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FOCUS NM - F1, la Red Bull è campione del mondo costruttori per la sesta volta nella sua storia! I segreti di un dominio indiscusso
25.09.2023 20:03 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il Gran Premio di Suzuka offre il primo verdetto ufficiale della stagione 2023 di Formula 1: grazie alla vittoria, in terra giapponese, di Max Verstappen, la Red Bull si laurea campione del Mondo per la seconda volta consecutiva, la sesta nella sua storia. Il weekend del Giappone conferma che la mancanza di prestazione,evidenziata dalla monoposto di Milton Keyes a Singapore, era solo un evento episodico inserito all’interno di un’annata totalmente dominata dalla RB19. La vittoria della Red Bull, nella classifica costruttori, è inoppugnabile. Il marchio austriaco ha lasciato presagire, fin dalla prima gara, un livello di competitività fin troppo superiore a quello degli avversari, avviando un dominio incontrastato che ha visto una macchina, potenzialmente perfetta, riuscire a vincere ben 16 gare sulle 17 disputate. Quali sono i segreti di una vettura più dominanti della storia di questo sport? Partiamo dai piloti. Max Verstappen si avvia a festeggiare il suo terzo titolo piloti consecutivo, dopo un’annata che ha evidenziato il culmine della sua maturità e della sua capacità di essere dominante se messo nelle giuste condizioni. Da solo, il pilota olandese, ha collezionato più punti di tutte le Scuderie rivali, dato raramente registrato in Formula 1, e si è confermato leader incontrastato in casa Red Bull. La bravura degli addetti ai lavori, divisi tra paddock e quartier generale di Milton Keyes, è stata quella di confezionare una macchina totalmente adatta alle caratteristiche e alle esigenze di “Super Max”, che ha guidato come meglio non poteva. Non è da escludere, però, la presenza di Sergio Perez. E’ evidente che il messicano sia vittima di un periodo tutt’altro che semplice: vivere all’ombra di Max, ha reso l’annata di Perez molto complicata e il confronto, a livello di punti e vittorie, è impietoso. Nonostante ciò, “Checo” ha fatto quello che la Scuderia aveva prefissato come obiettivi minimi. Il messicano ha vinto due gare (secondo pilota più vincente di questa stagione); è secondo, con largo margine, nella classifica piloti e ha, comunque, dimostrato di essere una seconda guida molto valida. Confrontarlo con Verstappen è inutile e delegittimerebbe le evidenti qualità di uno dei migliori secondi violini che Red Bull ha avuto negli ultimi anni. I simboli della vittoria, però, corrispondono ai nomi di Christian Horner, Adrian Newey ed Helmut Marko, i veri leader del box Red Bull. Horner, team principal della vettura campione del mondo, è impeccabile nella gestione di qualsiasi situazione e rappresenta una figura di estrema serietà e autorità all’interno del muretto; Newey è, invece, il padre della RB19 ed è stato a capo del progetto che ha dato la luce a una delle vetture più forti della storia. Impossibile spiegare in poche righe la genialità della figura di Adrian Newey, uomo dalle intuizioni sempre giuste e perennemente attento a ciò che succede negli ambienti circostanti. La foto che riassume le capacità del più importante uomo che lavora in Red Bull è quella di lui che osserva attentamente la Mercedes W14, sua rivale, fino a scriverci pagine e pagine di appunti, mentre gli altri ingegneri erano già andati via da tempo, dopo una breve osservazione. Marko non è solo dirigente e consulente del team, ma è anche una storica figura del marchio e ha sempre voluto metterci la faccia nelle discussioni che coinvolgevano la sua squadra. Menzioni speciali anche per Hugh Bird, ingegnere di Perez, e, soprattutto, lo straordinario Gianpiero Lambiase, capace di tenere a bada una personalità forte come quella di Verstappen. Sul lato tecnico, la Red Bull è stata impeccabile in tutto, a partire dai pit stop dove, elemento poco menzionato ma di enorme importanza, i meccanici vengono istruiti, innanzitutto, sulla postura da tenere nel momento in cui bisogna effettuare il cambio gomme, così da renderlo immediato e maggiormente fluido. Non è un caso se, attualmente, sono proprio i meccanici della RB19 a detenere il record per la sosta più veloce della stagione. La vettura, invece, nasce con genialità enormi e con caratteristiche assolutamente pregevoli: la velocità massima della Red Bull batte chiunque e quest’anno il lavoro si è concentrato anche nel massimizzare l’efficacia del flusso aerodinamico e della deportanza, che permette alla vettura di essere praticamente imprendibile quando viene aperto il DRS. Anche l’aerodinamica in generale, è pregevole e a dimostrarlo c’è una grandiosa stabilità in curva e un telaio che contribuisce alla facilità della guida. La gestione delle temperature e dei pneumatici è il punto focale del dominio Red Bull che, avendo precisione nelle traiettorie, riesce anche a stressare il meno possibile le gomme. La power unit, fornita dalla Honda, è potente e affidabile ed è una evoluzione di quella fornita lo scorso anno, non esente da problemi tecnici, quest’anno del tutto spariti. Insomma, un dominio non avviene mai per caso e, dietro le schiaccianti vittorie della Red Bull, c’è un percorso lavorativo assolutamente impeccabile. La Red Bull ha messo a disposizione la macchina più forte, costruita dagli ingegneri migliori e affidata al pilota, attualmente, migliore, senza dimenticare tutto un contorno di persone che hanno lavorato, chi in pista, chi a Milton Keyes, per progettare uno dei più grandi prodigi della storia automobilistica. A fronte di un campionato totalmente dominato, non si deve far altro, sportivamente, che applaudire e ammirare la Red Bull RB19, meritatamente campione del Mondo 2023.

 

 

Emanuele Petrarca

 

Napoli Magazine

 

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