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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Non esaltiamoci troppo..."
16.09.2022 23:38 di Napoli Magazine

NAPOLI - Così, a mente un po' più fredda, non c'è da esaltarsi più di tanto. Sì, vado controcorrente, memore della cavalcata dello scorso anno che s'interruppe sul più bello. Però non posso esimermi dal constatare che questa squadra azzurra è davvero bella (e non aggiungo ciao altrimenti la Pausini potrebbe infastidirsi), tenace, sfiziosa, manovriera, messa su con una campagna acquisti fatta da competenti, con due elementi per ogni ruolo che si equivalgono. C'è ricchezza tecnica e dovrebbe essere garanzia per un futuro senza troppi rallentamenti, quei vuoti improvvisi che non t'aspetti. Ciucciobello è valanga azzurra, come lo squadrone di sci guidato da Tomba. Tecnicamente all'altezza anche in Europa, salda psicologicamente, capace di farsi scorrere addosso persino il doppio errore di Zielinski dal dischetto e va bene che il pipelet dei Rangers è un signor pararigori. Prima in campionato, prima nel girone di Champions, a suon di gol, il pane del calcio, cercati con continuità, con intensità, in velocità, attraverso gesti tecnici di apprezzabile valore e sontuosa bellezza. Visto? alla fine mi sono lasciato trasportare dall'entusiasmo. E' che quando vedo il bel calcio finalmente si oscurano nella mente quei lunghi (per tempo) e vuoti (per praticità) ghirigori del noioso tiki taka. Vedete, la ragnatela di passaggi la si può anche concepire ma per farla rendere produttiva devi possedere in squadra un Iniesta e uno Xavi, non uno solo, tutti e due insieme. Altrimenti vieni preso da una noia mortale. Più in là ci sarà la sfida con l'Ajax dei lancieri per la leadership nel girone della coppa che regala notti magiche e vagonate di soldi. Due belle a confronto. Come accadrà domenica sera nel tempio milanese, perché il Milan campione indossa anch'esso il costume della starlet. Napoli e Milan, come nei magici anni Ottanta, il passato di grandeur che si fa presente. Sarà un evento che non deluderà. Tra due squadre - nettamente le migliori del nostro calcio povero - che cercano la vittoria attraverso il gioco, con la caparbietà di chi sa di essere forte, di poter osare. Non saranno della sfida Osimhen e Leao (il Milan ha perduto anche Rebic), due ragazzi già uomini simbolo delle rispettive squadre. Qualche lancio lungo in meno per entrambe. Così, a naso, mi vien di dire che l'assenza del portoghese tra i rossoneri è più pesante di quella del nigeriano tra le file azzurre. Perché di Zolla Gialla si sa tutto: scatto, velocità, profondità. Di Leao c'è ancora molto da scoprire, lo considero un crac assoluto. Insieme con la perla azzurra venuta dall'Est, Kvara. Sediamoci comodi ed andiamo a gustarci uno spettacolo assoluto. Previsione? Una pioggia di gol.           

 


Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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