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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, questione di coraggio? Luciano Spalletti riflette"
09.03.2022 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare. Così ragionava, tra sé, don Abbondio, dopo il colloquio con il cardinale Borromeo. E così rifletteva il certaldese dopo la sconfitta con i rossoneri. Soltanto che il certaldese, dopo il blitz in casa Lazio, aveva assicurato che sì, di coraggio (o carattere) ne aveva avuto, eccòme, la sua orgogliosa truppa azzurra. Ora, poiché è di fantasìa sostenere due concetti diversi nel breve tempo di una settimana, qualcosa non torna. Al netto della jattura sanpaolina - il Maradona violato sette volte sette, dallo Spartak, dall'Atalanta, dall'Empoli, dallo Spezia, dalla Fiorentina, dal Barcellona e dal Milan - non si è lontano dal vero se si certifica almeno che manca quel dna tipico delle grandi squadre che affrontano le partite decisive con la ferma convinzione di poterle vincere. Ora, ditemi voi se è naturale che il Napoli abbia giocato decentemente soltanto in avvio (diciamo un quarto d'ora) e nel finale (calcoliamo una ventina di minuti) e che per il resto non ci abbia capito granché. Per carità, si può anche non indovinare la formazione iniziale, ma poi c'è tutto il tempo per porvi rimedio, con i cinque cambi a disposizione, no? In campo ci sono anche gli avversari, d'accordo, che magari ti confondono le idee e Pioli sì che ha annebbiato con le sue mosse quelle del certaldese, dominando a centrocampo e limitando il più possibile il faretto Lobotka che, povero figlio, non sapeva più che cosa fare per arginare la superiorità numerica dei milanisti. Secondo il mio modesto parere, la partita avrebbe avuto un'altra piega con due esterni alti dal dribbling secco, in modo da limitare le folate di Hernandez che tanto male hanno fatto in campo azzurro, folate che si aggiungevano a quelle di Leao. Vedendo il match, dopo poco tempo mi sono chiesto che cosa ci facessero ancora in campo l'omino della casetta in Canada, Politano e Fabian Ruiz lo spagnolo. Salvo Ospina che, poverino, non gioca partita senza ricevere almeno una caria dolorosa. E Osimhen, furioso e tenace, sul quale è stato commesso un fallo da rigore che Orsato, forse, avrebbe concesso se in avvio non avesse sorvolato sull'ancatina di Koulibaly su Giroud. Frustrante la solitudine di Zolla Gialla senza un minimo di assistenza. Un po' come quella che sta vivendo Vlahovic da quando ha lasciato l'Arno per il Valentino. Per concludere, va detto che Mertens, Lozano ed Elmas hanno contribuito nel finale a tenere viva la speranza di poter raggiungere il pari. Dopo il flop con il Milan, mi astengo da previsioni e tabelle in chiave scudetto, perché non mi va di prendere in giro il meraviglioso pubblico sanpaolino sempre pronto ad accorrere con entusiasmo al richiamo dei beniamini, salvo poi essere puntualmente deluso. E con questo, ho detto tutto.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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