Un libro che ripercorre vita e opera di Marco Aurelio Severino, restituendo il ritratto di un “medico a rovescio”, che seppe collocarsi nell’élite culturale transnazionale del suo tempo, anticipando temi e metodi della modernità scientifica. Lunedì 21 settembre alle 17:30 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli, è in programma la presentazione del volume di Aurelio Musi, edito da Colonnese, Il «medico a rovescio». Marco Aurelio Severino nell'Europa del Seicento. Partecipano con l’autore: Orazio Abbamonte Presidente Fondazione Banco Napoli, gli scrittori Antonella Cilento e Vladimiro Bottone, modera Bianca Stranieri Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Chirurgo innovatore, anatomista e scienziato, Severino fu anche filosofo e discepolo di Campanella, visse tra la Calabria e Napoli, al centro di una rete intellettuale che travalicava i confini del Regno per intrecciarsi con le principali correnti europee. «La sua vicenda biografica - spiega Musi - dalla formazione provinciale al successo accademico, dalle disavventure con l’Inquisizione alla lotta contro la peste, restituisce l’immagine di un uomo capace di coniugare pratica ospedaliera, ricerca sperimentale e pensiero critico». Stretto il rapporto di Severino con Napoli. All'ospedale degli Incurabili ebbe modo di applicare innovativi metodi di intervento chirurgico, ispirandosi agli insegnamenti della filosofia naturalistica di Telesio e Bruno, attirando allievi e scienziati provenienti da altri paesi d'Europa. Severino è più conosciuto all'estero che in Italia. «La rassegna “Libri in Fondazione” con il testo di Musi - commenta Abbamonte - rappresenta un appuntamento di particolare significato, perché interpreta pienamente la nostra idea di cultura come luogo di confronto e di crescita collettiva. Ospitare libri, autori e lettori nelle sale della Fondazione significa dare nuova vita a spazi che custodiscono una parte fondamentale della memoria storica e civile di Napoli e del Mezzogiorno». Spicca così una figura affascinante e controversa, Marco Aurelio Severino morí a Napoli nel 1656. All’autore è stato assegnato il premio “Un libro per il Sud”. «Oggi, il pubblico, - spiega Stranieri - ha la possibilità' di entrare in contatto per la prima volta con la affascinante biografia e le opere del fondatore dell'anatomo-chirurgia grazie al saggio dello storico, scrittore e giornalista Musi».

di Napoli Magazine
17/09/2026 - 09:31
Un libro che ripercorre vita e opera di Marco Aurelio Severino, restituendo il ritratto di un “medico a rovescio”, che seppe collocarsi nell’élite culturale transnazionale del suo tempo, anticipando temi e metodi della modernità scientifica. Lunedì 21 settembre alle 17:30 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli, è in programma la presentazione del volume di Aurelio Musi, edito da Colonnese, Il «medico a rovescio». Marco Aurelio Severino nell'Europa del Seicento. Partecipano con l’autore: Orazio Abbamonte Presidente Fondazione Banco Napoli, gli scrittori Antonella Cilento e Vladimiro Bottone, modera Bianca Stranieri Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Chirurgo innovatore, anatomista e scienziato, Severino fu anche filosofo e discepolo di Campanella, visse tra la Calabria e Napoli, al centro di una rete intellettuale che travalicava i confini del Regno per intrecciarsi con le principali correnti europee. «La sua vicenda biografica - spiega Musi - dalla formazione provinciale al successo accademico, dalle disavventure con l’Inquisizione alla lotta contro la peste, restituisce l’immagine di un uomo capace di coniugare pratica ospedaliera, ricerca sperimentale e pensiero critico». Stretto il rapporto di Severino con Napoli. All'ospedale degli Incurabili ebbe modo di applicare innovativi metodi di intervento chirurgico, ispirandosi agli insegnamenti della filosofia naturalistica di Telesio e Bruno, attirando allievi e scienziati provenienti da altri paesi d'Europa. Severino è più conosciuto all'estero che in Italia. «La rassegna “Libri in Fondazione” con il testo di Musi - commenta Abbamonte - rappresenta un appuntamento di particolare significato, perché interpreta pienamente la nostra idea di cultura come luogo di confronto e di crescita collettiva. Ospitare libri, autori e lettori nelle sale della Fondazione significa dare nuova vita a spazi che custodiscono una parte fondamentale della memoria storica e civile di Napoli e del Mezzogiorno». Spicca così una figura affascinante e controversa, Marco Aurelio Severino morí a Napoli nel 1656. All’autore è stato assegnato il premio “Un libro per il Sud”. «Oggi, il pubblico, - spiega Stranieri - ha la possibilità' di entrare in contatto per la prima volta con la affascinante biografia e le opere del fondatore dell'anatomo-chirurgia grazie al saggio dello storico, scrittore e giornalista Musi».
