Cultura & Gossip
SPETTACOLI - "Mare di ruggine" torna al teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 29 settembre all'11 ottobre
21.09.2026 12:59 di Napoli Magazine
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Ritorna al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 29 settembre (ore 21.00) all’11 ottobre 2026, “Mare di ruggine”, lo spettacolo scritto e diretto da Antimo Casertano, che dal debutto nel 2024 ad oggi ha raccolto soddisfazioni al botteghino e consensi dalla critica, ricevendo moltissimi riconoscimenti fino al Premio ANCT (Premio Nazionale della Critica) 2025. La favola dell’Ilva, che poi favola non è, è la storia di un padre raccontata al figlio, un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, tra lotte sindacali, deindustrializzazione e ferite sociali lasciate dal tempo. Una storia familiare, lunga cinque generazioni, che viaggia in parallelo con la storia dello stabilimento ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli. “Mare di ruggine” dà voce a una generazione che ha creduto nella fabbrica come promessa di riscatto e si rivolge alle nuove generazioni, affinché possano immaginare un futuro diverso, libero dai mostri del passato. Lo spettacolo riflette sul valore del lavoro, sulla perdita di identità industriale e sulla necessità di ricostruire un senso comune. Un atto d'amore verso le radici sociali del nostro Paese, tra utopia e disincanto.
 
Con Daniela Ioia, Francesca De Nicolais, Luigi Credendino, Antimo Casertano.
 
MARE DI RUGGINE. La Favola dell'Ilva 
 
Note di regia:
 
«È il racconto dell’unica possibilità, l’unica alternativa che la fabbrica - ‘o cantiere - ha rappresentato per la mia famiglia in particolare e per tante, tantissime altre famiglie; a Napoli come a Taranto, a Genova come a Piombino. È il racconto del diritto al lavoro e di come esso rappresenti l’unica certezza di esistenza nella stessa società. Un racconto che non può non tenere conto del quadro politico, sociale, ed economico del nostro paese. Il suo sviluppo, nel bene e nel male, le sue modifiche nel tempo della storia attraverso la pelle dei protagonisti, il piano di deindustrializzazione locale e nazionale. Ma è anche la volontà di raccontare della identità operaia, della voglia di sentirsi orgogliosamente parte di quella classe, delle lotte e delle conquiste e soprattutto della sua fine. MARE DI RUGGINE è una favola, anche se una favola non è, contro l’abbandono perpetuo. La voglia di riappropriarsi del bene comune, la lotta contro la privatizzazione e lo sciacallaggio. Immagine, purtroppo, di un incubo ancora presente. Ma è anche un’indagine sulla vita e la morte, amore e odio, promesse e compromessi, soprusi e tentativo di riscatto sociale. Forse sono vecchio, eppure continuo a credere che le storie, quelle semplici, conservano una potenza e una magia che non invecchia mai. Una storia semplice come seme per il cambiamento, memoria di un periodo in cui l’unico argomento di interesse pare essere sempre altrove, inafferrabile, da qualche altra parte. La speranza che i nostri figli possano raccontare una storia diversa, una realtà nuova e libera da mostri. In definitiva, è l’impegno morale di fare luce sulla vicenda dell’Italsider che da tanti, troppi anni, giace dimenticata al suo stato di abbandono». Antimo Casertano
 
Musiche originali Paky Di Maio disegno luci Paco Summonte datore luci Lud Sciannamblo datore audio Raffaele Palma cura del movimento Carlotta Bruni costumi Pina Sorrentino scenografie Flaviano Barbarisi laboratorio scene Giovanni Sanniola comunicazione web Rosa Lo Mont. Un progetto Compagnia Teatro Insania Spettacolo vincitore del Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica) Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022 Premio Fersen Premio Antonio Conti di Pesaro Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio.
 
 
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SPETTACOLI - "Mare di ruggine" torna al teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 29 settembre all'11 ottobre

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21/09/2026 - 12:59

Ritorna al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 29 settembre (ore 21.00) all’11 ottobre 2026, “Mare di ruggine”, lo spettacolo scritto e diretto da Antimo Casertano, che dal debutto nel 2024 ad oggi ha raccolto soddisfazioni al botteghino e consensi dalla critica, ricevendo moltissimi riconoscimenti fino al Premio ANCT (Premio Nazionale della Critica) 2025. La favola dell’Ilva, che poi favola non è, è la storia di un padre raccontata al figlio, un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, tra lotte sindacali, deindustrializzazione e ferite sociali lasciate dal tempo. Una storia familiare, lunga cinque generazioni, che viaggia in parallelo con la storia dello stabilimento ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli. “Mare di ruggine” dà voce a una generazione che ha creduto nella fabbrica come promessa di riscatto e si rivolge alle nuove generazioni, affinché possano immaginare un futuro diverso, libero dai mostri del passato. Lo spettacolo riflette sul valore del lavoro, sulla perdita di identità industriale e sulla necessità di ricostruire un senso comune. Un atto d'amore verso le radici sociali del nostro Paese, tra utopia e disincanto.
 
Con Daniela Ioia, Francesca De Nicolais, Luigi Credendino, Antimo Casertano.
 
MARE DI RUGGINE. La Favola dell'Ilva 
 
Note di regia:
 
«È il racconto dell’unica possibilità, l’unica alternativa che la fabbrica - ‘o cantiere - ha rappresentato per la mia famiglia in particolare e per tante, tantissime altre famiglie; a Napoli come a Taranto, a Genova come a Piombino. È il racconto del diritto al lavoro e di come esso rappresenti l’unica certezza di esistenza nella stessa società. Un racconto che non può non tenere conto del quadro politico, sociale, ed economico del nostro paese. Il suo sviluppo, nel bene e nel male, le sue modifiche nel tempo della storia attraverso la pelle dei protagonisti, il piano di deindustrializzazione locale e nazionale. Ma è anche la volontà di raccontare della identità operaia, della voglia di sentirsi orgogliosamente parte di quella classe, delle lotte e delle conquiste e soprattutto della sua fine. MARE DI RUGGINE è una favola, anche se una favola non è, contro l’abbandono perpetuo. La voglia di riappropriarsi del bene comune, la lotta contro la privatizzazione e lo sciacallaggio. Immagine, purtroppo, di un incubo ancora presente. Ma è anche un’indagine sulla vita e la morte, amore e odio, promesse e compromessi, soprusi e tentativo di riscatto sociale. Forse sono vecchio, eppure continuo a credere che le storie, quelle semplici, conservano una potenza e una magia che non invecchia mai. Una storia semplice come seme per il cambiamento, memoria di un periodo in cui l’unico argomento di interesse pare essere sempre altrove, inafferrabile, da qualche altra parte. La speranza che i nostri figli possano raccontare una storia diversa, una realtà nuova e libera da mostri. In definitiva, è l’impegno morale di fare luce sulla vicenda dell’Italsider che da tanti, troppi anni, giace dimenticata al suo stato di abbandono». Antimo Casertano
 
Musiche originali Paky Di Maio disegno luci Paco Summonte datore luci Lud Sciannamblo datore audio Raffaele Palma cura del movimento Carlotta Bruni costumi Pina Sorrentino scenografie Flaviano Barbarisi laboratorio scene Giovanni Sanniola comunicazione web Rosa Lo Mont. Un progetto Compagnia Teatro Insania Spettacolo vincitore del Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica) Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022 Premio Fersen Premio Antonio Conti di Pesaro Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio.