Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
FANDANGO
presenta
CARLA LONZI
Dentro e fuori dal mondo
Una produzione Fandango con Rai Cinema
In associazione con Luce Cinecittà
Un film di Francesca ArchibugiDopo l'accoglienza calorosa alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori – Eventi speciali, e altre importanti anteprime a Women & The City di Torino e il Festival Cinema e Donne di Firenze, il documentario Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo, diretto da Francesca Archibugi, sta per arrivare nelle sale italiane il 26, 27 e 28 ottobre con Fandango Distribuzione.
Figura radicale del femminismo italiano, critica d'arte, scrittrice e fondatrice di Rivolta Femminile, punto di riferimento di artiste e artiste, pensatrici e pensatori, Carla Lonzi arriva per la prima volta sullo schermo attraverso lo sguardo di Francesca Archibugi. Combinando materiali d'epoca inediti e ricordi, il film documentario va oltre il racconto biografico trasformando il ritratto in una riflessione su memoria, distanza e rappresentazione e mostrando accanto alla figura pubblica, radicale e intransigente, anche quella privata, più affascinante e contraddittoria, con le sue fragilità e le relazioni anche difficili con i partner e con le altre donne.
Attraverso materiale d'archivio, fotografie e la voce della stessa Lonzi, Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato, avvalendosi anche delle testimonianze di familiari e amici, tra cui il figlio Battista Lena (musicista e compositore, autore delle musiche del documentario), la stessa regista Francesca Archibugi, Nanni Moretti, Giulia Siviero, Suzanne Santoro e la filosofa Maria Luisa Boccia.
Personalità di culto negli Stati Uniti, da qualche anno Carla Lonzi è al centro di un percorso di riscoperta a livello internazionale. Anche in Italia, i suoi libri sono stati ripubblicati da La Tartaruga e la sua figura è tornata a essere oggetto di fascinazione e di studio.
Una produzione Fandango con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà e MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, con il patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila, Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo sarà al cinema con Fandango Distribuzione il 26, 27 e 28 ottobre 2026.
SINOSSI
C'è in Lonzi la radice del «femminismo italiano»: estraeva concetti, duraturi, dall'esperienza contingente. Mentre stava ricevendo i massimi riconoscimenti come giovane critica d'arte, Carla Lonzi ha messo in atto un cambio di prospettiva.
Si è accorta che quella professione le conferiva un potere pericoloso nei confronti degli artisti. È uscita dal ruolo che avrebbe dovuto assumere, nella cultura, nelle istituzioni. Voleva essere diversa. Si sentiva diversa. Cercò di andare al fondo di questa sensazione, della differenza femminile, rigettando l'uguaglianza propugnata all'epoca. Uscì, di fatto, anche dal femminismo. E fu, come Carla stessa scrisse, «uno sconquasso» e anche «una festa». Fondò insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti il gruppo di Rivolta Femminile, pubblicò Sputiamo su Hegel, e divenne uno dei punti di partenza in Italia di quello che poi sarebbe diventato il Pensiero della Differenza.
Accanto alla figura pubblica, considerata così intransigente, c'è da raccontare anche la figura privata, affascinante e contraddittoria. La dolcezza e la fragilità esistenziale, la dipendenza dal compagno, cioè dall'uomo, il suo legame complesso con la maternità, il doloroso rapporto con le altre donne, nello sbudellamento collettivo che è stata la pratica dell'autocoscienza.
Attraverso archivi preziosi e inediti, la regista Francesca Archibugi, che ha un forte legame personale con Lonzi, porta per la prima volta sullo schermo la sua storia pubblica e privata, il suo pensiero e la sua eredità, fondamentali per capire ciò che le donne di tutto il mondo stanno, ancora oggi, vivendo e combattendo.
NOTE DI REGIA
Con un po' di imbarazzo devo parlare di me. Del perché ho fatto questo film. Ho conosciuto Carla Lonzi al liceo, era la madre di quello che sarebbe diventato mio marito, Battista Lena. Ma si è ammalata ed è morta che eravamo troppo piccoli, non avevamo nessuna idea di quello che sarebbe stato il nostro futuro. Pensavo solo che dovevo assolutamente piacerle ed ero sicura che non ce l'avrei fatta. Perché mi sentivo qualche stortura morale.
Volevo troppo entrare nel mondo e Carla ne voleva stare al di fuori. Carla e Battista, ma anche lo scultore Pietro Consagra, il compagno, erano diversi da tutto quello che avevo conosciuto fino ad allora. Avevano case bellissime e sgangherate, refrattarie a qualsiasi impurità data dal lusso. I muri erano una pinacoteca di arte contemporanea, dalle stanze zampillava musica a ogni ora, tutti i giorni c'erano riunioni femministe. Guardavo e ascoltavo rendendomi invisibile, strisciavo rasente i muri. Quando divenni fidanzatina stabile e trascorrevo le vacanze in Chianti con loro, la sentivo piangere da un casale all'altro (quello piccolo dei ragazzi e quello grande degli adulti), perché le faceva male un occhio.
Carla trascorreva lunghi periodi in quel podere molto isolato, completamente sola, in mezzo ai boschi e le vigne. Quando lei non c'era, andavo nel casale grande e rovistavo nei cassetti, frugavo nelle borse, spiavo gli appunti e le lettere private, annusavo le camicie, le ho rubato un paio di pantaloni. Ho vissuto attraverso suo figlio l'ansia della malattia. Mentre lei stava sempre peggio leggevo il diario, Taci anzi parla, diario di una femminista. Ne parlavamo.
Mi spiegava un po' di cose sul sesso, senza imbarazzo e senza voyeurismo. Non assomigliava certo a una suocera, ma alla più fantastica delle amiche adulte.
La sua amicizia è stata come un regalo per il mio diciottesimo compleanno e l'entrata nella vita adulta. Solo che se ne è andata troppo presto. Mi ha lasciato tantissime cose, prima di tutto suo figlio Battista. Spero di essere riuscita a trovare l'equilibrio fra il riserbo e lo slancio affettivo. Vorrei far dialogare i pensieri contemporanei con Carla come se fosse ancora qui, e vedere se facendo attenzione, io possa sentire ancora la sua voce.
E se riuscissi a farla sentire a tutti, anche a chi non c'era, a chi non l'ha conosciuta, a chi non la conosce ancora.
LA REGISTA
Francesca Archibugi (Roma, 1960) è una regista e sceneggiatrice italiana.
Dopo gli studi classici, studia psicologia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e nel 1983 si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Gira alcuni cortometraggi per la Rai e per Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, vincendo nel 1985 il Premio Solinas per la sceneggiatura. Il suo esordio al cinema è Mignon è partita (1988), film che ottiene cinque David di Donatello e due Nastri d'Argento, e numerosi premi internazionali. Seguono film come Verso sera (1990), Il grande cocomero (1993), Con gli occhi chiusi (1994), L'albero delle pere (1998), Domani (2000), Lezioni di volo (2007), Questione di cuore (2008), Il nome del figlio (2015), Gli sdraiati (2017), Vivere (2019) e Il colibrì (2021). Ha inoltre realizzato serie televisive, tra cui La Storia (2024), Nastro d'argento Miglior serie dell'anno. Accanto alla regia, ha collaborato alla scrittura di numerose sceneggiature per altri autori, tra cui Paolo Virzì, Costanza Quatriglio, Maria Sole Tognazzi.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con molti tra i principali attori italiani, da Stefania Sandrelli a Jasmine Trinca, da Marcello Mastroianni a Pierfrancesco Favino.
Ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali e retrospettive del suo lavoro sono state fatte in Francia, Inghilterra, Germania, Argentina, Giappone e numerosi altri paesi.
Battista Lena, il figlio di Carla Lonzi, è un musicista, di tutti i suoi film, dal primo cortometraggio fino a questo documentario.
Fandango e Rai Cinema
presentano
CARLA LONZI. Dentro e fuori dal mondo
un film di
Francesca Archibugi
scritto e diretto da Francesca Archibugi
prodotto da
Domenico Procacci e Laura Paolucci
montaggio
Jacopo Quadri
Isabella Guglielmi
produttrice esecutiva
Eleonora Savi
fotografia
Daria D'Antonio
musiche
Battista Lena
fonico di mix
Paolo Segat
montaggio del suono
Marta Billingsley
Gianluca Gasparrini
ricerche di repertorio
Claudia Salinetti
una produzione
Fandango con Rai Cinema
in associazione con Luce Cinecittà
una distribuzione
Fandango Distribuzione
opera realizzata e distribuita con il contributo del
Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell'Audiovisivo del Ministero della Cultura
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di Napoli Magazine
23/10/2026 - 18:12
FANDANGO
presenta
CARLA LONZI
Dentro e fuori dal mondo
Una produzione Fandango con Rai Cinema
In associazione con Luce Cinecittà
Un film di Francesca ArchibugiDopo l'accoglienza calorosa alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori – Eventi speciali, e altre importanti anteprime a Women & The City di Torino e il Festival Cinema e Donne di Firenze, il documentario Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo, diretto da Francesca Archibugi, sta per arrivare nelle sale italiane il 26, 27 e 28 ottobre con Fandango Distribuzione.
Figura radicale del femminismo italiano, critica d'arte, scrittrice e fondatrice di Rivolta Femminile, punto di riferimento di artiste e artiste, pensatrici e pensatori, Carla Lonzi arriva per la prima volta sullo schermo attraverso lo sguardo di Francesca Archibugi. Combinando materiali d'epoca inediti e ricordi, il film documentario va oltre il racconto biografico trasformando il ritratto in una riflessione su memoria, distanza e rappresentazione e mostrando accanto alla figura pubblica, radicale e intransigente, anche quella privata, più affascinante e contraddittoria, con le sue fragilità e le relazioni anche difficili con i partner e con le altre donne.
Attraverso materiale d'archivio, fotografie e la voce della stessa Lonzi, Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato, avvalendosi anche delle testimonianze di familiari e amici, tra cui il figlio Battista Lena (musicista e compositore, autore delle musiche del documentario), la stessa regista Francesca Archibugi, Nanni Moretti, Giulia Siviero, Suzanne Santoro e la filosofa Maria Luisa Boccia.
Personalità di culto negli Stati Uniti, da qualche anno Carla Lonzi è al centro di un percorso di riscoperta a livello internazionale. Anche in Italia, i suoi libri sono stati ripubblicati da La Tartaruga e la sua figura è tornata a essere oggetto di fascinazione e di studio.
Una produzione Fandango con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà e MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, con il patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila, Carla Lonzi – Dentro e fuori dal mondo sarà al cinema con Fandango Distribuzione il 26, 27 e 28 ottobre 2026.
SINOSSI
C'è in Lonzi la radice del «femminismo italiano»: estraeva concetti, duraturi, dall'esperienza contingente. Mentre stava ricevendo i massimi riconoscimenti come giovane critica d'arte, Carla Lonzi ha messo in atto un cambio di prospettiva.
Si è accorta che quella professione le conferiva un potere pericoloso nei confronti degli artisti. È uscita dal ruolo che avrebbe dovuto assumere, nella cultura, nelle istituzioni. Voleva essere diversa. Si sentiva diversa. Cercò di andare al fondo di questa sensazione, della differenza femminile, rigettando l'uguaglianza propugnata all'epoca. Uscì, di fatto, anche dal femminismo. E fu, come Carla stessa scrisse, «uno sconquasso» e anche «una festa». Fondò insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti il gruppo di Rivolta Femminile, pubblicò Sputiamo su Hegel, e divenne uno dei punti di partenza in Italia di quello che poi sarebbe diventato il Pensiero della Differenza.
Accanto alla figura pubblica, considerata così intransigente, c'è da raccontare anche la figura privata, affascinante e contraddittoria. La dolcezza e la fragilità esistenziale, la dipendenza dal compagno, cioè dall'uomo, il suo legame complesso con la maternità, il doloroso rapporto con le altre donne, nello sbudellamento collettivo che è stata la pratica dell'autocoscienza.
Attraverso archivi preziosi e inediti, la regista Francesca Archibugi, che ha un forte legame personale con Lonzi, porta per la prima volta sullo schermo la sua storia pubblica e privata, il suo pensiero e la sua eredità, fondamentali per capire ciò che le donne di tutto il mondo stanno, ancora oggi, vivendo e combattendo.
NOTE DI REGIA
Con un po' di imbarazzo devo parlare di me. Del perché ho fatto questo film. Ho conosciuto Carla Lonzi al liceo, era la madre di quello che sarebbe diventato mio marito, Battista Lena. Ma si è ammalata ed è morta che eravamo troppo piccoli, non avevamo nessuna idea di quello che sarebbe stato il nostro futuro. Pensavo solo che dovevo assolutamente piacerle ed ero sicura che non ce l'avrei fatta. Perché mi sentivo qualche stortura morale.
Volevo troppo entrare nel mondo e Carla ne voleva stare al di fuori. Carla e Battista, ma anche lo scultore Pietro Consagra, il compagno, erano diversi da tutto quello che avevo conosciuto fino ad allora. Avevano case bellissime e sgangherate, refrattarie a qualsiasi impurità data dal lusso. I muri erano una pinacoteca di arte contemporanea, dalle stanze zampillava musica a ogni ora, tutti i giorni c'erano riunioni femministe. Guardavo e ascoltavo rendendomi invisibile, strisciavo rasente i muri. Quando divenni fidanzatina stabile e trascorrevo le vacanze in Chianti con loro, la sentivo piangere da un casale all'altro (quello piccolo dei ragazzi e quello grande degli adulti), perché le faceva male un occhio.
Carla trascorreva lunghi periodi in quel podere molto isolato, completamente sola, in mezzo ai boschi e le vigne. Quando lei non c'era, andavo nel casale grande e rovistavo nei cassetti, frugavo nelle borse, spiavo gli appunti e le lettere private, annusavo le camicie, le ho rubato un paio di pantaloni. Ho vissuto attraverso suo figlio l'ansia della malattia. Mentre lei stava sempre peggio leggevo il diario, Taci anzi parla, diario di una femminista. Ne parlavamo.
Mi spiegava un po' di cose sul sesso, senza imbarazzo e senza voyeurismo. Non assomigliava certo a una suocera, ma alla più fantastica delle amiche adulte.
La sua amicizia è stata come un regalo per il mio diciottesimo compleanno e l'entrata nella vita adulta. Solo che se ne è andata troppo presto. Mi ha lasciato tantissime cose, prima di tutto suo figlio Battista. Spero di essere riuscita a trovare l'equilibrio fra il riserbo e lo slancio affettivo. Vorrei far dialogare i pensieri contemporanei con Carla come se fosse ancora qui, e vedere se facendo attenzione, io possa sentire ancora la sua voce.
E se riuscissi a farla sentire a tutti, anche a chi non c'era, a chi non l'ha conosciuta, a chi non la conosce ancora.
LA REGISTA
Francesca Archibugi (Roma, 1960) è una regista e sceneggiatrice italiana.
Dopo gli studi classici, studia psicologia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e nel 1983 si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Gira alcuni cortometraggi per la Rai e per Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, vincendo nel 1985 il Premio Solinas per la sceneggiatura. Il suo esordio al cinema è Mignon è partita (1988), film che ottiene cinque David di Donatello e due Nastri d'Argento, e numerosi premi internazionali. Seguono film come Verso sera (1990), Il grande cocomero (1993), Con gli occhi chiusi (1994), L'albero delle pere (1998), Domani (2000), Lezioni di volo (2007), Questione di cuore (2008), Il nome del figlio (2015), Gli sdraiati (2017), Vivere (2019) e Il colibrì (2021). Ha inoltre realizzato serie televisive, tra cui La Storia (2024), Nastro d'argento Miglior serie dell'anno. Accanto alla regia, ha collaborato alla scrittura di numerose sceneggiature per altri autori, tra cui Paolo Virzì, Costanza Quatriglio, Maria Sole Tognazzi.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con molti tra i principali attori italiani, da Stefania Sandrelli a Jasmine Trinca, da Marcello Mastroianni a Pierfrancesco Favino.
Ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali e retrospettive del suo lavoro sono state fatte in Francia, Inghilterra, Germania, Argentina, Giappone e numerosi altri paesi.
Battista Lena, il figlio di Carla Lonzi, è un musicista, di tutti i suoi film, dal primo cortometraggio fino a questo documentario.
Fandango e Rai Cinema
presentano
CARLA LONZI. Dentro e fuori dal mondo
un film di
Francesca Archibugi
scritto e diretto da Francesca Archibugi
prodotto da
Domenico Procacci e Laura Paolucci
montaggio
Jacopo Quadri
Isabella Guglielmi
produttrice esecutiva
Eleonora Savi
fotografia
Daria D'Antonio
musiche
Battista Lena
fonico di mix
Paolo Segat
montaggio del suono
Marta Billingsley
Gianluca Gasparrini
ricerche di repertorio
Claudia Salinetti
una produzione
Fandango con Rai Cinema
in associazione con Luce Cinecittà
una distribuzione
Fandango Distribuzione
opera realizzata e distribuita con il contributo del
Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell'Audiovisivo del Ministero della Cultura
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