Cultura & Gossip
SPETTACOLI - "Totò e Vicè", il 7 e l'8 febbraio al NEST
03.02.2026 18:01 di Napoli Magazine
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Sabato 7 e domenica 8 febbraio il Nest Napoli Est Teatro ospita Totò e Vicè, spettacolo tratto dall’omonimo testo di Franco Scaldati, drammaturgo e regista palermitano considerato una delle voci più rilevanti del teatro italiano del secondo Novecento. Un lavoro centrato su due personaggi e sul loro rapporto, costruito attraverso dialoghi serrati, alternanza di registro comico e riflessione, e una scrittura che ha reso Scaldati un riferimento per diverse generazioni di artisti. In scena Rosario Palazzolo, Anton Giulio Pandolfo e con Egle Mazzamuto, Sabrina Petyx.

Lo spettacolo nasce da un progetto avviato nel 2019, con un percorso di studio e approfondimento del testo che ha portato alla definizione di un impianto registico e produttivo. Il progetto, elaborato e sostenuto da Anton Giulio Pandolfo, è stato sviluppato attraverso un programma articolato (note, materiali e impostazione progettuale) e presentato tramite l’associazione Energie alter-native guidata da Dario Ferrante, secondo modalità di candidatura anonima. Ammesso a valutazione, il progetto è stato inserito in graduatoria, risultando primo, e da qui è maturata la scelta di affidare l’allestimento a una regia e a un gruppo di lavoro in grado di sostenere un testo complesso e riconoscibile come quello di Scaldati.

Al centro di Totò e Vicè ci sono due figure che vivono in una condizione marginale, in bilico tra presenza e assenza, e che costruiscono la propria identità attraverso l’altro. La relazione tra i due personaggi diventa così il punto di osservazione principale: il dialogo, l’attesa, l’impossibilità di chiudere le domande in risposte definitive, la coesistenza di leggerezza e densità, di comicità e durezza. È una scrittura che mantiene una forza attuale perché parla di fragilità, solitudine, dipendenza reciproca e bisogno di riconoscimento.

La regia è firmata da Giuseppe Cutino, che imposta il lavoro su un’idea precisa di teatro: un luogo in cui la realtà non viene semplificata o “spiegata”, ma esposta nella sua complessità, in particolare per quanto riguarda i temi della morte, della spiritualità e della perdita di umanità che attraversano il presente. Nelle note di regia Cutino sottolinea come, in un tempo dominato da individualismo e competitività, e segnato negli ultimi anni da isolamento e paura, i personaggi di Scaldati affermino la propria esistenza solo attraverso la relazione, costruendo un confronto continuo tra identità sovrapponibili e contrarie, tra livelli diversi di realtà e percezione. La messinscena si concentra su questa dinamica, sulla costruzione del dialogo e sul valore dell’incontro come atto necessario.

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SPETTACOLI - "Totò e Vicè", il 7 e l'8 febbraio al NEST

di Napoli Magazine

03/02/2026 - 18:01

Sabato 7 e domenica 8 febbraio il Nest Napoli Est Teatro ospita Totò e Vicè, spettacolo tratto dall’omonimo testo di Franco Scaldati, drammaturgo e regista palermitano considerato una delle voci più rilevanti del teatro italiano del secondo Novecento. Un lavoro centrato su due personaggi e sul loro rapporto, costruito attraverso dialoghi serrati, alternanza di registro comico e riflessione, e una scrittura che ha reso Scaldati un riferimento per diverse generazioni di artisti. In scena Rosario Palazzolo, Anton Giulio Pandolfo e con Egle Mazzamuto, Sabrina Petyx.

Lo spettacolo nasce da un progetto avviato nel 2019, con un percorso di studio e approfondimento del testo che ha portato alla definizione di un impianto registico e produttivo. Il progetto, elaborato e sostenuto da Anton Giulio Pandolfo, è stato sviluppato attraverso un programma articolato (note, materiali e impostazione progettuale) e presentato tramite l’associazione Energie alter-native guidata da Dario Ferrante, secondo modalità di candidatura anonima. Ammesso a valutazione, il progetto è stato inserito in graduatoria, risultando primo, e da qui è maturata la scelta di affidare l’allestimento a una regia e a un gruppo di lavoro in grado di sostenere un testo complesso e riconoscibile come quello di Scaldati.

Al centro di Totò e Vicè ci sono due figure che vivono in una condizione marginale, in bilico tra presenza e assenza, e che costruiscono la propria identità attraverso l’altro. La relazione tra i due personaggi diventa così il punto di osservazione principale: il dialogo, l’attesa, l’impossibilità di chiudere le domande in risposte definitive, la coesistenza di leggerezza e densità, di comicità e durezza. È una scrittura che mantiene una forza attuale perché parla di fragilità, solitudine, dipendenza reciproca e bisogno di riconoscimento.

La regia è firmata da Giuseppe Cutino, che imposta il lavoro su un’idea precisa di teatro: un luogo in cui la realtà non viene semplificata o “spiegata”, ma esposta nella sua complessità, in particolare per quanto riguarda i temi della morte, della spiritualità e della perdita di umanità che attraversano il presente. Nelle note di regia Cutino sottolinea come, in un tempo dominato da individualismo e competitività, e segnato negli ultimi anni da isolamento e paura, i personaggi di Scaldati affermino la propria esistenza solo attraverso la relazione, costruendo un confronto continuo tra identità sovrapponibili e contrarie, tra livelli diversi di realtà e percezione. La messinscena si concentra su questa dinamica, sulla costruzione del dialogo e sul valore dell’incontro come atto necessario.