“In un mondo che oggi si sta sgretolando e dove la politica fallisce, chiusa nei propri egoismi, la musica di Bach, muovendosi sapientemente tra melodia e danza, ci insegna che la convivenza e le differenze possono coesistere. La polifonia, nel senso letterale di coesistenza armoniosa di molte voci, ci salverà dall’orrore e dalle brutture del mondo e non l’intelligenza artificiale, come vorrebbero farci credere i potenti”.
Parole del pianista Ramin Bahrami, classe 1979, iraniano di nascita e naturalizzato italiano, atteso a Napoli con ‘Bach e la danza’, recital che, sabato 26 settembre (ore 18) all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli, inaugura la rassegna “Musica Urbana”.
L’iniziativa, promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027 e del progetto Napoli Città della Musica, nasce dalla collaborazione tra due delle maggiori istituzioni concertistiche napoletane, l'Associazione Alessandro Scarlatti diretta da Tommaso Rossi e il Maggio della Musica diretto da Stefano Valanzuolo.
“L’intelligenza artificiale – continua Bahrami - non sarà mai in grado di farci piangere e gioire come la musica di Bach, né di farci provare la magia dei ‘rubati’ di Arturo Benedetti Michelangeli”.
Bach secondo Bahrami in un concerto, ideato per l’occasione, in cui il grande pianista disegna un programma di raro ascolto che unisce due delle ‘Sei Partite’ scritte per clavicembalo, tra il 1726 e il 1730. Quindi, il ‘Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo’ ed il ‘Concerto secondo lo stile Italiano’, in cui il compositore tedesco rende omaggio alla scuola strumentale veneziana barocca e ai suoi massimi rappresentanti, Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni e Benedetto Marcello.
“Credo – conclude il pianista - che per avvicinare alla musica classica un nuovo pubblico sia necessario, oggi, cercare di adottare un linguaggio più vicino alle persone e Bach, in un progetto come quello che nasce a Bagnoli, rappresenta il punto di partenza ideale. La sua musica ha una dimensione universale, non necessariamente riducibile a una sola epoca e a una sola nazione”.
“In principio era Bach, si potrebbe quasi dire – sottolinea Stefano Valanzuolo – ed è la musica di Bach nella rilettura di Ramin Bahrami, ad aprire il nostro ciclo tematico dedicato alla storia musicale occidentale”.
Sette concerti, ed ancora laboratori e prove aperte “per realizzare – aggiunge Tommaso Rossi - un singolare excursus temporale nella grande musica ed offrire al pubblico gli strumenti per un ascolto consapevole del repertorio classico delle sue epoche fondative e dei suoi grandi maestri”.
Dalle architetture di Bach al ‘Barocco italiano’ del secondo appuntamento (il 10 ottobre) che vedrà sul podio il Maestro Antonio Florio a dirigere l’ensemble Scarlatti Lab ed il solista Giacomo Lapegna al fagotto. Da qui e fino al 19 dicembre prossimo in programma titoli come ‘Mozart e Papà Haydn’ dell’ensemble albanese Musica Nova A Quattro, il ‘Classicismo Viennese: Beethoven e Schubert’ del Trio Hermes, ‘Il Pianoforte Romantico’ della pianista Sara Amoresano, ‘Vento dell’Est’ con il Trio Liszt e, in chiusura, ‘American Suite’ del pianista Andrea Rebaudengo, tutti introdotti da proiezioni di video brevi di Anita Pesce dedicati ai diversi compositori in programma.
Biglietto euro 10 (ridotto under30 euro 5). Prenotazioni: infomusicaurbana@gmail.com; Prevendite Azzurroservice.it; info: www.associazionescarlatti.it; www.maggiodellamusica.it

di Napoli Magazine
23/09/2026 - 10:01
“In un mondo che oggi si sta sgretolando e dove la politica fallisce, chiusa nei propri egoismi, la musica di Bach, muovendosi sapientemente tra melodia e danza, ci insegna che la convivenza e le differenze possono coesistere. La polifonia, nel senso letterale di coesistenza armoniosa di molte voci, ci salverà dall’orrore e dalle brutture del mondo e non l’intelligenza artificiale, come vorrebbero farci credere i potenti”.
Parole del pianista Ramin Bahrami, classe 1979, iraniano di nascita e naturalizzato italiano, atteso a Napoli con ‘Bach e la danza’, recital che, sabato 26 settembre (ore 18) all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli, inaugura la rassegna “Musica Urbana”.
L’iniziativa, promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027 e del progetto Napoli Città della Musica, nasce dalla collaborazione tra due delle maggiori istituzioni concertistiche napoletane, l'Associazione Alessandro Scarlatti diretta da Tommaso Rossi e il Maggio della Musica diretto da Stefano Valanzuolo.
“L’intelligenza artificiale – continua Bahrami - non sarà mai in grado di farci piangere e gioire come la musica di Bach, né di farci provare la magia dei ‘rubati’ di Arturo Benedetti Michelangeli”.
Bach secondo Bahrami in un concerto, ideato per l’occasione, in cui il grande pianista disegna un programma di raro ascolto che unisce due delle ‘Sei Partite’ scritte per clavicembalo, tra il 1726 e il 1730. Quindi, il ‘Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo’ ed il ‘Concerto secondo lo stile Italiano’, in cui il compositore tedesco rende omaggio alla scuola strumentale veneziana barocca e ai suoi massimi rappresentanti, Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni e Benedetto Marcello.
“Credo – conclude il pianista - che per avvicinare alla musica classica un nuovo pubblico sia necessario, oggi, cercare di adottare un linguaggio più vicino alle persone e Bach, in un progetto come quello che nasce a Bagnoli, rappresenta il punto di partenza ideale. La sua musica ha una dimensione universale, non necessariamente riducibile a una sola epoca e a una sola nazione”.
“In principio era Bach, si potrebbe quasi dire – sottolinea Stefano Valanzuolo – ed è la musica di Bach nella rilettura di Ramin Bahrami, ad aprire il nostro ciclo tematico dedicato alla storia musicale occidentale”.
Sette concerti, ed ancora laboratori e prove aperte “per realizzare – aggiunge Tommaso Rossi - un singolare excursus temporale nella grande musica ed offrire al pubblico gli strumenti per un ascolto consapevole del repertorio classico delle sue epoche fondative e dei suoi grandi maestri”.
Dalle architetture di Bach al ‘Barocco italiano’ del secondo appuntamento (il 10 ottobre) che vedrà sul podio il Maestro Antonio Florio a dirigere l’ensemble Scarlatti Lab ed il solista Giacomo Lapegna al fagotto. Da qui e fino al 19 dicembre prossimo in programma titoli come ‘Mozart e Papà Haydn’ dell’ensemble albanese Musica Nova A Quattro, il ‘Classicismo Viennese: Beethoven e Schubert’ del Trio Hermes, ‘Il Pianoforte Romantico’ della pianista Sara Amoresano, ‘Vento dell’Est’ con il Trio Liszt e, in chiusura, ‘American Suite’ del pianista Andrea Rebaudengo, tutti introdotti da proiezioni di video brevi di Anita Pesce dedicati ai diversi compositori in programma.
Biglietto euro 10 (ridotto under30 euro 5). Prenotazioni: infomusicaurbana@gmail.com; Prevendite Azzurroservice.it; info: www.associazionescarlatti.it; www.maggiodellamusica.it
