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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Adesso chiamiamolo Labotka!"
17.08.2022 20:05 di Napoli Magazine

NAPOLI - Pronti via: un po' di errori arbitrali, un paio di cappellate dei portieri, trentatré gol. Ouverture scoppiettante del campionato (anche quello degli altri) più anomalo che ci sia, spezzato in due tronconi per la cervellotica decisione della Fifa di assegnare la fase finale del mondiale al Qatar dei ricchissimi emiri e dei poveracci che hanno contribuito con le loro fatiche a rendere stadi e alberghi una roba di lusso. Anche questo campionato è stato varato con il calendario asimmetrico, anche questo campionato sarà visibile a sprazzi a causa della rotella impazzita di Dazn che s'è dimostrata tecnologicamente incapace rispetto alla corazzata Sky. Infausta fu la scelta dei soloni della Lega di declassare Sky ed assegnare i diritti tv a Dazn, per pochi spiccioli in più. Una storia tipicamente italiana quella di non dare il giusto merito alla qualità e preferire, piuttosto, il vil denaro per dirla con Aurelio Primo. Il quale, tra lazzi e sberleffi, ha tirato avanti per la sua strada liberandosi degli ammutinati più o meno noti e forse (la scaramanzia è d'obbligo) ha messo su una nuova creatura che promette più che bene. Buona la prima per le sette sorelle. Hanno vinto tutte, denunciando qualche lacuna, ma siamo soltanto all'inizio. Il Milan campione d'Italia e dei giovani d'avvenire ha peccato in fase difensiva nonostante disponga del miglior portiere in assoluto. L'Inter a Lecce ha trovato i tre punti a tempo scaduto. La Lazio stava per pagare dazio per la leggerezza del suo portiere. La Fiorentina ha trovato in extremis il regalo di Radu, non nuovo ad autoreti assurde nella loro goffaggine. La Roma ha sprecato troppo in avanti. La Juve s'è liberata del Sassuolo al quale ha lasciato l'ottanta per cento del possesso palla. Il Napoli ha vinto in scioltezza ma ha concesso due reti ad un Verona che è la pallida controfigura della squadra di Tudor e del cholito Simeone. E però devo dire che questo Ciuccio m'è piaciuto e tanto. Giovane, frizzante, manovriero, consapevole della propria forza anche quando va sotto di un gol. In più può giovarsi del vantaggio di godere di un'ossatura di squadra ben consolidata. In avanti ha aggiunto la giovanile spregiudicatezza di Kvara (eccetera) venuto dal Paese che profuma di fiori e che produce il vino rosso più buono del mondo (credetemi). Ho seguito il boy d'oro georgiano durante le partite della sua nazionale nella Nations League. Pensai: questo ragazzo è forte davvero, nella testa e nei garretti tanto da farmi venire alla mente le galoppate lungo la fascia di Domenghini, ha un dribbling secco, un tiro potente con entrambi i piedi che sono dotati anche della giusta dolcezza negli assist per i compagni. Insieme con Osimhen e Lozano (sulla fascia destra), sempreché si dimentichi delle nuvole e ricordi di essere un nazionale messicano, potrebbe costituire il più forte ed imprevedibile tridente del campionato. Quanto a Kim, nutro qualche perplessità: è forte fisicamente ma lo vedo titubante se attaccato in velocità e negli avanzamenti palla al piede. Del resto, di Koulibaly ce n'è uno soltanto e se ne sono accorti anche al Chelsea (che gol, ragazzi). Quanto a Lobotka, play alla Brozovic, non posso che elogiarlo. E ora che si è inventato anche goleador, consentitemi di cambiargli il nome (soltanto una vocale): Labotka!

 


Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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