fa del teatro uno spazio di ascolto, di riconoscimento e possibile cambiamento collettivo.
 
Dopo oltre dieci anni di sodalizio artistico, uno dei più originali interpreti della canzone italiana e cinque grandi musicisti di jazz si ritrovano per affrontare l’universo poetico di Lucio Battisti con “Pensieri e parole”, al Cortile della Carrozze alle ore 21:00. Gli arrangiamenti di Javier Girotto e il genio teatrale di Peppe Servillo riescono a tracciare un nuovo percorso suggestivo e inaspettato, attraverso venti grandi canzoni di Battisti. Da “Il mio canto libero” a “E penso a te”, il talento di Peppe Servillo (voce), Rita Marcotulli (pianoforte), Javier Girotto (sassofoni), Fabrizio Bosso (tromba), Furio di Castri (contrabbasso) e Mattia Barbieri (batteria) si mette al servizio di questo straordinario autore, abbattendo i confini che separano il mondo della canzone da quello del jazz e dell’improvvisazione. Per portare il pubblico in un territorio aperto: quello della grande musica e della magia dei suoni.  
 
Il Campania Teatro Festival raggiunge la Sala Vinciguerra, al Palazzo Fazio di Capua, dove alle 19:00 debutta “Atto senza parole” di Samuel Beckett, libero adattamento e regia di Antonio Iavazzo. Due uomini in scena, Gianni Arciprete e Gennaro Marino, nascosti al mondo nei loro involucri-placenta. Si (ri)svegliano a turno, al suono di un’inquietante sirena, e si apprestano a una stanca e ossessiva ritualità. Si muovono, inciampano, cadono, si lavano, si vestono, si meravigliano della loro stessa inadeguatezza esistenziale. Il minimo vitale per portare a termine il parto che il bios chiede a ciascuno di noi. Procedono per tentativi, a tentoni, con un effetto a volte clownistico e comico che dà forse l’esatta misura della cifra poetica di questo capolavoro del teatro dell’assurdo. Dove due sguardi bambini giocano a vivere, senza passato e senza aspettarsi null’altro che una perenne sospensione del giudizio. Soli, ma tuttavia connessi con l’umanità e con il tutto. Una produzione Associazione Il colibrì di Sant’Arpino (CE).
 
Per gli Incontri del Festival curati da Brunella Fusco, alle ore 10:30 alla Sala Assoli, si terrà “Invisible Work, Invisible Art. Migrazione, lavoro di cura e pratiche artistiche di emancipazione”, con la partecipazione di Ina Charkviani, dell’Association of Nannies and Domestic Workers of Georgia, di artisti e rappresentanti delle comunità migranti, in collaborazione con Goethe-Institut Neapel, Creative Compass Georgia e la comunità georgiana in Campania. L’appuntamento prende spunto dall’omonima mostra “Invisible Work - Invisible Art: Domestic Workers from Georgia”, visitabile sempre alla Sala Assoli fino al 25 giugno, un progetto espositivo ideato dalla stessa Charkviani nell’ambito di Creative Compass Georgia e del Campania Teatro Festival. È stato inaugurato a Tbilisi l’8 marzo 2023 in occasione della Giornata Internazionale della Donna ed è dedicato alle opere creative (ricami, disegni e tessuti intrecciati) realizzate da nove lavoratrici domestiche georgiane. Attraverso testimonianze, dialoghi con operatori culturali e rappresentanti della società civile, l’incontro proporrà una riflessione sul rapporto tra migrazione, lavoro di cura, diritti e produzione culturale, esplorando il ruolo delle pratiche artistiche come strumenti di espressione, empowerment e riconoscimento sociale.
 
Prosegue il Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale. Listening bar dalle 19:00 e, alle 22:15, il live della Easychic Orchestra: il progetto musicale ideato da Luca Giordano e Ilaria Palmieri reinterpreta grandi successi italiani e internazionali con eleganza, ironia e un forte coinvolgimento del pubblico.
 
 
LABIO DE LIEBRE
(venganza o perdón)
CON
MARCELA VALENCIA nel ruolo di Alegría de Sosa (La madre della lepre)
LILIANA ESCOBAR – Roxi Romero (La giornalista)
JACQUES TOUKHMANIAN – Granado Sosa (La lepre)
JUANITA CETINA – Marinda Sosa (Sorella della lepre)
JORGE IVÁN RICO – Jerónimo Sosa (Fratello della lepre)
FABIO RUBIANO – Salvo Castello (Uomo in Territorio Bianco)
SCRITTO E DIRETTO DA FABIO RUBIANO ORJUELA
DIRETTORE TECNICO ADELIO LEIVA
COMPOSIZIONE MUSICALE E DISEGNO SONORO CAMILO SANABRIA
DIREZIONE ARTISTICA LAURA VILLEGAS
DISEGNO LUCI ADELIO LEIVA, LEONARDO MURCIA
DISEGNO VIDEO CARLOS PÉREZ, DIEGO ANDRÉS FORERO
TRUCCO E ACCONCIATURE ALEJANDRO RESTREPO
INGEGNERE DEL SUONO JOHN ROMERO
REALIZZAZIONE COSTUMI E ACCESSORI SERVANDO DÍAZ, WILLIAM DE JESÚS
REALIZZAZIONE SCENOGRAFIA VISUAL SACS E HYGSTUDIOS
DIRETTORE DI SCENA HENRY ALARCÓN
ASSISTENTE DI PRODUZIONE DERLY NEIRA
MACCHINISTI GIULIANO BARRA, WILSON ACOSTA, FILIPPO ALARCÓN
PRODUZIONE TEATRO COLÓN DE BOGOTÁ E TEATRO PETRA
Teatro Mercadante
21 giugno, ore 21:00
Replica 22 giugno, ore 19:00
LINGUA SPAGNOLO – SOVRATITOLI IN ITALIANO
Durata 1 h e 25 min
 
‘A STESA
REGIA E DRAMMATURGIA ADRIANO FIORILLO
CON GIULIA PISCITELLI ED ERICA TORTORIZIO
MUSICHE E SOUND DESIGN TOMMY GRIECO
SCENE E COSTUMI EMERGONO DAL MATERIALE DI IMPROVVISAZIONE E SCRITTURA DI SCENA
VOICE OVER ESTRATTI DALL’INTERVISTA A GIANNINO DURANTE, PADRE DELLA VITTIMA
PRODUZIONE OBERON APS
Vincitore premio Giovani realtà del teatro 2025
Finalista premio alle arti sceniche Dante Cappelletti 2025
Finalista premio Presente Futuro 2026
Sala Assoli
21 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
 
DONNE IN TEMPO DI GUERRA
DIREZIONE ARTISTICA, DRAMMATURGIA E MESSA IN SCENA CATERINA VERTOVA
CON DONNE DEL TERRITORIO (partecipano donne migranti e richiedenti asilo, donne in percorsi di uscita dalla violenza o da situazioni di vulnerabilità, donne in percorsi di cura, giovani donne e studentesse in condizioni di fragilità)
DOCENTI ORETTA BIZZARRI (TRAINING VOCALE – METODO LINKLATER), SELENE GANDINI (IMPROVVISAZIONE TEATRALE E MOVIMENTI SCENICI), MARIA GRAZIA SARANDREA (PERCUSSIONI E COREUTICA)
PRODUZIONE LA CASA DI CIASCUNA
ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT ANNA ROSARIA FORNO
Teatro Tedér
21 giugno, ore 21:00
Durata 50 minuti
 
PENSIERI E PAROLE. OMAGGIO A LUCIO BATTISTI
CON
PEPPE SERVILLO – voce
JAVIER GIROTTO – sassofoni
FABRIZIO BOSSO – tromba
RITA MARCOTULLI – pianoforte
FURIO DI CASTRI – contrabbasso
MATTIA BARBIERI – batteria
ARRANGIAMENTI DI JAVIER GIROTTO
PRODUZIONE BLACKSTAR SRL
Cortile delle Carrozze
21 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora e 10 minuti
ATTO SENZA PAROLE
DI SAMUEL BECKETT
LIBERO ADATTAMENTO E REGIA ANTONIO IAVAZZO
CON GIANNI ARCIPRETE E GENNARO MARINO
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE IL COLIBRÌ DI SANT’ARPINO (CE)
 
Sala Teatro “A. Vinciguerra” di Palazzo Fazio, Capua (CE)
21 giugno, ore 19:00
Durata 50 minuti
Debutto assoluto
 
GLI INCONTRI DEL FESTIVAL – Invisible Work, Invisible Art
Invisible Work, Invisible Art
Migrazione, lavoro di cura e pratiche artistiche di emancipazione
CON LA PARTECIPAZIONE DI INA CHARKVIANI, ASSOCIATION OF NANNIES AND DOMESTIC WORKERS OF GEORGIA, ARTISTI E RAPPRESENTANTI DELLE COMUNITA` MIGRANTI
IN COLLABORAZIONE CON GOETHE-INSTITUT NEAPEL, CREATIVE COMPASS GEORGIA E COMUNITA` GEORGIANA IN CAMPANIA
21 giugno, ore 10:30
Sala Assoli