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AGI - Rocchi e il "circolino di oltre 20 arbitri", le rivelazioni di una testimonianza anonima
29.04.2026 09:07 di Napoli Magazine
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L'agenzia di stampa AGI rivela diversi retroscena sull'inchiesta arbitri, che si arricchisce di nuovi dettagli destinati a far discutere. Dopo le prime indagini della Procura di Milano, emergono ora testimonianze che parlano apertamente di un presunto "sistema" interno alla gestione VAR, con dinamiche che potrebbero aver inciso sulla regolarità del campionato. Al centro delle accuse ci sarebbe un gruppo ristretto legato al designatore Gianluca Rocchi, attualmente autosospeso, definito "Un circolino di oltre 20 arbitri" dalla testimonianza. Secondo quanto riferito da una fonte anonima del mondo arbitrale all’AGI, sarebbero stati "più di venti" gli addetti coinvolti in un meccanismo di comunicazione non ufficiale all’interno della sala VAR di Lissone. La testimonianza, raccolta in sei ore di interrogatorio dal pm Maurizio Ascione, descrive un presunto sistema basato su segnali e indicazioni riservate solo a un gruppo selezionato. "Il codice dei segni esisteva – racconta il testimone – ma non tutti ricevevano suggerimenti. Erano destinati solo agli ‘amici’". Nel dettaglio, alcuni arbitri VAR si sarebbero girati verso una vetrata per ricevere indicazioni dai supervisori, in particolare nei momenti chiave delle partite. Un comportamento che, secondo il testimone, non era casuale ma riservato a chi faceva parte di un gruppo ristretto: "Solo chi sapeva di ricevere dritte si girava. Gli altri restavano esclusi". Chi non si adeguava a questo sistema, veniva progressivamente messo da parte, ha spiegato la fonte: "C’era un forte malumore, una ribellione silenziosa tra gli addetti VAR". Le parole più pesanti riguardano l’impatto di queste presunte dinamiche sul campionato: "Per me la frode sportiva è evidente, c’è stata un’alterazione. Poi sarà la magistratura a stabilirlo", ha ribadito il testimone, che aggiunge un ulteriore elemento: l’aumento degli errori arbitrali nell’ultima stagione potrebbe essere legato proprio alla fine di questi presunti "aiuti". "Quest’anno molti stanno sbagliando perché non ricevono più supporto dai supervisori, presenti solo in alcune partite, soprattutto quelle più importanti o utili per favorire qualcuno". Tra i match citati anche gare meno mediatiche, come Udinese-Parma, dove si sarebbe potuto intervenire per agevolare la crescita di alcuni arbitri: "Ero tra i ribelli. L’ho pagata cara. Ho sofferto anche dal punto di vista psicofisico. Ho un forte senso della giustizia e non riuscivo ad accettare quello che stava succedendo". Le nuove rivelazioni aggiungono ulteriore pressione su un’indagine già delicata. La Procura di Milano continua a raccogliere elementi per chiarire eventuali responsabilità e verificare se ci siano state reali interferenze nel sistema VAR.

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AGI - Rocchi e il "circolino di oltre 20 arbitri", le rivelazioni di una testimonianza anonima

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29/04/2026 - 09:07

L'agenzia di stampa AGI rivela diversi retroscena sull'inchiesta arbitri, che si arricchisce di nuovi dettagli destinati a far discutere. Dopo le prime indagini della Procura di Milano, emergono ora testimonianze che parlano apertamente di un presunto "sistema" interno alla gestione VAR, con dinamiche che potrebbero aver inciso sulla regolarità del campionato. Al centro delle accuse ci sarebbe un gruppo ristretto legato al designatore Gianluca Rocchi, attualmente autosospeso, definito "Un circolino di oltre 20 arbitri" dalla testimonianza. Secondo quanto riferito da una fonte anonima del mondo arbitrale all’AGI, sarebbero stati "più di venti" gli addetti coinvolti in un meccanismo di comunicazione non ufficiale all’interno della sala VAR di Lissone. La testimonianza, raccolta in sei ore di interrogatorio dal pm Maurizio Ascione, descrive un presunto sistema basato su segnali e indicazioni riservate solo a un gruppo selezionato. "Il codice dei segni esisteva – racconta il testimone – ma non tutti ricevevano suggerimenti. Erano destinati solo agli ‘amici’". Nel dettaglio, alcuni arbitri VAR si sarebbero girati verso una vetrata per ricevere indicazioni dai supervisori, in particolare nei momenti chiave delle partite. Un comportamento che, secondo il testimone, non era casuale ma riservato a chi faceva parte di un gruppo ristretto: "Solo chi sapeva di ricevere dritte si girava. Gli altri restavano esclusi". Chi non si adeguava a questo sistema, veniva progressivamente messo da parte, ha spiegato la fonte: "C’era un forte malumore, una ribellione silenziosa tra gli addetti VAR". Le parole più pesanti riguardano l’impatto di queste presunte dinamiche sul campionato: "Per me la frode sportiva è evidente, c’è stata un’alterazione. Poi sarà la magistratura a stabilirlo", ha ribadito il testimone, che aggiunge un ulteriore elemento: l’aumento degli errori arbitrali nell’ultima stagione potrebbe essere legato proprio alla fine di questi presunti "aiuti". "Quest’anno molti stanno sbagliando perché non ricevono più supporto dai supervisori, presenti solo in alcune partite, soprattutto quelle più importanti o utili per favorire qualcuno". Tra i match citati anche gare meno mediatiche, come Udinese-Parma, dove si sarebbe potuto intervenire per agevolare la crescita di alcuni arbitri: "Ero tra i ribelli. L’ho pagata cara. Ho sofferto anche dal punto di vista psicofisico. Ho un forte senso della giustizia e non riuscivo ad accettare quello che stava succedendo". Le nuove rivelazioni aggiungono ulteriore pressione su un’indagine già delicata. La Procura di Milano continua a raccogliere elementi per chiarire eventuali responsabilità e verificare se ci siano state reali interferenze nel sistema VAR.