A cento anni dalla morte di Giovanni Amendola, tra i più lucidi e coraggiosi oppositori del fascismo in seguito alla marcia su Roma, martedì 14 aprile alle ore 17.30, a Napoli, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio 14-15, sarà presentato il volume L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti.
All’incontro, organizzato da Officina repubblicana, interverranno, insieme all’autore, Marta Herling, Francesco Saverio Lauro, Paolo Macry e Umberto Ranieri.
Il volume ricostruisce la figura di Amendola, leader della secessione dell’Aventino e tra i primi a denunciare la natura totalitaria del regime mussoliniano. Dopo ripetute aggressioni da parte di squadristi fascisti, fu gravemente ferito nel 1925 e morì nell’aprile del 1926 a causa delle conseguenze del pestaggio.
L’incontro rappresenta un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico una figura decisiva della storia italiana del Novecento. L’Autore ha infatti ricostruito, con rigore storico e un taglio narrativo avvincente, la parabola umana e politica di un intellettuale e di un uomo delle istituzioni che seppe cogliere con straordinario anticipo la deriva autoritaria del regime.
Giornalista e protagonista del dibattito culturale dell’Italia liberale, Amendola divenne uno dei principali punti di riferimento dell’opposizione parlamentare e, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, guidò la secessione dell’Aventino e difese con fermezza i principi dello Stato di diritto.
Tra i primi a denunciare lo “spirito totalitario” del fascismo, Amendola si distinse anche per la proposta, allora innovativa, di strumenti di garanzia costituzionale a tutela delle istituzioni democratiche contro gli abusi del potere.
Il libro restituisce così il profilo di un pensatore libero e coerente, ostile a ogni forma di estremismo, aperto alle istanze sociali e animato da una profonda fede nella libertà e nella democrazia parlamentare.
Particolarmente significativa è la ricostruzione del violento agguato di luglio 1925, in cui Amendola fu aggredito da squadristi fascisti, riportando ferite che ne causarono la morte pochi mesi dopo.
A distanza di un secolo, la figura di Amendola emerge in tutta la sua attualità, come riferimento imprescindibile di una nobile tradizione, testimonianza del valore della difesa delle libertà fondamentali e dell’esigenza di unità tra le coscienze democratiche.
di Napoli Magazine
10/04/2026 - 18:49
A cento anni dalla morte di Giovanni Amendola, tra i più lucidi e coraggiosi oppositori del fascismo in seguito alla marcia su Roma, martedì 14 aprile alle ore 17.30, a Napoli, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio 14-15, sarà presentato il volume L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti.
All’incontro, organizzato da Officina repubblicana, interverranno, insieme all’autore, Marta Herling, Francesco Saverio Lauro, Paolo Macry e Umberto Ranieri.
Il volume ricostruisce la figura di Amendola, leader della secessione dell’Aventino e tra i primi a denunciare la natura totalitaria del regime mussoliniano. Dopo ripetute aggressioni da parte di squadristi fascisti, fu gravemente ferito nel 1925 e morì nell’aprile del 1926 a causa delle conseguenze del pestaggio.
L’incontro rappresenta un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico una figura decisiva della storia italiana del Novecento. L’Autore ha infatti ricostruito, con rigore storico e un taglio narrativo avvincente, la parabola umana e politica di un intellettuale e di un uomo delle istituzioni che seppe cogliere con straordinario anticipo la deriva autoritaria del regime.
Giornalista e protagonista del dibattito culturale dell’Italia liberale, Amendola divenne uno dei principali punti di riferimento dell’opposizione parlamentare e, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, guidò la secessione dell’Aventino e difese con fermezza i principi dello Stato di diritto.
Tra i primi a denunciare lo “spirito totalitario” del fascismo, Amendola si distinse anche per la proposta, allora innovativa, di strumenti di garanzia costituzionale a tutela delle istituzioni democratiche contro gli abusi del potere.
Il libro restituisce così il profilo di un pensatore libero e coerente, ostile a ogni forma di estremismo, aperto alle istanze sociali e animato da una profonda fede nella libertà e nella democrazia parlamentare.
Particolarmente significativa è la ricostruzione del violento agguato di luglio 1925, in cui Amendola fu aggredito da squadristi fascisti, riportando ferite che ne causarono la morte pochi mesi dopo.
A distanza di un secolo, la figura di Amendola emerge in tutta la sua attualità, come riferimento imprescindibile di una nobile tradizione, testimonianza del valore della difesa delle libertà fondamentali e dell’esigenza di unità tra le coscienze democratiche.