Cultura & Gossip
SPETTACOLI - "Riccardo III" di Antonio Latella in scena al Teatro Mercadante
14.02.2026 09:48 di Napoli Magazine
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Al Teatro Mercadante dal 18 febbraio al 1 marzo torna il regista di Castellammare di Stabia, Antonio Latella, con lo spettacolo RICCARDO III di W. Shakespeare, affidato a un numeroso cast di interpreti capitanato da Vinicio Marchioni, nel ruolo del malvagio re del titolo.

La traduzione del testo è di Federico Bellini che firma anche l’adattamento insieme ad  Antonio Latella; dramaturg è Linda Dalisi; le scene sono di Annelisa Zaccheria; i costumi di Simona D’Amico; le musiche e il suono di Franco Visioli; le luci di Simone De Angelis.

La produzione è del Teatro Stabile dell’Umbria e LAC Lugano Arte e Cultura. 

Sullo spettacolo

di Antonio Latella

«Il male e`. Non e` una forma, non e` uno zoppo. Non e` un gobbo. Il male e` vita. Il male e` natura. Il male e` divinita`. Il nostro intento e` quello di provare ad andare oltre l’esteriorita` del male cercando di percepirne l’incanto. E` chiaro che se il male stesso viene rappresentato attraverso un segno fisico il pubblico e` portato ad accettarlo, vede la “mostruosita`” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista. Ma e` ancora accettabile questo “alibi di deformita`” nel ventunesimo secolo? Probabilmente il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista. Difatti utilizzo` un corpo maschera, molto piu` vicino a un giullare di corte, al fool, la cui figura era spesso caricata di segni esteriori – come la gobba – che, nel tempo, hanno assunto significati ambivalenti: grotteschi ma anche propiziatori. Non è un caso che nella cultura popolare si corresse a toccare la gobba per buon auspicio».

«In alcuni Paesi, Riccardo III viene tolto dai cartelloni di programmazione teatrale perche´ potrebbe risultare offensivo per chi convive con una disabilità fisica; argomento delicato in questi tempi dove il politically correct, nel bene e nel male, rischia di diventare censura che muta l’originalita` delle opere decontestualizzandole dal periodo storico a cui appartengono. A noi interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perche´ no, la scorrettezza della parola.

Il serpente incanto` Eva con le parole, o, in ogni caso, bisognerebbe pensare che il serpente fu abile in quanto riusci` a far staccare la mela dall’albero ad Eva ma fu Adamo a morderla. Quindi, chi dei due pecco`? Il male che mi interessa e` nella bellezza, non nella disarmonia. Il male e` il giardino dell’Eden. Una bellezza accecante, una bellezza che pretende un ritorno al figurativo. Una bellezza opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose, di giochi di seduzione continui. E, in questo, Riccardo III e` il maggiore dei maestri.

La sua battaglia non e` per la corona, non e` per l’ascesa al trono, ma e` per la sottomissione del femminile, quando è proprio il femminile che gli dara` scacco matto; difatti sara` la Regina madre a portare a termine una tremenda maledizione. 

La traduzione di Federico Bellini mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana. Abbiamo cercato di creare un adattamento dove, pur nella rinuncia ad alcune parti del testo originale, abbiamo provato a rispettare l’interezza della vicenda e la sua trasversalita` di significato. Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno gia` esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprira` essere in realta` al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo e` pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola “AMEN”. 

Infine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare ad ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredita`. Sappiamo tutti che la parola puo` mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perche´ siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il DO, o almeno cosi` mi piace pensare. 

A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perche´ chi tradi` il paradiso fu l’Angelo piu` bello». (Antonio Latella

 

RICCARDO III

di William Shakespeare 

traduzione Federico Bellini
adattamento Antonio Latella e Federico Bellini

regia Antonio Latella 

con Vinicio Marchioni (Riccardo III), Silvia Ajelli (Regina Elisabetta)

Anna Coppola (Regina madre, Duchessa di York)

Flavio Capuzzo Dolcetta (custode)

Sebastian Luque Herrera (Principe York Richmond)

Luca Ingravalle (Principe Edoardo), Giulia Mazzarino (Lady Anna)

Candida Nieri (Regina Margherita), Stefano Patti (Buckingham)

Annibale Pavone (Clarence – Re Edoardo – Stanley)

Andrea Sorrentino (Hastings, Sindaco)

dramaturg Linda Dalisi 

scene Annelisa Zaccheria 

costumi Simona D’Amico 

musiche e suono Franco Visioli 

luci Simone De Angelis 

regista assistente e movimenti Alessio Maria Romano
assistente volontario Riccardo Rampazzo

produzione Teatro Stabile dell’Umbria e LAC Lugano Arte e Cultura 

durata 2 ore e 40 minuti compreso intervallo

prima parte: 1 ora e 40 minuti

intervallo: 15 minuti

seconda parte: 45 minuti

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SPETTACOLI - "Riccardo III" di Antonio Latella in scena al Teatro Mercadante

di Napoli Magazine

14/02/2026 - 09:48

Al Teatro Mercadante dal 18 febbraio al 1 marzo torna il regista di Castellammare di Stabia, Antonio Latella, con lo spettacolo RICCARDO III di W. Shakespeare, affidato a un numeroso cast di interpreti capitanato da Vinicio Marchioni, nel ruolo del malvagio re del titolo.

La traduzione del testo è di Federico Bellini che firma anche l’adattamento insieme ad  Antonio Latella; dramaturg è Linda Dalisi; le scene sono di Annelisa Zaccheria; i costumi di Simona D’Amico; le musiche e il suono di Franco Visioli; le luci di Simone De Angelis.

La produzione è del Teatro Stabile dell’Umbria e LAC Lugano Arte e Cultura. 

Sullo spettacolo

di Antonio Latella

«Il male e`. Non e` una forma, non e` uno zoppo. Non e` un gobbo. Il male e` vita. Il male e` natura. Il male e` divinita`. Il nostro intento e` quello di provare ad andare oltre l’esteriorita` del male cercando di percepirne l’incanto. E` chiaro che se il male stesso viene rappresentato attraverso un segno fisico il pubblico e` portato ad accettarlo, vede la “mostruosita`” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista. Ma e` ancora accettabile questo “alibi di deformita`” nel ventunesimo secolo? Probabilmente il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista. Difatti utilizzo` un corpo maschera, molto piu` vicino a un giullare di corte, al fool, la cui figura era spesso caricata di segni esteriori – come la gobba – che, nel tempo, hanno assunto significati ambivalenti: grotteschi ma anche propiziatori. Non è un caso che nella cultura popolare si corresse a toccare la gobba per buon auspicio».

«In alcuni Paesi, Riccardo III viene tolto dai cartelloni di programmazione teatrale perche´ potrebbe risultare offensivo per chi convive con una disabilità fisica; argomento delicato in questi tempi dove il politically correct, nel bene e nel male, rischia di diventare censura che muta l’originalita` delle opere decontestualizzandole dal periodo storico a cui appartengono. A noi interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perche´ no, la scorrettezza della parola.

Il serpente incanto` Eva con le parole, o, in ogni caso, bisognerebbe pensare che il serpente fu abile in quanto riusci` a far staccare la mela dall’albero ad Eva ma fu Adamo a morderla. Quindi, chi dei due pecco`? Il male che mi interessa e` nella bellezza, non nella disarmonia. Il male e` il giardino dell’Eden. Una bellezza accecante, una bellezza che pretende un ritorno al figurativo. Una bellezza opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose, di giochi di seduzione continui. E, in questo, Riccardo III e` il maggiore dei maestri.

La sua battaglia non e` per la corona, non e` per l’ascesa al trono, ma e` per la sottomissione del femminile, quando è proprio il femminile che gli dara` scacco matto; difatti sara` la Regina madre a portare a termine una tremenda maledizione. 

La traduzione di Federico Bellini mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana. Abbiamo cercato di creare un adattamento dove, pur nella rinuncia ad alcune parti del testo originale, abbiamo provato a rispettare l’interezza della vicenda e la sua trasversalita` di significato. Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno gia` esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprira` essere in realta` al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo e` pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola “AMEN”. 

Infine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare ad ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredita`. Sappiamo tutti che la parola puo` mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perche´ siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il DO, o almeno cosi` mi piace pensare. 

A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perche´ chi tradi` il paradiso fu l’Angelo piu` bello». (Antonio Latella

 

RICCARDO III

di William Shakespeare 

traduzione Federico Bellini
adattamento Antonio Latella e Federico Bellini

regia Antonio Latella 

con Vinicio Marchioni (Riccardo III), Silvia Ajelli (Regina Elisabetta)

Anna Coppola (Regina madre, Duchessa di York)

Flavio Capuzzo Dolcetta (custode)

Sebastian Luque Herrera (Principe York Richmond)

Luca Ingravalle (Principe Edoardo), Giulia Mazzarino (Lady Anna)

Candida Nieri (Regina Margherita), Stefano Patti (Buckingham)

Annibale Pavone (Clarence – Re Edoardo – Stanley)

Andrea Sorrentino (Hastings, Sindaco)

dramaturg Linda Dalisi 

scene Annelisa Zaccheria 

costumi Simona D’Amico 

musiche e suono Franco Visioli 

luci Simone De Angelis 

regista assistente e movimenti Alessio Maria Romano
assistente volontario Riccardo Rampazzo

produzione Teatro Stabile dell’Umbria e LAC Lugano Arte e Cultura 

durata 2 ore e 40 minuti compreso intervallo

prima parte: 1 ora e 40 minuti

intervallo: 15 minuti

seconda parte: 45 minuti