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CATANZARO - Il d.s. Polito: "Ora dobbiamo completare l'opera, Aquilani è un grande allenatore, Napoli? Tornare a casa sarebbe un sogno, ci sono andato vicino qualche anno fa"
21.05.2026 15:24 di Napoli Magazine
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Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito: "Ringrazio tutti per i complimenti, ma dobbiamo completare l’opera. Ieri l’allenatore e la squadra sono stati stoici, ad un certo punto mi facevano anche pena perché sembravano soli contro un popolo come quando metti dei leoni a combattere. Invece, nonostante siano andati in svantaggio dopo due minuti, la squadra ha giocato a calcio, ha difeso con i denti e ha lottato su ogni palla. I ragazzi in campo sono stati encomiabili. Quella di ieri è stata la partita più bella che abbiamo mai giocato per come l’abbiamo affrontata. È stato come vedere Davide contro Golia. Sapevamo che Palermo City ha un potenziale economico che va al di là della Serie B. Noi con le nostre idee, con un allenatore che sa quello che vuole, una squadra di giovanotti che sono lo zoccolo duro di questa squadra e la base da cui deriva tutto, la fame, la voglia di ottenere insieme alle qualità della squadra, la freschezza e lo spirito combattivo che riesco a trasmettere ancora siamo riusciti a conquistarci una finale impensabile con grande onore. L’idea di ingaggiare Aquilani è nata l’anno scorso quando cominciai il mio percorso nella dirigenza del Catanzaro. La nostra squadra giocava un calcio propositivo e tutti volevano vedere una squadra che giocasse a calcio poiché Vivarini aveva fatto un ottimo lavoro. Quindi tutto il discorso era concentrato sull’allenatore. Dopo di che, Aquilani all’inizio non se l'è sentita poiché era stato vicino alla Fiorentina e per venire qui doveva avere la forza di buttarsi nel fuoco. Quindi, non se la sentiva e ha fatto un anno sabbatico per scelta a causa della situazione legata alla Fiorentina che gli era stata promessa e non è andato. Siccome la società mi aveva chiesto un po’ di minutaggio e la squadra aveva determinate caratteristiche, quest’anno sono tornato su di lui poiché lo ritenevo l’allenatore perfetto. Lui è il numero uno dei condottieri, mi auguro che il Catanzaro possa tenerselo stretto, ma lui sarà il futuro degli allenatori del calcio italiano poiché è un grande uomo e allenatore. Qualora dovesse riuscire l’impresa a Monza, sarà la proprietà a decidere se io che a Aquilani saremo gli attori principali per la prossima stagione. Dopo tanti anni di gavetta, io vivo unpo’ al momento quindi devi aspettarti anche una possibilità in un calcio di poche idee e molto di rapporti. Il Monza è una grande corazzata di squadra dove è stato fatto un ottimo lavoro, ma in un modo diverso. Tra l’altro, l’allenatore è un mio amico. Riportare la Calabria in Serie A sarebbe come vedere il riscatto di un popolo che merita un riscatto sociale e che per 50 anni ha subito tanto. Noi lo sentiamo addosso, la gente ci osanna come se fossimo degli idoli e ci amano. Noi abbiamo sempre cercato di dare tanto in termini di sacrifici e di uomini. Noi la città la viviamo come se fosse nostra. Monte ingaggio basso? Sono anni che lavoro così e tutto ciò mi rende orgoglioso. La nostra è una grande proprietà che è priva di sostenibilità poiché la nostra società non è di proprietà di un fondo ed è lo stesso presidente che mette i soldi dalla propria tasca in modo che si lavora con le idee con le quali si può colmare il gap. La generazione di oggi è cambiata rispetto ai tempi passati. Prima i calciatori erano come dei banditi, oggi i giovani cercano di comunicare poiché lo ricercano e ne hanno bisogno. Non è più come prima, io ho iniziato la scuola calcio a 13 anni, facevo l’autostop per allenarmi, oggi se non c’è il campo sintetico i genitori non portano i loro figli a giocare. Tutti i nostri figli sono ovattati. Mia mamma è venuta una sola volta a vedermi al campo, oggi se sei un genitore lo devi essere a tempo pieno come si svolge un lavoro. Prima ti dovevi alzare le maniche, io ho preso l’aereo e il treno da solo a 15 anni e vivevo da solo con i più grandi. Avevamo una fame incredibile. Quelle sono esperienze che ti formano a livello caratteriale, oggi non più così poiché i ragazzi con la Playstation e i social non si formano, ma come vuoi migliorare così? Non è vero che il talento non c’è. Il talento c’è ancora, ma non c’è la fame che io cerco sempre di inculcare alla mia squadra. Io ho avuto un grande condottiero che insieme al suo staff si mettono a fine allenamento a lavorare con i singoli e a migliorare i giocatori. Sono devastanti e questo mi rende orgoglioso. La nostra forza è rappresentata dagli allenatori, se sbagliamo l'allenatore, sbagliamo tutto poiché i giocatori non valgono quanto gli allenatori. Antonio Conte portava risultati, un altro può portare bel gioco e risultati. Se ci riescono sono bravi, sicuramente è una bella gatta da pelare. I dirigenti del Napoli sanno quello che devono fare, non sono degli sprovveduti. Tornare a casa sarebbe un sogno, qualche anno fa ci sono andato vicino, ma non era il momento. Magari un giorno succederà, mai dire mai nella vita".

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CATANZARO - Il d.s. Polito: "Ora dobbiamo completare l'opera, Aquilani è un grande allenatore, Napoli? Tornare a casa sarebbe un sogno, ci sono andato vicino qualche anno fa"

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21/05/2026 - 15:24

Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito: "Ringrazio tutti per i complimenti, ma dobbiamo completare l’opera. Ieri l’allenatore e la squadra sono stati stoici, ad un certo punto mi facevano anche pena perché sembravano soli contro un popolo come quando metti dei leoni a combattere. Invece, nonostante siano andati in svantaggio dopo due minuti, la squadra ha giocato a calcio, ha difeso con i denti e ha lottato su ogni palla. I ragazzi in campo sono stati encomiabili. Quella di ieri è stata la partita più bella che abbiamo mai giocato per come l’abbiamo affrontata. È stato come vedere Davide contro Golia. Sapevamo che Palermo City ha un potenziale economico che va al di là della Serie B. Noi con le nostre idee, con un allenatore che sa quello che vuole, una squadra di giovanotti che sono lo zoccolo duro di questa squadra e la base da cui deriva tutto, la fame, la voglia di ottenere insieme alle qualità della squadra, la freschezza e lo spirito combattivo che riesco a trasmettere ancora siamo riusciti a conquistarci una finale impensabile con grande onore. L’idea di ingaggiare Aquilani è nata l’anno scorso quando cominciai il mio percorso nella dirigenza del Catanzaro. La nostra squadra giocava un calcio propositivo e tutti volevano vedere una squadra che giocasse a calcio poiché Vivarini aveva fatto un ottimo lavoro. Quindi tutto il discorso era concentrato sull’allenatore. Dopo di che, Aquilani all’inizio non se l'è sentita poiché era stato vicino alla Fiorentina e per venire qui doveva avere la forza di buttarsi nel fuoco. Quindi, non se la sentiva e ha fatto un anno sabbatico per scelta a causa della situazione legata alla Fiorentina che gli era stata promessa e non è andato. Siccome la società mi aveva chiesto un po’ di minutaggio e la squadra aveva determinate caratteristiche, quest’anno sono tornato su di lui poiché lo ritenevo l’allenatore perfetto. Lui è il numero uno dei condottieri, mi auguro che il Catanzaro possa tenerselo stretto, ma lui sarà il futuro degli allenatori del calcio italiano poiché è un grande uomo e allenatore. Qualora dovesse riuscire l’impresa a Monza, sarà la proprietà a decidere se io che a Aquilani saremo gli attori principali per la prossima stagione. Dopo tanti anni di gavetta, io vivo unpo’ al momento quindi devi aspettarti anche una possibilità in un calcio di poche idee e molto di rapporti. Il Monza è una grande corazzata di squadra dove è stato fatto un ottimo lavoro, ma in un modo diverso. Tra l’altro, l’allenatore è un mio amico. Riportare la Calabria in Serie A sarebbe come vedere il riscatto di un popolo che merita un riscatto sociale e che per 50 anni ha subito tanto. Noi lo sentiamo addosso, la gente ci osanna come se fossimo degli idoli e ci amano. Noi abbiamo sempre cercato di dare tanto in termini di sacrifici e di uomini. Noi la città la viviamo come se fosse nostra. Monte ingaggio basso? Sono anni che lavoro così e tutto ciò mi rende orgoglioso. La nostra è una grande proprietà che è priva di sostenibilità poiché la nostra società non è di proprietà di un fondo ed è lo stesso presidente che mette i soldi dalla propria tasca in modo che si lavora con le idee con le quali si può colmare il gap. La generazione di oggi è cambiata rispetto ai tempi passati. Prima i calciatori erano come dei banditi, oggi i giovani cercano di comunicare poiché lo ricercano e ne hanno bisogno. Non è più come prima, io ho iniziato la scuola calcio a 13 anni, facevo l’autostop per allenarmi, oggi se non c’è il campo sintetico i genitori non portano i loro figli a giocare. Tutti i nostri figli sono ovattati. Mia mamma è venuta una sola volta a vedermi al campo, oggi se sei un genitore lo devi essere a tempo pieno come si svolge un lavoro. Prima ti dovevi alzare le maniche, io ho preso l’aereo e il treno da solo a 15 anni e vivevo da solo con i più grandi. Avevamo una fame incredibile. Quelle sono esperienze che ti formano a livello caratteriale, oggi non più così poiché i ragazzi con la Playstation e i social non si formano, ma come vuoi migliorare così? Non è vero che il talento non c’è. Il talento c’è ancora, ma non c’è la fame che io cerco sempre di inculcare alla mia squadra. Io ho avuto un grande condottiero che insieme al suo staff si mettono a fine allenamento a lavorare con i singoli e a migliorare i giocatori. Sono devastanti e questo mi rende orgoglioso. La nostra forza è rappresentata dagli allenatori, se sbagliamo l'allenatore, sbagliamo tutto poiché i giocatori non valgono quanto gli allenatori. Antonio Conte portava risultati, un altro può portare bel gioco e risultati. Se ci riescono sono bravi, sicuramente è una bella gatta da pelare. I dirigenti del Napoli sanno quello che devono fare, non sono degli sprovveduti. Tornare a casa sarebbe un sogno, qualche anno fa ci sono andato vicino, ma non era il momento. Magari un giorno succederà, mai dire mai nella vita".