Cultura & Gossip
LIBRI - "Coltre Umana" di Vivian Ley
22.03.2026 13:03 di Napoli Magazine
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L’Eros del Suono e il Nulla della Carne: "Coltre Umana" di Vivian Ley

Una silloge poetica che trasforma il dolore in melodia ancestrale e rivendicazione d'identità

Esce "Coltre Umana", la nuova produzione letteraria di Vivian Ley. Pubblicata da I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, l'opera rappresenta un vertice della ricerca poetica contemporanea, dove la parola smette di essere semplice veicolo di significati per trasmutarsi in vibrazione pura.

La Parola come Suono Ancestrale

L'opera si distingue per un approccio "misticheggiante" alla scrittura. Nella visione di Vivian Ley, la parola cessa di essere un segno noto per diventare il riverbero di una nota musicale, di una visione onirica o di un’immagine emozionale. È una poesia che non cerca la consolazione, ma propone una totale accettazione disillusa della realtà esistenziale. Il verso, pur essendo colto, non crea distanza con il fruitore, ma lo cattura in una fascinazione psichica che perdura fino all'ultima pagina.

Tra Trauma e Liberazione: L’Identità Negata

Il cuore pulsante di "Coltre Umana" risiede nella biografia dell'autrice, segnata profondamente dall'abbandono familiare e da un'infanzia violata. Vivian è stata allontanata dalla famiglia d’origine per il solo fatto di essere nata donna, un evento che ha orientato la sua intera produzione verso la difesa delle donne rinnegate e offese.

La sua opera letteraria non è solo estetica, ma un atto di resistenza:

  • Autocoscienza: Il percorso poetico mira alla liberazione della donna attraverso una rinnovata percezione di sé.
  • Identità Soggettiva: Ley sostiene che non esista cambiamento senza l'accettazione della propria storia individuale.
  • Attivismo: Femminista convinta, l'autrice utilizza la parola e il gesto in laboratori teatrali e reading per sostenere le vittime di violenza.

Una Poetica Performativa

L'indagine di Ley si basa sul principio che il suono sia generatore di senso a prescindere dal significato letterale della parola. La metrica, il timbro e il tono sono corollari di un'attività performativa che attribuisce estrema importanza al movimento corporeo, definito come un "atto liberatorio" capace di tradurre sentimenti altrimenti repressi. Come afferma l'autrice stessa, "la voce è uno strumento per entrare in intimità con sè stessi prima che con gli altri".

 

Scrive Gabriella Rossitto nella post- fazione al volume: “L’autrice ha sviluppato una personale indagine basata sull’assunto generale che un suono è generatore di senso a prescindere dal significato della parola. La metrica, il timbro e il tono sono i corollari della sua attività performativa, alla quale si associano una grande attenzione per il movimento corporeo e la liberazione del gesto. I suoni, le loro vibrazioni armoniche producono un cambiamento di stato nella coscienza e nel corpo di chi li ascolta. Trascorre la maggior parte della sua vita tra Roma, Torino e Milano. I suoi laboratori: il laboratorio poetico “Una stanza tutta per sé” e il laboratorio teatrale “Il teatro di liberazione”, entrambi dedicati alle donne vittime di violenza, sono occasioni di crescita, di autocoscienza, di compartecipazione solidale tra donne, piccoli presidi di resistenza”.

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LIBRI - "Coltre Umana" di Vivian Ley

di Napoli Magazine

22/03/2026 - 13:03

L’Eros del Suono e il Nulla della Carne: "Coltre Umana" di Vivian Ley

Una silloge poetica che trasforma il dolore in melodia ancestrale e rivendicazione d'identità

Esce "Coltre Umana", la nuova produzione letteraria di Vivian Ley. Pubblicata da I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, l'opera rappresenta un vertice della ricerca poetica contemporanea, dove la parola smette di essere semplice veicolo di significati per trasmutarsi in vibrazione pura.

La Parola come Suono Ancestrale

L'opera si distingue per un approccio "misticheggiante" alla scrittura. Nella visione di Vivian Ley, la parola cessa di essere un segno noto per diventare il riverbero di una nota musicale, di una visione onirica o di un’immagine emozionale. È una poesia che non cerca la consolazione, ma propone una totale accettazione disillusa della realtà esistenziale. Il verso, pur essendo colto, non crea distanza con il fruitore, ma lo cattura in una fascinazione psichica che perdura fino all'ultima pagina.

Tra Trauma e Liberazione: L’Identità Negata

Il cuore pulsante di "Coltre Umana" risiede nella biografia dell'autrice, segnata profondamente dall'abbandono familiare e da un'infanzia violata. Vivian è stata allontanata dalla famiglia d’origine per il solo fatto di essere nata donna, un evento che ha orientato la sua intera produzione verso la difesa delle donne rinnegate e offese.

La sua opera letteraria non è solo estetica, ma un atto di resistenza:

  • Autocoscienza: Il percorso poetico mira alla liberazione della donna attraverso una rinnovata percezione di sé.
  • Identità Soggettiva: Ley sostiene che non esista cambiamento senza l'accettazione della propria storia individuale.
  • Attivismo: Femminista convinta, l'autrice utilizza la parola e il gesto in laboratori teatrali e reading per sostenere le vittime di violenza.

Una Poetica Performativa

L'indagine di Ley si basa sul principio che il suono sia generatore di senso a prescindere dal significato letterale della parola. La metrica, il timbro e il tono sono corollari di un'attività performativa che attribuisce estrema importanza al movimento corporeo, definito come un "atto liberatorio" capace di tradurre sentimenti altrimenti repressi. Come afferma l'autrice stessa, "la voce è uno strumento per entrare in intimità con sè stessi prima che con gli altri".

 

Scrive Gabriella Rossitto nella post- fazione al volume: “L’autrice ha sviluppato una personale indagine basata sull’assunto generale che un suono è generatore di senso a prescindere dal significato della parola. La metrica, il timbro e il tono sono i corollari della sua attività performativa, alla quale si associano una grande attenzione per il movimento corporeo e la liberazione del gesto. I suoni, le loro vibrazioni armoniche producono un cambiamento di stato nella coscienza e nel corpo di chi li ascolta. Trascorre la maggior parte della sua vita tra Roma, Torino e Milano. I suoi laboratori: il laboratorio poetico “Una stanza tutta per sé” e il laboratorio teatrale “Il teatro di liberazione”, entrambi dedicati alle donne vittime di violenza, sono occasioni di crescita, di autocoscienza, di compartecipazione solidale tra donne, piccoli presidi di resistenza”.